Connect with us

Startup

Le Startup in Piemonte: la regione è al quinto posto in Italia, le aziende lamentano mancanza di liquidità e difficoltà ad approcciare nuovi investitori

Published

on

E’ stata presentata a I3P la IV edizione dell’Osservatorio sulle Start Up Innovative realizzato dal Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino con la collaborazione tecnica di Step Ricerche.

Il Piemonte è al quinto posto in Italia per numero di start up, dopo Lombardia, LAzio, realtà che tuttavia incidono ancora marginalmente sul PIL regionale. Piccole, finanziate principalmente dai fondatori e dai soci, le start up piemontesi godono di agevolazioni pubbliche, ma lamentano mancanza di liquidità e difficoltà ad approcciare nuovi investitori. Concentrate nei settori ICT, trascurano filoni più attuali come open data, blockchain ed E-gov.

A metà 2018 la regione con più start up risulta essere la Lombardia, con 2.419 nuove imprese innovative iscritte nella sezione speciale del Registro Imprese. Il Piemonte, con 502, è al quinto posto. Considerando, però, il quoziente di densità delle start up, calcolato come numero di start up innovative iscritte ogni 10 mila persone (con un’età compresa tra 23 e 55 anni), la regione con la maggiore densità è il Lazio, con 1.065 start up e un indice di densità di 20. La Lombardia ha un indice di densità di 15, l’Emilia-Romagna di 19, mentre il Piemonte, avendo un indice di densità di 1,8 si colloca in coda.

Il Pil piemontese equivale a 131 miliardi (2016). Il 40% di questo valore aggiunto è attribuibile ad imprese nate prima del 1900. Tra le imprese più longeve si trovano i F.lli Piacenza insieme ad altri storici lanifici biellesi, poi alcune imprese storiche alimentari (Martini & Rossi, e Caffarel) e infine gli istituti di credito e le assicurazioni locali. Nel 1899 viene fondata la Fiat.

In seguito, la curva dei contributi annuali alla formazione del Pil contemporaneo rimane piatta: né il periodo bellico, né quello prebellico dimostrano una particolare vitalità. La linea torna a impennarsi dopo la Seconda Guerra, quando nel quinquennio 1946-50 si generano imprese che oggi producono il 6,5% del Pil contemporaneo (contribuendo con l’1,3% in ogni anno del quinquennio). Terminato il dopoguerra, la creazione di imprese rallenta e ogni annualità di nascite contribuisce per lo 0,5% al Pil odierno, poi per 3 decenni si ha una decisa espressione di vitalità del territorio. Le imprese con natali compresi tra gli anni 70 e la fine degli anni 90 contribuiscono al Valore Aggiunto contemporaneo con ben lo 0,9% del Pil per ciascuna annata.

In quel trentennio sono state dunque fondate le basi per produrre quasi un terzo (27%) del Pil contemporaneo. Le annate successive al 2000 e fino al 2010 danno invece meno dello 0,6% del Pil odierno, risentendo del rallentamento generale dell’economia. Il contributo dell’ultimo quinquennio è necessariamente basso (0,1% ad annata e appena mezzo punto percentuale considerando l’intero periodo) sia per la più grave crisi reale dal dopoguerra, sia perché le realtà nate nell’ultimo periodo devono ancora crescere dimensionalmente, penetrando mercato, facendo investimenti, assumendo nuovo personale.

La missione delle start up innovative e tecnologiche è duplice: aumentare la produttività totale delle risorse, che rappresenta un fattore di crescita dell’economia generale, e sostituire, modernizzando, il tessuto delle imprese. In Italia, le start up innovative, dopo sei anni di esistenza dell’elenco speciale, rappresentano lo 0,67% delle società di capitali, il che comporta che allo stato attuale la loro generazione non può assolvere alla funzione sostitutiva del turnover della manifattura e dei servizi, ma ad una funzione integrativa e mista (si consideri, per esempio, che il tasso di mortalità lorda è dell’8,2% in Italia e del 7,8% in Piemonte).

