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Sostenibilità

Giugno è stato il mese più caldo nella storia dell’Europa: con picchi oltre i 40 gradi

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Giugno 2026 è stato il giugno più caldo mai registrato nell’Europa occidentale, superando quello dello scorso anno e il secondo più caldo a livello europeo e globale.

Questi sono i dati che il Copernicus Climate Change Service  ha pubblicato il suo ultimo bollettino climatico mensile, incentrato sulle principali tendenze climatiche di giugno 2026.

Il bollettino riporta che giugno 2026 è stato il secondo giugno più caldo a livello globale. La temperatura media globale dell’aria superficiale è stata di 16,54°C, ovvero 1,39°C al di sopra del livello preindustriale stimato (1850-1900).

Un’intensa ondata di calore ha colpito gran parte dell’Europa occidentale e centrale durante la seconda metà del mese, superando in diversi Paesi molti record di temperatura massima giornaliera per il mese di giugno e, in alcuni casi, record assoluti. L’Europa occidentale, la regione più colpita dall’ondata di caldo, ha registrato il suo giugno più caldo mai documentato, con una temperatura media di 20,74°C. Questo valore è superiore di 3,05°C rispetto alla media di giugno del periodo 1991-2020, superando il precedente record stabilito a giugno 2025.

Questa visualizzazione dei dati, basata sulle rilevazioni del C3S, mostra le anomalie della temperatura media dell’aria superficiale in alcune parti dell’Europa centrale e occidentale dal 18 al 30 giugno. La mappa mostra marcate anomalie termiche nell’Europa occidentale, con condizioni più calde della media che hanno raggiunto picchi di +9°C in Francia e Germania,


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Energia

Aruba accelera sull’energia pulita e compra le centrali idroelettriche di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese

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Dietro ogni email, servizio cloud o elaborazione di intelligenza artificiale si cela un’infrastruttura fisica complessa ed energivora: i Data Center. Consapevole di questo impatto e della crescente domanda di potenza di calcolo, Aruba prosegue con decisione il proprio piano di investimenti nell’energia pulita, rafforzando il modello di “prosumer” — un soggetto al tempo stesso produttore e consumatore della propria energia.

Un percorso che punta a garantire sostenibilità e continuità operativa a monte della filiera digitale, abbinando la produzione diretta da fonti rinnovabili all’efficienza ingegneristica dei campus tecnologici.

Il network idroelettrico sfiora i 12 MW: focus sulla diversificazione geografica

L’ultimo tassello di questa strategia vede l’ingresso nel portafoglio aziendale di nuove centrali idroelettriche. Con gli ultimi investimenti effettuati in Piemonte — l’aquisto degli impianti sul fiume Stura di Lanzo nei comuni di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese — il network idroelettrico del Gruppo sale a 11 centrali operative, portando la potenza complessiva installata a circa 11,6 MW.

Questi impianti storici, attivi da oltre un secolo e oggetto di ammodernamenti tecnologici, si affiancano a quelli già operativi in Lombardia (tra cui la centrale interna al campus di Ponte San Pietro sul fiume Brembo e l’impianto riattivato a Melegnano sul Lambro), Veneto (sull’Astico) e Friuli-Venezia Giulia (sul Fella).

La presenza distribuita su più bacini idrografici risponde a una precisa scelta logistica: la diversificazione geografica consente di mitigare i rischi legati alla stagionalità o a eventuali periodi di magra dei fiumi, stabilizzando l’apporto energetico complessivo generato dalle risorse idriche.

Modello Prosumer: energia autoprodotta e certificata

Oggi Aruba copre circa la metà del proprio fabbisogno energetico aziendale attraverso la produzione diretta dei propri impianti idroelettrici e fotovoltaici. Per la quota restante, l’azienda si approvvigiona sul mercato acquistando unicamente energia da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie di Origine (GO) gestite dal GSE.

Il mix energetico comprende anche l’apporto dei sistemi fotovoltaici di nuova generazione installati sulle superfici e sulle coperture dei Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (Bergamo) e di Roma, oltre all’impiego del free cooling (raffreddamento mediante acqua di falda), riducendo drasticamente il ricorso ai tradizionali impianti di refrigerazione ad alto assorbimento.

La sfida dell’Intelligenza Artificiale e gli impegni europei

La spinta verso l’autonomia energetica pulita diventa ancora più cruciale di fronte al boom delle applicazioni di Intelligenza Artificiale. L’AI richiede infrastrutture a elevatissima densità di calcolo e rack capaci di assorbire una potenza nettamente superiore rispetto ai servizi IT tradizionali.

