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Giornalisti indiani spiati grazie a Pegasus il software della israeliana NSO Group

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Secondo quanto riportato da  Amnesty International e dal Washington Post in India è stato utilizzato lo spyware Pegasus, sviluppato dalla società israeliana NSO Group per prendere di mira alcuni importanti giornalisti.

Le indagini, condotte dal Security Lab di Amnesty International, hanno confermato che Siddharth Varadarajan, fondatore e direttore di The Wire, e Anand Mangnale, giornalista per l’Asia del Sud presso la piattaforma giornalistica investigativa The Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP), sono stati recentemente oggetto di attacchi tramite l’utilizzo dello spyware Pegasus sui loro iPhone. L’ultimo caso identificato risale a ottobre 2023.

L’uso di Pegasus sviluppato dall’azienda di sorveglianza israeliana NSO Group, si inserisce in un contesto di repressione senza precedenti da parte delle autorità indiane della libertà di espressione pacifica e di riunione, che ha avuto un impatto intimidatorio su organizzazioni della società civile, giornalisti e attivisti.

La prima volta che il Security Lab di Amnesty International ha rilevato nuovi segnali di minacce provenienti dallo spyware Pegasus in India è stata durante una consueta attività di monitoraggio tecnico nel giugno 2023. Ciò è avvenuto alcuni mesi dopo che organi d’informazione locali avevano riportato la notizia relativa al tentativo da parte del governo indiano di acquisire un nuovo sistema di spyware commerciale.

A ottobre 2023, Apple ha inviato una nuova serie di notifiche di minacce a livello globale agli utenti iPhone potenzialmente colpiti da “aggressori sponsorizzati dallo stato”. Più di 20 giornalisti e oppositori politici indiani hanno ricevuto tali notifiche.

In particolare si trattava di giornalisti indipendenti russi. La prima vittima è stata Galina Timchenko del sito russo indipendente Meduza. Il suo smartphone è stato infettato mentre era in Germania, subito dopo il governo russo ha bollato Meduza come “organizzazione indesiderata”.

Il caso, purtroppo, non è isolato. Anzi: sono stati confermati nuovi attacchi verso giornalisti russi, tutti attraverso Pegasus. Lo spyware era nato per essere utilizzato in modo ben diverso, considerando che doveva essere uno strumento per la lotta alla criminalità e al terrorismo: nel tempo tuttavia è stato sfruttato sempre più per monitorare giornalisti, attivisti dei diritti umani e dissidenti politici, proprio come in questo caso. Ma anche capi di Stato ed esponenti del governo: il francese Emmanuel Macron e l’italiano Romano Prodi sono nella lista delle vittime dello spyware di NSO Group. Gli USA hanno inserito NSO Group nella lista nera a novembre 2021.

Il Security Lab di Amnesty International ha condotto un’analisi sui telefoni di alcune delle persone che avevano ricevuto le notifiche da Apple, tra cui Siddharth Varadarajan e Anand Mangnale. Dall’analisi è emerso che sui dispositivi appartenenti a entrambi i giornalisti vi erano tracce di attività dello spyware Pegasus.

Al momento dell’attacco, il telefono di Anand Mangnale era vulnerabile a questo “zero-click exploit”. Attualmente non è chiaro se il tentativo di exploit sia riuscito a compromettere il suo dispositivo. Il tentativo di attacco al telefono di Anand Mangnale è avvenuto mentre il giornalista stava lavorando a una storia su presunta manipolazione di titoli azionari da parte di una grande multinazionale in India.


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E’ nato il Manifesto per l’Italia Digitale con il Buono Digitale per favorire gli investimenti digitali di PMI, studi professionali ed enti del terzo settore

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E’ nato il Manifesto per l’Italia Digitale, promosso da AIIP, AssoSoftware, Confartigianato, Confcommercio, Confimi Industria e Confprofessioni. Al centro della proposta c’è la richiesta di introdurre, nella prossima Legge di Bilancio, il Buono Digitale, uno strumento semplice, triennale e verificabile per favorire gli investimenti digitali immateriali di micro, piccole e medie imprese, studi professionali ed enti del terzo settore.

