Eventi
Cicap Fest a Padova dal 13 al 15 ottobre: il tema è la responsabilità
L’edizione 2023 del CICAP Fest parte dalle parole Piero Angela uno dei fondatori di CICAP che poi l’ha accompagnato e fatto crescere per più di trent’anni: Piero Angela che auspicava: “Carissimi tutti, penso di aver fatto la mia parte. Cercate di fare anche voi la vostra per questo nostro difficile Paese.”
Parole semplici che richiamano un’idea potente e attuale: il valore della responsabilità. Una responsabilità che riguarda tutti, anche perché le nostre scelte e azioni hanno spesso effetti che superano il limite biologico della vita individuale. Una responsabilità che tocca chi produce conoscenza scientifica e tecnologica, così come chi opera nel mondo dell’informazione e dell’educazione e questa conoscenza deve diffonderla in maniera rigorosa, completa e nel pieno rispetto degli interlocutori.
Ma non solo, una responsabilità che coinvolge decisori politici ed economici, attori culturali e cittadini, che nel processo dell’informazione non sono semplici ascoltatori ma devono impegnarsi attivamente nella ricerca e selezione delle fonti. Le sfide che dobbiamo affrontare sono sempre più globali e richiedono nuovi linguaggi e un impegno comune e condiviso. Le tracce che lasciamo con le nostre scelte, decisioni e azioni possono aiutarci a costruirlo. Possiamo dirci pronti?
Promosso dal CICAP, ideato da Massimo Polidoro con la direzione scientifica e organizzativa di FRAME – divagazioni scientifiche, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, il Comune di Padova, e la Provincia di Padova, il CICAP Fest proporrà come sempre incontri, dibattiti, laboratori, spettacoli con alcuni dei più autorevoli nomi della scienza, della divulgazione e della cultura, italiana e internazionale.
La responsabilità riguarda tutti: chi produce conoscenza scientifica e tecnologica, chi opera nel mondo dei media e dell’educazione, e chi prende decisioni politiche ed economiche, come pure i protagonisti del mondo culturale, fino ai singoli cittadini.
Le principali sfide della contemporaneità hanno dimensioni sociali e politiche connesse a dimensioni scientifico-tecnologiche: emergenza climatica, perdita della biodiversità, crisi energetica, pandemie, cambiamenti demografici… Ecco perché i decisori politici non possono fare a meno del sapere specialistico, nonostante la scienza a disposizione sia spesso, per sua natura, incompleta perché in continua evoluzione e progresso, e multidisciplinare, quindi ramificata e complessa. Come può allora una democrazia conciliare l’urgenza delle decisioni da prendere, l’esigenza di risposte univoche e semplici, con l’incertezza della conoscenza? Che diritti hanno i cittadini non-esperti rispetto alla conoscenza?
Una strategia possibile è un’educazione civica alla scienza basata su un nuovo approccio al rapporto fra il sapere scientifico, la sua comunicazione pubblica e le regole per la convivenza, come spiegherà l’esperto di comunicazione della scienza Nico Pitrelli.
Fra i numerosi temi, infatti, si discuterà dell’impatto dei titoli ad effetto, ovvero l’utilizzo improprio da parte dei media di “strilli” e “titoli caldi” per far presa sul pubblico, nonché di come l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento utile per il debunking, grazie agli approfondimenti dei giornalisti Paolo Attivissimo e Fabio Chiusi, che indagheranno le conseguenze sociali delle nuove tecnologie, dell’automazione e dell’intelligenza artificiale. Quest’ultima sta avendo un forte impatto anche sulla comunicazione della scienza: in che misura è possibile utilizzarla nella scrittura di testi scientifici? Potrebbe diventare uno strumento cruciale per generare testi più precisi e chiari, aiutando così a superare le barriere linguistiche tra ricercatori? Agevolerebbe e renderebbe più rapida la condivisione delle conoscenze, per favorire la ricerca e promuovere il progresso? A queste e molte altre domande risponderanno Paola Govoni, professoressa di Storia della scienza e della tecnica all’Università di Bologna ed esperta di rapporti tra scienza e società, il giornalista e comunicatore scientifico Marco Boscolo e Roberto Paura, presidente dell’Italian Institute for the Future, co-fondatore dell’Associazione dei Futuristi Italiani e direttore di “Futuri”, rivista italiana di futures studies, durante il workshop per giornalisti e comunicatori della scienza realizzato con il contributo incondizionato di Fondazione MSD (accreditato per la formazione dei giornalisti, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti).
Roberto Paura sarà anche protagonista di un incontro sui rischi e le opportunità del prevedere il futuro tra scienza e pseudoscienza, presentando l’evoluzione degli studi di previsione e gli scenari indagati dai futurologi sui rischi globali, nonché il modo con cui tali strumenti vengono usati per immaginare altri e nuovi futuri; di nuovi orizzonti futuribili, scientificamente attendibili e in parte già presenti, come la Space Economy, discuteranno poi il divulgatore scientifico Nicolò Bagnasco e l’ingegnere aerospaziale Vittorio Baraldi.
L’ingegnere e coordinatore nazionale del CICAP Andrea Ferrero, esperto di spazio, racconterà le appassionanti vicende che si celano dietro l’esplorazione spaziale e interessanti aneddoti su alcuni dei protagonisti meno noti o “dimenticati” della ricerca nel settore.
Sempre a proposito del rapporto tra fatti e rappresentazioni dei fatti, il filosofo Stefano Bigliardi e l’antropologa Eleonora D’Agostino si confronteranno su come armonizzare il dovere di rispettare i propri valori di riferimento e, al tempo stesso, le proprie fonti e il pubblico al quale la ricerca o la divulgazione sono rivolte. E ancora, a proposito di responsabilità verso i cittadini, ovvero noi tutti, l’importanza di cogliere i segnali di pericolo che il pianeta ci invia e che confermano le previsioni degli scienziati, invece di ignorarli o falsificarli, è ciò su cui insisterà la fisica e climatologa Serena Giacomin parlando dell’emergenza climatica fra scienza e responsabilità a partire da un recente rapporto ONU secondo il quale tale crisi è più veloce della nostra capacità di adattamento, e qualsiasi ulteriore ritardo nell’azione per contrastarla rischia di compromettere il futuro dell’umanità.
