Bicicletta
Appennino Bike Tour: dalla Liguria alla Sicilia per duemila seicento chilometri in bicicletta completamente attrezzati
Tutte le tappe di Appennino Bike Tour
I consigli per chi pedala
Pedalare fa bene al clima
Per ogni 50 km percorsi in bicicletta invece che in automobile si risparmiano circa 7,5 kg di CO2, il gas che provoca il cambiamento climatico
La bici fa bene all’umore
Pedalare in montagna, con l’aria più frizzante e i paesaggi aperti, migliora l’umore grazie al maggiore rilascio di endorfine, le naturali sostanze euforizzanti prodotte dal nostro organismo.
Se possibile usa il treno per arrivare alla partenza del tuo viaggio in bici
In ferrovia si produce l’88% in meno delle emissioni di gas che minacciano il clima rispetto all’auto privata.
Pedalare in natura…
consente una maggiore ossigenazione e un maggior rafforzamento dei muscoli rispetto alla pedalata in aree urbane.
Non lasciate traccia del vostro passaggio
Un ciclista responsabile non lascia rifiuti nell’ambiente, ricicla e smaltisce correttamente la spazzatura e non altera gli habitat naturali. Oltre a non aggiungere niente all’ambiente, non sottrae nulla, quindi non prende souvenir come fiori, piante, sassi, nidi, piume e altri oggetti.
In sella nel modo giusto
Una corretta posizione della sella e del manubrio evita gran parte dei problemi alla schiena.
Anzi nella maggioranza dei casi, rafforzando la muscolatura addominale, lombare e dorsale, la bici agisce positivamente proprio sulle articolazioni.
La bici fa dimagrire in modo sano
In un’ora si bruciano dalle 300 alle 500 kcal a seconda della velocità e della pendenza del percorso; gli allenamenti più intensi arrivano a consumi pari a 700 kcal.
Compra prodotti freschi locali nei paesi dell’Appennino Bike Tour
Questo significa dare una mano alle economie delle zone interne e tenere vive tradizioni culinarie importanti.
I veri ciclisti usano sempre il caschetto
Indossare il casco potrebbe salvarti la vita. Secondo uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine, i ciclisti col casco hanno registrato una riduzione del rischio dell’85% di riportare ferite alla testa e dell’88% di riportare danni cerebrali.
È buona norma togliere gli indumenti sudati non appena si smette di pedalare
Al termine dell’esercizio fisico è consigliabile cambiare quanto prima possibile gli indumenti indossati per ridurre il rischio di incorrere in malanni come raffreddori, stati influenzali o contratture.
Proteggiti dai raggi ultravioletti
Quando si pedala è bene proteggersi dai raggi ultravioletti che potrebbero creare problemi al viso e agli occhi. È sempre consigliato quindi utilizzare creme protettive e occhiali da sole.
Bevi spesso
Idratati in maniera adeguata per ripristinare la perdita di liquidi e sali minerali persi durante l’attività fisica. Questo vale anche nei mesi invernali o quando la temperatura scende. Con l’aria fredda aumenta il rischio di disidratazione per cui è consigliato bere adeguatamente prima, durante e dopo l’attività fisica.
Pedalare in inverno dà grandi benefici allo stato generale di salute
L’attività all’aperto nei mesi più freddi può essere praticata, con le dovute accortezze, da tutti i soggetti in buona salute, anche con temperature intorno a 0°. Con il freddo vengono bruciate più calorie. In pratica, la trasformazione dei grassi di riserva in grassi da eliminare, accelera l’eliminazione dei chili superflui.
Una persona di 60 chili pedalando per un’ora consuma tra le 240 e le 480 kcal
Se andiamo piano in un’ora bruciamo l’equivalente di 175 grammi di pasta cotta o di 700 grammi di broccoli. Se andiamo veloci consumiamo l’equivalente di un chilo di trota o di tre uova.
Evitate i prodotti monouso in plastica
I rifiuti in plastica stanno letteralmente invadendo il nostro Pianeta. Per quanto sia complicato eliminare del tutto il consumo di plastica dalle nostre abitudini quotidiane, possiamo prendere alcuni accorgimenti per limitare l’utilizzo dei prodotti usa e getta. Innanzitutto evitiamo le bottiglie di plastica e scegliamo le borracce.
Mangia la giusta dose di proteine animali
Non esagerare con la carne rossa anche durante il bike tour. Gli allevamenti intensivi sono un fattore di inquinamento e produzione di gas serra (sono responsabili di quasi un sesto delle emissioni di CO2). Senza fare scelte radicali l’attuale consumo di carne può essere limitato.
Rispetta le regole della raccolta differenziata di rifiuti nei paesi del bike tour
Usa con attenzione i bidoni, separando i rifiuti secondo le richieste delle amministrazioni locali. Il turismo su due ruote sia lieve anche nella sua impronta ambientale.
Attento ai pedoni
Soprattutto se stai utilizzando una bicicletta elettrica, rispetta le precedenze per pedoni nelle aree abitate e gli escursionisti sulle strade bianche.
Il turismo green rispetta le diverse attività che si svolgono all’aria aperta.
Il bike tour aiuta l’Italia
Le aree interne del nostro Paese hanno bisogno di un turismo ‘verde’ e rispettoso dell’ambiente e delle comunità per aiutare a contrastare lo spopolamento. Quindi, grazie per aver intrapreso questo viaggio.
