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La prima giornata del 23° Festival CinemAmbiente: tutto il programma delle proiezioni e degli eventi

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Si apre giovedì 1° ottobre il 23° Festival CinemAmbiente – organizzato dal Museo Nazionale del Cinema e diretto da Gaetano Capizzi – che si presenta all’appuntamento del 2020 con un’edizione speciale. Quest’anno la manifestazione si svolgerà, infatti, fino al 4 ottobre, sia alla presenza del pubblico, sia online. Nelle sale del Cinema Massimo di Torino verranno proiettati 65 film tra lunghi, medio e cortometraggi, quasi tutti in anteprima nazionale e selezionati come sempre tra la migliore produzione mondiale del cinema green, mentre sulla piattaforma streaming di MYmovies verrà diffusa, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, una selezione di 9 titoli tra quelli proposti in cartellone.

Come ormai da alcuni anni il Festival dedica la sua apertura al tema dei cambiamenti climatici, nella convinzione che il mancato contenimento del riscaldamento globale e il conseguente avvicinarsi di punti di non ritorno con effetti irreversibili per tutti i comparti ambientali siano oggi la massima emergenza planetaria. La serata inaugurale si aprirà quindi, come ormai tradizione, con “Il Punto” di Luca Mercalli (ore 21, Sala Cabiria, Cinema Massimo). L’annuale report sullo stato del Pianeta, stilato e interpretato dal meteorologo appositamente per il pubblico del Festival, si soffermerà in specifico sul rapporto tra clima e ambiente, con qualche accenno anche agli effetti positivi del lockdown sulla diminuzione dell’inquinamento. I cambiamenti climatici torneranno poi in scena con il film di apertura, in anteprima nazionale, Rebuilding Paradise (dopo “Il Punto” in Sala Cabiria, alle 21 nelle Sale Rondolino e Soldati del Cinema Massimo e online su MYmovies), diretto da Ron Howard.

Il regista Premio Oscar (per A Beautiful Mind), non nuovo al genere documentario, affronta nel suo ultimo lungometraggio la drammatica attualità degli incendi incontrollabili, alimentati dall’estrema siccità, di cui la California è ormai vittima sistematica. Girato a Paradise, ridente cittadina rasa al suolo nel giro di tre ore, l’8 novembre 2018, dal Camp Fire, uno degli incendi più devastanti nella storia dello Stato, il film è la storia di una comunità resiliente, determinata a non lasciarsi sopraffare dalle avversità e a ricostruire tutto quanto andato perso tra le fiamme. La proiezione sarà seguita da un incontro online con Michelle John e Steve “Woody” Culleton, protagonisti del documentario.

Le proiezioni della giornata di apertura si avviano già nel pomeriggio, con uno spazio specifico dedicato al fenomeno dell’attivismo giovanile, che negli ultimi anni ha richiamato con forza l’attenzione dell’opinione pubblica sull’emergenza climatica e che è stato al centro anche della scorsa edizione del Festival. Il mediometraggio francese Génération Greta (ore 17.30, Sala
Cabiria, e online su MYmovies), di Simon Kessler e Johan Boulanger, intreccia le storie di nove attiviste, in altrettanti diversi punti del mondo, dal Kenya all’Ecuador, dalla Francia alle Filippine. Ragazze e giovani donne dai 12 ai 23 anni di età, le protagoniste si battono sulla scia dell’esempio di Greta Thunberg contro i drammatici effetti dei cambiamenti climatici, sperimentati anche direttamente nei loro Paesi, e contro l’immobilismo della politica, rivendicando il diritto al futuro della propria generazione e di quelle a venire. Con Ragazzi irresponsabili (ore 18.30, Sala Cabiria), di Ezio Maisto, si torna invece entro i nostri confini, per conoscere più da vicino i giovani italiani che seguono l’esempio di Greta, organizzando i Fridays For Future e gli scioperi della scuola per il clima. Girato di piazza in piazza, di manifestazione in manifestazione, il film indaga, attraverso interviste e testimonianze, le ragioni, gli obiettivi, le contraddizioni, le reali prospettive di un movimento sempre più consapevole e “responsabile”. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista Ezio Maisto, con gli attivisti di Fridays For Future Torino, Diego Finelli, di Banca Etica, e con Lorena Di Maria, di Italia che cambia.
In linea con il tema generale della giornata di apertura, le proiezioni proseguono poi con un altro film dedicato ai cambiamenti climatici. 66 Metres… Rising Sea Levels (ore 19, Sala Soldati), dei tedeschi Max Mönch e Alexander Lahl, prospetta scenari possibili nei prossimi decenni a partire dagli studi degli scienziati che, nel caso di completo scioglimento dei ghiacci in Antartide e in Groenlandia, stimano un innalzamento del livello del mare di 66 metri, destinato a mutare l’aspetto di tutte le coste del Pianeta. Di fronte a un evento che interesserà non solo qualche isola sperduta, ma l’intero mondo continentale, il mediometraggio analizza il nuovo tipo di conflitti destinati a emergere nelle società del futuro, quando gli Stati costieri più ricchi saranno in grado di proteggere con megaprogetti le loro aree economicamente più importanti, mentre altre saranno abbandonate a sé stesse.

Il film sarà preceduto dalla proiezione del cortometraggio Animal Image, del finlandese Perttu Saksa: un insolito viaggio – accompagnato dalle musiche originali dei jazzisti Verneri Pohjola e Mika Kallio – nell’estremo Nord, ispirato al lavoro dello scrittore e fotografo naturalista Heikki Willamo, che propone una visione evocativa del rapporto primordiale dell’uomo con la sua preda, nel tentativo di catturare l’essenza dell’animale in un’immagine.

