Rio Tinto: quando le proteste vincono sulla finanza

Le continue proteste in Serbia hanno portato allo stop dell’ambizioso progetto dell’azienda Rio Tinto che aveva già previsto di rendere la valle di Jader la più grande miniera di Litio al mondo

La storia tra Rio Tinto e la valle di Jader

17 anni fa nella valle di Jader in Serbia è stato scoperto per caso un grande conglomerato di litio, un metallo alcalino bianco-argenteo fondamentale per le batterie delle auto elettriche, dai geologi di Rio Tinto in uno dei due pozzi in un campo di grano. Il team era alla ricerca di borati, utilizzati nei fertilizzanti e nei materiali da costruzione, ma si è trovato davanti qualcosa di inaspettato: borati e litio in un minerale, una combinazione che in seguito avrebbe preso il nome di jadarite, dal nome della valle.

Negli anni successivi, Rio Tinto ha iniziato a elargire donazioni per cause locali. La scuola di Gornje Nedeljice ha ricevuto fondi per la ristrutturazione delle aule. La sede della squadra di calcio ha ottenuto un nuovo tetto e agli agricoltori sono stati offerti buoni per costose attrezzature agricole. In tutto 107 donazioni elargite dal 2003, per un valore totale di 608.807 dollari. L’azienda anglo-australiana è considerata dagli ambientalisti il perfetto esempio di illeciti aziendali. Dal Mozambico all’Australia, dalla Mongolia alla Papua Nuova Guinea le vengono addebitati corruzione, violazioni dei diritti umani, degrado dell’ambiente.

L’estrazione di litio comporta un pesante tributo ambientale. Il sito locale dovrebbe generare 57 milioni di tonnellate di rifiuti (materiale roccioso e detriti industriali) durante la vita della miniera. E’ inoltre richiesto un ingente apporto di acqua.

Le manifestazioni contro Rio Tinto

Per tre fine settimana consecutivi, migliaia di manifestanti a Belgrado e in tutta la Serbia (anche con il sostegno morale a favore della causa di Novak Djokovic) hanno bloccato strade e ponti principali per opporsi all’operazione di Rio Tinto. La compagnia ha quindi deciso di sospendere i piani per il sito estrattivo.

Le autorità locali della città serba di Loznica hanno votato per sospendere un piano di sviluppo regionale che consentiva lo scavo di litio, voto che ha fatto seguito alla sospensione la scorsa settimana di due leggi chiave nel parlamento serbo che, secondo gli ecologisti, avrebbero aiutato la multinazionale ad avviare il progetto.

In risposta, Rio Tinto ha dichiarato di aver sempre lavorato in conformità con le leggi e i più alti standard professionali durante i suoi 10 anni di presenza in Serbia per lanciare “il più grande investimento minerario in questa parte del mondo”.


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