In questo contesto, la progettazione green-by-design (dall’adozione di sistemi di liquid cooling al monitoraggio in tempo reale tramite piattaforme EMS e BMS) e la produzione d’energia green consentono di rendere misurabile e governabile l’impatto ambientale delle nuove tecnologie.

L’espansione della rete di produzione si inserisce nel quadro degli impegni internazionali sottoscritti dal Gruppo, a partire dal Climate Neutral Data Centre Pact — l’iniziativa nata con il supporto della Commissione Europea che punta alla neutralità climatica dei Data Center entro il 2030 — e dall’adesione alla European Green Digital Coalition.


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Eventi

Dal 27 agosto al 12 settembre 2026 ritorna Earthink Festival – Goccia a Goccia

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Dal 27 agosto al 12 settembre 2026 ritorna Earthink Festival. Goccia a Goccia è il titolo della XVma edizione che anche quest’anno si svolgerà tra l’Astigiano, la Valchiusella e Torino.

Goccia a Goccia richiama in una sola parola la temporalità propria del festival, un lavoro lento, costruito, fatto di piccoli gesti, di scelte individuali in cui ogni voce ascoltata è pensata per costruire qualcosa di più grande, un percorso che prosegue nel tempo, che lavora per tenere insieme l’arte e il territorio, le persone e i luoghi.

Earthink Festival, nato nel 2012 anni fa da un’idea dell’attuale direttrice artistica Serena Bavo , come primo festival teatrale in Italia ad utilizzare il linguaggio performativo per promuovere stili di vita sostenibili, è cresciuto costantemente nel tempo, ha allargato i confini, ha cambiato forma, ha incontrato artisti e pubblico nuovi. È diventato itinerante, ha abbracciato più territori, ha sperimentato linguaggi diversi, ma non ha mai perso la sua anima: quella di un festival che cammina con chi lo segue, che ascolta, che pensa a una forma di cultura senza rumore, goccia dopo goccia. La scelta dei luoghi in cui operare, marginali o decentrati non è stata nel tempo solo logistica, ma ha avuto una precisa valenza, quella di portare le arti performative dove l’offerta culturale è più fragile e dove la relazione con il paesaggio e con le comunità può generare nuovi significati.

In linea con la propria missione, Earthink Festival continua a porre al centro i temi della sostenibilità nelle sue dimensioni ambientali, economiche e sociali, attraverso il linguaggio artistico. La programmazione si sviluppa, in linea con le edizioni precedenti, in spazi outdoor e naturali a basso impatto, valorizzando la luce naturale e coinvolgendo piccoli comuni del Piemonte e quartieri periferici della città di Torino.

L’edizione 2026 consolida la rete di collaborazioni costruita negli anni con la Valchiusella, Torino e l’Astigiano, rafforzando la partecipazione delle comunità locali e il coinvolgimento delle giovani generazioni. Al centro del progetto vi sono le persone, la loro capacità di generare cambiamento, di prendersi cura dei territori e di promuovere un senso condiviso di appartenenza e responsabilità.

Queste le parole di Serena Bavo direttrice artistica del Festival sul tema e sui contenuti scelti per questa edizione; “Da quindici anni Earthink prova a costruire un dialogo tra arte, ambiente e comunità. Con Goccia a Goccia continuiamo a interrogarci su come abitare il presente senza rinunciare alla complessità. Lo facciamo attraversando territori diversi, dalle aree interne ai contesti urbani, mettendo in relazione artisti, cittadini, paesaggi e saperi. Crediamo che la cultura non debba limitarsi a raccontare il cambiamento, ma possa contribuire a generarlo, creando occasioni di incontro, immaginazione e partecipazione. Perché ogni trasformazione, anche la più grande, inizia sempre da una goccia.”

La programmazione artistica 2026 riflette pienamente il tema #GocciaAGoccia, attraverso un dialogo tra ricerca contemporanea, partecipazione e impegno civile. Il festival ospita debutti assoluti e prime regionali, sostenendo la scena emergente e i giovani artisti under 35. Le residenze artistiche diventano spazi di creazione e confronto con le comunità locali, trasformando il territorio in parte attiva del processo artistico. Accanto alle nuove generazioni trovano spazio protagonisti della scena nazionale come il progetto Atlante delle Rive di Marco Paolini e lo spettacolo 400 di Beppe Casales, dedicato ai temi ambientali. Completano il programma due cicli autunnali di approfondimento su sostenibilità, parità di genere ed educazione affettiva, diritti, lavoro e comunità, ampliando nel tempo il dialogo tra arte, territorio e cittadinanza,

Earthink Festival #GocciaAgoccia è un progetto di Tékhné, con il sostegno di Regione Piemonte, Lavazza, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Cooperativa Astra.