Alcuni film di quest’edizione sono dedicati al fenomeno dei cambiamenti climatici così come esso è – o è stato – considerato e affrontato nei centri nevralgici del potere politico ed economico. Tra questi, The Campaign against the Climate (ore 19.15, Sala Rondolino), con cui il regista danese Mads Ellesøe ritorna al passato, alla fine degli Ottanta: quando sembrava che il mondo fosse pronto ad affrontare il problema dei cambiamenti climatici e Georg W.H. Bush parlava del modo in cui il “White House Effect” avrebbe gestito il “Green House Effect”. Nel tentativo di capire che cosa è andato storto, il mediometraggio indaga le responsabilità degli esperti e degli scienziati che nel dibattito pubblico dell’epoca si mostrarono scettici sull’esistenza del problema del riscaldamento globale e ricostruisce il ruolo occulto ricoperto dalle grandi compagnie petrolifere nell’insabbiamento, per trent’anni, di una scomoda verità. La proiezione sarà seguita da un incontro online con Mads Ellesøe, regista del film.

Nel pomeriggio prende il via anche la sezione dei cortometraggi che, diventata negli anni sempre più corposa, conta quest’anno 32 titoli, divisi in gruppi a tema. La prima sottosezione in cartellone nella giornata di apertura, “Animalia” (ore 17.15, Sala Rondolino), riunisce cinque cortometraggi che esplorano i nostri rapporti con gli altri esseri senzienti del Pianeta. Fracas (Clatter), del francese Rémi Rappe, è ambientato nelle Isole della Salvezza, famose perché in una di esse sorgeva una delle più dure colonie penali della Guyana Francese, dove la natura ha ripreso il sopravvento e oggi si sono serenamente insediati un gruppo di scimmie e un pavone. Belgian Blue, della belga Yasmine Versteele, sceglie una mucca e un vitello come protagonisti di una storia, raccontata secondo la loro prospettiva, che si domanda se essi siano solo animali in una grande azienda o creature con sentimenti e diritti. My Day inside the Cage, del cinese Mengjun Yang, vede protagonista una scimmia che, tenuta in gabbia dal suo padrone, passa le giornate oscillando il corpo dietro le sbarre, un muto lamento destinato a durare sempre uguale fino alla morte. Slow and Sluggish, dell’iraniano Delavar Doustanian, segue l’avventura “on the road” di due lumache, che vivono serenamente in mezzo ai prati, ma che, a un certo punto, decidono temerariamente di tornare nella loro “città natale”. Il colombiano Arde la tierra (Burning Land), di Juan Camilo Olmos Feris, segue il rito della “corraleja”, una versione popolare della corrida spagnola diffusa nel Nord del Paese, entrando nel vivo dello spettacolo crudele, caotico e primordiale dato più dagli umani che dai tori.

L’ingresso e l’accesso al Festival al Cinema Massimo e alla sala virtuale su MYmovies sono gratuiti e a prenotazione obbligatoria. Per i film al Cinema Massimo la prenotazione (per max 2 persone) si può effettuare sul sito www.cinemambiente.it. Per i film online la prenotazione si può effettuare sulla piattaforma www.mymovies.it, nell’apposita sezione dedicata ai Festival online e raggiungibile dal sito di CinemAmbiente. I film online, diffusi in contemporanea alla proiezione in sala al Cinema Massimo, sono visibili per 24 ore dal momento del rilascio. INFO: Festival CinemAmbiente, via Montebello 15, Torino; tel. 011 8138860 [email protected], www.cinemambiente.it

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Cinema Massimo – Sala Rondolino – ore 17.15