Un altro tema è come reagire quando la scienza dice cose che non piacciono o smentisce certezze o luoghi comuni: la risposta è “accetta le prove”, un invito a fare i conti con verità che, per quanto difficili o gravi, possono aiutare a vivere meglio, ad esempio attraverso ciò che può insegnare l’errore in medicina, perché se è vero che la scienza procede per prove ed errori è altrettanto cruciale evitarli il più possibile, argomento su cui rifletteranno i dottori Franco Aprà e Fabrizio Elia, esperti in Medicina di Urgenza (Asl Città di Torino), insieme a Vincenzo Crupi, professore di filosofia della scienza all’Università di Torino. Insieme alla biologa Antonella Viola ci si confronterà inoltre su come, da scienziati, affrontare situazioni e argomenti complessi che possono suscitare controversie.
In compagnia della giornalista scientifica Silvia Bencivelli si ripercorrerà invece la storia della medicina, raccontando in particolare il ruolo degli “autosperimentatori”, cioè di quei medici che hanno deciso di provare le proprie idee direttamente su sé stessi, spesso con un tocco di pazzia e di incoscienza, altre volte con sincero altruismo e cocciuto coraggio (a partire dal suo ultimo libro Eroica, folle, visionaria, Bollati Boringhieri, 2023). Fino ad arrivare ai giorni nostri, con un Servizio Sanitario Nazionale che per essere sostenibile e universale deve fare i conti, letteralmente, con temi complessi quali l’esaurimento delle risorse pubbliche, da un lato, e la prevenzione, dall’altro, come spiegheranno il giornalista e conduttore Massimo Cirri, protagonista di un incontro in cui dialogherà con il presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta, e, in un altro appuntamento, il farmacologo Silvio Garattini a partire dal suo ultimo libro Prevenzione è rivoluzione (Il Mulino, 2023).
Per ragionare, inoltre, sul senso di responsabilità che dovrebbe guidare il progresso nella scienza e nella tecnica, Vincenzo Bronte, direttore scientifico dell’Istituto Oncologico Veneto, racconterà la storia e le storie della medicina negli ultimi 100 anni, spiegando com’è nata l’immunoterapia in un incontro in collaborazione con Fondazione Pezcoller. Con Marco Annoni, bioeticista e ricercatore, coordinatore del Comitato Etico di Fondazione Umberto Veronesi ETS, ci si domanderà poi se la felicità sia un dono e come l’altruismo possa
essere la chiave per una vita migliore per noi stessi e per gli altri, a partire dal suo libro edito da Sonzogno durante un appuntamento in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi ETS. Inoltre, in collaborazione con Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, si parlerà del rapporto tra malattia e narrazione, in particolare per quanto riguarda le patologie tumorali, insieme allo scrittore e giurista Giacomo Cardaci, la psicologa Eleonora Criscuolo, la sociolinguista Vera Gheno e l’autrice e conduttrice radiofonica Chiara Galeazzi.
Nella nostra epoca di Big Data e “informazioni”, o presunte tali, immediatamente disponibili per tutti, l’Interpretazione dei numeri è un altro settore in cui dar prova di responsabilità: una prima casistica in questo senso sarà quella delle indagini, con la testimonianza del giornalista d’inchiesta de “Il Post” Stefano Nazzi, che si occuperà di cronaca nera e giustizia, spiegando come dati e indizi diventano informazioni e prove o, invece, possono essere manipolati in mezzi di strumentalizzazione e falsificazione della realtà (temi al centro del suo popolare podcast Indagini e del libro Il volto del male, Mondadori, 2023). Un’altra riguarderà più specificamente l’impatto dei dati nel mondo dell’informazione e nei processi decisionali: Lorenzo Pregliasco, analista politico co-fondatore e direttore di YouTrend, spiegherà come raccontarli e interpretarli, quali sono i meccanismi che portano a orientare la nostra percezione e come essi possano essere un prezioso strumento per capire il presente. Ancora di numeri, ma da un punto di vista finanziario, si ragionerà con la giornalista e co-fondatrice di Rame, piattaforma che si pone l’obiettivo di fare formazione e informazione sui temi economico-finanziari Annalisa Monfreda, Ivana Neffat, Responsabile Banking Academy Program di UniCredit e il dirigente scolastico Gustavo Matassa a proposito di formazione e parità di genere, in vista di un autentico progresso sociale.
Al CICAP Fest ci sarà spazio anche per una commemorazione, in occasione dei dieci anni dalla scomparsa di Margherita Hack: l’autore televisivo e divulgatore Federico Taddia ripercorrerà la vita e la storia della grande scienziata, fra lascito scientifico ed eredità culturale.
Nel filone sulla responsabilità non potevano mancare occasioni di confronto su temi intrecciati a doppio filo all’attualità, a cominciare dall’importanza della ricerca e innovazione scientifica, impegno e missione di Telethon da oltre vent’anni, come racconteranno Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon, Alessandro Aiuti, ematologo e immunologo all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, e Annamaria Zaccheddu, esperta di comunicazione scientifica.
Cruciali anche le sfide mediche e il dibattito politico sollevati dalla fecondazione assistita, dalla maternità surrogata e dalle famiglie omogenitoriali, orizzonti di scienza e società già parte del nostro presente, sui quali si confronteranno Maurizio Bonati, responsabile del Laboratorio per la Salute Materno-Infantile, direttore del Centro di Informazione sul Farmaco e la Salute e Capo del Dipartimento di Salute Pubblica, e la giornalista Eva Benelli, responsabile della sede di Roma dell’agenzia di editoria scientifica Zadig.
E per investire sugli scienziati e innovatori del futuro, il modo migliore è incuriosire e coltivare la passione per la ricerca di conoscenza fin da giovanissimi: la rappresentazione della scienza nel mondo dei fumetti è uno degli strumenti più efficaci, come mostreranno il fumettista Tito Faraci e il chimico e divulgatore scientifico Dario Bressanini, che proprio su questo tema anticiperà al pubblico del CICAP Fest alcuni dei contenuti del suo
nuovo libro Doctor Newtron, in uscita il 31 ottobre per Feltrinelli, e lo storico della scienza Marco Ciardi, protagonista di una conferenza sul rapporto che lega la scienza alla cultura di massa, oggetto anche del suo nuovo libro Quando Darwin incontrò Flash Gordon (in uscita il 29 settembre per Carocci). Lo studioso di animazione Marco Bellano e gli artisti digitali Igor Imhoff e Alessia Lorenzi saranno protagonisti di un incontro di presentazione dei risultati di un progetto europeo dedicato al modo in cui le arti visive possono aiutare la scienza a mostrare fenomeni difficili o impossibili da rappresentare. Un’altra via di accesso alle meraviglie della scienza, per suscitare interesse, avvicinare a quel mondo e ampliare i propri orizzonti, è sicuramente quella dei musei scientifici, fondamentali non solo per trasmettere la storia della scienza ma anche per plasmare l’immaginario collettivo ad essa legato: di questo speciale modo di fare cultura parleranno la responsabile scientifica del Museo Botanico di Padova Elena Canadelli e il direttore dell’Orto Botanico di Parma Renato Bruni. Inoltre, nell’anno del centenario della nascita di Calvino, il chimico e scrittore Marco Malvaldi parlerà del rapporto tra letteratura e scienza.