Perché le start up innovative possano lasciare una traccia sul Pil di domani e di dopodomani occorre dunque che esse crescano non solo di numero, ma escano anche dallo stadio iniziale per evolvere verso le fasi successive, con l’espansione commerciale e l’irrobustimento dei volumi. Sono però precisamente queste le fasi che le start up innovative italiane, e non solo piemontesi, stentano a intraprendere.

È stato raccolto un campione di 1.597 bilanci (215 del Piemonte) delle start up innovative di 4 regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna), per confrontarne gli indici significativi. Le start up del nord Italia hanno ricavi mediani di 52 mila euro (il Piemonte è inferiore con 38 mila) e sono cresciute in due anni di 43 mila euro (29 mila in Piemonte). Il valore aggiunto lordo è di 58 mila (23 mila in Piemonte). La posizione finanziaria netta è negativa per -11 mila euro, (-9.900 in Piemonte), ma assorbe solo il 12% del patrimonio netto che vale, in termini generali 86 mila euro.

L’indicazione generale che viene da questa analisi è che per ¾ del campione siamo di fronte a un cluster di aziende di dimensioni veramente piccole, finanziate solo dai fondatori in proporzione a progetti relativamente poco costosi. Nonostante questo, l’indagine mette in luce che il quarto quartile delle start up ha dimensioni maggiori (i ricavi superano i 140 mila euro e sono cresciuti di almeno 110 mila euro negli ultimi 2 anni). Questa fetta di startup ha già una redditività operativa del capitale positiva (7%).

Sono stati contattati 307 imprenditori o dirigenti di start up high tech piemontesi nate negli ultimi 10 anni con un tasso di risposta del 23%, pari a 71 interviste completate. Il 72% delle imprese che hanno risposto al questionario è stato fondato tra il 2015 ed il 2017: il 34% nel 2017, il 19% nel 2015 e un ulteriore 19% nel 2016. All’epoca della costituzione delle società il 52,9% del campione aveva tra i 36 ed i 55 anni, mentre il 17.6% tra i 26 ed i 30 anni. I giovanissimi del campione (18-25 anni) rappresentano quasi il 10% (9,8%).

Il management delle start up è saldamento costituito nel 92% dei casi dai promotori/fondatori originali, e per il 6% da manager professionisti. La dimensione più frequente delle imprese intervistate è di 2-5 persone. Il 94% delle imprese definisce il proprio prodotto/servizio come innovativo, mentre il 6% si definisce invece un’impresa a vocazione tradizionale.

L’84% delle imprese è beneficiaria delle agevolazioni pubbliche previste per le start up innovative, il 48% del campione è inoltre beneficiario delle agevolazioni per le PMI innovative. Ma chi non ne usufruisce, per quali motivazioni non le ha richieste?

Il 20% delle PMI innovative avrebbe voluto avvantaggiarsi delle agevolazioni, ma non possedeva tutti i requisiti necessari, mentre il 16% non lo ha ritenuto interessante; l’8% delle PMI innovative non conosceva le misure agevolative mentre un restante 8% riporta l’indisponibilità delle agevolazioni all’epoca in cui avrebbero voluto farne uso.

Tra le start up innovative, invece, solo il 2% avrebbe voluto avvantaggiarsi ma non ha potuto per mancanza di requisiti. Tutti i rispondenti erano a conoscenza delle agevolazioni, e chi non ha aderito lo ha fatto perché o non esistevano le agevolazioni all’epoca in cui si è costituita l’impresa, oppure perché non lo ha ritenuto interessante; infine alcuni hanno ritenuto che presentassero più svantaggi che vantaggi.