ANIMALIA
Arde la tierra (Burning Land)
di Juan Camilo Olmos Feris (Colombia 2019, 29’)
Nel nord della Colombia esiste una versione popolare della corrida spagnola: la “corraleja”, uno spettacolo dove gli allevatori scelgono i loro tori più selvaggi per un confronto con un gruppo di coraggiosi volontari. Durante i festeggiamenti l’intera comunità si abbandona agli eccessi della celebrazione. Il delirio collettivo prevale sulla coscienza, svelando le zone oscure dell’essere umano per ricordarci l’arroganza e la vulnerabilità della sua esistenza.
Juan Camilo Olmos Feris nel 2012 viene premiato al Festival di Clermont-Ferrand con Pykessa. Persiguiendo al dragón (2014), il suo primo film. È direttore della fotografia in numerosi cortometraggi tra cui Las hermanas Jarariju di Jorge Kadena, menzione speciale alla Berlinale 2019
Belgian Blue
di Yasmine Versteele (Belgio 2019, 18’)
Una mucca. Un vitello. Animali semplicemente utili per il profitto di una grande azienda o anche dotati di sentimenti e diritti? Una visione differente sull’allevamento, narrata dagli animali stessi.
Yasmine Versteele si diploma alla Scuola d’Arte di Bruxelles. Dopo aver conseguito un master in Scienze della Comunicazione, si diploma all’Istituto RITCS di Bruxelles con il cortometraggio Belgian Blue.
Fracas (Clatter)
di Rémi Rappe (Francia 2019, 6’)
Nelle remote Isole della Salvezza, un gruppo di scimmie e un pavone vivono una misteriosa epopea. La magnifica bellezza della natura sta lentamente cancellando le vestigia di questo luogo della memoria, noto per avere ospitato una delle colonie penali più dure della Guyana francese.
Rémi Rappe, laureatosi in Biologia all’Università di Bordeaux, studia presso l’Institut Francophone de Formation au Cinéma Animalier de Ménigoute, specializzandosi nel documentario naturalistico. Tra i suoi film: Quelle Mouche m’a piqué? (2013), Araucaria Araucana (2017), Des Insectes dans l’assiette (2020).
My Day inside the Cage
di Mengjun Yang (Cina 2019, 7’)
In una miniera di carbone abbandonata nella provincia di Hebei, in Cina, una scimmia è tenuta in gabbia dal suo padrone.
Mengjun Yang, regista e direttore della fotografia, si laurea alla University of the Arts di Londra. Nel 2019 realizza i cortometraggi The Exchange e The Future, entrambi coproduzioni anglo-cinesi.
Slow and Sluggish
di Delavar Doustanian (Iran 2020, 24’)
Le difficoltà, le avventure e le meraviglie incontrate da due lumache nel loro lungo percorso verso casa.
Delavar Doustanian lavora come fotografo e reporter per la stampa. Esordisce nella regia con Ants (2011) seguito, tra gli altri, da Hidden Life (2013), Long Travel (2018) e Huntsman (2019).
Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 17.30
Génération Greta
di Johan Boulanger, Simon Kessler (Francia 2020, 54’)
Dal Kenya all’Ecuador, dalla Francia alle Filippine, le storie di nove giovani donne, dai 12 ai 23 anni, si intrecciano in un ritratto che le vede unite da un impegno comune: la sensibilizzazione sull’emergenza climatica e, di conseguenza, l’attivismo per far fronte all’apatia del mondo politico e aziendale. Cosa ha spinto queste ragazze a lottare per il proprio futuro e quali speranze portano? Grazie alle loro testimonianze e a immagini d’archivio, entriamo nel vivo di manifestazioni dinanzi a tribunali, di petizioni presentate alle conferenze internazionali, di tutto ciò che è in loro potere per fermare la devastazione del Pianeta e per promuovere un cambiamento radicale, affinché l’ambiente e la giustizia sociale diventino la priorità assoluta.
Simon Kessler, dopo gli studi di letteratura e cinema all’EHESS di Parigi e alla Columbia University di New York, si dedica al documentario. Scrive e dirige numerosi lavori tra cui AF447: La Traque du Vol Rio-Paris (2018), Notre-Dame: l’épreuve du Feu (2019), trasmesso su National Geographic e il cortometraggio Dans la Valise (2020).
Johan Boulanger, dopo gli studi di cinema presso l’Université Paris VIII, dirige cortometraggi di fiction ed è assistente al montaggio per diversi documentari. Caporedattore televisivo, collabora a lungo con Agnès Varda, in particolare per la serie di ARTE Agnès de ci de là Varda (2011).
Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 18.30
Ragazzi irresponsabili
di Ezio Maisto (Italia 2020,48’)
Per molti giovani italiani Greta Thunberg è un simbolo ma, soprattutto, un’assunzione di responsabilità, consapevoli che il vero cambiamento si realizzi attraverso gesti quotidiani. Chi sono questi ragazzi che sulle orme della giovane attivista svedese, animano i Fridays For Future nelle piazze e nelle scuole? Quali sono i loro valori, obiettivi e contraddizioni? Ispirandosi alla dura accusa di Greta rivolta all’immobilismo dei suoi coetanei, riportata in modo provocatorio nel titolo, il documentario si affida alle numerose testimonianze dirette, dalla sensibilità ambientalista del quattordicenne David all’impegno di non produrre rifiuti della ventunenne Roberta, per comporre un insieme di ritratti che ci aiuta a cogliere le caratteristiche di un movimento in crescita nelle sue forme e azioni.
Ezio Maisto debutta nella regia con il corto western La Currybonara (2010) che ottiene numerosi riconoscimenti e viene trasmesso dalla RAI. Seguono I frutti sperati (2012), More than This (2014) e Goodby, a True Story (2017). Firma la sceneggiatura della web serie Oltre le pietre (2013) e di alcuni episodi della serie TV Distretto di polizia.
Al termine della proiezione incontro con il regista, gli attivisti di Friday For Future Torino, Diego Finelli, Banca Etica, e Lorena Di Maria, Italia che cambia
Cinema Massimo – Sala Soldati – ore 19.00
Animal Image
di Perttu Saksa (Finlandia 2019, 29’)
Un insolito viaggio nel paesaggio selvaggio del Nord, che prende ispirazione dal testo dello scrittore e fotografo naturalista Heikki Willamo. Visione evocativa dell’antico rapporto dell’uomo con la sua preda, accompagnata dall’immersiva colonna sonora dei jazzisti Verneri Pohjola e Mika Kallio.
Perttu Saksa, fotografo e artista visivo, espone le sue opere in gallerie e musei di tutta Europa. La sua ricerca si concentra sull’aspetto naturalistico e Animal Image è il suo primo documentario.
a seguire
66 Metres – Rising Sea Levels
di Max Mönch, Alexander Lahl (Germania 2019, 52’)
Di quanto si innalzerà il livello dei mari nel prossimo futuro? Le stime che solo pochi anni fa sembravano remote o fonte di eccessivi allarmismi, appartengono ora al dominio delle possibilità. Mentre si prevede che nel 2100 le coste del Pianeta avranno un aspetto diverso da quello attuale, una questione cruciale su cui i biologi marini stanno dibattendo riguarda la sorte della Groenlandia e dell’Antartide. Nell’analizzare l’impatto globale del fenomeno la ricerca sta ampliando il campo di indagine, dimostrandosi più che mai decisiva per capire quali misure i governi dovranno adottare. Quando dovremo pensare di evacuare le aree costiere perché il costo della protezione non sarà più proporzionale a ciò che va tutelato? Un processo, questo, già iniziato in paesi come la Gran Bretagna.
Max Mönch, compiuti gli studi in Storia, Scienze politiche e Sociologia, scrive per la stampa, il cinema e la televisione. Realizza documentari per i canali ZDF e ARTE. Tra i suoi film: Plastic – The Real Seamonster (2013), Ocean’s Monopoly (2016), co-regia con Alexander Lahl, e Kings in Paradise (2016).
Alexander Lahl si specializza in Studi culturali a Berlino, Breslavia e Francoforte. Regista e giornalista freelance, realizza documentari per la televisione. Il cortometraggio Kaputt, realizzato con Volker Schlecht, viene selezionato in concorso alla Berlinale e al Sundance Film Festival 2016.
Cinema Massimo – Sala Rondolino – ore 19.15
The Campaign against the Climate
di Mads Ellesøe (Danimarca/Finlandia/Norvegia/Svizzera/Belgio 2020, 52’)
Alla fine degli anni Ottanta, il mondo forse sembrava pronto ad agire contro il cambiamento climatico. Lo stesso Georg W.H. Bush aveva dichiarato nel 1988 che il “White House Effect” avrebbe gestito il “Green House Effect”. Evidentemente qualcosa non andò per il verso giusto. Partendo da questa considerazione, il film indaga la questione legata al ruolo di quegli esperti e scienziati che allora si dimostrarono scettici rispetto alle allarmanti previsioni, giungendo a negare fermamente l’esistenza del problema del riscaldamento globale nel dibattito pubblico. Ne emerge uno scenario di corruzione finanziaria in cui il potere delle maggiori compagnie petrolifere è stato in grado di insabbiare per oltre trent’anni una scomoda verità.
Mads Ellesøe unisce la sua attività di giornalista a quella di regista realizzando documentari d’indagine girati in tutto il mondo e trasmessi da numerose emittenti televisive. I suoi film ottengono numerosi riconoscimenti, tra i più recenti ricordiamo The Child Soldier’s New Job (2016) e The Men who plundered Europe (2018).
Al termine della proiezione incontro online con il regista
Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 21.00
Il punto di Luca Mercalli
a seguire
Rebuilding Paradise
di Ron Howard (USA 2020, 95’)
All’alba dell’8 novembre 2018, nel Nord della California, la scintilla di una linea di trasmissione, favorita dalle eccezionali condizioni di aridità legate ai cambiamenti climatici, si trasforma rapidamente in una devastante tempesta di fuoco. In un solo giorno la città di Paradise, ai piedi della Sierra Nevada, viene quasi totalmente ridotta in cenere, coinvolta in uno dei più letali incendi della storia degli Stati Uniti. Nell’affrontare i danni, le perdite e il dolore, i residenti si raccolgono in un legame più forte, malgrado il bisogno di speranza sia sfidato da continue avversità. Girato nell’arco di un anno, il documentario ci conduce nel vivo di una comunità resiliente e maggiormente consapevole, pronta a ridefinire le priorità sulla salvaguardia dell’ambiente e del tessuto sociale per la ricostruzione di un nuovo Paradiso.
Ron Howard, attore, sceneggiatore, produttore e regista. La sua lunga e prolifica carriera ottiene importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Oscar con A Beautiful Mind (2001), due nomination per Frost/Nixon (2008) e diversi Golden Globe, Emmy Award e Grammy Award. Tra i più noti registi contemporanei, è anche autore di numerosi progetti televisivi di grande successo.
Al termine della proiezione incontro online con Michelle John e Steve “Woody” Culleton, protagonisti del film
Cinema Massimo – Sala Rondolino e Sala Soldati – ore 21.00
Rebuilding Paradise
di Ron Howard (USA 2020, 95’)


