Sostenibilità
Intesa Sanpaolo ha pubblicato il suo Position Paper sulla Circular Economy
Intesa Sanpaolo ha pubblicato pubblica un position paper sulla circular economy: sfide globali, benefici economici e ambientali e la visione del Gruppo sull’economia circolare come leva strategica per la competitività, la resilienza e l’autonomia dei territori. Il documento analizza il ruolo della circolarità come leva strategica per affrontare le sfide economiche, ambientali e sociali globali.
Il paper consolida il posizionamento di Intesa Sanpaolo in ambito circular economy e rinnova l’impegno strategico delineato nel Piano d’Impresa 2026–2029, nel quale Intesa Sanpaolo Innovation Center, centro di competenza del Gruppo per l’innovazione e l’economia circolare, ricopre un ruolo centrale. Il paper si pone l’obiettivo di stimolare il mercato e gli ecosistemi necessari ad accelerare la transizione circolare su larga scala.
Il documento evidenzia come il modello economico lineare – basato su “estrarre, produrre e smaltire” – stia mostrando limiti strutturali sempre più evidenti, esacerbati da crisi recenti quali instabilità geopolitica, shock energetici e interruzioni delle catene del valore.
In questo contesto, la circular economy viene individuata come un paradigma alternativo capace di rafforzare resilienza, competitività e sostenibilità nel lungo periodo.
L ’economia circolare viene indicata come uno dei pilastri della trasformazione economica, in risposta ai limiti del modello lineare “estrai-produci-smaltisci” e come un paradigma industriale capace di:
- rafforzare la resilienza delle filiere produttive e ridurre l’esposizione ai rischi legati alle materie prime critiche;
- affrontare la quota significativa di emissioni (circa il 45%) connessa alla produzione e all’utilizzo dei materiali, non mitigabile dalla sola transizione energetica;
- generare nuove opportunità di crescita, innovazione e investimenti di qualità;
- generare valore sociale attraverso lo sviluppo delle competenze e la rigenerazione dei territori.
Il Gruppo è attivo sul tema da oltre un decennio e si posiziona come first mover nel sistema bancario internazionale. Nel tempo ha costruito un approccio distintivo basato su:
- partnership con stakeholder chiave a livello globale. Attraverso Intesa Sanpaolo Innovation Center, il Gruppo ha recentemente rinnovato la propria collaborazione con la Ellen MacArthur Foundation – principale promotore a livello internazionale della transizione verso l’economia circolare – di cui è Strategic Partner dal 2016 e primo partner in ambito financial services;
- importanti volumi di finanziamento dedicati e lo sviluppo di strumenti finanziari innovativi;
- spinta all’innovazione sistemica tramite Intesa Sanpaolo Innovation Center e la creazione del Circular Economy Lab in collaborazione con Cariplo Factory;
- attività di advocacy in ambito nazionale e internazionale;
- una posizione di leadership nella ricerca avanzata.
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Clima
La cappa di calore sull’Europa e sull’Italia porta a temperature vicine ai 55 gradi al suolo
L’ondata di calore che ha colpito l’Europa occidentale sta facendo esplodere le temperature del suolo, con valori che hanno raggiunto i 48 gradi a Madrid, i 44 gradi a Roma e i 46 gradi a Poitier in Francia e a Saragozza in Spagna.
L’ondata di calore è causata da una configurazione atmosferica di alta pressione persistente, una sorta di “cupola di calore”, intrappolata sull’Europa tra due sistemi di bassa pressione ai lati. Il caldo estivo in Europa normalmente non è associato a El Niño e quindi, sebbene i dati satellitari abbiano rilevato i primi segnali del fenomeno El Niño nell’Oceano Pacifico, esso non è la causa delle attuali temperature in Europa.
Il satellite ha rilevato temperature al suolo di 48 °C a Madrid, 44 °C a Roma e 46 °C sia a Poitiers, in Francia, sia a Saragozza, in Spagna. Le temperature del suolo nel Nord Africa sono visibilmente più alte, con valori a terra che a Tunisi hanno raggiunto i 49 °C. Poiché superfici come roccia, sabbia e asfalto trattengono il calore, le temperature del suolo sono notevolmente più elevate rispetto a quelle dell’aria.
