Agricoltura
Coalizione #CambiamoAgricoltura: dietro le proteste c’è un sistema ingiusto che non tutela i piccoli e medi agricoltori
“Decenni di politiche agricole e commerciali nazionali e comunitarie che hanno creato un modello agricolo insostenibile e iniquo, rispetto al quale gli interessi delle filiere industriali e distributive hanno dominato, a spese del lavoro e del reddito degli agricoltori, della salute delle persone e dell’ambiente, del benessere animale. Agricoltori e consumatori rappresentano oggi gli anelli deboli della filiera agroalimentare, esposti alle conseguenze dei danni all’ambiente e alla salute provocati da questo sistema, mentre i suoi attori forti hanno visto accresciuti i loro profitti e la loro influenza sui decisori politici”. Da questa denuncia parte l’analisi della Coalizione #CambiamoAgricoltura che in una nota analizza le “vere cause del disagio sociale ed economico dietro gli agricoltori che manifestano”.
Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura, le associazioni agricole e dell’agroindustria hanno dato in queste settimane “l’ultima spallata” al Green Deal europeo, additato come la principale causa della crisi del settore primario: “L’effetto paradossale di questa situazione è che la maggioranza degli agricoltori, schiacciati dagli attori dominanti la filiera, sono in una condizione di crescente disagio e sfiducia verso l’intero sistema agroalimentare e sono stati indotti a orientare le loro proteste verso le regole e gli impegni per la tutela dell’ambiente, complice anche la strumentalizzazione dei decisori politici”.
Gli obiettivi delle strategie del Green Deal europeo al 2030, definiti per trovare soluzioni efficaci alle due grandi crisi ambientali globali, il cambiamento climatico e la perdita della biodiversità, che colpiscono in particolare l’agricoltura, sono diventati il facile capro espiatorio del crescente disagio sociale e della crisi economica di molti agricoltori.
Dietro le proteste c’è un sistema ingiusto che non tutela i piccoli e medi agricoltori
I motivi di questo malessere sono in realtà assai più numerosi, come risulta evidente anche dalla rapida evoluzione delle rivendicazioni e richieste dei comitati che stanno animando la protesta, che avrà probabilmente nella manifestazione di oggi a Roma il suo epilogo.
Le contestate regole agroambientali sono state introdotte, peraltro con scarso successo, nelle più recenti programmazioni della Politica Agricola Comune (Pac) per cercare di correggere le distorsioni di questa politica europea, ma non è altresì cambiata la distribuzione della grande percentuale degli aiuti che è rimasta profondamente iniqua, con l’80% dei 387 miliardi di euro previsti nel periodo 2021-2027 che verranno distribuiti solo al 20% delle aziende agricole. Questa iniquità e ingiustizia non è stata risolta con l’ultima riforma della Pac, il cui fallimento va attribuito a conflitti di interesse su posizioni conservatrici in difesa di privilegi e rendite storiche.
Le corporazioni agricole hanno, infatti, difeso un sistema di pagamenti legato alle superfici aziendali e ai titoli storici, che da temporanei sono diventati permanenti, premiando i grandi proprietari e penalizzano i piccoli e medi agricoltori, condannando al fallimento le aziende agricole delle aree interne e penalizzando i nuovi giovani agricoltori. Il risultato è che, solo in Italia, nell’ultimo decennio è scomparso il 30% delle aziende agricole mentre nell’ultimo cinquantennio è stato abbandonato oltre un terzo delle superfici agricole. A questo si è aggiunta la mancanza da parte delle organizzazioni agricole di un’azione di accompagnamento degli agricoltori nel cambiamento del modello produttivo e aumento delle competenze.
La stessa retorica dell’agricoltore custode dell’ambiente e artefice del cibo di qualità, a prescindere dal modello di agricoltura praticato, non ha aiutato a comprendere la necessità di un’evoluzione del ruolo sociale e ambientale dell’agricoltura.
Gli agricoltori sono i fornitori del nostro più importante bene comune, il cibo. Il cambiamento dei sistemi agroalimentari deve avvenire dando loro la possibilità di operare nelle migliori condizioni.
Perché è necessaria una transizione agroecologica
I sussidi pubblici all’agricoltura devono essere funzionali al mantenimento di una sostenibilità economica per le aziende agricole e alla loro crescita numerica, senza distorsioni nella distribuzione degli aiuti. Ma devono anche facilitare la necessaria transizione ecologica con l’adozione di pratiche agroecologiche in grado di garantire la tutela dell’ambiente e del benessere animale. Queste pratiche tuteleranno ulteriormente anche il reddito degli agricoltori. Nell’annata agraria 2023, caratterizzata da notevoli cali di produzione dovuti agli effetti devastanti del cambiamento climatico (con perdite del 10% per i seminativi fino al 70% per la frutta come pere e ciliegie), le aziende agricole biologiche sono risultate essere le più resilienti, a dimostrazione dell’efficacia delle pratiche agronomiche basate sull’agroecologia alternative all’agricoltura avvelenata dai pesticidi e fertilizzanti chimici.