Sempre nell’ambito della comunicazione e del racconto della scienza, i canali social rappresentano uno spazio di informazione e un’occasione di divulgazione scientifica ormai imprescindibili e sono luoghi dove emergono nuove voci che il CICAP Fest intende valorizzare, come quella del sito e canale “Il chimico sulla tavola”, che si occupa di fare informazione sui temi legati all’alimentazione sfatando molti miti, e quella del comunicatore scientifico Alfonso Lucifredi, che esplorerà le leggende legate al mondo marino. E per dare risalto al senso di responsabilità, chiarezza e trasparenza con cui si dovrebbero sempre trattare e comunicare la scienza e la ricerca, il CICAP ha istituito il Premio in difesa della ragione, conferito ogni anno a un giornalista che si sia distinto per l’impegno nella diffusione del pensiero critico e scientifico e nel contrasto alle pseudoscienze: a riceverlo quest’anno sarà il giornalista Ferdinando Cotugno che, dopo la cerimonia, affronterà il tema del ruolo e della responsabilità dei giornalisti dialogando con Sofia Pasotto, attivista per il clima.
La trasparenza, nel rispetto dei giusti ambiti di riservatezza, è un elemento fondamentale per creare coesione e fiducia: al CICAP Fest, in particolare, sarà declinata come costruzione e condivisione di regole e pratiche comuni, codici di condotta, sistemi di controllo e verifica, utili a consentire un accesso libero e chiaro alle informazioni e a conoscere e comunicare in modo corretto. Diversi i temi all’ordine del giorno nella discussione pubblica in ambito scientifico e al centro degli incontri di questa sezione: la presidente emerita del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) e docente di studi scientifici e tecnologici dell’ETH di Zurigo Helga Nowotny si soffermerà sulle politiche della scienza, analizzando il rapporto fra quest’ultima e la società in dialogo con Sergio Della Sala durante l’inaugurazione del festival (in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova), tema che svilupperà anche Massimiano Bucchi, professore di Scienza, Tecnologia e Società all’Università degli Studi di Trento, focalizzandosi sul complesso tema del rapporto tra governo dell’innovazione e proibizione.
Sempre a proposito dell’influenza dell’innovazione scientifica sulla società, il giornalista e ricercatore Fabio Chiusi proporrà una critica ideologica di Elon Musk, indagando la matrice culturale e filosofica, tra debolezze e pericolosità, di uno degli uomini potenzialmente più di impatto nella nostra epoca. Si discuterà anche di etica e intelligenza artificiale con Federico Cabitza, professore di Interazione Uomo-Macchina all’Università di Milano-Bicocca, mentre con Andrea Pezzana, medico dietologo e docente all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, si affronterà il tema del futuro dell’alimentazione alla luce delle scelte più o meno responsabili dei cittadini. Parlando ancora di salute si tratteranno temi emergenti come la “One Health”, e Lorenzo Richiardi, presidente dell’Associazione Italiana di Epidemiologia, ripercorrerà gli effetti del cambiamento climatico sugli esseri umani. La crisi climatica e l’acqua saranno invece il focus della lectio di Giulio Boccaletti, saggista, ricercatore onorario alla Smith School di Oxford e Direttore Scientifico del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, cui seguirà un panel su siccità e genetica, con lo stesso relatore affiancato da Luigi Cattivelli, direttore del Centro di ricerca genomica e bioinformatica del CREA e coordinatore del progetto nazionale per le biotecnologie sostenibili in agricoltura, Antonio Dall’Amore, direttore di Cerealproteici e responsabile sementi di Terremerse, e Chiara Faenza, responsabile sostenibilità e innovazione valori di Coop Italia, in collaborazione con Coop Alleanza 3.0.
Il progresso scientifico ha sempre un impatto decisivo sulla società e sull’economia, anche se talvolta può suscitare dubbi o destabilizzare: negli ultimi mesi, ad esempio, uno dei temi più discussi nel dibattito pubblico è stato indubbiamente quello della carne coltivata, oggetto di proposte di regolamentazione non sempre basate sulla scienza. Un argomento complesso che sarà affrontato al festival dal giurista e docente all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo Michele Fino. Con Fabiana Zollo, ricercatrice dell’Università Ca’ Foscari presso il Center for the Humanities and Social Change, il comunicatore della scienza Alessandro Tavecchio e la giornalista scientifica Roberta Villa si tornerà a parlare di manipolazione dei dati e della comunicazione, per capire che, con i giusti rimedi e le dovute attenzioni, è possibile vaccinarsi contro la disinformazione allo stesso modo in cui si combattono i virus più contagiosi.
Spazio anche alle presentazioni dei libri finalisti alla XVII edizione del Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, promosso dal Comune di Padova: Su un altro pianeta di Amedeo Balbi (Rizzoli; 2023), Materiali per la vita di Devis Bellucci (Bollati Boringhieri; 2023), La malattia da dieci centesimi di Agnese Collino (Codice; 2023), Siamo tutti Greta di Sara Moraca ed Elisa Palazzi (Dedalo; 2023) e In alto mare di Danilo Zagaria (Add; 2023).
Accanto alla libertà di espressione occorre la capacità di verifica, ovvero la competenza come metodo, per evitare equivoci o distorsioni della realtà. Questo il senso con cui il terzo filone metterà alla prova dei fatti e sotto la lente d’ingrandimento leggende urbane, falsificazioni storiche, fenomeni di distrazioni di massa, riportando anche alla luce innovazioni e scoperte scientifiche dimenticate.