Le start up piemontesi sono legate dal filo della diversificazione. Non esiste un tema dominante nelle innovazioni che gli startupper vogliono proporre al mercato, anche se i filoni dell’ICT sono piuttosto gettonati. Spicca, piuttosto, l’assenza di alcuni filoni: non vengono quasi sfruttati gli “open data”, così come la blockchain, che al di là delle avventurose applicazioni nell’ambito delle quasi monete private potrebbe avere altri sviluppi. Anche l’e-gov non è nel mirino degli startupper, che puntano al mercato privato, con una leggera prevalenza verso il B2B.

La costituzione di una Startup innovativa in Piemonte richiede circa un anno di lavoro nel 42% dei casi. Nel 30% dei casi la costituzione ha richiesto meno di un anno (tra 1 e meno di 6 mesi), dato che bilancia il 28% delle imprese che afferma di aver impiegato tra i 2 e i 7 anni per passare dall’idea alla costituzione.

La maggior parte delle start up innovative piemontesi ha avuto origine da una ricerca e sviluppo di prodotto e/o servizio originale, realizzata nell’80% dei casi grazie ai soci, nel 24% con l’Università e/o incubatori pubblici, nel 16% in collaborazione con incubatori privati (domanda con risposte multiple). Il 18% dei rispondenti afferma di aver realizzato le attività di ricerca e sviluppo dopo aver costituito l’impresa, mentre solo il 2% afferma di aver acquistato brevetti o licenze da soggetti terzi. Tutte le Startup si sono dotate di un business plan: all’inizio della sua vita (82%) o successivamente (18%). La maggior parte di esse, ma non la totalità, lo tiene aggiornato (82%).

Nell’analisi delle fonti di finanziamento si deve distinguere il finanziamento dell’idea innovativa, dal finanziamento dell’impresa vera e propria. Il 22% dei rispondenti afferma di aver potuto finanziare lo sviluppo e la sperimentazione dell’idea innovativa grazie ai fondi pubblici ricevuti. Nel pre-seed, i fondi pubblici sono la fonte di finanziamento prevalente, anche se in questa fase, anche il supporto degli altri soci operativi dell’azienda è stato importante (14%) così come i capitali propri (12%).

Quando si passa all’avviamento, ossia alla fondazione della start up, questo è sostanzialmente finanziato con capitali propri (16%) e quelli dei soci operativi (6%) che insieme rappresentano complessivamente la principale risorsa (22%). Seguono i capitali privati dei business angel (12%) e, ancora, al terzo posto, i fondi pubblici (10%).

Ancora limitato, rispetto alle aspettative e alle prospettive sia il contributi dei fondi professionali di venture capital (6%), sia il contributo di altre imprese (4%), mentre il corporate venture capital è nel mondo un segmento di forte e promettente fonte non solo di finanziamento, ma anche di opportunità di mercato e di sviluppo. Le fasi successive di finanziamento del business vedono aumentare le banche, anche attraverso uffici specializzati. La maggior parte della raccolta è di provenienza italiana.

Sul tema dei finanziamenti, delle sovvenzioni e degli incentivi pubblici, il giudizio espresso dagli startupper non è sempre lusinghiero. I voti che superano il valore centrale (3) in una scala 0-5 non sono mai prevalenti; la caratteristica più apprezzata di questi finanziamenti è l’utilità, mentre toccano il minimo (voto=0) sulle modalità di erogazione (burocrazia) e sulla tempestività di liquidazione degli importi.

Le principali difficoltà riportate dalle imprese si sono rivelate il finanziamento dell’azienda, la ricerca e gestione dei collaboratori e la ricerca dei clienti sul mercato. Tra le principali minacce, gli startupper piemontesi riportano la mancanza di cassa, insieme alla carenza di un network e connessioni con gli investitori giusti, seguite dalla mancanza di interesse da parte degli investitori e dalle complessità legali e burocratiche.
Tutte le variabili di marketing e di mercato preoccupano poco o quasi nulla gli startupper piemontesi, pur rappresentando la prima causa di fallimento per i loro pari all’estero. La diffusa tendenza rilevata a non considerare questi ed altri fattori come presenti o allarmanti contrasta con le prestazioni finanziarie, con ricavi e margini che appaiono non soddisfacenti né tranquillizzanti per oltre metà delle start up. Un filone questo da approfondire sia da parte degli imprenditori sia da parte degli investitori e dei decisori pubblici per ideare e sviluppare nuove politiche economiche a favore di start up più solide e consapevoli.