La tappa di Torino è finanziata dall’Avviso pubblico ‘Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026

Gli spettacoli

Il Festival inizia il suo viaggio sul territorio Astigiano con un cartellone di spettacoli tutti ospitati dal 27 al 30 agosto nella sede della Cantina La Corte in frazione Casabianca – Asti.

Inaugurazione giovedì 27 agosto alle ore 16 e alle 18 con lo spettacolo (T)ESSERE GIARDINO – UN’ESPERIENZA DI COLLABORAZIONE TRA (U)MANI di Angela Ruozzi, un’installazione performativa che intreccia materiali naturali per creare un sipario sospeso che dialoga con lo spazio e con lo spettatore. Attraverso la pratica dell’intreccio di erbe, piante officinali e steli, guidati dall’artista ambientale Antonella De Nisco e dall’ascolto in cuffia di suoni e parole, i partecipanti prendono parte a un’esperienza poetica e immersiva. In relazione tra loro e con l’ambiente, si immergono in un “giardino d’aria e profumo”, vivendo un contatto diretto e sensoriale con la natura.

Alle ore 21 la proiezione di La mia preghiera al mare nell’ambito della collaborazione con la rassegna Cineambiente.

Venerdì 28, alle ore 19.30, appuntamento con REC2030 Live – Atlante delle Rive, il format ideato da Tékhné APS intreccia teatro, musica e divulgazione per raccontare la sostenibilità in modo coinvolgente e accessibile. Ospite della serata sarà Marco Paolini, protagonista di un dialogo informale con Serena Bavo e Agnese Vigorelli, ideatrici del progetto, tra racconti, musica e riflessioni sui temi dello sviluppo sostenibile per la narrazione del progetto di Marco Paolini “Atlante delle Rive” realizzato da La Fabbrica del Mondo e Joele Film. Atlante delle Rive, il progetto triennale che unisce teatro e territorio per esplorare il rapporto tra comunità e risorse idriche, racconta la complessità del mondo dell’acqua in Italia attraverso le voci di cittadini, esperti, tecnici, artisti e divulgatori. Un’occasione per riflettere sulla cura dei fiumi e sull’importanza di costruire connessioni tra saperi, esperienze e buone pratiche.

A seguire sabato 29 agosto alle ore 21.00 LANDSCAPE/PAESAGGI. Una produzione di CUBO Con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Starter.

Secondo Marc Augé, una rovina umana è un testimone reale del tempo: finché resiste, custodisce una traccia della Storia; quando scomparirà, con essa svanirà anche ciò che resta della memoria che porta impressa. La rovina diventa così simbolo della mano dell’uomo e, insieme, della vicenda tragica del capitalismo e del mondo post-industriale.

Quando osserviamo un paesaggio naturale, spesso fatichiamo a oltrepassare la soglia della meraviglia: un tramonto dietro le montagne, il riflesso del sole sulle onde del mare che illumina una costa a strapiombo, una valle colorata dalle coltivazioni. In quell’istante di contemplazione il tempo sembra sospendersi, come in una fotografia. Eppure, quella stessa immagine contiene innumerevoli indizi. Come sta cambiando quel paesaggio? Cosa si nasconde, appena intravisto, oltre la boscaglia? Forse un campeggio abbandonato, un deposito di amianto, una struttura industriale dismessa. Quanto si sta erodendo una spiaggia, e per quali cause?

Paesaggi è un progetto performativo multimediale che intreccia documentazione audiovisiva, narrazione, visual art e musica elettronica. Il lavoro restituisce un’indagine sulla mutazione morfologica dei territori, osservando gli effetti dell’intervento umano e del naturale decorso del tempo. Per Earthink verrà realizzato un primo studio immersivo a partire da una prima indagine in residenza in Casa Bianca.

