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Il lockdown per il coronavirus ha ridotto drasticamente il biossido di azoto sulla Pianura Padana

L’epidemia di coronavirus – covid 19 ha ridotto indirettamente in maniera significativa uno dei principali inquinanti dell’atmosfera, il biossido di azoto (NO2). Si stima una diminuzione fra il 40 ed il 50% nella Pianura Padana. Le riduzioni in alcune città della Pianura Padana sono addirittura arrivate a raggiungere la soglia del 50%, come emerso dai dati diffusi dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), frutto di monitoraggi effettuati ogni ora in 3.000 località del Vecchio Continente.

A Milano, le concentrazioni medie di NO2 sono state inferiori di almeno il 24% rispetto alle quattro settimane precedenti. La concentrazione media di NO2 durante la settimana del 16-22 marzo è stata inferiore del 21% rispetto alla stessa settimana del 2019. Cali importanti si sono registrati anche a Bergamo, (-47%) e Roma (-35%). Valori in flessione anche in Europa. A Barcellona, ​​i livelli medi di NO2 sono diminuiti del 55% rispetto alla stessa settimana del 2019, a Madrid del 41%, a Lisbona del 51%.

Il dato è coerente alle analisi elaborate da un team di esperti del Sistema nazionale di protezione ambientale (Snpa), grazie ad una nuova piattaforma sviluppata in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana (Asi).

Il biossido di azoto è un gas rosso bruno a temperatura ordinaria dall’odore soffocante, irritante più denso dell’aria i cui  vapori restano a livello del suolo.  ll biossido di azoto si forma parte in atmosfera per ossidazione del monossido (NO), che si forma nei processi di combustione. Le emissioni da fonti antropiche derivano sia da processi di combustione come il traffico.

Il diossido di azoto è un forte irritante delle vie polmonari; a moderate concentrazioni nell’aria provoca tosse acuta, dolori al torace, convulsioni e insufficienza circolatoria. Può inoltre provocare danni irreversibili ai polmoni che possono manifestarsi anche molti mesi dopo l’attacco. Contribuisce alla formazione dello smog fotochimico, come precursore dell’ozono troposferico e contribuisce, trasformandosi in acido nitrico, al fenomeno delle piogge acide.

Anche l’Agenzia Spaziale Europea conferma i dati sulla diminuzione dell’inquinamento da diossido di azoto, sopra l’Italia. La riduzione è particolarmente visibile nell’Italia settentrionale con l’animazione che mostra la fluttuazione delle emissioni di diossido di azoto in tutta Europa.

Anche i dati rappresentati dall’animazione sulla zona interessata dal coronavirus in Cina sono coerenti con la riduzione del biossido di azoto.


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