Sostenibilità
La Relazione sullo Stato dell’Ambiente del Piemonte 2024
Martedì 9 luglio 2024 Regione Piemonte e Arpa Piemonte hanno presentato la Relazione sullo Stato dell’Ambiente 2024 Noi e l’ambiente con un evento al Museo Regionale di Scienze Naturali in via Accademia Albertina 15, Torino.
Il portale offre informazioni ufficiali, affidabili e verificate attraverso più di 150 indicatori relativi alle grandi tematiche ambientali: aria, acqua, clima e territorio.
Gli indicatori descrivono le condizioni ambientali e la loro evoluzione nel tempo sulla base delle conoscenze derivanti dal monitoraggio, dal controllo e dall’attività di anali-si ed elaborazione esperta dei dati.
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Sostenibilità
In Canada, Messico e Stati Uniti il mondiale di calcio più caldo della storia
Come racconta Covering Climate Now , quest’estate il Mondiale sarà diverso da qualsiasi altro nella storia ultradecennale dell’evento sportivo più seguito al mondo. Mai prima d’ora giocatori in campo e spettatori sugli spalti hanno dovuto affrontare un caldo così intenso come quello previsto nelle partite dei prossimi 39 giorni, a partire dall’esordio di oggi tra Messico e Sudafrica. Questo calore extra dipende in larga misura dall’aumento delle temperature globali causato dalla combustione di combustibili fossili, perciò il Mondiale 2026 non è soltanto una storia sportiva, ma anche climatica.
Le temperature al momento del calcio d’inizio in molte sedi ospitanti negli Stati Uniti e in Messico dovrebbero essere più alte rispetto a qualsiasi precedente Coppa del Mondo, secondo nuovi studi scientifici. La Coppa del Mondo del 2022 si è svolta in Qatar, ma il caldo del deserto fu in parte compensato dallo spostamento del torneo dall’estate all’inverno e dalla disputa delle partite in stadi climatizzati. Climate Central, organizzazione scientifica senza fini di lucro, ha rilevato che il cambiamento climatico ha aumentato il numero di giornate estive estremamente calde in 14 delle 16 città che ospitano le gare del 2026. Tra le più esposte c’è Miami, che oggi registra circa due settimane in più di caldo estremo tra giugno e luglio rispetto agli anni Settanta.
In previsione di questo caldo eccezionale, la FIFA ha compiuto un passo straordinario ordinando agli arbitri di applicare una pausa di tre minuti a metà di ciascun tempo, così che i giocatori possano riposare e reidratarsi. Nonostante ciò, il caldo potrebbe essere così intenso, soprattutto a Miami, Dallas, Houston, Kansas City, Guadalajara e Città del Messico, da compromettere la prestazione dei calciatori — velocità di corsa, minuti giocabili e tenuta fisica — in 97 delle 104 partite totali. «Ha un impatto enorme sul modo in cui giochi», ha detto l’ex calciatrice professionista Marisa Abegg. Questo, a sua volta, influisce sul ritmo della partita e sui risultati: squadre che fanno più affidamento su velocità o resistenza potrebbero trovarsi in svantaggio.
Anche gli spettatori ne pagheranno le conseguenze. Undici delle 16 sedi sono stadi all’aperto, dove il pubblico dovrà sopportare per intero caldo e umidità. Gli esperti sanitari avvertono rischi maggiori di colpo di calore, disidratazione e insufficienza renale. In risposta, alcuni impianti stanno aggiungendo postazioni di raffreddamento, tende nebulizzate e personale medico supplementare.