Negli ultimi tre anni si è manifestata una crescita eccezionale del Venture Capital professionale ed europeo, così come un aumento dell’ingaggio delle società esistenti nel settore delle start up (corporate venture capital). Queste due tendenze possono contribuire a risolvere, in parte, i bisogni espressi dalle start up piemontesi, particolarmente in campo finanziario. Tuttavia, il finanziamento professionale delle start up in Europa si è andato dirigendo verso le fasi di espansione successive alla nascita, privilegiando taglie di investimento che non corrispondono alla dimensione relativamente piccole delle start up italiane e piemontesi. Open-data, E-gov e Public Procurement Innovativo appaiono ambiti interessanti, ancora limitatamente esplorati in Piemonte.


Google Aggiungi Massa Critica tra le fonti preferite di Google



Google NewsRicevi le nostre ultime notizie da Google News - SEGUICI


Massa Critica è una piattaforma di informazione, partecipazione e attivazione dei cittadini per favorire l'attivazione di quanti condividono aspirazioni nuove e innovative su sostenibilità , tecnologia , innovazione , startup , cibo , social innovation, salute.
.Vuoi saperne di più su Massa Critica ? Ecco la nostra presentazione.
Ti  è piaciuto Massa Critica ? Bene! Iscriviti alla nostra newsletter. e al nostro canale Telegram.
Se ti piace il nostro lavoro vai alla nostra pagina su Facebook e clicca su "Like".
Se preferisci puoi anche seguirci via Twitter , via Instagram e via Youtube.


Per sostenerci abbiamo bisogno del vostro contributo, per questo vi chiediamo di supportarci concretamente attraverso Paypal o Satispay. Grazie per il vostro contributo e per la vostra fiducia!


Donazione con Paypal o carta di credito



Donazione con Satispay


Startup

OGR Bridging Growth il nuovo programma delle OGR Torino e di Mind the Bridge

Published

on

E’ stato presentato allo Scaleup Summit Turin 2026, OGR Bridging Growth il nuovo programma delle OGR Torino, l’hub della Fondazione CRT, e Mind the Bridge che accelera l’internazionalizzazione delle startup.

L’iniziativa è promossa dalle OGR Torino in collaborazione con la piattaforma globale di open innovation Mind the Bridge ed è dedicata alla crescita internazionale delle startup ad alto potenziale. Il programma  attraverso 16 programmi di innovazione, ha supportato dal 2019 oltre 450 startup, catalizzando complessivamente più di 480 milioni di euro

Rivolto alle migliori realtà selezionate tra le oltre 450 startup coinvolte nei programmi delle OGR Tech dal 2019 a oggi, OGR Bridging Growth individuerà ogni anno 15 aziende con forte vocazione internazionale, offrendo un percorso di sei mesi focalizzato su sviluppo del business e accesso ai mercati globali, che culminerà in un CEO Retreat nella Silicon Valley. Le prime imprese selezionate verranno annunciate nei prossimi giorni.

In questi anni l’ecosistema OGR Tech si è progressivamente ampliato e consolidato, e il nuovo programma rappresenta un ulteriore traguardo che testimonia la crescita dell’hub. I 16 programmi attivi negli ultimi dodici mesi hanno consentito di supportare oltre 170 startup. Dal 2019 a oggi è inoltre salito a 480 milioni di euro il totale dei capitali catalizzati dalle startup partecipanti ai programmi OGR Tech.

Le OGR Torino guideranno l’iniziativa come piattaforma di connessione tra startup, corporate e istituzioni, facilitando l’accesso a opportunità industriali e di mercato. Mind the Bridge metterà a disposizione il proprio framework di scaling, affiancando founder e top management su aree chiave quali business development, go-to-market e ingresso in nuovi mercati, fundraising, posizionamento strategico e comunicazione.

