Sostenibilità
In Canada, Messico e Stati Uniti il mondiale di calcio più caldo della storia
Come racconta Covering Climate Now , quest’estate il Mondiale sarà diverso da qualsiasi altro nella storia ultradecennale dell’evento sportivo più seguito al mondo. Mai prima d’ora giocatori in campo e spettatori sugli spalti hanno dovuto affrontare un caldo così intenso come quello previsto nelle partite dei prossimi 39 giorni, a partire dall’esordio di oggi tra Messico e Sudafrica. Questo calore extra dipende in larga misura dall’aumento delle temperature globali causato dalla combustione di combustibili fossili, perciò il Mondiale 2026 non è soltanto una storia sportiva, ma anche climatica.
Le temperature al momento del calcio d’inizio in molte sedi ospitanti negli Stati Uniti e in Messico dovrebbero essere più alte rispetto a qualsiasi precedente Coppa del Mondo, secondo nuovi studi scientifici. La Coppa del Mondo del 2022 si è svolta in Qatar, ma il caldo del deserto fu in parte compensato dallo spostamento del torneo dall’estate all’inverno e dalla disputa delle partite in stadi climatizzati. Climate Central, organizzazione scientifica senza fini di lucro, ha rilevato che il cambiamento climatico ha aumentato il numero di giornate estive estremamente calde in 14 delle 16 città che ospitano le gare del 2026. Tra le più esposte c’è Miami, che oggi registra circa due settimane in più di caldo estremo tra giugno e luglio rispetto agli anni Settanta.
In previsione di questo caldo eccezionale, la FIFA ha compiuto un passo straordinario ordinando agli arbitri di applicare una pausa di tre minuti a metà di ciascun tempo, così che i giocatori possano riposare e reidratarsi. Nonostante ciò, il caldo potrebbe essere così intenso, soprattutto a Miami, Dallas, Houston, Kansas City, Guadalajara e Città del Messico, da compromettere la prestazione dei calciatori — velocità di corsa, minuti giocabili e tenuta fisica — in 97 delle 104 partite totali. «Ha un impatto enorme sul modo in cui giochi», ha detto l’ex calciatrice professionista Marisa Abegg. Questo, a sua volta, influisce sul ritmo della partita e sui risultati: squadre che fanno più affidamento su velocità o resistenza potrebbero trovarsi in svantaggio.
Anche gli spettatori ne pagheranno le conseguenze. Undici delle 16 sedi sono stadi all’aperto, dove il pubblico dovrà sopportare per intero caldo e umidità. Gli esperti sanitari avvertono rischi maggiori di colpo di calore, disidratazione e insufficienza renale. In risposta, alcuni impianti stanno aggiungendo postazioni di raffreddamento, tende nebulizzate e personale medico supplementare.
C’è poi un altro aspetto climatico da non trascurare: ciò che il Mondiale fa al clima. Secondo un articolo del Guardian, il torneo di quest’anno è «in rotta per diventare il Mondiale più inquinante di sempre, con emissioni totali di gas serra quasi doppie rispetto alla media storica». Il giornale cita vari “autogol della FIFA”, tra cui l’aumento delle squadre da 32 a 48. Il fattore più pesante resta però la scelta di tre Paesi ospitanti invece di uno solo: Messico, Stati Uniti e Canada sono vasti territori, quindi squadre e tifosi dovranno spostarsi su lunghe distanze in aereo, uno dei mezzi di trasporto più intensivi in termini di carbonio. E, secondo il Guardian, anche la partnership stipulata nel 2024 con Aramco appare come un accordo di sponsorship che sembra uscito da un laboratorio di greenwashing.
In sintesi, i giornalisti hanno molti spunti climatici da esplorare seguendo il Mondiale 2026. Lo stesso valeva per le Olimpiadi invernali di quest’anno, per quelle del 2022 e per le Olimpiadi estive del 2024. In ciascun caso, però, la copertura giornalistica è rimasta spesso deludente sul legame tra clima e grandi eventi sportivi. I prossimi 39 giorni diranno se il Mondiale 2026 farà davvero eccezione.
