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Energia

Quando la movida diventa green: parte a Torino il progetto Abbasso Impatto

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La movida più sostenibile? Quella di Abbasso Impatto, progetto di economia collaborativa che offre agli esercizi pubblici prodotti e servizi ecosostenibili, ambientalmente ed economicamente.

Finanziato da AxTO, il programma per la riqualificazione e la sicurezza delle periferie della Città di Torino, e ideato da Verdessenza Soc. Coop. sul modello dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidali), il progetto si rivolge a locali serali, b&b, hotel e ristoranti di San Salvario, mitigando gli effetti collaterali della loro movida grazie all’adozione di prodotti e servizi meno impattanti. Che, acquistati in gruppo, consentono anche un bel risparmio. Quali sono? “Dopo aver somministrato un questionario a un campione di esercizi pubblici del quartiere per verificare le loro esigenze, abbiamo deciso di cominciare la sperimentazione proponendo tre categorie: detersivi alla spina, con tensioattivi di origine vegetale, carta certificata Ecolabel europeo e FSC Recycled (dai tovagliolini agli strofinacci) ed energia elettrica da fonti rinnovabili affiancata al gas naturale CO2 free”, spiegano i responsabili del progetto.

Fornitori e prodotti sono selezionati sulla base di criteri minimi ambientali redatti attraverso parametri che garantiscono un processo produttivo più attento alla sostenibilità socio-ambientale. “I detersivi sono di Colenghi srl, un’azienda locale che usa tensioattivi di origine vegetale e che pratica il vuoto a rendere sulle taniche, evitando la produzione di rifiuti in plastica – spiega Cosimo Biasi di Verdessenza Soc. Coop -. L’energia elettrica arriva da Dolomiti Energia, un’azienda che produce energia elettrica 100% rinnovabile ed esclusivamente italiana in impianti idroelettrici certificati EMAS. La carta-tessuto proviene invece dalla cartiera Lucart, è al 100% riciclata grazie a un modello di economia circolare che recupera tutti i componenti degli imballaggi in tetrapak, da cui si ricavano le materie seconde per produrre carta tessuto e dispenser in alluminio”. Accanto a questi, nei prossimi mesi si affiancheranno altre referenze in grado di rendere più eco i consumi dei locali del quartiere. “Una volta aderito al progetto, i gestori degli esercizi pubblici ci inviano il loro ordine e entro 5 giorni lavorativi viene fatta la consegna direttamente nel locale”.

I vantaggi di chi aderisce ad Abbasso Impatto sono tanti e di varia natura: “Diventare un locale Abbasso Impatto permette di migliorare e comunicare l’impatto positivo sull’ambiente, ottenere forniture di prodotti e servizi ecosostenibili a prezzi ridotti con gli acquisti di gruppo e, non da ultimo, favorire l’inclusione sociale di persone in difficoltà con iniziative finanziate dal progetto”. Già, perché grazie agli accordi presi con l’Agenzia per lo Sviluppo di San Salvario onlus parte del ricavato delle attività andrà a finanziare progetti sociali della Casa del Quartiere di San Salvario.

L’Agenzia per lo Sviluppo di San Salvario onlus, nostro partner insieme a Colenghi srl, contribuirà a diffondere il progetto, ricevendo benefit. I contratti di luce e gas realizzati in convenzione con Dolomiti Energia consentiranno di sostenere borse di studio e attività nella Casa del Quartiere per i meno abbienti. In più abbiamo anche predisposto la figura dell’Ambasciatore, persona che diffonde il progetto tra i suoi locali del cuore, facendoli diventare più ‘verdi’. Gli Ambasciatori riceveranno per il loro impegno un buono sconto pari al 5% da spendere da Verdessenza ecobottega per l’acquisto di prodotti sfusi, locali, etici e bio, e Verdessenza riconoscerà la stessa quota alla Casa del Quartiere per progetti sociali, offrendo un’ulteriore ricaduta positiva sul territorio”.

Come riconosceremo un locale Abbasso Impatto? Una vetrofania lo segnalerà sin dall’ingresso, poi le adesioni saranno pubblicate sui canali social del progetto, la pagina facebook Abbasso Impatto, il profilo instagram e il sito di Verdessenza. “Inoltre avremo incontri pubblici durante San Salvario Emporium, per esempio, e nel mese di aprile, dall’11 al 14 i primi locali aderenti faranno Eco-outing, dichiarando di essere Abbasso Impatto e spiegando ai clienti scelta e modalità di adesione – continuano i responsabili -. In quei giorni saranno esposte le loro fotografie accompagnate da dichiaralzioni e infografiche e ai locali chiederemo di scegliere menu a tema con il progetto, a base di ingredienti locali e il più possibile a basso impatto ambientale”.