L’apertura è stata affidata al Segretario Generale della Fondazione CRT Patrizia Polliotto, al Presidente delle OGR Torino Davide Canavesio, al Presidente di Mind the Bridge Alberto Onetti e al CEO di Mind the Bridge Marco Marinucci, il Summit ha approfondito l’evoluzione del ruolo dell’open innovation manager, con la presentazione del report Inside the Open Innovation Role. Profiles, Skills, and Challenges of Corporate Innovation Managers.

L’analisi, condotta nell’ultimo anno da Mind the Bridge su centinaia di professionisti dell’innovazione di grandi corporate internazionali, fotografa l’evoluzione dell’Open Innovation Manager, figura sempre più centrale nel collegare imprese e startup.

Dal punto di vista del profilo professionale, emerge che la totalità degli intervistati possiede almeno una laurea e il 40% ha ulteriormente conseguito un MBA.  La maggioranza (56%) ha un background accademico in discipline economico-manageriali (il dato include anche un 13% di chi combina studi in business e ingegneria e l’1% di chi ha unito business e discipline scientifiche); poco meno di un terzo (28%) ha conseguito una laurea in ingegneria e solo il 2% possiede titoli di studio in giurisprudenza o in altre discipline umanistiche. Dati che confermano la natura ibrida di un ruolo che richiede competenze sia strategiche che tecnologiche.

Il report evidenzia inoltre come il percorso verso ruoli operativi in open innovation richieda circa 9 anni di esperienza professionale, mentre per accedere a posizioni direttive servano mediamente altri 7-8 anni. L’esperienza diretta con l’ecosistema delle startup emerge come un fattore distintivo: il 59% dei professionisti ha lavorato direttamente con startup, il 64% proviene da team di corporate innovation e il 48% ha maturato esperienze in venture capital, acceleratori o incubatori.

Nonostante la crescente diffusione dell’open innovation nelle strategie aziendali, permangono alcune criticità interne alle organizzazioni: processi decisionali lenti, limitato supporto del top management e una cultura dell’innovazione ancora non pienamente diffusa.

Persiste, inoltre, il divario di genere nei ruoli legati all’open innovation. Nel complesso, gli uomini rappresentano circa due terzi dei professionisti intervistati, mentre le donne sono maggiormente presenti nei ruoli operativi o di gestione dei programmi. Il divario tende ad ampliarsi ai livelli più senior, dove le posizioni di leadership restano prevalentemente maschili, segnalando una sfida ancora aperta per l’evoluzione delle funzioni di innovazione all’interno delle grandi imprese.

I risultati sono stati discussi e commentati con protagonisti dell’ecosistema italiano, tra cui, sul fronte corporate, Claudia Berti, CIO Pelliconi già Head of Global Innovation & IPR Barilla Group, Paolo Cerioli, Chief Innovation and Information Technology Officer di Fincantieri, Giacomo Silvestri, Executive Chairman Eniverse Ventures – Eni Group Head of Innovation Ecosystems, e, sul fronte scaleup, Luca Rossettini, CEO e Founder di D-Orbit. Le più recenti tendenze del corporate venture capital sono state analizzate con gli ospiti internazionali Marc Thom, Corporate Vice President CVC – Head of Henkel Ventures, e Jan Lozek, Founder & Managing Partner di Future Energy Ventures.


Google Aggiungi Massa Critica tra le fonti preferite di Google



Google NewsRicevi le nostre ultime notizie da Google News - SEGUICI


Massa Critica è una piattaforma di informazione, partecipazione e attivazione dei cittadini per favorire l'attivazione di quanti condividono aspirazioni nuove e innovative su sostenibilità , tecnologia , innovazione , startup , cibo , social innovation, salute.
.Vuoi saperne di più su Massa Critica ? Ecco la nostra presentazione.
Ti  è piaciuto Massa Critica ? Bene! Iscriviti alla nostra newsletter. e al nostro canale Telegram.
Se ti piace il nostro lavoro vai alla nostra pagina su Facebook e clicca su "Like".
Se preferisci puoi anche seguirci via Twitter , via Instagram e via Youtube.


