Energia
Come funziona il Bonus colonnine elettriche per veicoli elettrici
Dal 19 ottobre fino al 2 novembre 2023 sarà possibile richiedere il Bonus colonnine elettriche per veicoli elettrici.
Il beneficio consentirà di ottenere uno sconto sulle spese sostenute, ed è erogato come incentivo per la transizione ecologica verso energie rinnovabili. È una delle misure che saranno adottate in vista dell’obiettivo europeo “emissioni zero” entro il 2035.
Per ottenere l’agevolazione fiscale con rimborso il governo ha stanziato una prima trance da 40 milioni di euro, mentre altri 40 milioni saranno già concessi a coloro i quali avranno installato o installeranno colonnine nel 2023.
Sia i privati, proprietari di casa, che i condomini che hanno già installato sistemi di ricarica per le auto elettriche nel 2022, potranno inviare la richiesta per ottenere il rimborso dell’80% delle spese sostenute.
Tra qualche giorno, sul sito istituzionale del Ministero del made in Italy sarà pubblicato un avviso con relativo collegamento alla piattaforma gestita da Invitalia, dove sarà possibile inviare le domande.
Sul sito sono già disponibili i modelli di domanda e la lista della documentazione da allegare per l’invio della richiesta, tra cui la fattura e la copia dell’estratto conto, e la certificazione di conformità rilasciata dall’installatore dalla quale si attesta l’avvenuta installazione.
I condomini dovranno in più allegare una copia della delibera di approvazione delle spese.
Il pagamento delle spese deve essere stato effettuato con strumenti tracciabili, quindi bonifici o carte di credito e di debito.
Chi può richiedere il Bonus colonnine elettriche
L’incentivo è rivolto sia ai privati, proprietari di casa singola, che ai condomini, per installare colonnine elettriche per auto nel perimetro degli edifici condominiali. Il Bonus per il rimborso dell’80% sarà concesso a coloro che hanno già sostenuto spese di acquisto e posa in opera delle colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.
Saranno ammesse anche le spese sostenute per la progettazione e le opere edili necessarie all’impianto, per gli impianti e i dispositivi di monitoraggio, inclusi i costi per la direzione lavori, sicurezza e collaudi, connessione alla rete elettrica, e attivazione di un nuovo Point Of Delivery (POD).
I beneficiari devono aver installato colonnine nuove e progettate secondo la potenza standard.
Tutte le spese rimborsabili devono essere state sostenute dal 4 ottobre al 31 dicembre 2022. I Bonus saranno concessi fino a esaurimento fondi.
Quando chiedere il Bonus colonnine elettriche
Dal 19 ottobre al 2 novembre si possono presentare le domande per ottenere il rimborso relativo alle spese sostenute nel 2022 per l’installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.
Per chi ha sostenuto spese in questo 2023, o intende farlo nei prossimi mesi, il governo intende stanziare ulteriori fondi fino al 2024, attingendo dalle risorse inutilizzate per l’acquisto di auto elettriche.
Quanto si ottiene con il Bonus colonnine elettriche
Ogni singolo incentivo richiesto consiste in un rimborso dell’80% del prezzo di acquisto e posa in opera di colonnine e infrastrutture per auto elettriche. Con ogni singola domanda si potrà richiedere un massimo di 1.500 euro a persona, e fino a 8.000 euro per la posa in opera nelle parti comuni degli edifici condominiali.
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Energia
Aruba accelera sull’energia pulita e compra le centrali idroelettriche di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese
Dietro ogni email, servizio cloud o elaborazione di intelligenza artificiale si cela un’infrastruttura fisica complessa ed energivora: i Data Center. Consapevole di questo impatto e della crescente domanda di potenza di calcolo, Aruba prosegue con decisione il proprio piano di investimenti nell’energia pulita, rafforzando il modello di “prosumer” — un soggetto al tempo stesso produttore e consumatore della propria energia.
Un percorso che punta a garantire sostenibilità e continuità operativa a monte della filiera digitale, abbinando la produzione diretta da fonti rinnovabili all’efficienza ingegneristica dei campus tecnologici.