L’immagine della temperatura superficiale del suolo è stata acquisita dalla missione Copernicus Sentinel-3 mercoledì 23 giugno nella tarda mattinata, ora locale. I colori mostrati nell’immagine vanno dal viola e dal rosso intenso, che indicano temperature superficiali fino a 55 °C, visibili in alcune zone della Spagna centrale, della Francia occidentale e del Nord Africa, fino all’azzurro chiaro, che indica temperature superficiali più basse nelle regioni montuose. Alcune aree erano coperte da nubi, rappresentate in bianco.
Sentinel-3 di Copernicus, trasporta quattro strumenti, tra cui il Sea and Land Surface Temperature Radiometer (SLSTR), un sensore potente e molto preciso che misura le temperature sia sulla terra sia sul mare. Rileva lo stress termico sulla terraferma e i suoi dati vengono utilizzati in agricoltura, oltre che per monitorare le isole di calore urbane e gli incendi boschivi.
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Sostenibilità
Secondo un’analisi di Greenpeace per il caldo estremo in Italia 1,5 milioni di lavoratori a rischio nei prossimi giorni
L’Italia e l’Europa stanno soffrendo un’ondata di caldo estivo legata al cambiamento climatico cche nei prossimi potrebbe addirittura peggiorare. Secondo una ricerca di c del progetto Worklimate e sui dati ISTAT sull’occupazione, e diffusa insieme alla Cgil, 1,5 milioni di lavoratori e lavoratrici potrebbero essere esposti a condizioni di caldo tali da rappresentare un serio rischio per la salute.
Durante l’ondata di calore in corso, Greenpeace ha svolto insieme alla Cgil un monitoraggio in alcuni luoghi di lavoro della Capitale utilizzando una termocamera a infrarossi in grado di rilevare la temperatura delle superfici. Le misurazioni hanno registrato valori particolarmente elevati: nella zona della Stazione di Roma Termini, luogo molto frequentato dai rider, sono stati riscontrati picchi superiori agli 80° C di temperatura superficiale. In due cantieri, uno dei pressi di Piazza Bologna e l’altro dell’Università La Sapienza, i lavoratori operavano nelle ore centrali della giornata, e in entrambi i casi le temperature superficiali erano molto elevate, con picchi che oscillavano fra i 60° C e i 100° C.
Nonostante questi dati si riferiscano alle superfici e non direttamente alla temperatura dell’aria o a quella percepita, rappresentano comunque un segnale preoccupante. Le superfici surriscaldate influenzano infatti la temperatura dell’aria circostante e possono aumentare sensibilmente l’esposizione al calore di chi lavora per molte ore a stretto contatto con esse.
Le elaborazioni previsionali relative al periodo compreso tra il 25 e il 27 giugno mostrano che le province o aree metropolitane dei capoluoghi di Regione con il maggior numero di lavoratori potenzialmente esposti al rischio caldo elevato sono:
- Roma (427 mila lavoratori, 25% del totale del lavoratori della Città metropolitana)
- Milano (347 mila lavoratori, 14%%)
- Napoli (133 mila lavoratori, 19%)
I comparti maggiormente interessati sono:
- Edilizia (603 mila lavoratori)
- Trasporto merci su strada, magazzinaggio, servizi di consegna e rider (537 mila lavoratori)
- Manutenzione del verde e servizi per edifici (292 mila lavoratori)
Nel complesso, il 18% delle persone occupate nei territori analizzati (province/aree metropolitane dei capoluoghi di Regione) potrebbe essere esposto a condizioni in grado di provocare effetti diretti sulla salute fisica e mentale, aumentando allo stesso tempo il rischio di incidenti e infortuni sul lavoro.
Il fenomeno è destinato ad accentuarsi nei prossimi anni dato che nei prossimi dieci anni il lavoro estivo in Italia subirà trasformazioni sempre più rilevanti. Il progressivo aumento dell’esposizione dei lavoratori al caldo non rappresenta più un fenomeno episodico, ma una condizione ormai strutturale.