Per sostenerci abbiamo bisogno del vostro contributo, per questo vi chiediamo di supportarci concretamente attraverso Paypal o Satispay. Grazie per il vostro contributo e per la vostra fiducia!


Donazione con Paypal o carta di credito



Donazione con Satispay


Continue Reading

Startup

Il programma Techstars lascia le OGR a Torino

Published

on

Il programma Techstars lascia Torino dopo che il suo  managing director Martin Olczyk ha annunciato la chiusura su Linkedin.  Si chiude un percorso iniziato nel 2020 con l’arrivo a Torino  alle OGR – dell’acceleratore. In sei anni il programma ha sostenuto oltre 60 startup con oltre cento milioni di euro di investimenti raccolti.

Techstars è uno dei principali acceleratori di startup al mondo noto come tra i più influenti e attivi. Fondata con l’obiettivo di sostenere imprenditori promettenti e trasformare idee innovative in aziende di successo, l’organizzazione ha contribuito alla crescita di migliaia di startup in tutto il mondo. Techstars è stata fondata nel 2006 a Boulder, negli Stati Uniti, da David Cohen, Brad Feld, David Brown e Jared Polis. L’idea alla base del progetto era semplice ma ambiziosa: creare un programma strutturato che aiutasse le startup nelle prime fasi di sviluppo attraverso mentorship, investimenti e accesso a una vasta rete di contatti.

Negli anni Techstars ha ampliato la propria presenza aprendo programmi di accelerazione in molte città del mondo, tra cui New York City, Londra, Berlino e Toronto. Oltre ai programmi tradizionali, l’organizzazione ha sviluppato anche acceleratori verticali, spesso realizzati in collaborazione con grandi aziende e organizzazioni internazionali. Questi programmi si concentrano su settori specifici come: fintech,  mobilità,  intelligenza artificiale,  sostenibilità,  salute digitale.

Il messaggio di Martin Olczyk  su Linkedin

After 8 years, 8 programs, and 3 countries, +200 founders, across hashtag#Berlin, hashtag#Amsterdam and hashtag#Torino, it’s time to move on!

Thousands of stories. Lifelong memories. Moments of doubt, joy, pride, exhaustion, and pure adrenaline. I’m incredibly grateful for all of it.

To all our amazing 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼𝗿𝘀, who followed me from Berlin and Amsterdam to Torino, and those who joined us in the past 6 years – you are pure magic, so many friendships were built! THANK YOU!

To our amazing 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼𝗿𝗮𝘁𝗲 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗻𝗲𝗿𝘀 who trusted in us, especially Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT and hashtag#IntesasanpaoloInnovationCenter, none of this would have been possible without your belief and long-term commitment.

To all the +200 𝗳𝗼𝘂𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀 who allowed me to be part of their journey, you all kill it. 𝗧𝗲𝗮𝗺, 𝘁𝗲𝗮𝗺, 𝘁𝗲𝗮𝗺, and again 𝘁𝗲𝗮𝗺, 𝘁𝗲𝗮𝗺, 𝘁𝗲𝗮𝗺, our stage is all about people, and you made this journey so special.

There are thousands of people I’d love to thank individually – far too many to name – but especially Italy  , and all the Italians who welcomed me with open arms and made Italy feel like home from day one.