Il network idroelettrico sfiora i 12 MW: focus sulla diversificazione geografica
L’ultimo tassello di questa strategia vede l’ingresso nel portafoglio aziendale di nuove centrali idroelettriche. Con gli ultimi investimenti effettuati in Piemonte — l’aquisto degli impianti sul fiume Stura di Lanzo nei comuni di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese — il network idroelettrico del Gruppo sale a 11 centrali operative, portando la potenza complessiva installata a circa 11,6 MW.
Questi impianti storici, attivi da oltre un secolo e oggetto di ammodernamenti tecnologici, si affiancano a quelli già operativi in Lombardia (tra cui la centrale interna al campus di Ponte San Pietro sul fiume Brembo e l’impianto riattivato a Melegnano sul Lambro), Veneto (sull’Astico) e Friuli-Venezia Giulia (sul Fella).
La presenza distribuita su più bacini idrografici risponde a una precisa scelta logistica: la diversificazione geografica consente di mitigare i rischi legati alla stagionalità o a eventuali periodi di magra dei fiumi, stabilizzando l’apporto energetico complessivo generato dalle risorse idriche.
Modello Prosumer: energia autoprodotta e certificata
Oggi Aruba copre circa la metà del proprio fabbisogno energetico aziendale attraverso la produzione diretta dei propri impianti idroelettrici e fotovoltaici. Per la quota restante, l’azienda si approvvigiona sul mercato acquistando unicamente energia da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie di Origine (GO) gestite dal GSE.
Il mix energetico comprende anche l’apporto dei sistemi fotovoltaici di nuova generazione installati sulle superfici e sulle coperture dei Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (Bergamo) e di Roma, oltre all’impiego del free cooling (raffreddamento mediante acqua di falda), riducendo drasticamente il ricorso ai tradizionali impianti di refrigerazione ad alto assorbimento.
La sfida dell’Intelligenza Artificiale e gli impegni europei
La spinta verso l’autonomia energetica pulita diventa ancora più cruciale di fronte al boom delle applicazioni di Intelligenza Artificiale. L’AI richiede infrastrutture a elevatissima densità di calcolo e rack capaci di assorbire una potenza nettamente superiore rispetto ai servizi IT tradizionali.
In questo contesto, la progettazione green-by-design (dall’adozione di sistemi di liquid cooling al monitoraggio in tempo reale tramite piattaforme EMS e BMS) e la produzione d’energia green consentono di rendere misurabile e governabile l’impatto ambientale delle nuove tecnologie.
L’espansione della rete di produzione si inserisce nel quadro degli impegni internazionali sottoscritti dal Gruppo, a partire dal Climate Neutral Data Centre Pact — l’iniziativa nata con il supporto della Commissione Europea che punta alla neutralità climatica dei Data Center entro il 2030 — e dall’adesione alla European Green Digital Coalition.