Aggiungi Massa Critica tra le fonti preferite di Google
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News - SEGUICI
Massa Critica è una piattaforma di informazione, partecipazione e attivazione dei cittadini per favorire l'attivazione di quanti condividono aspirazioni nuove e innovative su sostenibilità , tecnologia , innovazione , startup , cibo , social innovation, salute.
.Vuoi saperne di più su Massa Critica ? Ecco la nostra presentazione.
Ti è piaciuto Massa Critica ? Bene! Iscriviti alla nostra newsletter. e al nostro canale Telegram.
Se ti piace il nostro lavoro vai alla nostra pagina su Facebook e clicca su "Like".
Se preferisci puoi anche seguirci via Twitter , via Instagram e via Youtube.
Per sostenerci abbiamo bisogno del vostro contributo, per questo vi chiediamo di supportarci concretamente attraverso Paypal o Satispay. Grazie per il vostro contributo e per la vostra fiducia!
Donazione con Paypal o carta di credito
Donazione con Satispay
Sostenibilità
Entro il 2030 il Piemonte punta a raggiungere il traguardo fissato dal governo di quasi 5 Gigawatt di energia prodotta da fonti rinnovabili
Entro il 2030 il Piemonte punta a raggiungere il traguardo fissato dal governo di quasi 5 Gigawatt di energia prodotta da fonti rinnovabili. È questo l’obiettivo della legge approvata a maggioranza dal Consiglio regionale.
Il disegno di legge presentato dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati mira a individuare nuove aree idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici. Oltre a tetti, coperture di parcheggi, cave dismesse e discariche esaurite, potranno essere utilizzate anche aree agricole coltivate, dove i pannelli saranno installati in modo da consentire la prosecuzione delle attività agricole e la tutela del paesaggio.
In Aula il confronto si è concentrato soprattutto sulle aree di pregio, a partire dai siti Unesco, e sui terreni a elevata vocazione agricola.
La norma rappresenta un passaggio importante nella strategia energetica regionale perché fornisce regole più chiare agli investitori e contribuisce a semplificare le procedure autorizzative in un settore considerato centrale per la transizione ecologica.
Il provvedimento non favorisce un consumo indiscriminato di suolo, ma individua come destinazioni prioritarie terreni marginali, aree degradate, ex cave, discariche esaurite, coperture ed edifici industriali.
L’obiettivo è sviluppare le energie rinnovabili, considerate strategiche per l’autonomia energetica e la competitività del sistema produttivo, salvaguardando al tempo stesso agricoltura di qualità, biodiversità e paesaggio.
Aggiungi Massa Critica tra le fonti preferite di Google
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News - SEGUICI
Massa Critica è una piattaforma di informazione, partecipazione e attivazione dei cittadini per favorire l'attivazione di quanti condividono aspirazioni nuove e innovative su sostenibilità , tecnologia , innovazione , startup , cibo , social innovation, salute.
.Vuoi saperne di più su Massa Critica ? Ecco la nostra presentazione.
Ti è piaciuto Massa Critica ? Bene! Iscriviti alla nostra newsletter. e al nostro canale Telegram.
Se ti piace il nostro lavoro vai alla nostra pagina su Facebook e clicca su "Like".
Se preferisci puoi anche seguirci via Twitter , via Instagram e via Youtube.
Per sostenerci abbiamo bisogno del vostro contributo, per questo vi chiediamo di supportarci concretamente attraverso Paypal o Satispay. Grazie per il vostro contributo e per la vostra fiducia!
Donazione con Paypal o carta di credito
Donazione con Satispay
Sostenibilità
Una petizione di Greepeace per salvare le api
Greepeace ha lanciato una petizione per salvare le api, Le api e gli altri insetti impollinatori svolgono un ruolo fondamentale per la biodiversità e per il nostro sistema alimentare. Gran parte della frutta, della verdura e delle colture che consumiamo ogni giorno dipende dal loro lavoro. Pensa che un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione: solo in Europa, parliamo di oltre 4.000 tipi di verdure!