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A Pontechianale il 25 e 26 luglio la 3ª edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes

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Il 25 e 26 luglio 2026, Pontechianale nel cuore della Valle Varaita ospiterà la 3ª edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes, l’evento transfrontaliero che mette in luce il patrimonio culturale, territoriale e umano delle Alpi, aprendo il dialogo su tematiche ambientali, sociali ed economiche dell’identità alpina, esplorando il futuro delle montagne per le nuove generazioni.

Due giornate di festa, incontri, degustazioni, spettacoli, sport e tanto divertimento per celebrare le comunità alpine e rafforzare il dialogo tra territori uniti da una storia e da sfide comuni. Non mancare!

Dopo il Piccolo San Bernardo nel 2024 e il Moncenisio nel 2025, l’importante evento transfrontaliero approda quest’anno ai piedi e sulla vetta del Colle dell’Agnello, il valico stradale più alto d’Europa, un’area storicamente unita dalla lingua occitana e da radici comuni.

Guidata dagli slogan “Stay young, live the mountains” e “Abitare le Alpi, costruire il futuro”, la manifestazione celebra lo storico legame di amicizia tra Piemonte, Valle d’Aosta e i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes. Il programma delle due giornate unisce momenti di riflessione politica e culturale a grandi appuntamenti popolari, sportivi e gastronomici.

Questo evento rappresenta una celebrazione e, al tempo stesso, una vetrina fondamentale per fare il punto sulle politiche transfrontaliere tra Piemonte e regioni francesi confinanti. Al centro del dibattito si trovano i fondi strutturali europei e i programmi di cooperazione, con particolare attenzione agli strumenti che da anni intervengono sui territori alpini di confine. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire il ripopolamento di queste aree attraverso risposte concrete alle sfide comuni, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la gestione della sicurezza nei territori montani e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.

Tutte le iniziative, i laboratori, le prove in SUP, le visite guidate e le degustazioni sono gratuiti. Per lo show cooking e l’escursione al Bosco dell’Alevé la prenotazione è obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili.

Un punto informativo turistico dedicato è attivo a Pontechianale a cura dell’Unione Montana Valle Varaita e dell’ATL Cuneese.

La Festa delle Alpi – Fêtes des Alpes è organizzata da Regione Piemonte – Assessorato allo Sviluppo e promozione della montagna, con il supporto di Visit Piemonte. Collaborano all’evento: Provincia di Cuneo, Camera di commercio di Cuneo, Unione Montana Valle Varaita, Comune di Pontechianale, Comune di Molines-en-Queyras, Dipartimenti Savoia e Hautes-Alpes, Région Sud-Provence-Alpes-Côte-d’Azur, ATL Cuneese, UNCEM, Fondazione Emile Chanoux, Fondazione CRC, Cassa di Risparmio di Saluzzo, Mirabilia e Lauretana.

Le giornate della Festa delle Alpi – Fête des Alpes

 Sabato 25 luglio: dall’accordo transfrontaliero ai talk sul clima e allo show cooking

Il sipario si alza la mattina di sabato 25 luglio all’interno dello spazio polifunzionale del Comune di Pontechianale (l’Agorà delle Alpi): alle 10:30 “La nuova politica alpina: un’alleanza per il futuro delle montagne”, presentazione della Strategia di cooperazione transfrontaliera integrata elaborata nell’ambito del Progetto Interreg Italia-Francia ALCOTRA A MONT e alle 11:15 la firma dell’accordo transfrontaliero.

Da qui le attività si spostano in quota: alle ore 12:30 il Colle dell’Agnello fa da cornice alla conferenza stampa italo-francese di inaugurazione, un momento fortemente simbolico per sancire la cooperazione tra i due versanti.