Tra gli ospiti internazionali del CICAP Fest spicca Edzard Ernst, in assoluto colui che ha studiato di più e meglio le pratiche mediche alternative, che sarà protagonista di un incontro in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova. Formatosi come medico nella Germania degli anni Settanta del secolo scorso, si è occupato di omeopatia, agopuntura e riflessologia, interessandosi fin da subito alla comprensione dei meccanismi alla
base di queste pratiche, ma soprattutto alla loro efficacia e alla sicurezza. A metà degli anni Novanta ottiene la prima cattedra al mondo sulle medicine complementari, all’Università di Exeter in Inghilterra, dove per oltre vent’anni ha lavorato per cambiare l’approccio allo studio di queste discipline. In seguito alla critica molto aspra di un rapporto commissionato dall’allora Principe Carlo sull’efficacia delle medicine alternative, nella quale Ernst diceva che era stato “scritto a partire dalle conclusioni senza guardare alle prove”, ha subìto un’indagine formale risoltasi con un nulla di fatto sul piano delle accuse, ma sufficiente a far tagliare i fondi di ricerca, isolare lo scienziato e costringerlo al pensionamento due anni prima del previsto.
I giornalisti Andrea Capocci e Roberta Villa racconteranno i problemi del parlare di scienza in un quotidiano generalista, in particolare per quanto riguarda i grandi temi controversi, come il cambiamento climatico. Legata a questa emergenza è anche l’analisi di Andrea Rinaldo, professore di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova, direttore del Laboratoire d’Écohydrologie dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, a cui è stato assegnato lo Stockholm Water Prize 2023, il premio Nobel dell’acqua. Rinaldo parlerà di dissesto ecologico e del governo dell’acqua, a partire dal suo omonimo libro (Marsilio, 2023), ovvero delle politiche ambientali e del modo in cui l’uomo conserva e utilizza, o sfrutta e distrugge, l’ambiente naturale e costruito.
A proposito, invece, di ciò che sfida l’evidenza dei fatti, che è immateriale ma al tempo stesso produce effetti concreti, si proverà a rispondere ad alcuni dei più affascinanti e filosofici misteri della scienza: cos’è la coscienza? Come possiamo definire l’intelligenza? L’arduo compito spetterà al neuroscienziato Giorgio Vallortigara, che rifletterà anche sulle profonde implicazioni politiche, morali e pratiche che tali interrogativi sollevano, dallo sfruttamento degli animali a fini alimentari sino alla possibilità di riconoscere diritti ai robot. Con il genetista e scrittore Guido Barbujani, poi, si esplorerà un tema decisamente di attualità, quello della teoria del complotto della sostituzione etnica.
Cambiando prospettiva, uno sguardo decisamente diverso alla realtà è offerto dalle teorie e tecnologie quantistiche, delle quali si occuperà il fisico Tommaso Calarco, direttore dell’Institute of Quantum Control e autore nel 2016 del “Quantum Manifesto”, che ha avviato l’iniziativa Quantum Flagship della Commissione europea, mentre alzando lo sguardo dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, l’astrofisico Giulio Magli, professore al Politecnico di Milano – dove tiene l’unico corso accademico in Italia di Archeoastronomia – esplorerà il rapporto fra astronomia, architettura e paesaggio nell’antichità. Si resta fra le stelle con Paolo Attivissimo, con cui si approfondiranno i motivi del ritorno dell’uomo sul nostro satellite, alla ricerca di minerali pregiati e misteriosi e di acqua per alimentare una base spaziale da dove partire alla volta di Marte, e i risultati delle osservazioni del progetto Euclid, il telescopio spaziale dell’ESA. Al confine tra scienza, arte e fantascienza, invece, con il circlemaker Francesco Grassi si parlerà di cerchi nel grano e falsi misteri, per spiegarne le tecniche di creazione, decisamente tutte umane. Con Gabriele Ferrari, paleontologo e giornalista scientifico, autore di Polvere e ossa (in uscita a metà ottobre per Codice), si farà un viaggio nell’America del Nord ai tempi del Far West, per scoprire come anche la ricerca scientifica non sia immune da profonde rivalità che possono degenerare in atti di spionaggio e di reciproco sabotaggio.
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Eventi
A Pontechianale il 25 e 26 luglio la 3ª edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes
Il 25 e 26 luglio 2026, Pontechianale nel cuore della Valle Varaita ospiterà la 3ª edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes, l’evento transfrontaliero che mette in luce il patrimonio culturale, territoriale e umano delle Alpi, aprendo il dialogo su tematiche ambientali, sociali ed economiche dell’identità alpina, esplorando il futuro delle montagne per le nuove generazioni.
Due giornate di festa, incontri, degustazioni, spettacoli, sport e tanto divertimento per celebrare le comunità alpine e rafforzare il dialogo tra territori uniti da una storia e da sfide comuni. Non mancare!
Dopo il Piccolo San Bernardo nel 2024 e il Moncenisio nel 2025, l’importante evento transfrontaliero approda quest’anno ai piedi e sulla vetta del Colle dell’Agnello, il valico stradale più alto d’Europa, un’area storicamente unita dalla lingua occitana e da radici comuni.
Guidata dagli slogan “Stay young, live the mountains” e “Abitare le Alpi, costruire il futuro”, la manifestazione celebra lo storico legame di amicizia tra Piemonte, Valle d’Aosta e i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes. Il programma delle due giornate unisce momenti di riflessione politica e culturale a grandi appuntamenti popolari, sportivi e gastronomici.
Questo evento rappresenta una celebrazione e, al tempo stesso, una vetrina fondamentale per fare il punto sulle politiche transfrontaliere tra Piemonte e regioni francesi confinanti. Al centro del dibattito si trovano i fondi strutturali europei e i programmi di cooperazione, con particolare attenzione agli strumenti che da anni intervengono sui territori alpini di confine. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire il ripopolamento di queste aree attraverso risposte concrete alle sfide comuni, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la gestione della sicurezza nei territori montani e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.
Tutte le iniziative, i laboratori, le prove in SUP, le visite guidate e le degustazioni sono gratuiti. Per lo show cooking e l’escursione al Bosco dell’Alevé la prenotazione è obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili.
Un punto informativo turistico dedicato è attivo a Pontechianale a cura dell’Unione Montana Valle Varaita e dell’ATL Cuneese.
