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Appennino Bike Tour: dalla Liguria alla Sicilia per duemila seicento chilometri in bicicletta completamente attrezzati

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 Il 16 luglio parte da Altare in provincia di Savona Appennino Bike Tour con eventi e presentazioni del percorso dalla Liguria alla Sicilia per duemila seicento chilometri completamente attrezzati da 44 postazioni di ciclo officina in 44 comuni tappa.

Tutte le tappe di Appennino Bike Tour

Tappa Partenza/Arrivo Distanza
1 Altare – Rossiglione 65 km
2 Rossiglione – Ronco Scrivia 53 km
3 Ronco Scrivia – Brallo di Pregola 71 km
4 Brallo di Pregola – Bardi 79 km
5 Bardi – Corniglio 82 km
6 Corniglio – Ventasso 53 km
7 Ventasso – Lama Mocogno 93 km
8 Lama Mocogno – Gaggio Montano 49 km
9 Gaggio Montano – Barberino del Mugello 60 km
10 Barberino del Mugello – Pratovecchio Stia 71 km
11 Pratovecchio Stia – Citerna 71 km
12 Citerna – Gubbio 60 km
13 Gubbio – Assisi 43 km
14 Assisi – Cerreto di Spoleto 55 km
15 Cerreto di Spoleto – Arquata del Tronto 63 km
16 Arquata del Tronto – Amatrice 40 km
17 Amatrice – San Demetrio ne’ Vestini 70 km
18 San Demetrio ne’ Vestini – Caramanico Terme 67 km
19 Caramanico – Rivisondoli 47 km
20 Rivisondoli – Guardiaregia 90 km
21 Guardiaregia – Pietrelcina 46 km
22 Pietrelcina – Guardia Lombardi 72 km
23 Guardia Lombardi – Muro Lucano 50 km
24 Muro Lucano – Abriola 58 km
25 Abriola – Pietrapertosa 51 km
26 Pietrapertosa – Roccanova 69 km
27 Roccanova – San Severino Lucano 43 km
28 San Severino Lucano – Orsomarso 70 km
29 Orsomarso – Sant’Agata di Esaro 53 km
30 Sant’Agata di Esaro – San Benedetto Ullano 59 km
31 San Benedetto Ullano – Aprigliano 51 km
32 Aprigliano – Taverna 65 km
33 Taverna – Amaroni 62 km
34 Amaroni – Fabrizia 65 km
35 Fabrizia – Santa Cristina d’Aspromonte 69 km
36 Santa Cristina d’Aspromonte – Scilla 45 km
37 Scilla – Imbarco Villa San Giovanni
Messina imbarco – Monforte San Giorgio
52 km
38 Monforte San Giorgio – Antillo 68 km
39 Antillo – Montalbano Elicona 63 km
40 Montalbano Elicona – Bronte 58 km
41 Bronte – Capizzi 62 km
42 Capizzi – Petralia Sottana 60 km
43 Petralia Sottana – Alia 59 km

I consigli per chi pedala

Pedalare fa bene al clima

Per ogni 50 km percorsi in bicicletta invece che in automobile si risparmiano circa 7,5 kg di CO2, il gas che provoca il cambiamento climatico

La bici fa bene all’umore

Pedalare in montagna, con l’aria più frizzante e i paesaggi aperti, migliora l’umore grazie al maggiore rilascio di endorfine, le naturali sostanze euforizzanti prodotte dal nostro organismo.

Se possibile usa il treno per arrivare alla partenza del tuo viaggio in bici

In ferrovia si produce l’88% in meno delle emissioni di gas che minacciano il clima rispetto all’auto privata.

Pedalare in natura…

consente una maggiore ossigenazione e un maggior rafforzamento dei muscoli rispetto alla pedalata in aree urbane.

Non lasciate traccia del vostro passaggio

Un ciclista responsabile non lascia rifiuti nell’ambiente, ricicla e smaltisce correttamente la spazzatura e non altera gli habitat naturali. Oltre a non aggiungere niente all’ambiente, non sottrae nulla, quindi non prende souvenir come fiori, piante, sassi, nidi, piume e altri oggetti.

In sella nel modo giusto

Una corretta posizione della sella e del manubrio evita gran parte dei problemi alla schiena.

Anzi nella maggioranza dei casi, rafforzando la muscolatura addominale, lombare e dorsale, la bici agisce positivamente proprio sulle articolazioni.