Nel pomeriggio i contenuti diventano centrali grazie a quattro importanti tavoli di discussione a partire dalle ore 15:00. L’apertura è affidata al confronto dedicato alle sfide transfrontaliere e alla nuova programmazione 2028-2034 con “Oltre il confine: quando le Alpi costruiscono il futuro insieme” che vede la partecipazione dell’assessore regionale Marco Gallo, del presidente della Savoia Hervé Gaymard, dell’assessore della Regione Autonomia Valle d’Aosta, Leonardo Lotto e dei rappresentanti della Camera di commercio di Cuneo e della Comunità dei Comuni Guillestrois-Queyras, con l’intervento dell’Autorità di Gestione ALCOTRA.

A seguire, i talk mettono al centro il cambio generazionale e la sostenibilità. Si comincia con l’incontro “Tutta un’altra vita”, incentrato sui giovani nuovi abitanti delle Alpi con le testimonianze dei partecipanti al progetto della Città Metropolitana di Torino “Vivere e lavorare in montagna”.

Si prosegue con “Custodi delle Alpi”, uomini e donne al servizio della montagna”, un focus sulle nuove competenze richieste ai professionisti della montagna, alle guide alpine e agli accompagnatori del progetto PRO-ALP di fronte ai mutamenti del clima. Inserito nel programma transfrontaliero Interreg ALCOTRA 2021-2027, il progetto punta ad accompagnare l’adattamento e la transizione delle tipiche attività alpine. Le azioni concrete prevedono la formazione sui rischi naturali ed economici, la costruzione di scenari climatici futuri e il supporto a oltre 200 imprese del settore per diversificare le fonti di reddito, garantendo la sicurezza e la vitalità economica del territorio montano.

Infine, lo spazio di approfondimento “La montagna che verrà, le Alpi nell’era del cambiamento climatico” mette in luce come l’arco alpino si trovi tra i territori europei maggiormente esposti a questi fenomeni, rappresentando un osservatorio privilegiato delle trasformazioni ambientali in corso. Dalla gestione del rischio alla tutela delle risorse naturali, dalla capacità di adattamento della popolazione locale alla pianificazione territoriale, le politiche per la montagna sono chiamate a coniugare conoscenza scientifica, flessibilità e sviluppo sostenibile. Il confronto tra ricerca, istituzioni e operatori offrirà una riflessione concreta sulle strategie necessarie per accompagnare il futuro dei territori alpini e rafforzarne la capacità di affrontare le sfide del nostro tempo.

Parallelamente ai dibattiti, Pontechianale si anima con l’avvio del Villaggio delle Alpi e delle sue aree Street Food e artigianato. Tra i momenti salienti del pomeriggio spicca lo show cooking “SpaccaRavioles” con la chef Katia Giordanino all’interno della Casa delle Alpi, uno spazio dedicato alla storia e alla preparazione delle tipiche raviole della Valle Varaita. Per gli amanti dello sport, sul Lago Castello debutta l’area Active con le prove guidate di Stand Up Paddle (SUP) insieme agli istruttori della FISSW, affiancata dallo spazio “Gioco in bici” di Federciclismo Piemonte dedicato ai più piccoli.

La serata di sabato si accende alle 20:00 con lo spettacolo di circo contemporaneo curato dall’Associazione Ideagorà nell’ambito del celebre Festival Mirabilia.

Domenica 26 luglio esperienze d’impresa innovative, il premio “Nuove Alpi” e la guida Lonely Planet

La giornata di domenica 26 luglio si apre all’insegna delle nuove imprenditorialità e scelte di vita e lavoro nelle terre alte. Alle 10:15 l’Agorà delle Alpi ospita l’incontro “Una montagna di opportunità”- laboratorio di imprenditorialità, innovazione e creatività “Dal Piemonte alla Carnia”, moderato dal giornalista Gian Luca Gasca, scrittore, viaggiatore e direttore editoriale di Montagna.tv.

Il pomeriggio domenicale riserva altri due appuntamenti di rilievo: alle 14:00 la cerimonia “Premio Nuove Alpi”, dedicata a chi ha scelto di costruire un progetto di vita in quota, seguita alle 15:00 dalla presentazione ufficiale della nuova “Il Piemonte delle montagne” realizzata in collaborazione con Lonely Planet Italia: interviene l’autore Denis Falconieri.

Per l’intera giornata, la Casa delle Alpi delizia il pubblico con due live show cooking e quattro degustazioni guidate di prodotti agroalimentari, curate dall’Unione Montana della Valle Varaita. Chi preferisce immergersi nella natura può partecipare alla splendida escursione guidata nel Bosco dell’Alevé, la più grande cembreta d’Europa, con la possibilità di pranzare in rifugio. I laboratori musicali per bambini “Pluff”, le visite al suggestivo borgo di Chianale e l’ingresso al Museo del Costume completano il ricco calendario di iniziative fino alla chiusura dell’evento, prevista per le ore 18:00.


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Dal 27 agosto al 12 settembre 2026 ritorna Earthink Festival – Goccia a Goccia

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Dal 27 agosto al 12 settembre 2026 ritorna Earthink Festival. Goccia a Goccia è il titolo della XVma edizione che anche quest’anno si svolgerà tra l’Astigiano, la Valchiusella e Torino.

Goccia a Goccia richiama in una sola parola la temporalità propria del festival, un lavoro lento, costruito, fatto di piccoli gesti, di scelte individuali in cui ogni voce ascoltata è pensata per costruire qualcosa di più grande, un percorso che prosegue nel tempo, che lavora per tenere insieme l’arte e il territorio, le persone e i luoghi.