Ultimo appuntamento sul territorio Astigiano domenica 30 agosto alle ore 11 SO HUMAN-LA MIA VITA DA PIANTA di ARTERIE una performance urbana in site- specific. Lo spettacolo invita a riflettere sul rapporto tra persone e ambiente, interrogandosi su come siano cambiate le città, sul nostro modo di vivere gli spazi che ci circondano e su come sarebbe la vita se fossimo una pianta. Accompagnati da una guida, gli spettatori percorrono circa 2 chilometri nello spazio urbano, tra aree pedonali, parchi e piste ciclabili, vivendo un’esperienza immersiva di osservazione e scoperta del territorio.

Il Festival prosegue il suo viaggio con la tappa sul territorio Canavese in Valchiusella dal 3 al 6 settembre. Primo appuntamento giovedì 3 settembre nel comune di Brosso alle ore 20, Il richiamo della Natura di Teatro Blu, uno spettacolo comico che affronta il tema del rispetto dell’ambiente attraverso la storia di una donna che decide di trasferire la propria famiglia dalla città alla natura. Il contrasto tra i due protagonisti genera situazioni divertenti e gag che coinvolgono il pubblico, mentre emergono temi importanti come la tutela del Pianeta, l’alimentazione sana, il consumo sostenibile e la costruzione di un futuro migliore.

Venerdì 4 settembre alle 18 il Festival si sposta a Vico Canavese con lo spettacolo ANDANTE di Faber Teater, un’esperienza itinerante immersiva di teatro partecipato. Attraverso il cammino, i canti, le parole e l’ascolto abita gli spazi naturali e dialoga con gli infiniti mondi che si creano nella mente dello spettatore. Una comunità provvisoria sostenibile che cammina insieme attraversando il paesaggio, contaminandolo di passi, percezioni, pensieri, suoni e silenzio.

Sabato 5 settembre alle ore 16 e alle ore 18 a Vidracco, per le vie del paese, Tecnologia Filosofica di DEDALO, testimonianze registrate, voci che si interrogano sono raccolte nella play list di un cellulare che diventa supporto e spunto per una riflessione sul perdersi.

Un violoncello mette in musica il movimento fra le stanze della mente, per creare nuove vicinanze e di-stanze, come attraversando i corridoi di un labirinto: uno accede all’altro, e ti ritrovi nel primo senza sapere che è l’ultimo.

Domenica 6 settembre alle ore 11 a Rueglio Cà ‘D Mezanis, Il Paradiso delle Rane di Collettivo Cantarane, uno spettacolo di narrazione e canto ambientato in uno stagno abitato da rane, la cui serenità viene messa alla prova da un evento inatteso. Attraverso una storia coinvolgente, lo spettacolo esplora temi come le emozioni, l’amicizia e il potere trasformativo della musica, accompagnando grandi e piccoli verso un finale lieto e pieno di allegria.

Terza e ultima tappa, il Festival approda a Torino, giovedì 10 settembre al Salone delle Arti del Cecchi Point in doppia replica alle 19 e alle 21 Magister Ludi Il cerchio non s’interrompe, la nuova produzione de Il Mutamento ETS in collaborazione Terra NAD | Coop. Soc. L’Arcobaleno | Accademia dello Spettacolo | REMIDA Centro di Riuso Creativo con Cascina Govean – Centro di educazione ambientale di Legambiente, Itinerari Paralleli e Terra NAD.

Un’opera multimediale, relazionale e interattiva, ideata da Giordano V. Amato, ispirata all’opera di Ervin Laszlo filosofo, musicista e fondatore della teoria dei sistemi; un’opera olistica che intende evocare delle possibilità, porre delle domande, segnalare delle urgenze, ponendo l’accento sulla positività piuttosto che sul catastrofismo. Nello spazio circolare all’interno del quale sono accolti i partecipanti si narra la storia di un serpente ancestrale che canta, rappresentazione dell’archetipo dell’equilibrio naturale, nel quale ogni essere trova opportuna collocazione, contribuendo a mantenere e a rinnovare l’armonia di questo sistema. L’equilibrio viene spezzato, il serpente ucciso e smembrato. Ci si nutrirà dei suoi resti. Ma i pezzi del serpente continuano a cantare, perfino nelle pance di chi lo ha ucciso. Dai suoi resti nascono i Maiaurli, spiriti fanciulli che percorrono il pianeta sottoterra, emergendo per educare piccoli e grandi a una visione che li renda responsabili del loro ruolo nel mantenimento dell’equilibrio, affinché “il cerchio non si interrompa” e il vecchio serpente continui a cantare.