La Festa delle Alpi – Fêtes des Alpes è organizzata da Regione Piemonte – Assessorato allo Sviluppo e promozione della montagna, con il supporto di Visit Piemonte. Collaborano all’evento: Provincia di Cuneo, Camera di commercio di Cuneo, Unione Montana Valle Varaita, Comune di Pontechianale, Comune di Molines-en-Queyras, Dipartimenti Savoia e Hautes-Alpes, Région Sud-Provence-Alpes-Côte-d’Azur, ATL Cuneese, UNCEM, Fondazione Emile Chanoux, Fondazione CRC, Cassa di Risparmio di Saluzzo, Mirabilia e Lauretana.
Le giornate della Festa delle Alpi – Fête des Alpes
Sabato 25 luglio: dall’accordo transfrontaliero ai talk sul clima e allo show cooking
Il sipario si alza la mattina di sabato 25 luglio all’interno dello spazio polifunzionale del Comune di Pontechianale (l’Agorà delle Alpi): alle 10:30 “La nuova politica alpina: un’alleanza per il futuro delle montagne”, presentazione della Strategia di cooperazione transfrontaliera integrata elaborata nell’ambito del Progetto Interreg Italia-Francia ALCOTRA A MONT e alle 11:15 la firma dell’accordo transfrontaliero.
Da qui le attività si spostano in quota: alle ore 12:30 il Colle dell’Agnello fa da cornice alla conferenza stampa italo-francese di inaugurazione, un momento fortemente simbolico per sancire la cooperazione tra i due versanti.
Nel pomeriggio i contenuti diventano centrali grazie a quattro importanti tavoli di discussione a partire dalle ore 15:00. L’apertura è affidata al confronto dedicato alle sfide transfrontaliere e alla nuova programmazione 2028-2034 con “Oltre il confine: quando le Alpi costruiscono il futuro insieme” che vede la partecipazione dell’assessore regionale Marco Gallo, del presidente della Savoia Hervé Gaymard, dell’assessore della Regione Autonomia Valle d’Aosta, Leonardo Lotto e dei rappresentanti della Camera di commercio di Cuneo e della Comunità dei Comuni Guillestrois-Queyras, con l’intervento dell’Autorità di Gestione ALCOTRA.
A seguire, i talk mettono al centro il cambio generazionale e la sostenibilità. Si comincia con l’incontro “Tutta un’altra vita”, incentrato sui giovani nuovi abitanti delle Alpi con le testimonianze dei partecipanti al progetto della Città Metropolitana di Torino “Vivere e lavorare in montagna”.
Si prosegue con “Custodi delle Alpi”, uomini e donne al servizio della montagna”, un focus sulle nuove competenze richieste ai professionisti della montagna, alle guide alpine e agli accompagnatori del progetto PRO-ALP di fronte ai mutamenti del clima. Inserito nel programma transfrontaliero Interreg ALCOTRA 2021-2027, il progetto punta ad accompagnare l’adattamento e la transizione delle tipiche attività alpine. Le azioni concrete prevedono la formazione sui rischi naturali ed economici, la costruzione di scenari climatici futuri e il supporto a oltre 200 imprese del settore per diversificare le fonti di reddito, garantendo la sicurezza e la vitalità economica del territorio montano.
Infine, lo spazio di approfondimento “La montagna che verrà, le Alpi nell’era del cambiamento climatico” mette in luce come l’arco alpino si trovi tra i territori europei maggiormente esposti a questi fenomeni, rappresentando un osservatorio privilegiato delle trasformazioni ambientali in corso. Dalla gestione del rischio alla tutela delle risorse naturali, dalla capacità di adattamento della popolazione locale alla pianificazione territoriale, le politiche per la montagna sono chiamate a coniugare conoscenza scientifica, flessibilità e sviluppo sostenibile. Il confronto tra ricerca, istituzioni e operatori offrirà una riflessione concreta sulle strategie necessarie per accompagnare il futuro dei territori alpini e rafforzarne la capacità di affrontare le sfide del nostro tempo.
Parallelamente ai dibattiti, Pontechianale si anima con l’avvio del Villaggio delle Alpi e delle sue aree Street Food e artigianato. Tra i momenti salienti del pomeriggio spicca lo show cooking “SpaccaRavioles” con la chef Katia Giordanino all’interno della Casa delle Alpi, uno spazio dedicato alla storia e alla preparazione delle tipiche raviole della Valle Varaita. Per gli amanti dello sport, sul Lago Castello debutta l’area Active con le prove guidate di Stand Up Paddle (SUP) insieme agli istruttori della FISSW, affiancata dallo spazio “Gioco in bici” di Federciclismo Piemonte dedicato ai più piccoli.
La serata di sabato si accende alle 20:00 con lo spettacolo di circo contemporaneo curato dall’Associazione Ideagorà nell’ambito del celebre Festival Mirabilia.
Domenica 26 luglio esperienze d’impresa innovative, il premio “Nuove Alpi” e la guida Lonely Planet
La giornata di domenica 26 luglio si apre all’insegna delle nuove imprenditorialità e scelte di vita e lavoro nelle terre alte. Alle 10:15 l’Agorà delle Alpi ospita l’incontro “Una montagna di opportunità”- laboratorio di imprenditorialità, innovazione e creatività “Dal Piemonte alla Carnia”, moderato dal giornalista Gian Luca Gasca, scrittore, viaggiatore e direttore editoriale di Montagna.tv.
Il pomeriggio domenicale riserva altri due appuntamenti di rilievo: alle 14:00 la cerimonia “Premio Nuove Alpi”, dedicata a chi ha scelto di costruire un progetto di vita in quota, seguita alle 15:00 dalla presentazione ufficiale della nuova “Il Piemonte delle montagne” realizzata in collaborazione con Lonely Planet Italia: interviene l’autore Denis Falconieri.
Per l’intera giornata, la Casa delle Alpi delizia il pubblico con due live show cooking e quattro degustazioni guidate di prodotti agroalimentari, curate dall’Unione Montana della Valle Varaita. Chi preferisce immergersi nella natura può partecipare alla splendida escursione guidata nel Bosco dell’Alevé, la più grande cembreta d’Europa, con la possibilità di pranzare in rifugio. I laboratori musicali per bambini “Pluff”, le visite al suggestivo borgo di Chianale e l’ingresso al Museo del Costume completano il ricco calendario di iniziative fino alla chiusura dell’evento, prevista per le ore 18:00.
