Massa Critica
A partire dal 2027, smartphone e tablet venduti nell’Unione Europea dovranno essere progettati con batterie facilmente sostituibili dagli utenti
Il Regolamento UE 2023/1542 segna una svolta per il mercato dell’elettronica di consumo: a partire dal 2027, smartphone e tablet venduti nell’Unione Europea dovranno essere progettati con batterie facilmente sostituibili dagli utenti, utilizzando strumenti comuni e senza interventi specialistici. Una misura destinata a incidere profondamente su design, filiere produttive e abitudini dei consumatori.
Batterie sostituibili: cosa prevede la norma
Il cuore della riforma è contenuto nell’articolo 11 del regolamento, che impone ai produttori di garantire che le batterie portatili possano essere rimosse e sostituite “con strumenti disponibili in commercio” e senza l’uso di attrezzature specialistiche . Inoltre, i dispositivi dovranno essere accompagnati da istruzioni chiare per consentire agli utenti di effettuare l’operazione in sicurezza.
L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre i rifiuti elettronici, dall’altro contrastare l’obsolescenza programmata, allungando la vita utile dei dispositivi. Il regolamento, entrato in vigore nel 2023 e applicabile progressivamente dal 2024, rappresenta infatti la prima normativa europea che disciplina l’intero ciclo di vita delle batterie, dalla produzione al riciclo .
Le conseguenze per i produttori
Per le aziende tecnologiche si apre una fase di ripensamento progettuale. Negli ultimi anni il design degli smartphone si è orientato verso batterie integrate e incollate, difficili da rimuovere senza strumenti professionali. La nuova normativa impone invece un ritorno a soluzioni più accessibili, anche se non necessariamente identiche ai vecchi modelli con cover removibile.
Secondo le analisi più recenti, la “rivoluzione” sarà graduale e mediata da compromessi tecnici: maggiore riparabilità, ma senza un ritorno completo ai telefoni smontabili degli anni 2000 . I produttori dovranno inoltre garantire la disponibilità di batterie di ricambio per diversi anni e adeguarsi a nuovi standard di etichettatura, tracciabilità e sostenibilità.
Impatto su consumatori e mercato
Per gli utenti, il cambiamento si traduce in maggiore autonomia nella manutenzione dei dispositivi. Sostituire una batteria usurata diventerà un’operazione più semplice e meno costosa, con potenziali benefici economici e ambientali.
Allo stesso tempo, il mercato dell’assistenza e dei ricambi potrebbe ampliarsi, favorendo operatori indipendenti e nuove opportunità nel settore della riparazione. La disponibilità di componenti e la standardizzazione delle procedure rappresentano infatti elementi chiave della normativa.
Una transizione non senza ostacoli
Non mancano tuttavia le criticità. Alcuni requisiti tecnici, come la resistenza all’acqua o la miniaturizzazione dei componenti, potrebbero rendere complessa l’applicazione uniforme della norma. Inoltre, sono previste deroghe per specifiche categorie di dispositivi, legate soprattutto alla sicurezza e alle prestazioni.
Nonostante ciò, il regolamento segna un cambio di paradigma: l’elettronica di consumo dovrà essere sempre più progettata per durare, essere riparata e riciclata. Un passaggio che potrebbe ridefinire non solo il design degli smartphone, ma l’intero rapporto tra tecnologia, utenti e sostenibilità.
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Parte il nuovo servizio della Polizia di Stato per le pre denunce online
A partire dal 15 giugno, è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio Denunce online della Polizia di Stato.
Il portale, raggiungibile all’indirizzo https://denunceonline.poliziadistato.it/, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da fissare tramite il servizio di prenotazione, sempre sulla stessa piattaforma.
Al momento, il nuovo sistema di denunce online è attivo, per la fase di sperimentazione, presso la questura di Rieti, la questura di Frosinone ed i commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora, il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica Lazio e le sezioni dipendenti di Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina, il Compartimento Polizia ferroviaria Lazio e i dipendenti posti di Frosinone, Orte, Roma Ciampino, Roma Termini e la sottosezione di Roma Tiburtina e, infine, presso il Compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e le sezioni di Frosinone e Rieti.
Le tipologie di reati per le quali è possibile presentare una pre-denuncia sono: furto, frode informatica, truffa, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento, diffamazione online.
È operativo, in tutta Italia, sempre a partire da oggi, il sistema di denunce online per la segnalazione di smarrimento di beni personali come: cellulare, tablet, computer portatile, chiavi, denaro, passi di accesso al veicolo, carta d’identità cartacea o elettronica, contrassegno parcheggio invalidi, libretto o tessera postale, targa, bancomat e carta di credito.