Le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura esortano gli agricoltori, la Commissione europea e il Governo italiano a evitare qualsiasi indebolimento delle regole della Pac, ribadendo che tali azioni impediranno la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.
Invitano infine le Istituzioni nazionali e tutte le Associazioni che a vario titolo rappresentano gli agricoltori ad aprire un serio dibattito sulle reali cause della crisi economica del settore primario, che non vanno cercate nella protezione dell’ambiente, nella conservazione della natura e nella lotta ai cambiamenti climatici, ma in un sistema agroalimentare ingiusto, che tutela essenzialmente gli interessi delle grandi corporazioni agricole e agroindustriali (chimiche, meccaniche, sementiere, della trasformazione alimentare), penalizzando invece i piccoli produttori e i consumatori.
CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). E’ inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.
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Agricoltura
Tecnologie in Vigna contro il Cambiamento Climatico: un convegno al Politecnico di Torino giovedì 25 marzo
Il cambiamento climatico incide significativamente sui processi aziendali, toccando tutti i settori dell’agricoltura, anche quello viticolo, che rappresenta uno degli ambiti più caratterizzanti dello scenario piemontese oltre che quello economicamente più rilevante.
Il Laboratorio iXem del DET – Politecnico di Torino – presenta in un convegno giovedì 25 marzo presso l’Energy Center di Via Paolo Borsellino, due progetti, premiati nell’ambito della Call SRG01 Regione Piemonte, che saranno applicati a due aree vitate del territorio piemontese: quella ai piedi del Mombarone e il Monferrato, entrambe toccate dal cambiamento in corso. Collaborano ai progetti l’Università Cattolica del sacro Cuore, un team di agronomi e tecnici agrari molto attivi e conosciuti sul territorio e i Consorzi di Tutela.
I ricercatori verificheranno la sensibilità e l’affidabilità dei modelli delle principali malattie della vite, adattandoli allo specifico contesto. Svilupperanno nuovi modelli fenologici, tenendo in conto molteplici elementi caratterizzanti, ad esempio i parametri pedologici. Svilupperanno modelli di irrigazione innovativi e ricette idriche efficienti, tarate al terroir e alle specifiche tipologie colturali. Lo sviluppo e l’applicazione dei modelli saranno possibili grazie all’introduzione di strumenti di nuova generazione per il monitoraggio agrometeorologico, del suolo e della pianta, comprendenti anche l’acquisizione di immagini da terra.
Durante il convegno si discuteranno le innovazioni tecniche e agronomiche e si descriverà il percorso di ricerca che accompagnerà l’esecuzione dei progetti fino alla loro conclusione, il 31 ottobre 2028.
Programma
ore 9:30 | Registrazione partecipanti
ore 10:00 | Saluti istituzionali
Paolo Bongioanni – Assessore Agricoltura Regione Piemonte
Davide Migliasso – Consigliere delegato della Provincia di Asti
Ivo Peretto – Presidente Unione Montana Mombarone
Giacomo Pondini – Direttore Consorzio dell’Asti DOCG
ore 10:30 | Il Progetto IN-VITE
Daniele Trinchero, Politecnico di Torino, iXem Labs, “INnovazione per il cambiamento climatico nella VIticoltura dei Territori Eroici Piemontesi”
Paola Battilani, Università Cattolica del Sacro Cuore, DIPROVES, “Modelli malattie adattati al contesto della viticoltura eroica”
Simone Lavezzaro, LaVi Grape, ed Elena Mania, agrotecnico laureato, “Analisi della fenologia nei vigneti terrazzati del Mombarone”
Alberto Cugnetto, Enologo e specialista Viticolo, “Disciplina dell’irrigazione nei vigneti terrazzati del Mombarone”
ore 11:30 | Il Progetto AgriCAM
Fabio Scatozza, Politecnico di Torino, iXem Labs, “Strumenti avanzati, ecologici e aIidabili per l’adattamento ai cambiamenti climatici e il monitraggio delle piante”
Daniele Eberle, dottore agronomo, consulente libero professionista, “Integrazione dei nuovi strumenti di controllo per la gestione del cambiamento climatico in viticoltura”
Andrea Virano, dottore agronomo, “Analisi multispettrali aeree”
Salvatore Giacoppo, perito agrario, “Il ruolo dei Consorzi di tutela nella ricerca scientifica e divulgazione dei risultati”

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Agricoltura
A Mirafiori la prima serra aeroponica urbana dedicata alla ristorazione sociale
Martedì 19 novembre presso lo Spazio WOW in Via Vigliani 102, è stata inaugurata “Una Serra per Mirafiori”, il primo esempio a Torino di serra aeroponica urbana dedicata alla ristorazione sociale, un progetto innovativo di agricoltura sostenibile e inclusione che unisce ambiente, comunità e lavoro. Il progetto, realizzato dalla Cooperativa Sociale Mirafiori grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e del Programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027, rappresenta un modello innovativo di sostenibilità ambientale e inclusione sociale nel cuore del quartiere di Mirafiori Sud.