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Sostenibilità
Via libera del Senato al ddl che cambia la legge sulla caccia
Il primo via libera alla riforma della legge sulla caccia è arrivato dall’Aula del Senato tra le forti proteste dell’opposizione. Il disegno di legge è stato approvato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astensioni. Il provvedimento, il ddl 1552 presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan e sostenuto dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, passa ora all’esame della Camera.
A distanza di 34 anni vengono modificate le regole contenute nella legge 157 del 1992, che disciplina la tutela della fauna selvatica omeoterma e l’attività venatoria. L’approvazione del Senato arriva nonostante le perplessità espresse dalla Commissione europea. Secondo Bruxelles, alcune modifiche introdotte dal testo potrebbero entrare in contrasto con due strumenti fondamentali per la protezione della biodiversità: la direttiva Habitat e la direttiva Uccelli. Il rischio è quello dell’apertura di procedure di infrazione nei confronti dell’Italia.
La riforma introduce numerosi cambiamenti. I cacciatori vengono definiti “bioregolatori”, con un nuovo ruolo nella gestione della fauna. Cambia anche la funzione dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale): il suo parere non sarà più vincolante, ma avrà valore consultivo. Le Regioni potranno quindi discostarsi dalle indicazioni dell’Istituto nella definizione dei calendari venatori, purché motivino la scelta.
I periodi di caccia potranno essere ampliati, includendo anche alcune fasi della migrazione e della nidificazione, e l’attività venatoria potrà estendersi oltre il tramonto. Il provvedimento amplia inoltre le aree in cui sarà possibile sparare, includendo anche zone demaniali come spiagge, parchi pubblici e aree protette.
Per la caccia di selezione al cinghiale sarà consentito l’utilizzo di strumenti ottici e optoelettronici, tra cui telemetri, red dot e visori notturni. Aumentano inoltre le specie considerate cacciabili, tra cui l’oca selvatica e il piccione di città, mentre il lupo viene escluso dall’elenco delle specie particolarmente protette.
Il provvedimento non raccoglie un consenso compatto neppure all’interno della maggioranza. La deputata di Noi Moderati Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana difesa animali, annuncia battaglia alla Camera: “La caccia è un’inaccettabile forma di violenza e crudeltà verso animali indifesi, praticata per il divertimento di chi prova piacere nel togliere una vita”. Anche la deputata di Forza Italia Rita Dalla Chiesa figura tra le firmatarie di un appello bipartisan contrario alla riforma, definita una norma che rischierebbe di mettere in pericolo biodiversità, sicurezza dei cittadini e rispetto della legalità.
Le opposizioni hanno ribattezzato il provvedimento “Lo sparatutto” e attaccano duramente il testo, sostenendo che possa trasformare l’Italia in un grande territorio di caccia attraverso l’ampliamento delle possibilità di accesso e l’allentamento delle tutele per la fauna.
La segretaria del Partito Democratico definisce la riforma un provvedimento incostituzionale e chiede il ritiro del disegno di legge. Dello stesso avviso il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, secondo cui il testo non protegge l’ambiente né la biodiversità e rischia di favorire il bracconaggio. “La nostra opposizione sarà dura e fermissima”, afferma.
Critico anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che definisce il provvedimento “una vergogna” e chiede alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fermarlo. “Come si può permettere la caccia nei parchi, sulle spiagge e a specie protette?”, attacca Bonelli, secondo cui dietro la riforma ci sarebbe il peso della lobby dei cacciatori.
La riforma viene respinta anche dalle principali associazioni ambientaliste e animaliste, che parlano di “un grave arretramento nella tutela della fauna selvatica e del rapporto tra natura e comunità umane”. Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf chiedono il rispetto dei principi costituzionali, delle normative europee e delle evidenze scientifiche sulla tutela della biodiversità. Durante il voto in Senato, davanti a Palazzo Madama si è svolto un sit-in di protesta organizzato dalle associazioni, con la partecipazione di esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.
Il WWF ha di pubblicare l’elenco dei Senatori che votato a favore del DDL
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