C’è poi un altro aspetto climatico da non trascurare: ciò che il Mondiale fa al clima. Secondo un articolo del Guardian, il torneo di quest’anno è «in rotta per diventare il Mondiale più inquinante di sempre, con emissioni totali di gas serra quasi doppie rispetto alla media storica». Il giornale cita vari “autogol della FIFA”, tra cui l’aumento delle squadre da 32 a 48. Il fattore più pesante resta però la scelta di tre Paesi ospitanti invece di uno solo: Messico, Stati Uniti e Canada sono vasti territori, quindi squadre e tifosi dovranno spostarsi su lunghe distanze in aereo, uno dei mezzi di trasporto più intensivi in termini di carbonio. E, secondo il Guardian, anche la partnership stipulata nel 2024 con Aramco appare come un accordo di sponsorship che sembra uscito da un laboratorio di greenwashing.
In sintesi, i giornalisti hanno molti spunti climatici da esplorare seguendo il Mondiale 2026. Lo stesso valeva per le Olimpiadi invernali di quest’anno, per quelle del 2022 e per le Olimpiadi estive del 2024. In ciascun caso, però, la copertura giornalistica è rimasta spesso deludente sul legame tra clima e grandi eventi sportivi. I prossimi 39 giorni diranno se il Mondiale 2026 farà davvero eccezione.
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Eventi
5 giugno 2026 Giornata Mondiale dell’Ambiente: ripensare i modelli economici e sociali che contribuiscono alla crisi ambientale, promuovendo approcci più sostenibili
Il 5 giugno 2026 la comunità internazionale celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1972 in occasione della Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente Umano. La Giornata rappresenta una delle principali iniziative globali dedicate alla sensibilizzazione sulle questioni ambientali e alla promozione di azioni concrete per la tutela del pianeta.
La Giornata Mondiale dell’Ambiente richiama l’attenzione sul legame sempre più evidente tra protezione dell’ambiente e diritti umani. Gli effetti del cambiamento climatico, dell’inquinamento e della perdita di biodiversità incidono infatti direttamente sul godimento di diritti fondamentali, tra cui il diritto alla salute, all’acqua, all’alimentazione e a un livello di vita adeguato.
L’edizione 2026 pone particolare attenzione alla necessità di ripensare i modelli economici e sociali che contribuiscono alla crisi ambientale, promuovendo approcci più sostenibili e una relazione più equilibrata tra attività umane e ambiente naturale. Nel corso degli anni, la Giornata Mondiale dell’Ambiente è diventata una piattaforma globale per promuovere politiche ambientali più efficaci e incoraggiare la partecipazione collettiva nella lotta contro il degrado ambientale. Tra le iniziative internazionali legate alla ricorrenza figurano campagne di riforestazione, attività di pulizia degli spazi pubblici, programmi educativi e campagne di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità.
Le Nazioni Unite sottolineano inoltre come la protezione dell’ambiente non rappresenti soltanto una questione ecologica, ma una condizione fondamentale per lo sviluppo sostenibile, la giustizia sociale e la tutela delle generazioni future.
In un contesto segnato dall’aumento degli eventi climatici estremi, dall’inquinamento e dalla crescente pressione sulle risorse naturali, la Giornata Mondiale dell’Ambiente costituisce un’occasione per ribadire l’urgenza di un’azione internazionale coordinata. La ricorrenza invita governi, istituzioni e società civile a rafforzare il proprio impegno nell’affrontare la crisi ambientale e nel promuovere modelli di sviluppo più equi, sostenibili e rispettosi dei diritti umani.
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Innovazione
Green Jobs: 920.000 posti a rischio tra ricambio generazionale e divario di competenze
La transizione ecologica non è un costo, ma la più grande opportunità di sviluppo e occupazione del nostro secolo. È questo il messaggio chiave del nuovo libro di Tessa Gelisio e Marco Gisotti “GREEN JOBS. Come transizione ecologica e intelligenza artificiale stanno cambiando il lavoro” (Edizioni Ambiente). Un’analisi che diventa fondamentale in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026, dedicata quest’anno proprio alle azioni urgenti per il clima e alle soluzioni basate sulla natura. Il libro spiega come la lotta alla crisi climatica e la tutela degli ecosistemi siano diventate il vero baricentro strategico ed economico su cui investire e creare occupazione. (altro…)
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