Patto tra Comune di Torino e Case del quartiere per la promozione di strutture intermedie per la cittadinanza attiva

Un ruolo comune per le otto Case del Quartiere: in qualità di spazi sociali radicati nei territori – antenne che intercettano bisogni, desideri, risorse e istanze espresse dalla cittadinanza – garantiranno il perseguimento di finalità pubbliche attraverso il “fare cultura”, lo sviluppo di socialità, la promozione di forme di solidarietà, la sperimentazione di economie solidali, la difesa, produzione e gestione dei beni comuni; l’Amministrazione comunale e la rete delle case si impegnano a costruire una strategia di sviluppo delle Case del Quartiere coinvolgendo la cittadinanza nelle politiche dell’Amministrazione, nella ricerca del bene comune.

La Città di Torino promuove un protocollo d’intesa con l’Associazione di cui fanno parte le otto “Case” di Torino: lo scopo è di co-progettare azioni e attività di coinvolgimento del maggior numero di persone e gruppi interessati alle iniziative realizzate e di costruire una strategia di sviluppo di questi spazi.

I principali obiettivi del protocollo, approvato dalla Giunta su proposta dell’assessore Marco Giusta e dell’assessore Sergio Rolando, sono la nascita di nuove Case del Quartiere là dove non ne esistano ancora, soprattutto nelle periferie; lo sviluppo di quelle esistenti in funzione dei bisogni del territorio e delle priorità dell’Amministrazione comunale; l’integrazione, pur nelle peculiarità e autonomia politica e operativa che ciascuna Casa conserva e ha diritto a conservare, con le politiche culturali, sociali, partecipative, della rigenerazione urbana, del welfare, dei diritti, delle pari opportunità, dell’integrazione, della responsabilità ambientale e dei beni comuni promosse dall’Amministrazione.

“La Città investe molto in termini di progettualità nelle case del quartiere – spiega Marco Giusta– dove la collaborazione tra pubblico e privato affronta una molteplicità di bisogni e promuove una cittadinanza attiva. Grazie al protocollo si attiva uan cabina di regia che permetterà di avviare nuovi progetti con il lavoro congiunto delle associazioni e di alcuni servizi di punta dell’Amministrazione centrale (politiche giovanili, welfare, ambiente, cultura e altro). Grazie alle case, quindi potremo sperimentare nuovi servizi e nuove soluzioni a vantaggio di cittadini e cittadine, su loro diretto stimolo e sulla base di bisogni reali”.

“La Rete è nata nel 2017 – spiega la coordinatrice Maria Alessandra Sabarino – ma già nel 2012 abbiamo cominciato a lavorare insieme. Le Case offrono la possibilità ad ogni persona di proporre un’attività e di porla in essere insieme agli altri, a vantaggio della collettività”. “Il protocollo che viene firmato oggi sancisce una tappa nuova nel ruolo delle Amministrazioni locali e delle Fondazioni sul territorio, un ruolo che si fa ogni giorno più attivo e attento agli stimoli che provengono dal territorio”, ha replicato Luca Scarpitti della Compagnia di San Paolo.

Gli ambiti privilegiati di intervento saranno quindi la promozione culturale nei territori, la gestione dei beni comuni urbani, le sperimentazioni di welfare di comunità, i temi legati alla responsabilità ambientale. Il nuovo accordo con le Case del Quartiere si innesta nel programma dell’Amministrazione comunale, che afferma la necessità di una nuova modalità di governo nella quale l’ascolto, il servizio, la co-progettazione e la co-gestione sono valori fondamentali per la ricostruzione di un legame tra politica e territorio, tra amministrazione e cittadinanza.


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