La bici fa dimagrire in modo sano

In un’ora si bruciano dalle 300 alle 500 kcal a seconda della velocità e della pendenza del percorso; gli allenamenti più intensi arrivano a consumi pari a 700 kcal.

Compra prodotti freschi locali nei paesi dell’Appennino Bike Tour

Questo significa dare una mano alle economie delle zone interne e tenere vive tradizioni culinarie importanti.

I veri ciclisti usano sempre il caschetto

Indossare il casco potrebbe salvarti la vita. Secondo uno studio pubblicato dal New England Journal of Medicine, i ciclisti col casco hanno registrato una riduzione del rischio dell’85% di riportare ferite alla testa e dell’88% di riportare danni cerebrali.

È buona norma togliere gli indumenti sudati non appena si smette di pedalare

Al termine dell’esercizio fisico è consigliabile cambiare quanto prima possibile gli indumenti indossati per ridurre il rischio di incorrere in malanni come raffreddori, stati influenzali o contratture.

Proteggiti dai raggi ultravioletti

Quando si pedala è bene proteggersi dai raggi ultravioletti che potrebbero creare problemi al viso e agli occhi. È sempre consigliato quindi utilizzare creme protettive e occhiali da sole.

Bevi spesso

Idratati in maniera adeguata per ripristinare la perdita di liquidi e sali minerali persi durante l’attività fisica. Questo vale anche nei mesi invernali o quando la temperatura scende. Con l’aria fredda aumenta il rischio di disidratazione per cui è consigliato bere adeguatamente prima, durante e dopo l’attività fisica.

Pedalare in inverno dà grandi benefici allo stato generale di salute

L’attività all’aperto nei mesi più freddi può essere praticata, con le dovute accortezze, da tutti i soggetti in buona salute, anche con temperature intorno a 0°. Con il freddo vengono bruciate più calorie. In pratica, la trasformazione dei grassi di riserva in grassi da eliminare, accelera l’eliminazione dei chili superflui.

Una persona di 60 chili pedalando per un’ora consuma tra le 240 e le 480 kcal

Se andiamo piano in un’ora bruciamo l’equivalente di 175 grammi di pasta cotta o di 700 grammi di broccoli. Se andiamo veloci consumiamo l’equivalente di un chilo di trota o di tre uova.

Evitate i prodotti monouso in plastica

I rifiuti in plastica stanno letteralmente invadendo il nostro Pianeta. Per quanto sia complicato eliminare del tutto il consumo di plastica dalle nostre abitudini quotidiane, possiamo prendere alcuni accorgimenti per limitare l’utilizzo dei prodotti usa e getta. Innanzitutto evitiamo le bottiglie di plastica e scegliamo le borracce.

Mangia la giusta dose di proteine animali

Non esagerare con la carne rossa anche durante il bike tour. Gli allevamenti intensivi sono un fattore di inquinamento e produzione di gas serra (sono responsabili di quasi un sesto delle emissioni di CO2). Senza fare scelte radicali l’attuale consumo di carne può essere limitato.

Rispetta le regole della raccolta differenziata di rifiuti nei paesi del bike tour

Usa con attenzione i bidoni, separando i rifiuti secondo le richieste delle amministrazioni locali. Il turismo su due ruote sia lieve anche nella sua impronta ambientale.

Attento ai pedoni

Soprattutto se stai utilizzando una bicicletta elettrica, rispetta le precedenze per pedoni nelle aree abitate e gli escursionisti sulle strade bianche.

Il turismo green rispetta le diverse attività che si svolgono all’aria aperta.

Il bike tour aiuta l’Italia

Le aree interne del nostro Paese hanno bisogno di un turismo ‘verde’ e rispettoso dell’ambiente e delle comunità per aiutare a contrastare lo spopolamento. Quindi, grazie per aver intrapreso questo viaggio.


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Bike Pride 2026 si svolgerà domenica 4 ottobre

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Il Bike Pride 2026 si svolgerà domenica 4 ottobre 2026 con partenza e arrivo dal Parco Dora

Bike Pride è la grande e festosa parata a pedali per le vie della città di Torino  organizzata dall’associazione FIAB Torino Bike Pride per celebrare la libertà di muoversi senza auto e immaginare una città più accessibile, sicura e condivisa.

Il tema della XV edizione del Bike Pride sarà dedicato alle connessioni: un filo che unisce persone, strade, idee e futuri possibili.