Earthink Festival, nato nel 2012 anni fa da un’idea dell’attuale direttrice artistica Serena Bavo , come primo festival teatrale in Italia ad utilizzare il linguaggio performativo per promuovere stili di vita sostenibili, è cresciuto costantemente nel tempo, ha allargato i confini, ha cambiato forma, ha incontrato artisti e pubblico nuovi. È diventato itinerante, ha abbracciato più territori, ha sperimentato linguaggi diversi, ma non ha mai perso la sua anima: quella di un festival che cammina con chi lo segue, che ascolta, che pensa a una forma di cultura senza rumore, goccia dopo goccia. La scelta dei luoghi in cui operare, marginali o decentrati non è stata nel tempo solo logistica, ma ha avuto una precisa valenza, quella di portare le arti performative dove l’offerta culturale è più fragile e dove la relazione con il paesaggio e con le comunità può generare nuovi significati.

In linea con la propria missione, Earthink Festival continua a porre al centro i temi della sostenibilità nelle sue dimensioni ambientali, economiche e sociali, attraverso il linguaggio artistico. La programmazione si sviluppa, in linea con le edizioni precedenti, in spazi outdoor e naturali a basso impatto, valorizzando la luce naturale e coinvolgendo piccoli comuni del Piemonte e quartieri periferici della città di Torino.

L’edizione 2026 consolida la rete di collaborazioni costruita negli anni con la Valchiusella, Torino e l’Astigiano, rafforzando la partecipazione delle comunità locali e il coinvolgimento delle giovani generazioni. Al centro del progetto vi sono le persone, la loro capacità di generare cambiamento, di prendersi cura dei territori e di promuovere un senso condiviso di appartenenza e responsabilità.

Queste le parole di Serena Bavo direttrice artistica del Festival sul tema e sui contenuti scelti per questa edizione; “Da quindici anni Earthink prova a costruire un dialogo tra arte, ambiente e comunità. Con Goccia a Goccia continuiamo a interrogarci su come abitare il presente senza rinunciare alla complessità. Lo facciamo attraversando territori diversi, dalle aree interne ai contesti urbani, mettendo in relazione artisti, cittadini, paesaggi e saperi. Crediamo che la cultura non debba limitarsi a raccontare il cambiamento, ma possa contribuire a generarlo, creando occasioni di incontro, immaginazione e partecipazione. Perché ogni trasformazione, anche la più grande, inizia sempre da una goccia.”

La programmazione artistica 2026 riflette pienamente il tema #GocciaAGoccia, attraverso un dialogo tra ricerca contemporanea, partecipazione e impegno civile. Il festival ospita debutti assoluti e prime regionali, sostenendo la scena emergente e i giovani artisti under 35. Le residenze artistiche diventano spazi di creazione e confronto con le comunità locali, trasformando il territorio in parte attiva del processo artistico. Accanto alle nuove generazioni trovano spazio protagonisti della scena nazionale come il progetto Atlante delle Rive di Marco Paolini e lo spettacolo 400 di Beppe Casales, dedicato ai temi ambientali. Completano il programma due cicli autunnali di approfondimento su sostenibilità, parità di genere ed educazione affettiva, diritti, lavoro e comunità, ampliando nel tempo il dialogo tra arte, territorio e cittadinanza,

Earthink Festival #GocciaAgoccia è un progetto di Tékhné, con il sostegno di Regione Piemonte, Lavazza, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Cooperativa Astra.

La tappa di Torino è finanziata dall’Avviso pubblico ‘Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026

Gli spettacoli

Il Festival inizia il suo viaggio sul territorio Astigiano con un cartellone di spettacoli tutti ospitati dal 27 al 30 agosto nella sede della Cantina La Corte in frazione Casabianca – Asti.

Inaugurazione giovedì 27 agosto alle ore 16 e alle 18 con lo spettacolo (T)ESSERE GIARDINO – UN’ESPERIENZA DI COLLABORAZIONE TRA (U)MANI di Angela Ruozzi, un’installazione performativa che intreccia materiali naturali per creare un sipario sospeso che dialoga con lo spazio e con lo spettatore. Attraverso la pratica dell’intreccio di erbe, piante officinali e steli, guidati dall’artista ambientale Antonella De Nisco e dall’ascolto in cuffia di suoni e parole, i partecipanti prendono parte a un’esperienza poetica e immersiva. In relazione tra loro e con l’ambiente, si immergono in un “giardino d’aria e profumo”, vivendo un contatto diretto e sensoriale con la natura.

Alle ore 21 la proiezione di La mia preghiera al mare nell’ambito della collaborazione con la rassegna Cineambiente.

Venerdì 28, alle ore 19.30, appuntamento con REC2030 Live – Atlante delle Rive, il format ideato da Tékhné APS intreccia teatro, musica e divulgazione per raccontare la sostenibilità in modo coinvolgente e accessibile. Ospite della serata sarà Marco Paolini, protagonista di un dialogo informale con Serena Bavo e Agnese Vigorelli, ideatrici del progetto, tra racconti, musica e riflessioni sui temi dello sviluppo sostenibile per la narrazione del progetto di Marco Paolini “Atlante delle Rive” realizzato da La Fabbrica del Mondo e Joele Film. Atlante delle Rive, il progetto triennale che unisce teatro e territorio per esplorare il rapporto tra comunità e risorse idriche, racconta la complessità del mondo dell’acqua in Italia attraverso le voci di cittadini, esperti, tecnici, artisti e divulgatori. Un’occasione per riflettere sulla cura dei fiumi e sull’importanza di costruire connessioni tra saperi, esperienze e buone pratiche.

A seguire sabato 29 agosto alle ore 21.00 LANDSCAPE/PAESAGGI. Una produzione di CUBO Con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Starter.

Secondo Marc Augé, una rovina umana è un testimone reale del tempo: finché resiste, custodisce una traccia della Storia; quando scomparirà, con essa svanirà anche ciò che resta della memoria che porta impressa. La rovina diventa così simbolo della mano dell’uomo e, insieme, della vicenda tragica del capitalismo e del mondo post-industriale.

Quando osserviamo un paesaggio naturale, spesso fatichiamo a oltrepassare la soglia della meraviglia: un tramonto dietro le montagne, il riflesso del sole sulle onde del mare che illumina una costa a strapiombo, una valle colorata dalle coltivazioni. In quell’istante di contemplazione il tempo sembra sospendersi, come in una fotografia. Eppure, quella stessa immagine contiene innumerevoli indizi. Come sta cambiando quel paesaggio? Cosa si nasconde, appena intravisto, oltre la boscaglia? Forse un campeggio abbandonato, un deposito di amianto, una struttura industriale dismessa. Quanto si sta erodendo una spiaggia, e per quali cause?