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Energia

Aruba accelera sull’energia pulita e compra le centrali idroelettriche di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese

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Dietro ogni email, servizio cloud o elaborazione di intelligenza artificiale si cela un’infrastruttura fisica complessa ed energivora: i Data Center. Consapevole di questo impatto e della crescente domanda di potenza di calcolo, Aruba prosegue con decisione il proprio piano di investimenti nell’energia pulita, rafforzando il modello di “prosumer” — un soggetto al tempo stesso produttore e consumatore della propria energia.

Un percorso che punta a garantire sostenibilità e continuità operativa a monte della filiera digitale, abbinando la produzione diretta da fonti rinnovabili all’efficienza ingegneristica dei campus tecnologici.

Il network idroelettrico sfiora i 12 MW: focus sulla diversificazione geografica

L’ultimo tassello di questa strategia vede l’ingresso nel portafoglio aziendale di nuove centrali idroelettriche. Con gli ultimi investimenti effettuati in Piemonte — l’aquisto degli impianti sul fiume Stura di Lanzo nei comuni di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese — il network idroelettrico del Gruppo sale a 11 centrali operative, portando la potenza complessiva installata a circa 11,6 MW.

Questi impianti storici, attivi da oltre un secolo e oggetto di ammodernamenti tecnologici, si affiancano a quelli già operativi in Lombardia (tra cui la centrale interna al campus di Ponte San Pietro sul fiume Brembo e l’impianto riattivato a Melegnano sul Lambro), Veneto (sull’Astico) e Friuli-Venezia Giulia (sul Fella).

La presenza distribuita su più bacini idrografici risponde a una precisa scelta logistica: la diversificazione geografica consente di mitigare i rischi legati alla stagionalità o a eventuali periodi di magra dei fiumi, stabilizzando l’apporto energetico complessivo generato dalle risorse idriche.

Modello Prosumer: energia autoprodotta e certificata

Oggi Aruba copre circa la metà del proprio fabbisogno energetico aziendale attraverso la produzione diretta dei propri impianti idroelettrici e fotovoltaici. Per la quota restante, l’azienda si approvvigiona sul mercato acquistando unicamente energia da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie di Origine (GO) gestite dal GSE.

Il mix energetico comprende anche l’apporto dei sistemi fotovoltaici di nuova generazione installati sulle superfici e sulle coperture dei Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (Bergamo) e di Roma, oltre all’impiego del free cooling (raffreddamento mediante acqua di falda), riducendo drasticamente il ricorso ai tradizionali impianti di refrigerazione ad alto assorbimento.

La sfida dell’Intelligenza Artificiale e gli impegni europei

La spinta verso l’autonomia energetica pulita diventa ancora più cruciale di fronte al boom delle applicazioni di Intelligenza Artificiale. L’AI richiede infrastrutture a elevatissima densità di calcolo e rack capaci di assorbire una potenza nettamente superiore rispetto ai servizi IT tradizionali.

In questo contesto, la progettazione green-by-design (dall’adozione di sistemi di liquid cooling al monitoraggio in tempo reale tramite piattaforme EMS e BMS) e la produzione d’energia green consentono di rendere misurabile e governabile l’impatto ambientale delle nuove tecnologie.

L’espansione della rete di produzione si inserisce nel quadro degli impegni internazionali sottoscritti dal Gruppo, a partire dal Climate Neutral Data Centre Pact — l’iniziativa nata con il supporto della Commissione Europea che punta alla neutralità climatica dei Data Center entro il 2030 — e dall’adesione alla European Green Digital Coalition.