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Eventi
Dal 27 agosto al 12 settembre 2026 ritorna Earthink Festival – Goccia a Goccia
Dal 27 agosto al 12 settembre 2026 ritorna Earthink Festival. Goccia a Goccia è il titolo della XVma edizione che anche quest’anno si svolgerà tra l’Astigiano, la Valchiusella e Torino.
Goccia a Goccia richiama in una sola parola la temporalità propria del festival, un lavoro lento, costruito, fatto di piccoli gesti, di scelte individuali in cui ogni voce ascoltata è pensata per costruire qualcosa di più grande, un percorso che prosegue nel tempo, che lavora per tenere insieme l’arte e il territorio, le persone e i luoghi.
Earthink Festival, nato nel 2012 anni fa da un’idea dell’attuale direttrice artistica Serena Bavo , come primo festival teatrale in Italia ad utilizzare il linguaggio performativo per promuovere stili di vita sostenibili, è cresciuto costantemente nel tempo, ha allargato i confini, ha cambiato forma, ha incontrato artisti e pubblico nuovi. È diventato itinerante, ha abbracciato più territori, ha sperimentato linguaggi diversi, ma non ha mai perso la sua anima: quella di un festival che cammina con chi lo segue, che ascolta, che pensa a una forma di cultura senza rumore, goccia dopo goccia. La scelta dei luoghi in cui operare, marginali o decentrati non è stata nel tempo solo logistica, ma ha avuto una precisa valenza, quella di portare le arti performative dove l’offerta culturale è più fragile e dove la relazione con il paesaggio e con le comunità può generare nuovi significati.
In linea con la propria missione, Earthink Festival continua a porre al centro i temi della sostenibilità nelle sue dimensioni ambientali, economiche e sociali, attraverso il linguaggio artistico. La programmazione si sviluppa, in linea con le edizioni precedenti, in spazi outdoor e naturali a basso impatto, valorizzando la luce naturale e coinvolgendo piccoli comuni del Piemonte e quartieri periferici della città di Torino.
L’edizione 2026 consolida la rete di collaborazioni costruita negli anni con la Valchiusella, Torino e l’Astigiano, rafforzando la partecipazione delle comunità locali e il coinvolgimento delle giovani generazioni. Al centro del progetto vi sono le persone, la loro capacità di generare cambiamento, di prendersi cura dei territori e di promuovere un senso condiviso di appartenenza e responsabilità.
Queste le parole di Serena Bavo direttrice artistica del Festival sul tema e sui contenuti scelti per questa edizione; “Da quindici anni Earthink prova a costruire un dialogo tra arte, ambiente e comunità. Con Goccia a Goccia continuiamo a interrogarci su come abitare il presente senza rinunciare alla complessità. Lo facciamo attraversando territori diversi, dalle aree interne ai contesti urbani, mettendo in relazione artisti, cittadini, paesaggi e saperi. Crediamo che la cultura non debba limitarsi a raccontare il cambiamento, ma possa contribuire a generarlo, creando occasioni di incontro, immaginazione e partecipazione. Perché ogni trasformazione, anche la più grande, inizia sempre da una goccia.”
La programmazione artistica 2026 riflette pienamente il tema #GocciaAGoccia, attraverso un dialogo tra ricerca contemporanea, partecipazione e impegno civile. Il festival ospita debutti assoluti e prime regionali, sostenendo la scena emergente e i giovani artisti under 35. Le residenze artistiche diventano spazi di creazione e confronto con le comunità locali, trasformando il territorio in parte attiva del processo artistico. Accanto alle nuove generazioni trovano spazio protagonisti della scena nazionale come il progetto Atlante delle Rive di Marco Paolini e lo spettacolo 400 di Beppe Casales, dedicato ai temi ambientali. Completano il programma due cicli autunnali di approfondimento su sostenibilità, parità di genere ed educazione affettiva, diritti, lavoro e comunità, ampliando nel tempo il dialogo tra arte, territorio e cittadinanza,
Earthink Festival #GocciaAgoccia è un progetto di Tékhné, con il sostegno di Regione Piemonte, Lavazza, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Cooperativa Astra.
La tappa di Torino è finanziata dall’Avviso pubblico ‘Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026
Gli spettacoli
Il Festival inizia il suo viaggio sul territorio Astigiano con un cartellone di spettacoli tutti ospitati dal 27 al 30 agosto nella sede della Cantina La Corte in frazione Casabianca – Asti.
Inaugurazione giovedì 27 agosto alle ore 16 e alle 18 con lo spettacolo (T)ESSERE GIARDINO – UN’ESPERIENZA DI COLLABORAZIONE TRA (U)MANI di Angela Ruozzi, un’installazione performativa che intreccia materiali naturali per creare un sipario sospeso che dialoga con lo spazio e con lo spettatore. Attraverso la pratica dell’intreccio di erbe, piante officinali e steli, guidati dall’artista ambientale Antonella De Nisco e dall’ascolto in cuffia di suoni e parole, i partecipanti prendono parte a un’esperienza poetica e immersiva. In relazione tra loro e con l’ambiente, si immergono in un “giardino d’aria e profumo”, vivendo un contatto diretto e sensoriale con la natura.
Alle ore 21 la proiezione di La mia preghiera al mare nell’ambito della collaborazione con la rassegna Cineambiente.
Venerdì 28, alle ore 19.30, appuntamento con REC2030 Live – Atlante delle Rive, il format ideato da Tékhné APS intreccia teatro, musica e divulgazione per raccontare la sostenibilità in modo coinvolgente e accessibile. Ospite della serata sarà Marco Paolini, protagonista di un dialogo informale con Serena Bavo e Agnese Vigorelli, ideatrici del progetto, tra racconti, musica e riflessioni sui temi dello sviluppo sostenibile per la narrazione del progetto di Marco Paolini “Atlante delle Rive” realizzato da La Fabbrica del Mondo e Joele Film. Atlante delle Rive, il progetto triennale che unisce teatro e territorio per esplorare il rapporto tra comunità e risorse idriche, racconta la complessità del mondo dell’acqua in Italia attraverso le voci di cittadini, esperti, tecnici, artisti e divulgatori. Un’occasione per riflettere sulla cura dei fiumi e sull’importanza di costruire connessioni tra saperi, esperienze e buone pratiche.
A seguire sabato 29 agosto alle ore 21.00 LANDSCAPE/PAESAGGI. Una produzione di CUBO Con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Starter.