Paesaggi è un progetto performativo multimediale che intreccia documentazione audiovisiva, narrazione, visual art e musica elettronica. Il lavoro restituisce un’indagine sulla mutazione morfologica dei territori, osservando gli effetti dell’intervento umano e del naturale decorso del tempo. Per Earthink verrà realizzato un primo studio immersivo a partire da una prima indagine in residenza in Casa Bianca.

Ultimo appuntamento sul territorio Astigiano domenica 30 agosto alle ore 11 SO HUMAN-LA MIA VITA DA PIANTA di ARTERIE una performance urbana in site- specific. Lo spettacolo invita a riflettere sul rapporto tra persone e ambiente, interrogandosi su come siano cambiate le città, sul nostro modo di vivere gli spazi che ci circondano e su come sarebbe la vita se fossimo una pianta. Accompagnati da una guida, gli spettatori percorrono circa 2 chilometri nello spazio urbano, tra aree pedonali, parchi e piste ciclabili, vivendo un’esperienza immersiva di osservazione e scoperta del territorio.

Il Festival prosegue il suo viaggio con la tappa sul territorio Canavese in Valchiusella dal 3 al 6 settembre. Primo appuntamento giovedì 3 settembre nel comune di Brosso alle ore 20, Il richiamo della Natura di Teatro Blu, uno spettacolo comico che affronta il tema del rispetto dell’ambiente attraverso la storia di una donna che decide di trasferire la propria famiglia dalla città alla natura. Il contrasto tra i due protagonisti genera situazioni divertenti e gag che coinvolgono il pubblico, mentre emergono temi importanti come la tutela del Pianeta, l’alimentazione sana, il consumo sostenibile e la costruzione di un futuro migliore.

Venerdì 4 settembre alle 18 il Festival si sposta a Vico Canavese con lo spettacolo ANDANTE di Faber Teater, un’esperienza itinerante immersiva di teatro partecipato. Attraverso il cammino, i canti, le parole e l’ascolto abita gli spazi naturali e dialoga con gli infiniti mondi che si creano nella mente dello spettatore. Una comunità provvisoria sostenibile che cammina insieme attraversando il paesaggio, contaminandolo di passi, percezioni, pensieri, suoni e silenzio.

Sabato 5 settembre alle ore 16 e alle ore 18 a Vidracco, per le vie del paese, Tecnologia Filosofica di DEDALO, testimonianze registrate, voci che si interrogano sono raccolte nella play list di un cellulare che diventa supporto e spunto per una riflessione sul perdersi.

Un violoncello mette in musica il movimento fra le stanze della mente, per creare nuove vicinanze e di-stanze, come attraversando i corridoi di un labirinto: uno accede all’altro, e ti ritrovi nel primo senza sapere che è l’ultimo.

Domenica 6 settembre alle ore 11 a Rueglio Cà ‘D Mezanis, Il Paradiso delle Rane di Collettivo Cantarane, uno spettacolo di narrazione e canto ambientato in uno stagno abitato da rane, la cui serenità viene messa alla prova da un evento inatteso. Attraverso una storia coinvolgente, lo spettacolo esplora temi come le emozioni, l’amicizia e il potere trasformativo della musica, accompagnando grandi e piccoli verso un finale lieto e pieno di allegria.

Terza e ultima tappa, il Festival approda a Torino, giovedì 10 settembre al Salone delle Arti del Cecchi Point in doppia replica alle 19 e alle 21 Magister Ludi Il cerchio non s’interrompe, la nuova produzione de Il Mutamento ETS in collaborazione Terra NAD | Coop. Soc. L’Arcobaleno | Accademia dello Spettacolo | REMIDA Centro di Riuso Creativo con Cascina Govean – Centro di educazione ambientale di Legambiente, Itinerari Paralleli e Terra NAD.

Un’opera multimediale, relazionale e interattiva, ideata da Giordano V. Amato, ispirata all’opera di Ervin Laszlo filosofo, musicista e fondatore della teoria dei sistemi; un’opera olistica che intende evocare delle possibilità, porre delle domande, segnalare delle urgenze, ponendo l’accento sulla positività piuttosto che sul catastrofismo. Nello spazio circolare all’interno del quale sono accolti i partecipanti si narra la storia di un serpente ancestrale che canta, rappresentazione dell’archetipo dell’equilibrio naturale, nel quale ogni essere trova opportuna collocazione, contribuendo a mantenere e a rinnovare l’armonia di questo sistema. L’equilibrio viene spezzato, il serpente ucciso e smembrato. Ci si nutrirà dei suoi resti. Ma i pezzi del serpente continuano a cantare, perfino nelle pance di chi lo ha ucciso. Dai suoi resti nascono i Maiaurli, spiriti fanciulli che percorrono il pianeta sottoterra, emergendo per educare piccoli e grandi a una visione che li renda responsabili del loro ruolo nel mantenimento dell’equilibrio, affinché “il cerchio non si interrompa” e il vecchio serpente continui a cantare.

Venerdì 11 settembre alle ore 21 al Teatro Baretti con lo spettacolo FUTURA di Teatro Linguaggi Creativi, ambientato nel 2050, in un mondo devastato dal cambiamento climatico e dalla Sesta Estinzione, lo spettacolo racconta l’incontro forzato tra Anna, una donna incinta, e Leo, un ragazzo solitario, costretti a convivere in condizioni estreme. Tra conflitti, speranze e l’intervento di Nora, un’intelligenza artificiale che guida le loro scelte, la storia riflette sul futuro del pianeta e sulla fiducia nell’umanità.