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Energia

‘Italia Rinnovabile’: il nuovo report di Legambiente. I numeri delle fonti pulite in Piemonte

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In Italia negli ultimi dieci anni la capacità di copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili è cresciuta del 7% passando dal 33,9% nel 2015 – con 107.498 GWh/a – al 41,1% nel 2025 con 127.978 GWh/a, e arrivando a pochi punti di percentuale dalle fonti fossili (43,8%). In particolare, nel 2025 il contributo maggiore è arrivato dal fotovoltaico 44.294 GWh/a, seguito da idroelettrico 41.625 GWh/a, eolico 21.360 GWh/a, e geotermia 5.260 GWh/a. Una crescita nel complesso lenta ma importante che, però, deve essere sostenuta e incoraggiata da politiche energetiche più efficaci sbloccando gli iter burocratici per centrare l’obiettivo 2030 e cominciare a guardare a quello di decarbonizzazione al 2040. A chiederlo è Legambiente che oggi presenta a Roma il nuovo studio “Italia Rinnovabile”, realizzato con il contributo di Statkraft Italia e FERA, La Nuova Ecologia media partner, annunciando anche l’avvio della sua nuova campagna nazionale “OK, la bolletta giusta. Prezzo zonale è giustizia sociale”, con partner AzzeroCO2 e Coordinamento Free. Lo studio fa il punto su numeri, potenzialità, ritardi, 11 buone pratiche e 15 interventi sulle rinnovabili da mettere in campo proposti al Governo. Pilastro centrale del report il fatto che le fonti pulite sono alleate decisive per contrastare la crisi climatica e la povertà energetica, per portare benefici ai territori e per ridurre il costo della bolletta su cui ad oggi il gas fossile incide per l’89% delle ore sulla formazione del prezzo finale dell’energia. L’attuale bolletta elettrica è arrivata a quota 130,5 euro/MWh, contro i 42,5 della Spagna dove il gas incide solo per 15% grazie agli importanti investimenti fatti nelle tecnologie pulite. (altro…)


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Energia

Alle 7 del 18 novembre 2025 scatta il click day per il bonus elettrodomestici

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A partire dalle 7 di martedì 18 novembre o attraverso l’app IO sarà possibile richiedere il bonus elettrodomestici, l’incentivo pensato per favorire la sostituzione dei vecchi apparecchi con modelli a maggiore efficienza energetica. Il contributo prevede uno sconto diretto in fattura fino a 100 euro, che può salire a 200 euro per le famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro.

Il sito dedicato www.bonuselettrodomestici.it, permette l’accesso con le credenziali SPID o CIE.

Il bonus si applica all’acquisto di elettrodomestici di nuova generazione — frigoriferi, forni, lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie — a patto che venga rottamato un vecchio apparecchio appartenente alla stessa categoria e con una classe energetica inferiore.

È un contributo economico pensato per incentivare la sostituzione di un elettrodomestico con un modello ad alta efficienza energetica e promuovere la sostenibilità e la transizione energetica. Il bonus copre fino al 30% del costo di acquisto, con un massimale di 100 euro per nucleo familiare e 200 euro per nucleo familiare con ISEE inferiore a 25.000 euro annui. Il contributo, sotto forma di voucher, è concesso all’utente finale maggiorenne ed è spendibile presso il venditore per l’acquisto di un solo elettrodomestico per famiglia anagrafica.

Sono ammessi esclusivamente gli elettrodomestici ad elevata efficienza energetica di cui all’art. 3 del decreto interministeriale del 3 settembre 2025 (come ad esempio lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni, piani cottura), distinti per categoria di prodotto.

Il contributo copre fino al 30% del prezzo d’acquisto e sarà valido solo per prodotti realizzati in Europa. Per ottenere lo sconto, i cittadini dovranno presentare la domanda online tramite la piattaforma gestita da Invitalia e PagoPa. Una volta verificati i requisiti, il sistema genererà un codice alfanumerico che indicherà l’importo massimo del bonus. Questo verrà poi applicato direttamente in fattura dal rivenditore al momento dell’acquisto. Oltre al vantaggio economico, il bonus contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e a promuovere un consumo energetico più sostenibile.

Sostituire i vecchi elettrodomestici con modelli a basso consumo permette di ridurre in modo significativo la bolletta elettrica. Ecco alcuni esempi di risparmio medio annuo calcolato su una famiglia tipo (2.700 kWh/anno, costo energia 0,31 €/kWh):

  • Frigorifero con congelatore: passando da una classe F a una classe A, il risparmio è di circa 64 euro l’anno (-67%).

  • Forno elettrico: un modello in classe A+++ riduce i costi del 66%, pari a circa 50 euro risparmiati all’anno.

  • Lavatrice: con un modello di classe A si risparmia fino al 49% rispetto a uno di classe F, pari a circa 27 euro l’anno.

  • Asciugatrice: il passaggio da una classe B a una A+++ consente un risparmio del 68%, ovvero circa 130 euro all’anno.

  • Lavastoviglie: da classe E a classe A la spesa in bolletta si riduce del 43%, con un risparmio di circa 23 euro l’anno.


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