Venerdì 11 settembre alle ore 21 al Teatro Baretti con lo spettacolo FUTURA di Teatro Linguaggi Creativi, ambientato nel 2050, in un mondo devastato dal cambiamento climatico e dalla Sesta Estinzione, lo spettacolo racconta l’incontro forzato tra Anna, una donna incinta, e Leo, un ragazzo solitario, costretti a convivere in condizioni estreme. Tra conflitti, speranze e l’intervento di Nora, un’intelligenza artificiale che guida le loro scelte, la storia riflette sul futuro del pianeta e sulla fiducia nell’umanità.

Sabato 12 settembre alle ore 21, ultimo spettacolo in programma – Isabella 400 di Beppe Casales, uno spettacolo che unisce teatro e cammino nel bosco per riflettere sul rapporto tra esseri umani e natura. Attraverso il viaggio condiviso con la figlia Nina, l’autore invita il pubblico a interrogarsi sul cambiamento climatico e sulla necessità di ripensare il nostro posto nel mondo, sottolineando che solo conoscendo davvero la natura possiamo imparare a prendercene cura.

Eventi off e progetti speciali

Earthink non è soltanto una programmazione di spettacoli, ma un ecosistema di relazioni, ricerca e partecipazione che attraversa territori e comunità durante tutto l’anno. Accanto agli eventi artistici, il festival ospita incontri, percorsi formativi, tavoli di confronto e progetti partecipativi che mettono in dialogo artisti, operatori culturali, ricercatori, amministratori e cittadini.

I Progetti Speciali rappresentano uno spazio dedicato alla costruzione di nuove visioni e nuove alleanze, in cui l’arte incontra l’attivazione territoriale, la sostenibilità ambientale, la crescita professionale delle nuove generazioni e il confronto sulle trasformazioni culturali e sociali del presente.

Cantiere risonanze

Earthink Festival 2026 ospita una tappa di Risonanze Network, rete nazionale che riunisce giovani direttrici e direttori artistici under 35 impegnati nella costruzione di nuove visioni per lo spettacolo dal vivo. Durante il festival, i partecipanti prenderanno parte a momenti di osservazione, confronto e co-progettazione, entrando in dialogo con artisti, organizzatori e comunità locali. Il percorso culminerà in un incontro pubblico di restituzione, occasione per condividere riflessioni, pratiche e prospettive emerse durante l’esperienza, contribuendo alla costruzione di un modello culturale aperto, partecipato e attento ai territori.

Voci dal territorio

Un momento di confronto dedicato alle arti performative contemporanee e al loro ruolo nella costruzione di comunità più consapevoli, inclusive e sostenibili. L’incontro, realizzato in collaborazione con C.Ar.Pe. – Coordinamento delle Arti Performative di Torino, riunisce artisti, operatori culturali, istituzioni e cittadini per riflettere sulle sfide che attraversano oggi il settore culturale. Uno spazio aperto di dialogo e scambio che mette al centro esperienze, pratiche e prospettive per immaginare il futuro dello spettacolo dal vivo e il suo rapporto con i territori.

Orizzonti: Rassegna di approfondimento in Valchiusella

Il percorso di Earthink prosegue oltre l’estate con Orizzonti, una rassegna dedicata ai linguaggi contemporanei e alle grandi questioni del presente. Attraverso spettacoli, narrazioni e occasioni di confronto, la rassegna invita il pubblico a esplorare temi sociali, ambientali e culturali che attraversano il nostro tempo. Un’occasione per mantenere vivo il dialogo tra arte, comunità e territorio durante tutto l’anno, consolidando la presenza del festival nelle aree interne e ampliando gli spazi di partecipazione culturale.

Geografie – clima e corpi in relazione

Geografie è il percorso di approfondimento e partecipazione che accompagna Earthink Festival 2026 a Torino, creando occasioni di incontro tra cittadini, artisti, ricercatori e realtà del territorio. Attraverso laboratori, reading e momenti di confronto e pratiche artistiche partecipative, il progetto invita a riflettere sul rapporto tra ambiente, trasformazioni climatiche ed educazione sentimentale ed emotiva. Un dispositivo culturale che mette in relazione saperi diversi e costruisce nuove mappe del presente, trasformando la città in uno spazio di ascolto, ricerca e immaginazione condivisa. Realizzato in collaborazione con Quinta Tinta APS è sostenuto dal bando Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026 della Città di Torino e del Ministero della Cultura.

