Domeniche a piedi: la protesta degli ambientalisti contro le decisioni della Giunta comunale

La retromarcia della Giunta Appendino sulle domeniche a piedi è sconcertante e ci lascia sorpresi e delusi. Innanzitutto dev’essere chiaro che di retromarcia si tratta, non soltanto di un ridimensionamento”. E’ quanto affermano alcune associazioni ambientaliste torinesi che in una nota congiunta commentano le decisioni dell’amministrazione comunale sulle prossime domeniche ecologiche. “La liberazione dalle auto della sola solita Ztl – scrivono Eco dalle Città, Bike Pride, Ehabitat, Bycicle is Bell e Grugliasco Bici – dovrebbe essere un fatto acquisito, almeno la domenica: non vale come domenica ecologica. Si è ceduto alle pressioni delle solite lobby senza neanche un minimo di pubblica e razionale discussione. Speriamo che non succeda la stessa cosa con il programma Appendino 5 stelle che prevedeva opere di traffic calming, Ztl allungata, zone pedonali e un vero cambiamento verso la mobilità sostenibile,ma siamo preoccupati”.

Bike Pride ricorda poi che nella parata dello “scorso 2 luglio – occasione per ricordare all’Amministrazione e alla cittadinanza che sono tante le persone che utilizzano la bicicletta quotidianamente come mezzo di trasporto – la proposta politica presentata e – accolta dagli assessori competenti – chiedeva che proprio durante la Settimana europea della mobilità sostenibile venissero sperimentate delle “living street”, ossia quartieri con spazi condivisi tra tutti gli utilizzatori dello spazio pubblico, pedoni, ciclisti, mezzi pubblici, ma anche le auto che viaggiano a velocità ridotta (30 km/h), con la proposta – citata e accolta proprio dall’assessora La Pietra durante la conferenza stampa – di iniziare da Vanchiglia, oltre a Campidoglio (la cui pedonalizzazione viene ormai promessa da tempo e ancora si parla solo di sperimentazione). Ma così non sarà”.

“A luglio abbiamo chiesto un’azione simbolica ma concreta che dimostri in modo inequivocabile l’indirizzo e la direzione di questa amministrazione, che ad oggi non ha ancora avviato alcun programma – commenta Fabio Zanchetta, presidente di Bike Pride Fiab Torino -. La sperimentazione non è ancora in agenda, la domenica ecologica è stata drasticamente ridotta e “snaturata”, attendiamo ora buone nuove o il passo indietro verrà interpretato come una brutta giravolta verso la solita Torino insostenibile”.

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