Studi su Long Covid: dalle conseguenze sul sistema nervoso, ai possibili effetti sul cervello

Il “Long Covid”, come si legge in un articolo pubblicato sul sito dell’Istituto Mario Negri, è “una sindrome post-virale che può debilitare una persona sotto molti aspetti anche per parecchie settimane dopo la negativizzazione, e cioè dopo la guarigione e la conseguente eliminazione del virus dall’organismo”.

Nell’articolo si legge ancora:

La durata della persistenza dei sintomi non sembra essere collegata all’intensità degli stessi durante la malattia: può succedere, infatti, che anche le persone che hanno avuto una forma lieve di Covid-19 sviluppino problemi a lungo termine.

La letteratura scientifica attuale preferisce fare una distinzione a proposito della sindrome che si presenta in seguito a malattia acuta:

  • se i sintomi si presentano tra la quarta e la dodicesima settimana dalla malattia acuta, si parla di Covid-19 sintomatico subacuto;
  • se i sintomi si presentano anche dopo la dodicesima settimana dalla malattia acuta, si parla di Covid-19 cronico o Sindrome post-Covid-19 o più semplicemente di Long Covid.

In questi giorni stanno emergendo nuovi studi sui possibili effetti del Covid. Un lavoro statunintense ha osservato una relazione tra i casi di long-Covid e danni, quasi sempre multifocali, alle terminazioni nervose sia periferiche che motorie. I danni principali sono stati osservati nelle mini-fibre delle cellule nervose. La sindrome post virale del long-Covid, riporta l’agenzia Ansa, sarebbe in molti casi dunque associata a neuropatie dolorose, a loro volta causate da reazioni immunitarie anormali al virus Sars-Cov2. La ricerca – una delle prime ad esaminare le cause del long-covid – e’ stata realizzata su pazienti colpiti dal covid di lunga durata da Louise Oaklander, del ‘Massachusetts General Hospital’ di Boston. Il 59% dei pazienti esaminati presentava sintomi di neuropatie.

A indagare invece sugli effetti cerebrali del SARS-CoV-2 sono stati i ricercatori dell’Università di Oxford, nel Regno Unito in un articolo su Nature. Secondo gli esperti, danni alle zone del cervello che regolano l’udito, l’olfatto e la memoria sono tra le conseguenze negative del Covid-19 sui pazienti. Gli autori, fa sapere l’Agi, hanno identificato vari effetti a lungo termine a seguito dell’infezione, inclusa una maggiore riduzione dello spessore della materia grigia nella corteccia orbitofrontale e nel giro paraippocampale (regioni associate all’olfatto e memoria di eventi).


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