Fuori stagione – rete di festival di arti performative

Earthink aderisce e collabora con una rete di festival, organizzazioni e operatori culturali che condividono l’attenzione per la sostenibilità, l’innovazione culturale e il radicamento territoriale. Attraverso incontri, scambi di pratiche e momenti di confronto tra professionisti del settore, la rete favorisce la circolazione di idee, progetti e modelli organizzativi capaci di rafforzare il sistema culturale contemporaneo. Un’occasione per costruire nuove alleanze e immaginare insieme il futuro dei festival come luoghi di partecipazione, ricerca e trasformazione sociale.

Alla rete aderiscono oltre Tékhné APS con Earthink Festival e Rest to Fest, Casa Fools con il Festival delle Arti Popolari , CuochiLab con Play With Food Festival, Le due e un quarto Aps con Pagliacce Festival, Controluce Teatro d’Ombre con Incanti Rassegna Internazionale di Teatro di Figura, Asterlizze APS con Costellazioni, Cubo Teatro con COMÉ.

Earthink Festival sviluppa una strategia di accessibilità e coinvolgimento del pubblico integrata in tutte le fasi progettuali, con l’obiettivo di rendere la partecipazione culturale realmente aperta e inclusiva. L’attenzione alle diverse esigenze delle persone è un principio trasversale che orienta la scelta dei luoghi, le modalità di fruizione e le pratiche di relazione con le comunità.


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Sostenibilità

L’elettronica circolare in Europa: il Parlamento europeo ospita un confronto su riparazione ed economia circolare

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Parlamentari europei, retailer, associazioni dei consumatori e rappresentanti dell’industria si sono riuniti la scorsa settimana presso il Parlamento europeo per discutere l’attuazione della Direttiva europea sul Diritto alla Riparazione e il ruolo dell’elettronica circolare nel sostenere gli obiettivi di sostenibilità e competitività dell’Europa.

Organizzata dall’EuCER Council e ospitata dagli eurodeputati Elena Donazzan e Dimitris Tsiodras, la conferenza “Circular Electronics in Europe: From WEEE Management to the Implementation of the Right to Repair Directive” ha riunito i principali attori dell’ecosistema dell’elettronica di consumo per confrontarsi su temi quali l’estensione della vita utile dei prodotti, il miglioramento della raccolta e del riciclo dei RAEE, il rafforzamento dei servizi di riparazione e il sostegno alla transizione verso un’economia sempre più circolare.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra decisori politici, retailer, associazioni dei consumatori e rappresentanti dell’industria sulle sfide e le opportunità concrete legate all’attuazione della Direttiva sul Diritto alla Riparazione. Oltre ai retailer, hanno preso parte ai lavori anche rappresentanti di BEUC, Right to Repair Europe e Applia, a testimonianza dell’ampia pluralità di punti di vista coinvolti nel confronto.

“Desideriamo ringraziare gli eurodeputati Elena Donazzan e Dimitris Tsiodras – ha dichiarato Hans Carpels, Presidente dell’EuCER Council – per aver ospitato questo evento e per averci offerto l’opportunità di presentare il punto di vista del settore retail. Siamo lieti che i retailer abbiano potuto contribuire a questo confronto e che si sia instaurato un dialogo costruttivo. Riunire allo stesso tavolo retailer, associazioni dei consumatori e rappresentanti dell’industria rappresenta un passo importante per favorire un’efficace attuazione della Direttiva sul Diritto alla Riparazione e rafforzare l’ecosistema europeo dell’elettronica circolare.”

Nel corso della mattinata, i rappresentanti di Euronics International, Expert International, E-Square e Unieuro hanno condiviso esperienze e riflessioni sull’evoluzione del mercato, sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), sui diversi modelli nazionali di gestione dei RAEE, sui servizi di riparazione e sull’attuazione della Direttiva sul Diritto alla Riparazione.

La conferenza si è conclusa con una tavola rotonda, moderata da Davide Rossi, Managing Director dell’EuCER Council, alla quale hanno partecipato rappresentanti di BEUC, Right to Repair Europe e iServices, offrendo ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi sulle modalità concrete di implementazione della Direttiva e sui prossimi passi necessari per rafforzare l’ecosistema europeo dell’elettronica circolare.

Per l’EuCER Council, l’evento rappresenta un passo significativo nel rafforzamento del dialogo tra retailer, istituzioni europee, associazioni dei consumatori e industria. Il confronto ha evidenziato l’importanza di proseguire il percorso di collaborazione tra tutti gli stakeholder per accompagnare l’Europa nell’attuazione degli obiettivi fissati in materia di economia circolare.


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