Secondo Marc Augé, una rovina umana è un testimone reale del tempo: finché resiste, custodisce una traccia della Storia; quando scomparirà, con essa svanirà anche ciò che resta della memoria che porta impressa. La rovina diventa così simbolo della mano dell’uomo e, insieme, della vicenda tragica del capitalismo e del mondo post-industriale.
Quando osserviamo un paesaggio naturale, spesso fatichiamo a oltrepassare la soglia della meraviglia: un tramonto dietro le montagne, il riflesso del sole sulle onde del mare che illumina una costa a strapiombo, una valle colorata dalle coltivazioni. In quell’istante di contemplazione il tempo sembra sospendersi, come in una fotografia. Eppure, quella stessa immagine contiene innumerevoli indizi. Come sta cambiando quel paesaggio? Cosa si nasconde, appena intravisto, oltre la boscaglia? Forse un campeggio abbandonato, un deposito di amianto, una struttura industriale dismessa. Quanto si sta erodendo una spiaggia, e per quali cause?
Paesaggi è un progetto performativo multimediale che intreccia documentazione audiovisiva, narrazione, visual art e musica elettronica. Il lavoro restituisce un’indagine sulla mutazione morfologica dei territori, osservando gli effetti dell’intervento umano e del naturale decorso del tempo. Per Earthink verrà realizzato un primo studio immersivo a partire da una prima indagine in residenza in Casa Bianca.
Ultimo appuntamento sul territorio Astigiano domenica 30 agosto alle ore 11 SO HUMAN-LA MIA VITA DA PIANTA di ARTERIE una performance urbana in site- specific. Lo spettacolo invita a riflettere sul rapporto tra persone e ambiente, interrogandosi su come siano cambiate le città, sul nostro modo di vivere gli spazi che ci circondano e su come sarebbe la vita se fossimo una pianta. Accompagnati da una guida, gli spettatori percorrono circa 2 chilometri nello spazio urbano, tra aree pedonali, parchi e piste ciclabili, vivendo un’esperienza immersiva di osservazione e scoperta del territorio.
Il Festival prosegue il suo viaggio con la tappa sul territorio Canavese in Valchiusella dal 3 al 6 settembre. Primo appuntamento giovedì 3 settembre nel comune di Brosso alle ore 20, Il richiamo della Natura di Teatro Blu, uno spettacolo comico che affronta il tema del rispetto dell’ambiente attraverso la storia di una donna che decide di trasferire la propria famiglia dalla città alla natura. Il contrasto tra i due protagonisti genera situazioni divertenti e gag che coinvolgono il pubblico, mentre emergono temi importanti come la tutela del Pianeta, l’alimentazione sana, il consumo sostenibile e la costruzione di un futuro migliore.
Venerdì 4 settembre alle 18 il Festival si sposta a Vico Canavese con lo spettacolo ANDANTE di Faber Teater, un’esperienza itinerante immersiva di teatro partecipato. Attraverso il cammino, i canti, le parole e l’ascolto abita gli spazi naturali e dialoga con gli infiniti mondi che si creano nella mente dello spettatore. Una comunità provvisoria sostenibile che cammina insieme attraversando il paesaggio, contaminandolo di passi, percezioni, pensieri, suoni e silenzio.
Sabato 5 settembre alle ore 16 e alle ore 18 a Vidracco, per le vie del paese, Tecnologia Filosofica di DEDALO, testimonianze registrate, voci che si interrogano sono raccolte nella play list di un cellulare che diventa supporto e spunto per una riflessione sul perdersi.
Un violoncello mette in musica il movimento fra le stanze della mente, per creare nuove vicinanze e di-stanze, come attraversando i corridoi di un labirinto: uno accede all’altro, e ti ritrovi nel primo senza sapere che è l’ultimo.
Domenica 6 settembre alle ore 11 a Rueglio Cà ‘D Mezanis, Il Paradiso delle Rane di Collettivo Cantarane, uno spettacolo di narrazione e canto ambientato in uno stagno abitato da rane, la cui serenità viene messa alla prova da un evento inatteso. Attraverso una storia coinvolgente, lo spettacolo esplora temi come le emozioni, l’amicizia e il potere trasformativo della musica, accompagnando grandi e piccoli verso un finale lieto e pieno di allegria.
Terza e ultima tappa, il Festival approda a Torino, giovedì 10 settembre al Salone delle Arti del Cecchi Point in doppia replica alle 19 e alle 21 Magister Ludi Il cerchio non s’interrompe, la nuova produzione de Il Mutamento ETS in collaborazione Terra NAD | Coop. Soc. L’Arcobaleno | Accademia dello Spettacolo | REMIDA Centro di Riuso Creativo con Cascina Govean – Centro di educazione ambientale di Legambiente, Itinerari Paralleli e Terra NAD.
Un’opera multimediale, relazionale e interattiva, ideata da Giordano V. Amato, ispirata all’opera di Ervin Laszlo filosofo, musicista e fondatore della teoria dei sistemi; un’opera olistica che intende evocare delle possibilità, porre delle domande, segnalare delle urgenze, ponendo l’accento sulla positività piuttosto che sul catastrofismo. Nello spazio circolare all’interno del quale sono accolti i partecipanti si narra la storia di un serpente ancestrale che canta, rappresentazione dell’archetipo dell’equilibrio naturale, nel quale ogni essere trova opportuna collocazione, contribuendo a mantenere e a rinnovare l’armonia di questo sistema. L’equilibrio viene spezzato, il serpente ucciso e smembrato. Ci si nutrirà dei suoi resti. Ma i pezzi del serpente continuano a cantare, perfino nelle pance di chi lo ha ucciso. Dai suoi resti nascono i Maiaurli, spiriti fanciulli che percorrono il pianeta sottoterra, emergendo per educare piccoli e grandi a una visione che li renda responsabili del loro ruolo nel mantenimento dell’equilibrio, affinché “il cerchio non si interrompa” e il vecchio serpente continui a cantare.
Venerdì 11 settembre alle ore 21 al Teatro Baretti con lo spettacolo FUTURA di Teatro Linguaggi Creativi, ambientato nel 2050, in un mondo devastato dal cambiamento climatico e dalla Sesta Estinzione, lo spettacolo racconta l’incontro forzato tra Anna, una donna incinta, e Leo, un ragazzo solitario, costretti a convivere in condizioni estreme. Tra conflitti, speranze e l’intervento di Nora, un’intelligenza artificiale che guida le loro scelte, la storia riflette sul futuro del pianeta e sulla fiducia nell’umanità.