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Energia
‘Italia Rinnovabile’: il nuovo report di Legambiente. I numeri delle fonti pulite in Piemonte
In Italia negli ultimi dieci anni la capacità di copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili è cresciuta del 7% passando dal 33,9% nel 2015 – con 107.498 GWh/a – al 41,1% nel 2025 con 127.978 GWh/a, e arrivando a pochi punti di percentuale dalle fonti fossili (43,8%). In particolare, nel 2025 il contributo maggiore è arrivato dal fotovoltaico 44.294 GWh/a, seguito da idroelettrico 41.625 GWh/a, eolico 21.360 GWh/a, e geotermia 5.260 GWh/a. Una crescita nel complesso lenta ma importante che, però, deve essere sostenuta e incoraggiata da politiche energetiche più efficaci sbloccando gli iter burocratici per centrare l’obiettivo 2030 e cominciare a guardare a quello di decarbonizzazione al 2040. A chiederlo è Legambiente che oggi presenta a Roma il nuovo studio “Italia Rinnovabile”, realizzato con il contributo di Statkraft Italia e FERA, La Nuova Ecologia media partner, annunciando anche l’avvio della sua nuova campagna nazionale “OK, la bolletta giusta. Prezzo zonale è giustizia sociale”, con partner AzzeroCO2 e Coordinamento Free. Lo studio fa il punto su numeri, potenzialità, ritardi, 11 buone pratiche e 15 interventi sulle rinnovabili da mettere in campo proposti al Governo. Pilastro centrale del report il fatto che le fonti pulite sono alleate decisive per contrastare la crisi climatica e la povertà energetica, per portare benefici ai territori e per ridurre il costo della bolletta su cui ad oggi il gas fossile incide per l’89% delle ore sulla formazione del prezzo finale dell’energia. L’attuale bolletta elettrica è arrivata a quota 130,5 euro/MWh, contro i 42,5 della Spagna dove il gas incide solo per 15% grazie agli importanti investimenti fatti nelle tecnologie pulite. (altro…)
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Alle 7 del 18 novembre 2025 scatta il click day per il bonus elettrodomestici
A partire dalle 7 di martedì 18 novembre o attraverso l’app IO sarà possibile richiedere il bonus elettrodomestici, l’incentivo pensato per favorire la sostituzione dei vecchi apparecchi con modelli a maggiore efficienza energetica. Il contributo prevede uno sconto diretto in fattura fino a 100 euro, che può salire a 200 euro per le famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro.
Il sito dedicato www.bonuselettrodomestici.it, permette l’accesso con le credenziali SPID o CIE.
Il bonus si applica all’acquisto di elettrodomestici di nuova generazione — frigoriferi, forni, lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie — a patto che venga rottamato un vecchio apparecchio appartenente alla stessa categoria e con una classe energetica inferiore.
È un contributo economico pensato per incentivare la sostituzione di un elettrodomestico con un modello ad alta efficienza energetica e promuovere la sostenibilità e la transizione energetica. Il bonus copre fino al 30% del costo di acquisto, con un massimale di 100 euro per nucleo familiare e 200 euro per nucleo familiare con ISEE inferiore a 25.000 euro annui. Il contributo, sotto forma di voucher, è concesso all’utente finale maggiorenne ed è spendibile presso il venditore per l’acquisto di un solo elettrodomestico per famiglia anagrafica.
Sono ammessi esclusivamente gli elettrodomestici ad elevata efficienza energetica di cui all’art. 3 del decreto interministeriale del 3 settembre 2025 (come ad esempio lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni, piani cottura), distinti per categoria di prodotto.
Il contributo copre fino al 30% del prezzo d’acquisto e sarà valido solo per prodotti realizzati in Europa. Per ottenere lo sconto, i cittadini dovranno presentare la domanda online tramite la piattaforma gestita da Invitalia e PagoPa. Una volta verificati i requisiti, il sistema genererà un codice alfanumerico che indicherà l’importo massimo del bonus. Questo verrà poi applicato direttamente in fattura dal rivenditore al momento dell’acquisto. Oltre al vantaggio economico, il bonus contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e a promuovere un consumo energetico più sostenibile.
Sostituire i vecchi elettrodomestici con modelli a basso consumo permette di ridurre in modo significativo la bolletta elettrica. Ecco alcuni esempi di risparmio medio annuo calcolato su una famiglia tipo (2.700 kWh/anno, costo energia 0,31 €/kWh):
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Frigorifero con congelatore: passando da una classe F a una classe A, il risparmio è di circa 64 euro l’anno (-67%).
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Forno elettrico: un modello in classe A+++ riduce i costi del 66%, pari a circa 50 euro risparmiati all’anno.
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Lavatrice: con un modello di classe A si risparmia fino al 49% rispetto a uno di classe F, pari a circa 27 euro l’anno.
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Asciugatrice: il passaggio da una classe B a una A+++ consente un risparmio del 68%, ovvero circa 130 euro all’anno.
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Lavastoviglie: da classe E a classe A la spesa in bolletta si riduce del 43%, con un risparmio di circa 23 euro l’anno.
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