Il pane non è tutto uguale

E’ un prodotto sempre presente nelle nostre tavole e consumarlo è un aspetto irrinunciabile della vita quotidiana, ma quando lo compriamo non si hanno spesso gli strumenti per poterne immediatamente individuare metodi e tecniche di produzione. Di conseguenza, pregi e difetti in termini di qualità.

Il nuovo regolamento regionale del Piemonte sulla panificazione punta a colmare queste lacune, a tutela della qualità di produttori e consumatori. Frutto di un lungo lavoro di confronto tra gli uffici regionali e le associazioni di categoria, la disciplina permette così di realizzare quelle indispensabili distinzioni sul prodotto finale che eliminino la asimmetria informativa tra chi vende e chi compra.

Il pane, infatti, non è tutto uguale. Secondo le nuove disposizioni regionali, quello fresco è da considerarsi tale quando è messo in vendita entro e non oltre la giornata in cui è stato concluso il processo produttivo e deve essere esposto in scaffali distinti e separati rispetto al pane conservato e a quello ottenuto dagli intermedi di panificazione. Il pane conservato, venduto cioè in un giorno diverso da quello di produzione, deve essere confezionato con l’indicazione della data e la dicitura che ne evidenzi stato e metodo di conservazione, nonché le eventuali modalità di consumo. Anche in questo caso, deve trovare una collocazione in scaffali specifici. Le imprese che procedono alla cottura o doratura finale di impasti intermedi, crudi o precotti, devono poi esporre un apposito avviso al consumatore che evidenzi come il loro lavoro nella fase di panificazione consista solo nell’ultima fase del passaggio in forno.

Tra le altre disposizioni del regolamento, l’impegno della Regione di assicurare un’offerta formativa adeguata alle differenti esigenze del settore, dalla formazione di giovani alla specializzazione degli adulti e alla riqualificazione per il reinserimento lavorativo. In Piemonte sono oltre 2500 gli artigiani panificatori e, ad oggi, 345 tra loro sono in possesso del marchio Eccellenza Artigiana, facendo registrare la presenza più consistente di tutto il settore alimentare.

.«Ci muoviamo in un quadro normativo complesso con implicazioni soprattutto comunitarie – sottolinea l’assessore Attività Produttive Giuseppina De Santis – ma crediamo di aver individuato delle soluzioni ragionevoli per accogliere le legittime richieste delle associazioni dei panificatori. Il prossimo passaggio potrà essere la revisione del disciplinare per l’eccellenza dell’impresa artigiana della panificazione, nell’ambito della quale ragionare su possibili forme di sostegno».

«Il regolamento permetterà finalmente al consumatore di distinguere tra il pane fresco, quello cioè prodotto interamente nel forno, e quello invece realizzato su una base semilavorata, o surgelata, che spesso viene da fuori Italia – commenta l’assessore all’Agricoltura Giorgio Ferrero -. E’ un passo avanti importante per la trasparenza, in attesa del pane piemontese certificato, su cui stiamo lavorando da tempo con tutta la filiera per promuoverlo».

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