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Spazio

Luca Parmitano: chi è l’astronauta italiano che piloterà Artemis 3

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Luca Parmitano è uno dei volti più autorevoli dell’astronautica italiana ed europea. Nato a Paternò, in provincia di Catania, il 27 settembre 1976, ha costruito la propria carriera tra Aeronautica Militare, voli di prova e addestramento spaziale fino a diventare astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea nel 2009.

La sua storia è quella di un professionista capace di unire disciplina militare, competenza tecnica e sangue freddo. Prima ancora di entrare nel corpo astronauti dell’ESA, Parmitano aveva maturato esperienza come pilota collaudatore sperimentatore, un ruolo che richiede precisione estrema e grande capacità di gestione del rischio.

Il suo nome è entrato nella storia nel 2013, quando ha partecipato alla missione Volare verso la Stazione Spaziale Internazionale. In quell’occasione è stato il primo italiano a compiere attività extraveicolari, cioè passeggiate spaziali fuori dalla ISS, segnando un traguardo simbolico per il Paese.

La missione del 2013 ha reso Parmitano una figura di riferimento anche fuori dall’ambiente tecnico. Durante quella prima permanenza nello spazio ha trascorso 166 giorni, 6 ore e 17 minuti in orbita, lavorando su esperimenti legati a fisiologia umana, fluidi, combustibili biologici e radiazioni. Quella missione è ricordata anche per un episodio drammatico: durante una passeggiata spaziale si verificò una perdita d’acqua nel casco, situazione che costrinse a interrompere l’attività. L’evento mostrò quanto il lavoro nello spazio resti complesso e potenzialmente pericoloso anche per astronauti altamente addestrati.

Nonostante ciò, Parmitano consolidò la propria reputazione di astronauta solido e affidabile. Il coraggio dimostrato in quella circostanza contribuì a trasformarlo in una delle personalità più riconoscibili dell’ESA e in un simbolo della capacità italiana di competere ai massimi livelli della ricerca spaziale Nel 2019 Parmitano è tornato sulla ISS con la missione Beyond, parte dell’Expedition 60/61. Durante questa seconda esperienza ha assunto anche il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale, diventando il primo italiano e il terzo europeo a guidare la ISS in orbita. La missione si è conclusa nel febbraio 2020 dopo 201 giorni nello spazio e quattro attività extraveicolari. Si è trattato di un risultato di grande valore non solo tecnico, ma anche istituzionale: la sua leadership ha rafforzato l’immagine dell’Italia come partner di primo piano nella cooperazione spaziale internazionale.

Nel frattempo, Parmitano ha continuato a ricoprire ruoli di rappresentanza e responsabilità all’interno dell’ESA. Secondo il suo profilo pubblico, dal 2023 risulta impegnato come JSC/EAC Liaison Officer e Lead Astronaut, confermando una presenza attiva nella struttura astronautica europea.

Il valore di Parmitano non sta solo nei record, ma nella combinazione di competenze che porta con sé. È un pilota esperto, un astronauta con addestramento internazionale e un comunicatore capace di raccontare lo spazio con chiarezza, avvicinando il grande pubblico a temi spesso percepiti come lontani.

La sua figura è particolarmente interessante anche dal punto di vista narrativo: non rappresenta soltanto l’eroe spaziale, ma un professionista che ha costruito passo dopo passo una carriera fondata su preparazione, resilienza e spirito di squadra. Questo lo rende un soggetto ideale per articoli divulgativi, approfondimenti storici e contenuti SEO legati allo spazio e alla tecnologia.

Per l’Italia, Parmitano è diventato un riferimento generazionale. Il suo percorso dimostra che la presenza italiana nello spazio non è episodica, ma parte di una tradizione solida che unisce ricerca, difesa, industria aerospaziale e cooperazione europea.

Nel giugno 2026 è arrivata una nuova conferma del suo ruolo centrale nello spazio europeo: fonti recenti indicano Luca Parmitano come pilota della missione Artemis III, selezione che lo proietta verso la nuova fase dell’esplorazione lunare.

Si tratta di un passaggio di enorme valore simbolico. Artemis III è pensata come missione di test preparatoria per il ritorno umano sulla Luna, e il coinvolgimento di un astronauta italiano in un incarico così rilevante rafforza ulteriormente il prestigio internazionale di Parmitano e dell’ESA.
Per il pubblico italiano, la sua traiettoria è la prova che lo spazio non è più soltanto materia da specialisti, ma un campo strategico dove competenze, politica industriale e visione scientifica si incontrano. Parmitano incarna proprio questa evoluzione.