Eppure questi preziosi alleati della natura sono sempre più minacciati da pesticidi, perdita di habitat, agricoltura intensiva e cambiamenti climatici. In particolare, alcuni pesticidi costituiscono un rischio diretto per gli impollinatori: eliminare le sostanze chimiche più pericolose per le api è quindi il primo e più efficace passo da compiere per difenderle.
Le api e molti insetti impollinatori sono in declino, minacciati da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. Se le api muoiono, a farne le spese sono l’ambiente, l’agricoltura e il nostro cibo. Le api, infatti, non producono solo miele: dalla loro opera di impollinazione – insieme a quella di molti altri insetti pronubi – dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole. In Europa, infatti, abbiamo circa 2000 specie di api selvatiche e circa un terzo delle popolazioni di api e farfalle sono in declino.
L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile!
Il 27 aprile 2018 l’Unione Europea ha approvato il bando permanente di tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api e gli impollinatori: l’imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta.
Il loro utilizzo resta però consentito all’interno di serre permanenti. Inoltre, è ancora consentito l’uso di altri neonicotinoidi: acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone e altre sostanze quali cipermetrina, deltametrina e clorpirifos, tutti insetticidi potenzialmente pericolosi per le api e gli altri insetti impollinatori.
Chiediamo al Governo italiano e alla Commissione europea di:
bandire l’uso di tutti i pesticidi dannosi per le api e gli altri insetti impollinatori
applicare rigidi standard per la valutazione dei rischi da pesticidi
aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche
Sempre più studi confermano che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api,ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare.
Aggiungi Massa Critica tra le fonti preferite di Google
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News - SEGUICI
Massa Critica è una piattaforma di informazione, partecipazione e attivazione dei cittadini per favorire l'attivazione di quanti condividono aspirazioni nuove e innovative su sostenibilità , tecnologia , innovazione , startup , cibo , social innovation, salute.
.Vuoi saperne di più su Massa Critica ? Ecco la nostra presentazione.
Ti è piaciuto Massa Critica ? Bene! Iscriviti alla nostra newsletter. e al nostro canale Telegram.
Se ti piace il nostro lavoro vai alla nostra pagina su Facebook e clicca su "Like".
Se preferisci puoi anche seguirci via Twitter , via Instagram e via Youtube.
Per sostenerci abbiamo bisogno del vostro contributo, per questo vi chiediamo di supportarci concretamente attraverso Paypal o Satispay. Grazie per il vostro contributo e per la vostra fiducia!
Donazione con Paypal o carta di credito
Donazione con Satispay
Acqua
Legambiente lancia un appello per la gestione strutturale del bacino del Fiume Po.
Aggiungi Massa Critica tra le fonti preferite di Google
Ricevi le nostre ultime notizie da Google News - SEGUICI
Massa Critica è una piattaforma di informazione, partecipazione e attivazione dei cittadini per favorire l'attivazione di quanti condividono aspirazioni nuove e innovative su sostenibilità , tecnologia , innovazione , startup , cibo , social innovation, salute.
.Vuoi saperne di più su Massa Critica ? Ecco la nostra presentazione.
Ti è piaciuto Massa Critica ? Bene! Iscriviti alla nostra newsletter. e al nostro canale Telegram.
Se ti piace il nostro lavoro vai alla nostra pagina su Facebook e clicca su "Like".
Se preferisci puoi anche seguirci via Twitter , via Instagram e via Youtube.
Per sostenerci abbiamo bisogno del vostro contributo, per questo vi chiediamo di supportarci concretamente attraverso Paypal o Satispay. Grazie per il vostro contributo e per la vostra fiducia!
Donazione con Paypal o carta di credito
Donazione con Satispay


