Dal primo gennaio 2019 parte anche in Italia la libertà di modem: tutto quello che occorre sapere

Dopo uno slittamento la delibera n.348/18/CONS dello scorso 2 agosto dell’AGCOM è entrata definitivamente in vigore. L’Italia si uniforma alla direttiva europea che sancisce il principio della neutralità della Rete. La delibera sancisce la libertà di modem rispetto agli operatori ovvero la possibilità, di utilizzare un apparato terminale, modem o router di propria scelta purché esso rispetti le specifiche tecniche previste nella direttiva 2008/63/CE.

I vantaggi derivanti da questa delibera riguarderanno principalmente gli utenti ma impatteranno anche sul mercato dei modem. I produttori di apparati modem o router, attualmente sono penalizzati da un monopolio di monopolio degli operatori e potranno concorrere in regime di libero mercato.

Un apparato imposto dall’operatore limita la fruibilità dei servizi e al possibilità dell’utente di utilizzarli appieno o di aggiungere servizi su quelli base come VOIP, NAT e altre funzioni o di gestire la performance del router. Gli apparati forniti comunemente hanno prestazioni spesso ridotte rispetto a quanto disponibile sul mercato

Secondo la direttiva 2008/63/CE

Nessuna limitazione alla libertà di uso delle apparecchiature terminali di accesso ad Internet può, dunque, essere imposta contrattualmente agli utenti, ai quali spetta il diritto di scegliere se acquistare in proprio il terminale o utilizzare il terminale fornito dall’operatore. In altri termini, gli operatori non possono obbligare gli utenti ad utilizzare il proprio terminale di accesso ad Internet, ma si devono limitare ad offrirne la fornitura, informando l’utente di eventuali restrizioni. Resta comunque impregiudicata la facoltà dell’utente di accettare la sola fornitura del solo servizio di comunicazioni elettroniche senza la fornitura del terminale.

Gli operatori di reti pubbliche di comunicazioni e i fornitori di servizi di comunicazione accessibili al pubblico non possono rifiutare di collegare apparecchiature terminali alla rete se l’apparecchiatura terminale scelta dall’utente soddisfa i requisiti di base previsti dalla normativa europea e nazionale, e neppure imporre all’utente finale oneri aggiuntivi o ritardi ingiustificati in caso di collegamento ad un’apparecchiatura terminale di propria scelta.

Per Apparati terminali si intendono tutte le apparecchiature terminali allacciate direttamente o indirettamente all’interfaccia di una rete pubblica di comunicazione per trasmettere, trattare o ricevere informazioni; in entrambi i casi di allacciamento, diretto o indiretto, esso può essere realizzato via cavo, fibra ottica o via elettromagnetica.

L’operatore che fornisce accesso alla rete di comunicazione è obbligato a pubblicare le caratteristiche tecniche e materiali delle interfacce di rete, rispettando gli standard e le disposizioni europee.
L’utente diventa libero di scegliere l’apparecchiatura desiderata e di provvedere liberamente al suo allacciamento in autonomia o ricorrendo ad un installatore specializzato che sia in grado di assicurarne il giusto grado di sicurezza e funzionalità per l’accesso ad Internet.

Nel caso in cui l’utente scelga di usufruire di modem, router, decoder proposti dall’operatore, questo ha l’obbligo di indicare i limiti e e le restrizioni del servizio erogato e i gli eventuali costi addizionali per i servizi di installazione e manutenzione degli stessi, nonché il costo del noleggio e il costo del riscatto finale. Questi costi devono essere esposti in modalità separata dall’offerta economica.

La delibera offre ai clienti degli operatori che hanno di recente sottoscritto un’offerta con modem proprietario la possibilità di recedere gratuitamente dal contratto, annullandoeventuali penali per il modem o router che viene banalmente restituito.

Per il momento, i principali operatori stanno pubblicando sul loro sito i parametri di configurazione per il modem libero come nel caso di Tim, Wind, Tre, Tiscali, Vodafone e Fastweb.

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