Intervista all’assessora Paola Pisano: il rilancio di Torino come smart city

ICity Rate 2017, il rapporto annuale realizzato da FPA, per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso per diventare “smart” vede Torino posizionarsi al settimo posto. Al vertice Milano, Bologna e Firenze. Cosa manca ancora alla città subalpina in termini di smart city per essere al vertice delle città più intelligenti d’Italia? Massa Critica ha rivolto la domanda a Paola Pisano, assessora all’Innovazione del Comune di Torino, che ha risposto:

Nel report vengono presi in considerazione aspetti che per essere migliorati hanno bisogno di interventi con misure strutturali che a Torino mancano da molto tempo e sono riprese solo quest’anno.

Ad esempio, per quanto riguarda acqua e aria (Torino 94sima), forti politiche anti-smog e di prevenzione all’inquinamento si stanno strutturando solo da quest’anno. Idem sui rifiuti urbani (65sima) dove grandi campagne di sensibilizzazione per la raccolta differenziata, le stiamo vedendo solo ora.

Sul suolo e territorio (98sima), invece, invertire la tendenza a cementificare il territorio e a consumare suolo è un processo lungo e tortuoso. E per quanto riguarda legalità e sicurezza (67sima) c’è un problema endemico del territorio dove diversi attori devono essere coinvolti e non solo a livello comunale.

“Mettiamo in evidenza che in alcuni temi siamo quasi i migliori in Italia” ha voluto anche sottolineare l’assessora Pisano che fa alcuni esempi presi dalla classifica:

Energia (9a). Abbiamo inaugurato l’Energy Center, un grosso polo di aziende multinazionali, start up e centri interdipartimentali legati all’energia ma anche alla mobilità.
Cultura e Turismo (6a). Si conferma la nuova vocazione (non più “solo automobili”) della città.
Crescita digitale (6a). Si tratta della trasformazione digitale dei servizi e della trasparenza. Questa settimana abbiamo superato l’accesso ai servizi digitali.
Mobilità sostenibile (2a). I benefici di quest’ottimo risultato si vedranno tra qualche anno anche nel miglioramento dell’indicatore “Acqua e Aria”.
Governance e Partecipazione (3a). Stiamo lanciando varie forme di partecipazione tra cui una piattaforma di nome Deciditorino

Serve ancora altro affinché Torino sia più intelligente? Servono “prima di tutto dei cambiamenti nell’organizzazione e nei processi e nelle strategie del Comune per riuscire a diventare più smart” ha aggiunto l’assessora all’Innovazione che elenca le cose che l’amministrazione sta facendo in questo senso:

*Abbiamo creato all’interno 2 gruppi di lavoro dedicati ai dati e all’internet delle cose e cyber security (e infrastruttura reti).
*Stiamo diffondendo la modalità agile di sviluppo di concerto con la nostra in-house Csi e creando comunità aperte che supportino lo sviluppo di servizi digitali.
*Stiamo lavorando sulle migrazioni delle basi dati e sulla loro condivisione interna nonché esternamente per creare nuovi servizi per la p.a. e creare una economia basata sui dati.
*Stiamo mettendo a sistema tutti gli attori.
*Stiamo creando competenze interne e sul territorio che partono dalla P.A.
*Stiamo supportando la nascita di innovazione ad impatto sulla società legata al testing e tecnologia attraverso la partecipazione, coprogettazione attraverso forti investimenti.
*Stiamo sviluppando una città laboratorio di testing di modelli, tecnologie in modo semplificato e non burocratico per rilanciare Torino come centro di nascita di innovazioni e testing: queste innovazioni possono così sviluppare sotto la Mole il modello per scalare, non solo nella nostra città, ma anche a livello nazionale e internazionale.

“Tutto questo – ha concluso l’assessora Pisano – non è compreso nell’indice ICity Rate”.

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