Spazio
Starship V3: Il Flight 12 slitta ad Aprile
Il tanto atteso debutto della terza iterazione della Starship di SpaceX ha subito una frenata. Quello che doveva essere il dodicesimo volo del colossale lanciatore di Elon Musk (Flight 12), inizialmente previsto per l’inizio di marzo 2026, è stato ufficialmente riprogrammato. Il Patron di SpaceX non ha ufficialmente chiarito quali siano stati i motivi che hanno portato al rinvio del lancio, ma sono sicuramente attribuibili ai problemi che nel corso del 2025 hanno tempestato il programma Starship, dall’esplosione al sito di Massey durante un test che ha costretto a ricostruire il pad per gli Static Fire Test, al cedimento strutturale durante un test di pressione del nuovo Super Heavy Booster, senza contare tutte le problematiche che la seconda versione della Ship ha avuto nei travagliati test di volo. Un altro problema riscontrato da SpaceX è stato quello della revisione dello scudo termico della Ship, elemento cruciale per il rientro in atmosfera, con le manovre che durante i test hanno messo sotto un forte stress le strutture, che hanno riportato notevoli danni soprattutto alle superfici di controllo.
Nonostante tutti questi intoppi, la versione 3 di Starship rappresenta un salto evolutivo fondamentale per l’architettura del veicolo. I dirigenti dell’azienda di Musk l’hanno definita “Il razzo di produzione”, una sorta di versione definitiva che sposta quindi l’attenzione dalle versioni di test ad una che sia destinata all’ottimizzazione delle performance ed una riutilizzabilità rapida.
La Ship V3, montata sul nuovo Super Heavy Booster raggiunge l’altezza di 124,4 metri, rendendolo il razzo più grande mai costruito dall’uomo, 14 metri più alto del gigantesco Saturn V che ha portato l’uomo sulla Luna.
Analizzando i due componenti chiave, il Super Heavy Booster nella nuova versione è equipaggiato con 33 dei nuovissimi motori Raptor 3, la nuova generazione ottimizzata per generare una spinta superiore alle 10.000 tonnellate. E’ cambiato anche il sistema dell’hot staging, ossia la manovra che consente alla Ship di attivare i motori ancora prima dello sgancio dal booster. In questa nuova versione infatti non è più presente l’anello in acciaio che veniva sganciato subito dopo e che cadeva in mare. Una miglioria che non solo rende più semplice la costruzione del razzo, ma consente anche di risparmiare sui materiali e, è il caso di dirlo, sull’inquinamento derivante dai rottami. Anche il sistema di aggancio e per il recupero al volo del razzo tramite la rampa “Mechazilla” è stato migliorato, per garantire una stabilità maggiore. Inoltre il nuovo booster possiede a differenza della versione precedente, possiede nuove Grid Fins, ossia le alette a griglia che servono per le manovre in atmosfera. Queste alette sono state ridisegnate per essere più efficienti e leggere e sono solo 3 invece che 4, coprendo solo 3 lati del booster visto che a detta degli ingegneri, non ne servono altre per il rientro alla torre di lancio.
Passando alla Starship V3 invece, oltre all’ottimizzazione dei serbatoi e dei vano dei Payload, la novità più importante è sicuramente l’introduzione del nuovo scudo termico, essenziale per la sopravvivenza della navetta al rientro.
I test già effettuati tra Booster e Ship riguardano i test criogenici per i serbatoi e si preparano agli Static Fire Test sul pad 2, nuovo di zecca, che comprende anche un nuovo water deluge system e a differenza della struttura precedente, anche dei deflettori per gli scarichi dei 33 motori raptor.
Il rinvio dell’IFT 12 tuttavia non è un ritardo che impatta semplicemente sulle dinamiche interne all’azienda di Musk, anzi. Si va ad incastrare in un panorama molto più ampio in cui la NASA spinge e vuole misurare i progressi del programma di Musk. Si perchè Starship non è solo un mezzo per portare carichi nello spazio ed eventualmente astronauti, anzi, è un tassello fondamentale del programma Artemis. HLS (Human Landing Ship) è infatti la versione lunare di Starship, quella che dovrebbe riportare l’uomo sulla Luna con Artemis IV (dopo la ripianificazione delle missioni da parte dell’amministratore Jared Isaacman di qualche settimana fa).