La serra aeroponica, realizzata su un’area di 100 mq all’interno dello Spazio WOW, permette di recuperare uno spazio urbano precedentemente impermeabilizzato, restituendolo alla produzione agricola. La tecnologia aeroponica utilizzata consente un risparmio idrico del 98% rispetto alla coltivazione tradizionale in campo aperto, equivalente a 277.000 litri d’acqua all’anno, un risparmio del 90% dei fertilizzanti utilizzati e nessun pesticida, permettendo di avere un prodotto a “residuo zero” di altissima qualità. Con una capacità produttiva di circa 25.000 cespi l’anno, la serra rifornirà “La Locanda nel Parco”, il ristorante sociale gestito dalla cooperativa situato a soli 500 metri di distanza, oltre che i numerosi servizi socio-assistenziali gestiti, come i pasti diretti alle mense dei dormitori Caritas. Il trasporto dalla serra al ristorante avverrà tramite bici cargo, azzerando completamente le emissioni di CO2.
“Una Serra per Mirafiori” non è solo un progetto ambientale, ma anche un’importante iniziativa di inclusione sociale. Il progetto prevede l’assunzione di due giovani provenienti dai servizi educativi e socio-riabilitativi rivolti a adolescenti e giovani adulti in cui opera la cooperativa. La serra diventerà inoltre uno strumento educativo per scuole, giovani e famiglie del territorio, con percorsi formativi gratuiti dedicati alla sostenibilità alimentare e ambientale.
Il progetto si inserisce nel quadro del patto di collaborazione per i beni comuni stipulato tra il Comune di Torino, la Cooperativa Mirafiori ed altri attori sociali per la gestione dello Spazio WOW. Questa collaborazione dimostra come la sinergia tra istituzioni pubbliche, terzo settore e comunità locale possa generare innovazione e valore sociale, riqualificando spazi urbani dismessi e trasformandoli in luoghi di produzione sostenibile e coesione sociale.
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Agricoltura
Aperto a Torino il Mercato del Corso di Campagna Amica. Oltre 600 mq di prodotti e cultura del cibo
Si chiama Mercato del Corso ed è uno spazio di vendita di oltre 600 mq ma anche un inedito spazio di cultura del cibo a Km Zero aperto ai torinesi.. E’ stato aperto venerdì 14 novembre in corso Vittorio Emanuele II n. 50, vicinissimo alla stazione di Porta Nuova, il primo mercato coperto di Campagna Amica a Torino.
Lo stabile nasce come sala cinematografica nel 1925. Dopo la distruzione del cinema per un incendio nel 1980, il cinema Corso è stato sede bancaria e poi chiuso fino ad oggi quando è stato riaperto come polo della cultura del cibo naturale mantenendo il richiamo alla sua storia nel nome “Mercato del Corso”.
Il mercato del Corso vuole essere una vera e propria casa della cultura del cibo contadino promossa da Coldiretti. Oltre allo spazio riservato ai 30 banchi del mercato è presente una casa del vino piemontese e un ristorante con una filosofia circolare che cucinerà piatti con materie prime da vendita diretta contadina. Completano il mercato del Corso, spazi didattici ed espositivi, una sala convegni, una sala showcooking dove opereranno i cuochi contadini certificati da Campagna Amica.
Il mercato è aperto tutti i venerdì e i sabati dalle 10 alle 19. Mentre la casa del vino è aperta sempre dalle 10 alle 19 ma dal martedì a sabato. Il ristorante, aprirà dopo il periodo delle feste. Per tutte le domeniche di dicembre è prevista anche un’apertura straordinaria prenatalizia.
Il mercato del Corso si affaccia sul centralissimo corso Vittorio Emanuele II ed è quindi ottimamente servito dalle linee GTT. Ma si trova anche vicinissimo alla stazione di Porta Nuova e alla relativa fermata della metro. Sotto l’adiacente piazza Bodoni è attivo uno dei parcheggi sotterranei del centro città.
I banchi sono gestiti direttamente dai produttori affidatari che devono però attenersi al disciplinare di Campagna Amica. I banchi hanno un design comune che richiama i colori e il brand Campagna Amica. I prezzi al pubblico sono decisi dalle singole aziende agricole che effettuano questa vendita diretta senza dovere passare attraverso le imposizioni delle catene di distribuzione e dei grossisti.
ente aperto e il mercato stesso arricchiscono l’offerta turistica della città.
L’inaugurazione del mercato è stata anche l’occasione per festeggiare gli 80 anni di Coldiretti Torino. La Federazione provinciale torinese di Coldiretti è nata nel 1945, un anno dopo la costituzione della Confederazione nazionale Coldiretti. L’80esimo compleanno è stato festeggiato con una torta prodotta dalla cooperativa sociale Panacea con farina del grano della filiera corta di Stupinigi promossa da Coldiretti Torino.
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