La misura nasce per rispondere al ritardo digitale del sistema produttivo italiano, particolarmente evidente nelle realtà meno strutturate: il 94,7% delle imprese italiane ha meno di 10 addetti, ma solo il 29,4% delle microimprese tra 2 e 9 addetti utilizza un software gestionale, contro il 51,4% delle imprese con almeno 10 addetti. Il Manifesto propone uno strumento complementare ai piani 4.0 e 5.0, pensato per intercettare la domanda diffusa di digitalizzazione delle micro e piccole imprese, dei professionisti e degli enti del terzo settore.

Il Buono Digitale punta a sostenere investimenti in software gestionali, cloud, piattaforme digitali, intelligenza artificiale, cybersecurity, e-commerce, consulenza, formazione e compliance, legando il beneficio alla reale messa in funzione delle soluzioni e non al semplice acquisto. La proposta prevede una misura rivolta alle imprese tra 2 e 99 addetti, con intensità di aiuto più alta per le realtà più piccole e una premialità per le soluzioni Made in UE. La platea stimata è di circa 578mila beneficiari nel triennio, con un fabbisogno pubblico pari a 3,951 miliardi di euro e investimenti complessivi attivati stimati in 7,05 miliardi.

“Il Buono Digitale – ha sottolineato Fabio Mereu, Vicepresidente di Confartigianato – risponde alle esigenze del 94,7% delle imprese italiane, quelle con meno di dieci addetti, che rappresentano il cuore del nostro sistema produttivo. Le imprese artigiane e le micro e piccole imprese sono già da tempo impegnate nella transizione digitale, investendo in innovazione e competenze, ma necessitano di strumenti semplici e accessibili che ne accelerino il percorso. Auspichiamo che il Buono Digitale possa trovare spazio nella prossima Legge di Bilancio. È una misura di politica industriale capace di sostenere l’adozione concreta di software, intelligenza artificiale, cybersecurity e formazione, rafforzando la produttività e la competitività del Paese. Investire nella digitalizzazione delle micro e piccole imprese significa investire nella crescita dell’intero sistema economico italiano”.

“Il Buono Digitale è uno strumento necessario per portare software, competenze e processi digitali nelle micro e piccole imprese, dove il ritardo è ancora più evidente. L’obiettivo non è incentivare il semplice acquisto di tecnologia, ma la sua reale adozione: soluzioni gestionali, cloud, cybersecurity, intelligenza artificiale e formazione devono diventare leve concrete di produttività. Investire nel software significa rafforzare la competitività delle imprese e dell’intero sistema Paese”, dichiara Pierfrancesco Angeleri, Presidente di AssoSoftware.

Per il Presidente di AIIP Giuliano Peritore: “AIIP sostiene attivamente l’iniziativa del Buono Digitale perché molte nostre imprese scontano un divario digitale importante che va superato promuovendo l’impiego di soluzioni ICT “Made in Europe”, che garantiscano la proprietà dei dati in un’ottica di sovranità e indipendenza operativa da altri soggetti. Oltre il 99% delle nostre imprese sono MPMI, la struttura economica che sostiene il nostro PIL, permettendoci di rappresentare il quarto paese per esportazioni a livello mondiale. Questo è un successo che dobbiamo continuare a sostenere facilitando e supportando la digitalizzazione delle nostre imprese”.

“Il Manifesto per l’Italia Digitale non è solo un documento di proposte, ma la testimonianza di una consapevolezza matura: la trasformazione del Paese non si gioca nelle grandi infrastrutture, ma nella capacità di portare l’innovazione fin dentro la micro-impresa. Come Confcommercio, il nostro contributo si focalizza su questo legame vitale tra tecnologia e territorio. Non puntiamo a una digitalizzazione astratta, ma a un percorso pragmatico che trasformi le soluzioni digitali, l’intelligenza artificiale e la cybersicurezza in strumenti quotidiani di efficienza per chi, ogni giorno, crea valore reale. Il nostro obiettivo è abbattere il gap tecnologico che ancora frena le nostre piccole realtà, dotandole di quelle competenze specifiche e di quegli incentivi strutturali necessari per competere nel mercato globale”, dichiara Paola Generali, Consigliere Confcommercio con incarico alla digitalizzazione, Presidente Assintel ed EDI.