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Bicicletta

Pedala UniTo ti premia si chiude con 100 mila chilometri percorsi in bicicletta

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Quasi 100 mila chilometri percorsi in bicicletta, quasi 20 mila sessioni casa-università tracciate, oltre 11.700 euro guadagnati e un obiettivo chiaro: dimostrare che un’altra mobilità è possibile, concreta, e soprattutto desiderabile. Con la conclusione di Pedala UniTo ti premia, il progetto di mobilità sostenibile lanciato dall’Università di Torino in collaborazione con Pin Bike, si chiude una stagione di pedalate che, da giugno a novembre 2025, ha coinvolto quasi 300 lavoratrici e lavoratori dell’Ateneo. Un piccolo incentivo economico, una grande rivoluzione comportamentale.

Il cuore del progetto è l’app Pin Bike, che ha permesso di certificare gli spostamenti quotidiani e di convertire ogni pedalata in un rimborso di 20 centesimi a chilometro. Una misura che non solo ha premiato i partecipanti, ma ha anche dato respiro alla città riducendo il numero di veicoli in circolazione.

L’idea alla base del progetto è semplice: premiare chi sceglie di usare la propria bicicletta per andare all’università, trasformando un gesto quotidiano in un’azione collettiva di valore ambientale, economico e sociale. Ogni chilometro pedalato non è solo un risparmio di CO₂, ma un investimento in salute, tempo e vivibilità urbana. I dati, accessibili anche in formato open data sulla piattaforma web.pin.bike/open/50, parlano chiaro: durante il periodo di attivazione, sono stati percorsi in bicicletta (anche elettrica) oltre 97.000 km, con un risparmio stimato di più di 15 tonnellate di CO₂, semplicemente scegliendo la bici invece dell’auto.

Gli utenti pedalano prevalentemente tra le 6 e le 7 del mattino e tra le 15 e le 17 del pomeriggio. I più attivi sono i partecipanti tra i 30 ed i 39 anni, seguiti dai quarantenni e cinquantenni. La distanza media dei tragitti casa-università percorsi è di 5 km. La mappa interattiva mostra come i percorsi dei partecipanti hanno coperto l’intera area cittadina, in cui sono localizzate le numerose sedi dell’Università di Torino, e hanno coinvolto in maniera importante anche alcuni comuni della prima cintura metropolitana che ospitano sedi dell’Ateneo, come ad esempio Grugliasco e Collegno. I partecipanti, motivati alla partecipazione all’iniziativa inizialmente dal divertimento e dagli incentivi del programma Bike to Work, nonché dall’interesse per la sostenibilità ambientale e per il benessere personale, hanno valutato positivamente l’esperienza con giudizio in media di 4,3 su 5 e hanno dichiarato che probabilmente (13,6%) o molto probabilmente (76,2%) continueranno a pedalare anche senza incentivi economici.


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Bicicletta

Domenica 19 ottobre, la XIV edizione di Bike Pride, il tema è la Velomobilità

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Domenica 19 ottobre, torna Bike Pride la grande parata di biciclette per le vie della città di torino organizzata dall’associazione FIAB Torino Bike Pride, con il Patrocinio del Comune di Torino che quest’anno giunge alla XIV edizione.

Anche quest’anno l’evento esplora nuovi parchi della città: la partenza e l’arrivo del Bike Pride 2025 saranno al Parco Colonnetti, (Casa nel Parco – Via Modesto Panetti, 1, 10135 – Torino), e si snoderà in un percorso ad anello di circa 14 km.

Il tema del Bike Pride 2025  è Velomobilità che invita a ripensare in modo ampio il concetto di mobilità attiva: una mobilità non motorizzata, leggera per l’ambiente, sostenibile e capace di restituire alle persone spazio pubblico, rendere l’ambiente urbano accessibile, sicuro e inclusivo.
La bicicletta, insieme a cargo bike, tricicli, bici elettriche, handbike e sedie a rotelle, rappresenta un intero universo di veicoli leggeri che devono diventare protagonisti della pianificazione urbana. Non solo due ruote, dunque, ma una pluralità di mezzi inclusivi e accessibili, in grado di ridare centralità ai territori e restituire lo spazio alle persone.
Velomobilità per costruire una città a misura di tutte le ruote, nessuna esclusa.

La partenza è prevista per le ore 14 di Domenica 19 ottobre presso la Casa del Parco al Parco Colonnetti in Via Modesto Panetti, 1.

Le famiglie con bambine e bambini sono benvenute, il percorso è semplice e sicuro, come dovrebbe essere la città tutti i giorni ed è quello che vogliamo mostrare: una città bella, sana e sicura.

 


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