L’IPCC ha presentato il nuovo report: le mezze misure non sono più una possibilità, nei prossimi due decenni il mondo affronterà rischi climatici inevitabili

Alle ore 12 di lunedì 28 febbraio l’IPCC – il panel intergovernativo per il cambiamento climatico – ha tenuto a Berlino una conferenza stampa per la presentazione del nuovo report “Climate Change 2022: Impacts, Adaptation and Vulnerability“.

L’aumento di ondate di calore, siccità e inondazioni sta superando le soglie di tolleranza di piante e animali e la finestra temporale per agire e salvare anche vite umane si riduce sempre di più. Con un riscaldamento globale di 1,5°C, nei prossimi due decenni il mondo affronterà molteplici rischi climatici inevitabili.

Anche il superamento temporaneo di questo livello di riscaldamento provocherà ulteriori gravi impatti, alcuni dei quali saranno irreversibili. “Questo rapporto è un terribile avvertimento sulle conseguenze dell’inazione e sottolinea l’urgenza di un’azione immediata e più ambiziosa per affrontare i rischi climatici” spiega Hoesung Lee, presidente dell’Ipcc. E aggiunge: “Le mezze misure non sono più una possibilità“.

Il report è stato elaborato dal Working Group II, uno dei tre gruppi in cui si divide la comunità internazionale di scienziati dell’IPCC. Questo gruppo si occupa in particolare degli impatti, dell’adattamento e della vulnerabilità in relazione al cambiamento climatico. Diversamente, il Working Group I si dedica alla scienza fisica alla base dei cambiamenti climatici. Il Working Group III affronta infine il tema della mitigazione del cambiamento climatico stesso. L’IPCC ha inoltre una Task Forse sugli inventari nazionali dei gas serra.

Questo rapporto fa parte del Sixth Assessment Report – il sesto rapporto di valutazione – che l’IPCC ha deciso di elaborare e che comprende anche il report del Working Group I pubblicato nell’agosto 2021. La conclusione dei lavori del Working Group III è programmata invece per aprile 2022. Questi Assessment Report sono estremamente importanti poiché ogni gruppo di lavoro fa il punto della situazione mondiale sui cambiamenti climatici, gli impatti, i rischi e le potenziali vie di intervento. Sono inoltre estremamente autorevoli, tanto che l’ultimo, elaborato nel 2014, ha costituito la base scientifica sulla quale è stato costruito l’Accordo di Parigi del 2015.

Tra i dati principali divulgati nel report, approssimativamente tra i 3,3 e i 3,6 miliardi di persone nel mondo vivono in contesti altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici, così come una grande quantità di specie. Le vulnerabilità di esseri umani ed ecosistemi sono d’altronde interdipendenti per l’IPCC. Inoltre preoccupa anche il fatto che l’obiettivo di non superare il surriscaldamento globale di 1,5 °C potrebbe ridurre le perdite e i danni dei cambiamenti climatici sugli esseri umani e gli ecosistemi ma non potrebbe eliminarli del tutto. Questo a patto che vengano messi in atto interventi nel breve periodo per contrastare questi effetti.

Questo elaborato del Working Group II dell’IPCC, a distanza di circa 3 mesi dalla COP26 di Glasgow, invita quindi a mantenere alta l’attenzione sul problema ed a prendere nel breve termine serie iniziative riguardo ad una questione sempre meno rimandabile.


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