Sostenibilità
Lo Snowfarming a Riale in Val Formazza permette di iniziare in anticipo la stagione invernale
Negli ultimi anni l’importanza della risorsa neve è diventata sempre più evidente. Gli inverni con poca neve colpiscono duramente le località turistiche nelle valli alpine.
Da alcuni anni le località sportive invernali putano sullo snowfarming per conservare la neve durante l’estate. Verso la fine dell’inverno vengono realizzati in appositi luoghi all’aperto grandi mucchi di neve che vengono poi ricoperti con uno strato isolante. Questo strato isolante protegge la neve sottostante evitando che si sciolga. La neve così conservata fungerà da base per la preparazione delle piste.
Lo snowfarming consente di iniziare in anticipo la stagione invernale, indipendentemente dalle condizioni meteo.
Dal prossimo 30 ottobre gli oltre 2 km e mezzo dell’anello della pista del centro fondo di Riale in Val Formazza che complessivamente è lunga oltre 12 km, saranno pronti grazie a un piccolo miracolo tecnologico.
Si parte da un’idea di Gianluca Barp, imprenditore turistico di Riale e gestore della pista di fondo che dopo due anni di sperimentazioni ha affinato la tecnologia dello snowfarming e nell’ aprile ha stoccato oltre 6 mila metri cubi di neve che a fine ottobre sono stati posati nuovamente in pista.
I 5 mila metri cubi di neve sono stati coperti da teli geotermici con fibre di alluminio, intervallati da strati isolanti di ovatta realizzati da Snow Makers, un’azienda specializzata. I teli sono poi stati legati uno all’altro con un sistema di velcri e cuciture a filo che garantiscono di proteggere termicamente la massa nevosa e di non far penetrare i raggi UVA.
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Sostenibilità
Una petizione di Greepeace per salvare le api
Greepeace ha lanciato una petizione per salvare le api, Le api e gli altri insetti impollinatori svolgono un ruolo fondamentale per la biodiversità e per il nostro sistema alimentare. Gran parte della frutta, della verdura e delle colture che consumiamo ogni giorno dipende dal loro lavoro. Pensa che un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione: solo in Europa, parliamo di oltre 4.000 tipi di verdure!
Eppure questi preziosi alleati della natura sono sempre più minacciati da pesticidi, perdita di habitat, agricoltura intensiva e cambiamenti climatici. In particolare, alcuni pesticidi costituiscono un rischio diretto per gli impollinatori: eliminare le sostanze chimiche più pericolose per le api è quindi il primo e più efficace passo da compiere per difenderle.
Le api e molti insetti impollinatori sono in declino, minacciati da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. Se le api muoiono, a farne le spese sono l’ambiente, l’agricoltura e il nostro cibo. Le api, infatti, non producono solo miele: dalla loro opera di impollinazione – insieme a quella di molti altri insetti pronubi – dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole. In Europa, infatti, abbiamo circa 2000 specie di api selvatiche e circa un terzo delle popolazioni di api e farfalle sono in declino.
L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile!
Il 27 aprile 2018 l’Unione Europea ha approvato il bando permanente di tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api e gli impollinatori: l’imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta.
Il loro utilizzo resta però consentito all’interno di serre permanenti. Inoltre, è ancora consentito l’uso di altri neonicotinoidi: acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone e altre sostanze quali cipermetrina, deltametrina e clorpirifos, tutti insetticidi potenzialmente pericolosi per le api e gli altri insetti impollinatori.
Chiediamo al Governo italiano e alla Commissione europea di:
bandire l’uso di tutti i pesticidi dannosi per le api e gli altri insetti impollinatori
applicare rigidi standard per la valutazione dei rischi da pesticidi
aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche
Sempre più studi confermano che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api,ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare.
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Acqua
Legambiente lancia un appello per la gestione strutturale del bacino del Fiume Po.
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Clima
Reuters Climate Monitor per confrontare le temperature odierne con i record storici di tutto il pianeta
Reuters ha lanciato il Reuters Climate Monitor, un nuovo strumento online interattivo che utilizza i dati del Copernicus Climate Change Service (C3S) e del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) per confrontare le temperature odierne con i record storici di tutto il pianeta.
Il nuovo strumento consente agli utenti di confrontare le temperature attuali di qualsiasi località nel mondo con quelle che tipicamente rappresenterebbero la media in quel periodo dell’anno, sulla base dei dati storici del periodo 1961-1990. In questo modo, lo strumento aiuta a identificare le aree che stanno registrando condizioni insolitamente calde o fredde, inserendo tali eventi in un contesto climatico a lungo termine. In uno degli esempi più eclatanti, al momento della stesura di questo testo, la temperatura a Parigi è superiore di 14°C rispetto alla sua media storica.
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