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Bicicletta
Bike Pride 2026 si svolgerà domenica 4 ottobre
Il Bike Pride 2026 si svolgerà domenica 4 ottobre 2026 con partenza e arrivo dal Parco Dora
Bike Pride è la grande e festosa parata a pedali per le vie della città di Torino organizzata dall’associazione FIAB Torino Bike Pride per celebrare la libertà di muoversi senza auto e immaginare una città più accessibile, sicura e condivisa.
Il tema della XV edizione del Bike Pride sarà dedicato alle connessioni: un filo che unisce persone, strade, idee e futuri possibili.
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Bicicletta
Pedala UniTo ti premia si chiude con 100 mila chilometri percorsi in bicicletta
Quasi 100 mila chilometri percorsi in bicicletta, quasi 20 mila sessioni casa-università tracciate, oltre 11.700 euro guadagnati e un obiettivo chiaro: dimostrare che un’altra mobilità è possibile, concreta, e soprattutto desiderabile. Con la conclusione di Pedala UniTo ti premia, il progetto di mobilità sostenibile lanciato dall’Università di Torino in collaborazione con Pin Bike, si chiude una stagione di pedalate che, da giugno a novembre 2025, ha coinvolto quasi 300 lavoratrici e lavoratori dell’Ateneo. Un piccolo incentivo economico, una grande rivoluzione comportamentale.
Il cuore del progetto è l’app Pin Bike, che ha permesso di certificare gli spostamenti quotidiani e di convertire ogni pedalata in un rimborso di 20 centesimi a chilometro. Una misura che non solo ha premiato i partecipanti, ma ha anche dato respiro alla città riducendo il numero di veicoli in circolazione.
L’idea alla base del progetto è semplice: premiare chi sceglie di usare la propria bicicletta per andare all’università, trasformando un gesto quotidiano in un’azione collettiva di valore ambientale, economico e sociale. Ogni chilometro pedalato non è solo un risparmio di CO₂, ma un investimento in salute, tempo e vivibilità urbana. I dati, accessibili anche in formato open data sulla piattaforma web.pin.bike/open/50, parlano chiaro: durante il periodo di attivazione, sono stati percorsi in bicicletta (anche elettrica) oltre 97.000 km, con un risparmio stimato di più di 15 tonnellate di CO₂, semplicemente scegliendo la bici invece dell’auto.
Gli utenti pedalano prevalentemente tra le 6 e le 7 del mattino e tra le 15 e le 17 del pomeriggio. I più attivi sono i partecipanti tra i 30 ed i 39 anni, seguiti dai quarantenni e cinquantenni. La distanza media dei tragitti casa-università percorsi è di 5 km. La mappa interattiva mostra come i percorsi dei partecipanti hanno coperto l’intera area cittadina, in cui sono localizzate le numerose sedi dell’Università di Torino, e hanno coinvolto in maniera importante anche alcuni comuni della prima cintura metropolitana che ospitano sedi dell’Ateneo, come ad esempio Grugliasco e Collegno. I partecipanti, motivati alla partecipazione all’iniziativa inizialmente dal divertimento e dagli incentivi del programma Bike to Work, nonché dall’interesse per la sostenibilità ambientale e per il benessere personale, hanno valutato positivamente l’esperienza con giudizio in media di 4,3 su 5 e hanno dichiarato che probabilmente (13,6%) o molto probabilmente (76,2%) continueranno a pedalare anche senza incentivi economici.
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Bicicletta
Domenica 19 ottobre, la XIV edizione di Bike Pride, il tema è la Velomobilità
Domenica 19 ottobre, torna Bike Pride la grande parata di biciclette per le vie della città di torino organizzata dall’associazione FIAB Torino Bike Pride, con il Patrocinio del Comune di Torino che quest’anno giunge alla XIV edizione.
Anche quest’anno l’evento esplora nuovi parchi della città: la partenza e l’arrivo del Bike Pride 2025 saranno al Parco Colonnetti, (Casa nel Parco – Via Modesto Panetti, 1, 10135 – Torino), e si snoderà in un percorso ad anello di circa 14 km.
Il tema del Bike Pride 2025 è Velomobilità che invita a ripensare in modo ampio il concetto di mobilità attiva: una mobilità non motorizzata, leggera per l’ambiente, sostenibile e capace di restituire alle persone spazio pubblico, rendere l’ambiente urbano accessibile, sicuro e inclusivo.
La bicicletta, insieme a cargo bike, tricicli, bici elettriche, handbike e sedie a rotelle, rappresenta un intero universo di veicoli leggeri che devono diventare protagonisti della pianificazione urbana. Non solo due ruote, dunque, ma una pluralità di mezzi inclusivi e accessibili, in grado di ridare centralità ai territori e restituire lo spazio alle persone.
Velomobilità per costruire una città a misura di tutte le ruote, nessuna esclusa.
La partenza è prevista per le ore 14 di Domenica 19 ottobre presso la Casa del Parco al Parco Colonnetti in Via Modesto Panetti, 1.
Le famiglie con bambine e bambini sono benvenute, il percorso è semplice e sicuro, come dovrebbe essere la città tutti i giorni ed è quello che vogliamo mostrare: una città bella, sana e sicura.
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