La NASA ha recentemente rivisto tutta l’architettura dei lanci ed infatti Artemis III, nel 2027 sarà una missione limitata all’orbita terrestre bassa per validare la capsula Orion insieme al lander, che a questo punto potrà essere HLS di SpaceX oppure il BlueMoon di Blue Origin (del competitor Jeff Bezos). Il vero e proprio allunaggio è stato spostato al 2028 con Artemis 4, con un razzo SLS tra l’altro, che non sarà più oggetto di Upgrade ma che verrà standardizzato al Block 1.
Un eventuale successo dell’IFT-12 sarà un perno fondamentale su cui ruoterà l’intero futuro a breve termine del programma Starship di SpaceX, ma impatterà grandemente anche sulla NASA. Il volo testerà le capacità suborbitali della V3 e trasporterà anche questa volta dei simulacri dei satelliti Starlink che verranno dispiegati in orbita bassa. L’esito positivo dei test potrebbero quindi sbloccare una cadenza di lancio più elevata, necessaria per espandere sia costellazione di satelliti di Musk, sia per dimostrare affidabilità e fattibilità dei complessi trasferimenti di carburante in orbita richiesti per le missioni lunari di HLS.
Isaacman stesso ha ribadito infatti che SpaceX non sarà giudicata sul successo di un singolo test, bensì sul rateo di lanci che sarà capace di effettuare con successo. La capacità di iterare velocemente, lanciare e risolvere i problemi rimane la caratteristica fondamentale dell’approccio di SpaceX allo sviluppo dei suoi vettori, e quindi tra Booster 19 e Ship 39 quasi pronti a partire fra un mese e Booster 20 e Ship 40 già in coda per il Flight-13, aprile è il mese decisivo Musk, SpaceX ma anche per la Luna.
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Spazio
Reid Wiseman e Christina Koch astronauti della missione Artemis, nella sede di Thales Alenia Space a Torino
Gli astronauti della missione Artemis II hanno fatto tappa nella sede di Thales Alenia Space a Torino celebrando il contributo italiano alla missione lunare.
Alla visita hanno partecipato il Comandante Reid Wiseman e la Mission Specialist di Artemis II Christina Koch. I due astronauti hanno raccontato le loro emozioni ed espresso il loro ringraziamento per il contributo italiano.
“Siamo tornati a viaggiare verso la Luna grazie a voi, avete creato questo incredibile momento”, ha detto Koch, alla quale si è aggiunto il collega, sottolineando che “è stato perfetto e voi lo avere reso possibile. Niente è andato storto, meglio di un simulatore e di qualsiasi altra esperienza”, ha aggiunto Wiseman, confidando che il loro spazio preferito era la cupola “dalla quale vedevamo quanto è meraviglioso questo pianeta”. Un entusiasmo a cui si è aggiunto quello del management delle aziende coinvolte. “Voi rappresentate quello che abbiamo realizzato” ha detto agli astronauti Giampiero Di Paolo , amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia, sottolineando che la Luna “è una base per andare oltre, per continuare a esplorare lo spazio per fare della Terra un posto migliore in cui vivere”.
Di “un viaggio tecnologico ma anche un sogno, di cui voi siete gli ambasciatori” ha poi parlato Massimo Claudio Comparini, managing director della Divisione Spazio di Leonardo e presidente del Cda di Thales Alenia Space. “Questa – ha aggiunto parlando dello stabilimento di Thales Alenia Space – è un’ambasciata del sistema aerospaziale italiano e tornare sulla Luna, e magari un giorno partite dalla Luna per destinazioni più lontane, è un grande messaggio per il futuro”. “Tutto è cominciato qui – ha concluso Howard Hu, Orion program manager -, le vostre mani, la vostra ingegneria, il vostro impegno lo hanno permesso. È per i vostri sacrifici e il vostro lavoro che abbiamo avuto una missione”.
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Spazio
Il lancio di prova di Starship 13 di SpaceX abortisce all’ultimo secondo
SpaceX ha cancellato il nuovo volo di test in volo di Starship, il veicolo di SpaceX progettato per le future missioni verso la Luna e Marte.