Sabato 12 settembre alle ore 21, ultimo spettacolo in programma – Isabella 400 di Beppe Casales, uno spettacolo che unisce teatro e cammino nel bosco per riflettere sul rapporto tra esseri umani e natura. Attraverso il viaggio condiviso con la figlia Nina, l’autore invita il pubblico a interrogarsi sul cambiamento climatico e sulla necessità di ripensare il nostro posto nel mondo, sottolineando che solo conoscendo davvero la natura possiamo imparare a prendercene cura.

Eventi off e progetti speciali

Earthink non è soltanto una programmazione di spettacoli, ma un ecosistema di relazioni, ricerca e partecipazione che attraversa territori e comunità durante tutto l’anno. Accanto agli eventi artistici, il festival ospita incontri, percorsi formativi, tavoli di confronto e progetti partecipativi che mettono in dialogo artisti, operatori culturali, ricercatori, amministratori e cittadini.

I Progetti Speciali rappresentano uno spazio dedicato alla costruzione di nuove visioni e nuove alleanze, in cui l’arte incontra l’attivazione territoriale, la sostenibilità ambientale, la crescita professionale delle nuove generazioni e il confronto sulle trasformazioni culturali e sociali del presente.

Cantiere risonanze

Earthink Festival 2026 ospita una tappa di Risonanze Network, rete nazionale che riunisce giovani direttrici e direttori artistici under 35 impegnati nella costruzione di nuove visioni per lo spettacolo dal vivo. Durante il festival, i partecipanti prenderanno parte a momenti di osservazione, confronto e co-progettazione, entrando in dialogo con artisti, organizzatori e comunità locali. Il percorso culminerà in un incontro pubblico di restituzione, occasione per condividere riflessioni, pratiche e prospettive emerse durante l’esperienza, contribuendo alla costruzione di un modello culturale aperto, partecipato e attento ai territori.

Voci dal territorio

Un momento di confronto dedicato alle arti performative contemporanee e al loro ruolo nella costruzione di comunità più consapevoli, inclusive e sostenibili. L’incontro, realizzato in collaborazione con C.Ar.Pe. – Coordinamento delle Arti Performative di Torino, riunisce artisti, operatori culturali, istituzioni e cittadini per riflettere sulle sfide che attraversano oggi il settore culturale. Uno spazio aperto di dialogo e scambio che mette al centro esperienze, pratiche e prospettive per immaginare il futuro dello spettacolo dal vivo e il suo rapporto con i territori.

Orizzonti: Rassegna di approfondimento in Valchiusella

Il percorso di Earthink prosegue oltre l’estate con Orizzonti, una rassegna dedicata ai linguaggi contemporanei e alle grandi questioni del presente. Attraverso spettacoli, narrazioni e occasioni di confronto, la rassegna invita il pubblico a esplorare temi sociali, ambientali e culturali che attraversano il nostro tempo. Un’occasione per mantenere vivo il dialogo tra arte, comunità e territorio durante tutto l’anno, consolidando la presenza del festival nelle aree interne e ampliando gli spazi di partecipazione culturale.

Geografie – clima e corpi in relazione

Geografie è il percorso di approfondimento e partecipazione che accompagna Earthink Festival 2026 a Torino, creando occasioni di incontro tra cittadini, artisti, ricercatori e realtà del territorio. Attraverso laboratori, reading e momenti di confronto e pratiche artistiche partecipative, il progetto invita a riflettere sul rapporto tra ambiente, trasformazioni climatiche ed educazione sentimentale ed emotiva. Un dispositivo culturale che mette in relazione saperi diversi e costruisce nuove mappe del presente, trasformando la città in uno spazio di ascolto, ricerca e immaginazione condivisa. Realizzato in collaborazione con Quinta Tinta APS è sostenuto dal bando Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026 della Città di Torino e del Ministero della Cultura.

Fuori stagione – rete di festival di arti performative

Earthink aderisce e collabora con una rete di festival, organizzazioni e operatori culturali che condividono l’attenzione per la sostenibilità, l’innovazione culturale e il radicamento territoriale. Attraverso incontri, scambi di pratiche e momenti di confronto tra professionisti del settore, la rete favorisce la circolazione di idee, progetti e modelli organizzativi capaci di rafforzare il sistema culturale contemporaneo. Un’occasione per costruire nuove alleanze e immaginare insieme il futuro dei festival come luoghi di partecipazione, ricerca e trasformazione sociale.

Alla rete aderiscono oltre Tékhné APS con Earthink Festival e Rest to Fest, Casa Fools con il Festival delle Arti Popolari , CuochiLab con Play With Food Festival, Le due e un quarto Aps con Pagliacce Festival, Controluce Teatro d’Ombre con Incanti Rassegna Internazionale di Teatro di Figura, Asterlizze APS con Costellazioni, Cubo Teatro con COMÉ.

Earthink Festival sviluppa una strategia di accessibilità e coinvolgimento del pubblico integrata in tutte le fasi progettuali, con l’obiettivo di rendere la partecipazione culturale realmente aperta e inclusiva. L’attenzione alle diverse esigenze delle persone è un principio trasversale che orienta la scelta dei luoghi, le modalità di fruizione e le pratiche di relazione con le comunità.


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A Giaveno giovedì 18 giugno Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte

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Giovedì 18 giugno alle ore 21, Piazza Mautino a Giaveno si  svolge l’evento “Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte” che offrirà un viaggio straordinario attraverso oltre mezzo secolo di esplorazione spaziale.

A guidare il pubblico in questo percorso ci saranno l’astronauta Maurizio Cheli e Walter Cugno, moderati dal giornalista Antonio Lo Campo.

Il dibattito si focalizzerà sulle nuove frontiere aerospaziali, dal programma Apollo fino alle attuali missioni Artemis. Maurizio Cheli, primo Mission Specialist italiano sullo Space Shuttle Columbia, condividerà la sua esperienza operativa nello spazio. Con a lui,  Walter Cugno, di Giaveno personaggio importante di Thales Alenia Space e recentemente insignito della laurea Honoris Causa dal Politecnico di Torino, racconterà il contributo industriale della regione Piemonte nello sviluppo dei moduli per la Stazione Spaziale Internazionale e per il futuro avamposto lunare.


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