“La trasformazione digitale è una leva strategica per la competitività del Paese che richiede un impegno condiviso tra istituzioni e corpi intermedi. Il Buono Digitale rappresenta uno strumento concreto per sostenere gli investimenti delle imprese in innovazione, competenze e cybersicurezza contribuendo a ridurre il divario tecnologico e a rafforzare il nostro sistema produttivo”, ha aggiunto Marco Barbieri, Segretario Generale di Confcommercio

“Per le nostre PMI manifatturiere, il Buono Digitale è un’opportunità per ridurre il divario con le realtà più grandi e strutturate, trasformare un’idea in un progetto pilota e acquisire consapevolezza del valore dei propri dati e, quindi, della necessità di tutelarli. Per il legislatore, è invece uno strumento per ridurre la burocrazia e partecipare attivamente al processo di innovazione del Paese”, spiega Domenico Galia, Presidente di Confimi Industria Digitale.


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La Commissione Europea impone a Meta misure per il libero accesso a WhatsApp degli assistenti IA concorrenti 

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La Commissione europea ha ordinato a Meta di ripristinare il libero accesso a WhatsApp per gli assistenti IA generalisti concorrenti e di mantenerlo fino al termine dell’indagine antitrust della Commissione. La decisione evita che il comportamento di Meta, che a prima vista sembra violare le norme dell’UE in materia di concorrenza, pregiudichi la concorrenza in questo mercato in crescita.

Nel dicembre 2025 la Commissione ha avviato un’indagine antitrust sulla nuova politica di Meta volta a bloccare l’accesso dei fornitori di IA diversi da Meta AI a WhatsApp. Nel febbraio 2026 ha pubblicato una comunicazione degli addebiti in cui ha concluso in via preliminare che era necessario adottare misure provvisorie per evitare che le modifiche contrattuali di Meta provocassero un danno grave e irreparabile sul mercato. Nell’aprile 2026 ha pubblicato una comunicazione degli addebiti supplementare, in cui ha dichiarato l’intenzione di ordinare a Meta di ripristinare l’accesso di assistenti IA terze parti a WhatsApp.

La decisione ordina a Meta di ripristinare l’accesso per gli assistenti IA generalisti di terze parti all’API di WhatsApp for Business secondo gli stessi termini e le stesse condizioni in vigore prima del 15 ottobre 2025, ossia quando tale accesso era gratuito per tutti gli assistenti IA. Meta deve mantenere l’accesso a tali termini e condizioni fino all’adozione da parte della Commissione di una decisione definitiva sul caso in questione. Ciò è necessario per garantire l’efficacia dei poteri della Commissione nell’applicazione del diritto della concorrenza e di qualsiasi decisione definitiva della Commissione stessa riguardo alla legittimità del comportamento di Meta. Meta deve conformarsi a tali misure entro cinque giorni lavorativi.


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L’AGCOM invia segnalazione alla Commissione europea sui servizi AI di Google

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L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella sua qualità di Coordinatore per i servizi digitali per l’Italia, ha deciso di trasmettere alla Commissione europea una richiesta di valutazione dei servizi offerti da Google Ireland LTD mediante le interfacce aperte al pubblico AIO (AI Overviews) e AI Mode, alla luce degli articoli 27, 34 e 35 del Digital Service Act – DSA. Contro la decisione ha votato la Commissaria Elisa Giomi.

L’iniziativa ha preso avvio da una segnalazione all’Autorità da parte della Federazione Italiana Editori Giornali – FIEG. In particolare, FIEG ha segnalato una significativa riduzione della visibilità e reperibilità dei contenuti editoriali che, da un lato, metterebbe a repentaglio la sostenibilità economica degli editori e degli autori, in particolare di quelli più piccoli e indipendenti e, dall’altro, inciderebbe sulla libertà di espressione e di informazione e sul pluralismo delle fonti.


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