Sabato 12 settembre alle ore 21, ultimo spettacolo in programma – Isabella 400 di Beppe Casales, uno spettacolo che unisce teatro e cammino nel bosco per riflettere sul rapporto tra esseri umani e natura. Attraverso il viaggio condiviso con la figlia Nina, l’autore invita il pubblico a interrogarsi sul cambiamento climatico e sulla necessità di ripensare il nostro posto nel mondo, sottolineando che solo conoscendo davvero la natura possiamo imparare a prendercene cura.
Eventi off e progetti speciali
Earthink non è soltanto una programmazione di spettacoli, ma un ecosistema di relazioni, ricerca e partecipazione che attraversa territori e comunità durante tutto l’anno. Accanto agli eventi artistici, il festival ospita incontri, percorsi formativi, tavoli di confronto e progetti partecipativi che mettono in dialogo artisti, operatori culturali, ricercatori, amministratori e cittadini.
I Progetti Speciali rappresentano uno spazio dedicato alla costruzione di nuove visioni e nuove alleanze, in cui l’arte incontra l’attivazione territoriale, la sostenibilità ambientale, la crescita professionale delle nuove generazioni e il confronto sulle trasformazioni culturali e sociali del presente.
Cantiere risonanze
Earthink Festival 2026 ospita una tappa di Risonanze Network, rete nazionale che riunisce giovani direttrici e direttori artistici under 35 impegnati nella costruzione di nuove visioni per lo spettacolo dal vivo. Durante il festival, i partecipanti prenderanno parte a momenti di osservazione, confronto e co-progettazione, entrando in dialogo con artisti, organizzatori e comunità locali. Il percorso culminerà in un incontro pubblico di restituzione, occasione per condividere riflessioni, pratiche e prospettive emerse durante l’esperienza, contribuendo alla costruzione di un modello culturale aperto, partecipato e attento ai territori.
Voci dal territorio
Un momento di confronto dedicato alle arti performative contemporanee e al loro ruolo nella costruzione di comunità più consapevoli, inclusive e sostenibili. L’incontro, realizzato in collaborazione con C.Ar.Pe. – Coordinamento delle Arti Performative di Torino, riunisce artisti, operatori culturali, istituzioni e cittadini per riflettere sulle sfide che attraversano oggi il settore culturale. Uno spazio aperto di dialogo e scambio che mette al centro esperienze, pratiche e prospettive per immaginare il futuro dello spettacolo dal vivo e il suo rapporto con i territori.
Orizzonti: Rassegna di approfondimento in Valchiusella
Il percorso di Earthink prosegue oltre l’estate con Orizzonti, una rassegna dedicata ai linguaggi contemporanei e alle grandi questioni del presente. Attraverso spettacoli, narrazioni e occasioni di confronto, la rassegna invita il pubblico a esplorare temi sociali, ambientali e culturali che attraversano il nostro tempo. Un’occasione per mantenere vivo il dialogo tra arte, comunità e territorio durante tutto l’anno, consolidando la presenza del festival nelle aree interne e ampliando gli spazi di partecipazione culturale.
Geografie – clima e corpi in relazione
Geografie è il percorso di approfondimento e partecipazione che accompagna Earthink Festival 2026 a Torino, creando occasioni di incontro tra cittadini, artisti, ricercatori e realtà del territorio. Attraverso laboratori, reading e momenti di confronto e pratiche artistiche partecipative, il progetto invita a riflettere sul rapporto tra ambiente, trasformazioni climatiche ed educazione sentimentale ed emotiva. Un dispositivo culturale che mette in relazione saperi diversi e costruisce nuove mappe del presente, trasformando la città in uno spazio di ascolto, ricerca e immaginazione condivisa. Realizzato in collaborazione con Quinta Tinta APS è sostenuto dal bando Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026 della Città di Torino e del Ministero della Cultura.
Fuori stagione – rete di festival di arti performative
Earthink aderisce e collabora con una rete di festival, organizzazioni e operatori culturali che condividono l’attenzione per la sostenibilità, l’innovazione culturale e il radicamento territoriale. Attraverso incontri, scambi di pratiche e momenti di confronto tra professionisti del settore, la rete favorisce la circolazione di idee, progetti e modelli organizzativi capaci di rafforzare il sistema culturale contemporaneo. Un’occasione per costruire nuove alleanze e immaginare insieme il futuro dei festival come luoghi di partecipazione, ricerca e trasformazione sociale.
Alla rete aderiscono oltre Tékhné APS con Earthink Festival e Rest to Fest, Casa Fools con il Festival delle Arti Popolari , CuochiLab con Play With Food Festival, Le due e un quarto Aps con Pagliacce Festival, Controluce Teatro d’Ombre con Incanti Rassegna Internazionale di Teatro di Figura, Asterlizze APS con Costellazioni, Cubo Teatro con COMÉ.
Earthink Festival sviluppa una strategia di accessibilità e coinvolgimento del pubblico integrata in tutte le fasi progettuali, con l’obiettivo di rendere la partecipazione culturale realmente aperta e inclusiva. L’attenzione alle diverse esigenze delle persone è un principio trasversale che orienta la scelta dei luoghi, le modalità di fruizione e le pratiche di relazione con le comunità.
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A Giaveno giovedì 18 giugno Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte
Giovedì 18 giugno alle ore 21, Piazza Mautino a Giaveno si svolge l’evento “Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte” che offrirà un viaggio straordinario attraverso oltre mezzo secolo di esplorazione spaziale.
A guidare il pubblico in questo percorso ci saranno l’astronauta Maurizio Cheli e Walter Cugno, moderati dal giornalista Antonio Lo Campo.
Il dibattito si focalizzerà sulle nuove frontiere aerospaziali, dal programma Apollo fino alle attuali missioni Artemis. Maurizio Cheli, primo Mission Specialist italiano sullo Space Shuttle Columbia, condividerà la sua esperienza operativa nello spazio. Con a lui, Walter Cugno, di Giaveno personaggio importante di Thales Alenia Space e recentemente insignito della laurea Honoris Causa dal Politecnico di Torino, racconterà il contributo industriale della regione Piemonte nello sviluppo dei moduli per la Stazione Spaziale Internazionale e per il futuro avamposto lunare.
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