La rivoluzione mai decollata del bike sharing free floating a Torino

Dopo una fase di molti operatori presenti sulla piazza di Torino il bike sharing free floating vive momenti dfficili a Torino. Come ricorda Bike Pride Fiab Torino:

Delle cinque società che dovevano rivoluzionare la mobilità torinese ne è rimasta solo una: la MOBIKE delle bici rosse che ne trovi una ogni 3 km se va bene. OBIKE e OFO sono sull’orlo del fallimento, la prima ha lasciato l’Italia e la seconda non è mai sbarcata a Torino e a Milano offre un servizio ormai a scadenza. Degli altri vettori non si ha più traccia.

lo sharing è solo un piccolo tassello nel mosaico dei trasporti. Se si incastra male su un tessuto urbano e viabilistico non pensato e disegnato per lo sharing (e per le bici) non serve quasi a nulla e non sposta di una virgola la mobilità cittadina. E ancora: sono società che hanno fatto degli investimenti e devono guadagnarci. Se non fanno utili se ne vanno e la città rimane esattamente come l’avevano lasciata.

Ricorderete che OFO è stato il main sponsor del Bike Pride 2018 e che aveva preso accordi con l’amministrazione per contribuire al miglioramento della ciclabilità della città con una quota di 20 euro per ogni bici posizionata (soldi mai erogati).
Campeggiava sui manifesti, sul sito, sul video e chiaramente al Valentino con tanto di stand predisposto ad hoc. Doveva garantire la sostenibilità economica di un evento che per quanto leggero presenta numerosi costi vivi, lasciando così l’associazione in grave difficoltà economica. OFO non ha tirato fuori un euro nonostante gli accordi presi e l’ampissima visibilità data. La società viaggia verso la bancarotta e i nostri referenti sono stati defenestrati.