Il tredicesimo lancio era previsto alle 00.45 italiane e avrebbe dovuto essere il primo lancio da quando SpaceX si è quotata a Wall Street.
Il lancio era arrivato alla fine del count down, ma non è riuscita a portare a termine l’operazione per dei problemi ai motori del primo stadio del gigantesco veicolo, provocando l’annullamento del lancio.
Non è ancora noto quando si tenterà un nuovo lancio: “Ci prenderemo del tempo per analizzare a fondo cosa abbia scatenato l’annullamento una volta che il booster ha iniziato l’accensione per il lancio, e poi capiremo quale sarà la strada da seguire”, ha dichiarato Dan Huot di SpaceX durante la diretta del lanco. Speriamo di tornare prestissimo per il Volo 13 e fare un altro tentativo per far decollare Starship dalla rampa”,
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Spazio
E’ morto Teodoro Valente, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana
E’ morto Teodoro Valente, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana
Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana dal 2023, Teodoro Valente è stato professore ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali presso l’Università La Sapienza di Roma e studioso nel campo dei materiali compositi e delle nanotecnologie. Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo in ambito accademico e della ricerca, tra cui la presidenza del Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali, la direzione dell’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali del CNR e incarichi presso la Commissione europea.
A darne l’annuncio è stata l’Asi con una nota
Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana dal 2023, è stato professore ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali presso l’Università La Sapienza di Roma e autorevole studioso nel campo dei materiali compositi e delle nanotecnologie. Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo in ambito accademico e della ricerca, tra cui la presidenza del Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali, la direzione dell’Istituto per i Polimeri, Compositi e Biomateriali del CNR e incarichi presso la Commissione europea.
Il professor Teodoro Valente ha impresso un’impronta unica alla sua presidenza. In tre anni, ha contribuito in maniera sostanziale ad affermare lo Spazio come filiera di assoluto rilievo per il Paese. Nel suo ruolo e in coerenza con le politiche nazionali e le linee guida governative, ha dato impulso a sforzi congiunti dei sistemi della ricerca e dell’impresa, che hanno permesso di realizzare l’ambizione italiana a livello internazionale, potenziando la leadership dell’Agenzia e di tutto il sistema spaziale italiano.
Sono numerosi e ragguardevoli i risultati raggiunti dall’ASI durante la sua presidenza. Solo per citarne alcuni, si pensi alla realizzazione degli interventi finanziati dal PNRR Spazio, quali le Smart Factories 4.0, l’ampliamento del centro spaziale di Matera, i programmi tecnologici di frontiera, la costellazione satellitare nazionale di osservazione della Terra IRIDE; agli avanzamenti nell’ambito della scienza del cosmo e delle sperimentazioni in microgravità; al protagonismo giocato sugli scacchieri africano, nell’ambito del Piano Mattei settore spazio, dell’America latina, di aree quali l’estremo Oriente e il Mediterraneo; al nuovo impulso dato alle relazioni bilaterali con la Nasa, che ha portato alle intese per la realizzazione del modulo lunare MPH e a nuove chance per astronauti di nazionalità italiana nel quadro del programma Artemis; al supporto alla definizione della c.d. “Legge Spazio”, approvata dal Parlamento nel 2025, che ha dotato l’Italia di una normativa innovativa in materia di space economy; alla presidenza italiana del consiglio dei ministri ESA; infine, in ordine di tempo, alla presidenza italiana del Comitato delle Nazioni Unite per l’utilizzo pacifico dello Spazio extra-atmosferico.
In tutti questi cimenti e in tanti altri ancora, Teodoro Valente ha riversato la sua attitudine allo studio e all’approfondimento, le sue competenze di ricerca e manageriali, il suo acume e la capacità di visione, l’attenzione alle giovani generazioni e alla possibilità di avvicinarle a studi e carriere in ambiti innovativi, catalizzatori di uno sviluppo concreto e duraturo del Paese.
La sua eredità per l’Agenzia e per lo spazio italiano durerà ben oltre la sua parabola umana, conclusasi troppo presto. Ci mancherai, presidente!
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