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Animali

Al via la raccolta fondi della Fondazione ZOOM per salvare gli impollinatori

È dedicato agli impollinatori ed alla loro tutela la prima campagna di crowdfunding lanciata dalla Fondazione ZOOM, l’ente di ricerca scientifica, divulgazione ed educazione del bioparco ZOOM impegnata nella tutela della biodiversità.

Un’iniziativa che vuole promuovere la sensibilizzazione delle comunità locali sull’importanza della conservazione in natura di queste specie dalle quali dipende il 75% del cibo che mangiamo. Api, farfalle, bombi, sirfidi e altri insetti sono i “giardinieri” silenziosi del nostro Pianeta: trasportando il polline da un fiore all’altro, permettono la riproduzione delle piante. Purtroppo, però, sono a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici, della perdita dell’habitat per via dell’urbanizzazione e dell’agricoltura intensiva, per nuove malattie e parassiti o la minaccia di specie invasive.

Partecipando alla raccolta fondi, singoli cittadini ed aziende possono contribuire concretamente alla realizzazione un importante corridoio ecologico che permetta agli impollinatori di proliferare sul territorio grazie alla piantumazione di alberi, piante autoctone e fiori che, collegando aree coltivate, boschi e prati, diventerà rifugio, fornendo loro cibo, acqua e riparo.

Il primo obiettivo, di 6.000,00€, permetterà alla Fondazione di finanziare il lavoro di 1 ricercatore, acquistare 9 essenze erbacee monocoltura – selezionate per realizzare strisce botaniche di ricerca sperimentale di 300 mq ciascuna – e 50 tra piante erbacee, alberi e arbusti.

Poiché ogni piccola azione conta e tutti insieme si può collaborare per un cambiamento, numerose sono le possibilità di donazione che la Fondazione ha ideato affinchè non ci sia solo la possibilità di contribuire con la propria quota ad azioni importanti per il Pianeta, ma si possa, anche grazie alle ricompense esperienziali ed uniche associate, partecipare ad attività ludico/educative:

  • adozione di un impollinatore (10€) con report ogni due mesi della situazione in natura
  • guida botanica (20€) in pdf per scoprire come contribuire al corridoio ecologico anche sul proprio balcone o giardino
  • farfalle experience (25€) per un’esperienza unica all’interno dell’Oasi delle Farfalle al Bioparco ZOOM Torino
  • family BioBlitz Adventure (50€) da vivere, insieme ad un ricercatore, con tutta la famiglia in mezzo alla natura
  • evento esclusivo (100€). Una giornata al Bioparco ZOOM in compagnia di entomologi e keeper
  • webinar sostenibilità ambientale (1.500€) 3 incontri dedicati ai dipendenti aziendali sui temi della sostenibilità

Chi volesse sostenere il progetto, contribuendo ad avere un impatto positivo sull’ambiente, potrà donare qui https://www.ideaginger.it/progetti/la-natura-ha-bisogno-di-eroi-salviamo-gli-impollinatori.html


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Ambiente

Il problema delle specie esotiche invasive in Italia

Tra le principali causa di perdita di biodiversità ci sono le  Specie esotiche invasive ovvero specie di animali e di piante originarie di altre regioni geografiche che volontariamente o accidentalmente introdotte sul territorio nazionale, che hanno sviluppato la capacità di costituire e mantenere popolazioni vitali allo stato selvatico e che si insediano da rappresentare una vera e propria minaccia. (altro…)


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Ambiente

La foresta di Bialowieza, il luogo dove è stato salvato dall’estinzione il bisonte europeo

Situata tra Polonia e Bielorussia, la foresta di Bialowieza si erge per più di mille km2 e costituisce ciò che è rimato della foresta vergine che copriva tutta l’Europa Centrale. 876 km2 fanno inoltre parte del Parco Nazionale istituito dalla Polonia e del sito Patrimonio dell’umanità UNESCO. Famosa in tutto il mondo per ospitare il più grande branco in libertà di bisonte europeo – per l’Unesco conta di circa 900 esemplari – la foresta ha una storia centenaria di tutele, istituzioni di riserve di caccia e sfruttamenti da parte delle popolazioni europee.

Il primo a porre una protezione ufficiale a tutela della foresta di Bialowieza fu il re di Polonia Sigismondo il Vecchio nel 1538, istituendo la pena di morte per i bracconieri di bisonti. In precedenza era stata riserva di caccia prima e riserva di cibo per l’esercito del re Ladislao II poi. Dopo molti anni in cui rimase riserva di caccia, lo zar di Russia Paolo I – in seguito alle spartizioni della Confederazione polacco-lituana alla fine del XVIII secolo – rese servi della gleba tutti gli abitanti della foresta e abolì ogni tipo di protezione. Il risultato fu che in 15 anni numerosi cacciatori vi entrarono e la popolazione dei bisonti passo approssimativamente da 500 a 200 individui. Nel 1801 lo zar Alessandro I istituì quindi nuovamente la riserva di Bialowieza e il numero di bisonti salì fino a circa 700 unità. In epoca zarista seguirono poi periodi di tutela alternati a periodi senza protezioni alla foresta, fino alla prima guerra mondiale quando l’esercito imperiale tedesco prese la foresta. Al termine dell’occupazione era stato ucciso ogni esemplare di bisonte europeo del luogo.

Dal 1921 parte della foresta si trova all’interno del Parco Nazionale istituito dal governo polacco, nel quale vennero reintrodotti alcuni esemplari di bisonte europeo, comprati tra i pochi rimasti in alcuni giardini zoologici sparsi per l’Europa. Dopo la Seconda Guerra Mondiale la foresta fu divisa tra Polonia e Bielorussia e nel 1992 venne infine inserita nei siti Patrimonio dell’umanità UNESCO e venne poi riconosciuta come Riserva della Biosfera.

Oggi la foresta ospita la riserva di bisonti europei e moltissime altre specie tra le quali alci, castori, cinghiali, lupi, varie specie di uccelli, cervi e cavalli selvatici. La “riserva stretta” – ovvero la parte più centrale, caratterizzata da una pressoché totale mancanza di ingerenza umana – può essere inoltre visitata con l’accompagnamento di guide specializzate. La foresta è quindi anche una risorsa economica molto importante per i villaggi locali poiché permette un afflusso turistico pressoché continuo. Tuttavia, nella parte polacca, il Parco Nazionale copre solo il 16% dell’estensione totale della foresta e sono in atto numerose proteste, con Greenpeace che negli ultimi anni ha denunciato uno sfruttamento sempre maggiore di legname nella parte della foresta non protetta, anche a fronte di una sentenza della Corte di Giustizia Europea in cui si invitava la Polonia a rispettare i suoi obblighi di protezione forestale.


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Ambiente

Greenpeace: Olanda riduce del 30% gli animali allevati per proteggere l’ambiente

Il governo olandese ha reso noti i suoi piani per dimezzare le emissioni di azoto nazionali entro il 2030, anche attraverso la riduzione del 30% dei capi allevati. Si tratta del primo Paese in Europa a prendere questa strada, che il mondo scientifico indica ormai da tempo, avvertendo che le soluzioni tecnologiche non sono sufficienti a ridurre gli impatti del settore zootecnico, se non si interviene anche sul numero e sulla densità degli animali allevati. L’accordo non lascerà soli gli allevatori: sono stati stanziati 25 miliardi di euro per accompagnare questa transizione. (altro…)


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