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Il Ministro dell’Università e della Ricerca ha visitato lo Stellar Hub di Space Industries a Settimo Torinese

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Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Sen. Anna Maria Bernini, ha visitato lo Stellar Hub di Space Industries, il nuovo impianto industriale alle porte di Torino dedicato all’assemblaggio, all’integrazione e ai test di satelliti.
Ad accoglierla al suo arrivo presso lo stabilimento sono stati il CEO di Space Industries, Giuseppe Santangelo, e la Sindaca di Settimo Torinese, Elena Piastra. Alla visita hanno preso parte anche il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, l’Assessore regionale alle Attività produttive e all’Internazionalizzazione, Andrea Tronzano, la Vicesindaca della Città di Torino, Michela Favaro, il Rettore del Politecnico di Torino, prof. Stefano Corgnati, e la Rettrice dell’Università degli Studi di Torino, prof.ssa Cristina Prandi. Oltre a loro, anche l’ing. Augusto Cramarossa, dell’Agenzia Spaziale Italiana e il dr. Giovanni Ambrosi, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

La visita è iniziata con un percorso all’interno delle aree produttive dello Stellar Hub — il nome con cui è stato ribattezzato l’impianto produttivo — attualmente in fase di completamento. Le infrastrutture di test hanno già ospitato le prime attività, mentre l’inaugurazione ufficiale della fabbrica e la piena operatività delle linee produttive sono previste entro la fine dell’anno.
Accompagnato dal CEO Giuseppe Santangelo, dal General Manager Alberto Dosio e dall’Head of Facility Francesco Urbino, il Ministro ha visitato i circa 2.000 metri quadrati di camera pulita nei quali potranno essere assemblati, integrati e collaudati in serie satelliti fino a 600 chilogrammi.
La facility è stata progettata per raggiungere, a pieno regime e in funzione delle caratteristiche dei diversi programmi, una capacità produttiva teorica massima fino a 140 satelliti all’anno.
Nel corso del percorso sono state illustrate le principali infrastrutture tecnologiche presenti nello stabilimento, tra cui gli impianti per i test termovuoto, il sistema per le prove vibrazionali, la camera anecoica, l’area dedicata ai test di propulsione e gli spazi modulari destinati alle attività di assemblaggio e integrazione.


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Spazio

Reid Wiseman e Christina Koch astronauti della missione Artemis, nella sede di Thales Alenia Space a Torino

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Gli astronauti della missione Artemis II hanno fatto tappa nella sede di Thales Alenia Space a Torino celebrando il contributo italiano alla missione lunare.
Alla visita hanno partecipato il Comandante Reid Wiseman e la Mission Specialist di Artemis II Christina Koch. I due astronauti hanno raccontato le loro emozioni ed espresso il loro ringraziamento per il contributo italiano.

“Siamo tornati a viaggiare verso la Luna grazie a voi, avete creato questo incredibile momento”, ha detto Koch, alla quale si è aggiunto il collega, sottolineando che “è stato perfetto e voi lo avere reso possibile. Niente è andato storto, meglio di un simulatore e di qualsiasi altra esperienza”, ha aggiunto Wiseman, confidando che il loro spazio preferito era la cupola “dalla quale vedevamo quanto è meraviglioso questo pianeta”. Un entusiasmo a cui si è aggiunto quello del management delle aziende coinvolte. “Voi rappresentate quello che abbiamo realizzato” ha detto agli astronauti Giampiero Di Paolo , amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, sottolineando che la Luna “è una base per andare oltre, per continuare a esplorare lo spazio per fare della Terra un posto migliore in cui vivere”.

Di “un viaggio tecnologico ma anche un sogno, di cui voi siete gli ambasciatori” ha poi parlato Massimo Claudio Comparini, managing director della Divisione Spazio di Leonardo e presidente del Cda di Thales Alenia Space. “Questa – ha aggiunto parlando dello stabilimento di Thales Alenia Space – è un’ambasciata del sistema aerospaziale italiano e tornare sulla Luna, e magari un giorno partite dalla Luna per destinazioni più lontane, è un grande messaggio per il futuro”. “Tutto è cominciato qui – ha concluso Howard Hu, Orion program manager -, le vostre mani, la vostra ingegneria, il vostro impegno lo hanno permesso. È per i vostri sacrifici e il vostro lavoro che abbiamo avuto una missione”.


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Spazio

Il lancio di prova di Starship 13 di SpaceX abortisce all’ultimo secondo

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SpaceX ha cancellato il nuovo volo di test in volo di Starship, il veicolo di SpaceX progettato per le future missioni verso la Luna e Marte.

Il tredicesimo lancio era previsto alle 00.45 italiane e avrebbe dovuto essere il primo lancio da quando SpaceX si è quotata a Wall Street.

Il lancio era arrivato alla fine del count down, ma non è riuscita a portare a termine l’operazione per dei problemi ai motori del primo stadio del gigantesco veicolo, provocando l’annullamento del lancio.

Non è ancora noto quando si tenterà un nuovo lancio: “Ci prenderemo del tempo per analizzare a fondo cosa abbia scatenato l’annullamento una volta che il booster ha iniziato l’accensione per il lancio, e poi capiremo quale sarà la strada da seguire”, ha dichiarato Dan Huot di SpaceX durante la diretta del lanco. Speriamo di tornare prestissimo per il Volo 13 e fare un altro tentativo per far decollare Starship dalla rampa”,


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