Google Aggiungi Massa Critica tra le fonti preferite di Google



Google NewsRicevi le nostre ultime notizie da Google News - SEGUICI


Massa Critica è una piattaforma di informazione, partecipazione e attivazione dei cittadini per favorire l'attivazione di quanti condividono aspirazioni nuove e innovative su sostenibilità , tecnologia , innovazione , startup , cibo , social innovation, salute.
.Vuoi saperne di più su Massa Critica ? Ecco la nostra presentazione.
Ti  è piaciuto Massa Critica ? Bene! Iscriviti alla nostra newsletter. e al nostro canale Telegram.
Se ti piace il nostro lavoro vai alla nostra pagina su Facebook e clicca su "Like".
Se preferisci puoi anche seguirci via Twitter , via Instagram e via Youtube.


Per sostenerci abbiamo bisogno del vostro contributo, per questo vi chiediamo di supportarci concretamente attraverso Paypal o Satispay. Grazie per il vostro contributo e per la vostra fiducia!


Donazione con Paypal o carta di credito



Donazione con Satispay


Continue Reading

Innovazione

Torna il 12-13 febbraio il World AI Cannes Festival

Published

on

Il World AI Cannes Festival torna il 12-13 febbraio 2026, con un programma potenziato con il Summit degli Eletti, organizzato in partnership con l’Associazione dei Sindaci di Francia e l’Assemblea dei Dipartimenti Francesi, che riunirà 150 rappresentanti eletti da tutto il paese.
Questa nuova iniziativa affronterà una questione centrale: come l’intelligenza artificiale può modernizzare i servizi pubblici, migliorare le performance territoriali e ottimizzare gli investimenti locali?

L’edizione 2026 del WAICF proporrà un programma di conferenze strutturato intorno a quattro temi principali.
Il primo, AI for Business, esplorerà le leve pratiche che consentono alle organizzazioni di deployare e scalare i loro progetti di intelligenza artificiale. Metterà in luce gli ultimi casi d’uso, le prove di concetto e gli approcci più efficaci per massimizzare il valore aziendale dell’AI.

Il secondo, AI Governance, affronterà questioni di etica, trasparenza e compliance. Mira a fornire una migliore comprensione dei quadri di governance e regolatori, dimostrando come questi principi possano diventare veri motori di fiducia e innovazione sostenibile.

Con The Next AI Tech, i partecipanti scopriranno le scoperte tecnologiche e le disruption principali che stanno già ridefinendo il futuro dell’intelligenza artificiale: large language models (LLM), AI agentica, robotica, high-performance computing e tecnologie quantistiche.

Infine, Health AI Summit, sotto il patronato della European Society for AI in Health (ESAIH), mostrerà le applicazioni dell’AI nel settore sanitario, inclusi nuovi trattamenti, strumenti di imaging, medicina predittiva, prevenzione personalizzata e percorsi di cura ottimizzati.


Google Aggiungi Massa Critica tra le fonti preferite di Google



Google NewsRicevi le nostre ultime notizie da Google News - SEGUICI


Massa Critica è una piattaforma di informazione, partecipazione e attivazione dei cittadini per favorire l'attivazione di quanti condividono aspirazioni nuove e innovative su sostenibilità , tecnologia , innovazione , startup , cibo , social innovation, salute.
.Vuoi saperne di più su Massa Critica ? Ecco la nostra presentazione.
Ti  è piaciuto Massa Critica ? Bene! Iscriviti alla nostra newsletter. e al nostro canale Telegram.
Se ti piace il nostro lavoro vai alla nostra pagina su Facebook e clicca su "Like".
Se preferisci puoi anche seguirci via Twitter , via Instagram e via Youtube.


Per sostenerci abbiamo bisogno del vostro contributo, per questo vi chiediamo di supportarci concretamente attraverso Paypal o Satispay. Grazie per il vostro contributo e per la vostra fiducia!


Donazione con Paypal o carta di credito



Donazione con Satispay


Continue Reading

Suggerimenti per te

Seguici via Whatsapp

Iscriviti alla nostra Newsletter

Suggerimenti

Ultimi Articoli

Suggerimenti per te

Covering Climate Now

Suggerimenti per Te

Startup on Air

Startup Onair

Suggerimenti

CO2WEB