In questi casi, è sufficiente effettuare la segnalazione di smarrimento online , sul portale, senza doversi presentare presso l’ufficio di Polizia per la formalizzazione della stessa. Il verbale protocollato sarà poi disponibile, entro 96 ore dall’invio, all’interno dell’area personale del portale “Denunce Online”. Il documento, scaricato dalla piattaforma, sarà valido per la successiva richiesta di rilascio di una copia, per l’emissione di un nuovo documento o per altre eventuali richieste.
Il link al portale Denunce Online è disponibile anche nell’app IO nella sezione Servizi del Ministero dell’Interno – Dipartimento della pubblica sicurezza.
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Nasce in Piemonte un un Tavolo interistituzionale per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto degli illeciti ambientali
E’ stato firmato il protocollo che istituisce un tavolo interistituzionale permanente per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto degli illeciti ambientali per rafforzare il presidio del territorio e rendere più efficace e coordinata l’azione pubblica contro i reati ambientali.
Alla firma erano presenti anche l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, il presidente vicario della Corte d’Appello, Gianni Reynaud, l’avvocato generale della Procura Giancarlo Avenati Bassi, il questore di Torino Massimo Gambino, il comandante provinciale dei Carabinieri Roberto De Cinti, il generale Alessandro Langella comandante del Nucleo polizia economica-finanziaria della Guardia di Finanza di Torino, il generale Matteo Spreaficolo in rappresentanza del Comando per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, Alessandro Paola, direttore regionale dei Vigili del Fuoco. Sono intervenuti anche l’assessore alla Cura della Città, Protezione civile e Servizi civici del Comune di Torino, Francesco Tresso, e la presidente di Legambiente Piemonte, Alice De Marco.
L’accordo istituisce in Piemonte, prima Regione in Italia, l’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali, che opera con un Tavolo di lavoro interistituzionale permanente, presieduto e coordinato dalla Prefettura di Torino.
Negli ultimi anni si è registrato un incremento significativo dei reati ambientali sia a livello nazionale sia sul territorio piemontese, con particolare riferimento al ciclo dei rifiuti, alle bonifiche e al settore edilizio. Un fenomeno che richiede risposte sempre più integrate e tempestive, anche alla luce del recente rafforzamento del quadro normativo che ha inasprito le sanzioni in materia. In questo contesto, l’Osservatorio rappresenta un modello di governance innovativo, unico in Italia, basato sulla collaborazione tra istituzioni per superare la frammentazione degli interventi e potenziare la capacità di prevenzione e contrasto.
L’Osservatorio istituisce il Tavolo di lavoro interistituzionale permanente, presieduto e coordinato dalla Prefettura di Torino e cui partecipano la Regione Piemonte – attraverso la Direzione Ambiente, Energia e Territorio – le Forze dell’ordine e, progressivamente, le Prefetture del territorio regionale. La Regione garantisce il supporto tecnico-scientifico avvalendosi di ARPA Piemonte e IRES Piemonte.
Tra le principali attività previste:
mappatura e analisi degli illeciti ambientali accertati, attraverso la raccolta e la sistematizzazione dei dati ambientali e amministrativi;
elaborazione di analisi di contesto e di rischio, per individuare le aree e i fenomeni più critici;
definizione di azioni coordinate di monitoraggio, prevenzione e controllo nei comparti più esposti;
promozione di percorsi formativi interforze e di momenti di confronto operativo;
coinvolgimento della società civile e delle associazioni attive sui temi della tutela ambientale e della legalità;
predisposizione di report periodici e di un rapporto annuale di valutazione delle attività svolte.
Particolare attenzione sarà rivolta ai settori più a rischio: gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo. L’accordo ha una durata di cinque anni e non comporta nuovi o maggiori oneri a carico delle amministrazioni coinvolte, prevedendo l’utilizzo delle risorse umane e strumentali già disponibili.
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Eventi
Aspettando A Bit of [hi]story: Martedì 16 Giugno il dialogo con Renato Manfreddi fondatore di DMD Computers
Lungo l’avvicinamento ad A Bit of [hi]story che quest’anno si terrà dal 30 settembre al 4 ottobre e avrà come titolo: I conti veri dell’informatica , il Museo Piemontese dell’Informatica propone un incontro speciale dedicato alla storia dell’informatica piemontese e italiana.
Mercoledì 16 Giugno alle 18:30 presso Cumiana 15, in Via Cumiana, 15 a Torino, il Presidente del MuPIn Elia Bellussi intervisterà Renato Manfreddi, fondatore di DMD Computers, realtà torinese che ha contribuito allo sviluppo del settore informatico prima della diffusione del personal computer.
Sarà un’occasione per ripercorrere esperienze, intuizioni e trasformazioni tecnologiche che hanno segnato un’epoca, anticipando alcuni dei temi al centro della prossima edizione di A Bit of [hi]story, l’evento biennale del MuPIn dedicato alla storia dell’informatica e al suo impatto sociale, culturale, economico e ambientale.
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