Spazio
Nasce Space Industries per realizzare satelliti su scala industriale
E’ stata presentata a Torino Space Industries S.p.A., una nuova realtà del settore Spazio specializzata nell’assemblaggio, integrazione e testing di satelliti fino a 500 Kg.
Space Industries è nata su iniziativa della famiglia Micelli, proprietaria del gruppo Comat – socio di maggioranza – e di Giuseppe Santangelo, nel ruolo di Amministratore Delegato.
Giuseppe Santangelo, con doppio passaporto, italiano e USA, è stato CEO di Teoresi S.p.A. dal 2008 al 2013, prima di spostarsi negli Stati Uniti dove, nel 2014 ha fondato Skypersonic, Inc. quotata poi al NASDAQ nel 2020 insieme a Red Cat. Tornato nel 2023 in Italia per assumere il ruolo di Managing Director di Tyvak International, da febbraio 2025 è CEO di Space Industries S.p.A.
Space Industries ha il suo quartier generale nel Palazzo Asinari di San Marzano, nel cuore del capoluogo sabaudo. Già diventata la sede anche di uno dei partner dell’azienda, la startup Ecosmic, specializzata nel monitoraggio del traffico e dei detriti spaziali.
Palazzo Asinari di San Marzano avrà una funzione duplice. Sarà un presidio dello Spazio nel cuore di Torino. L’idea è quella di renderlo un palazzo aperto ad opportunità divulgative legate all’astrofisica, all’ingegneria spaziale, all’astronomia e a tutte le discipline legate a ciò che è oltre l’atmosfera terrestre. Presentazioni di libri, meeting, convegni, mostre, esposizioni e coworking, sono solo alcune delle possibilità per valorizzare ulteriormente queste aree auliche.
Palazzo Carpano sarà la sede della fondazione Inspire 4 Tomorrow, presentata al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, lo scorso 5 febbraio. La fondazione, di cui Giuseppe Santangelo è tra i Direttori, ha l’obiettivo di mettere a terra le azioni dell’Agenda 2030. Tra queste vi è quella di mettere la tecnologia al servizio del Pianeta, della sua protezione e della tutela e sviluppo delle comunità locali.
Lo stabilimento produttivo è a Settimo Torinese, in un’area strategica dal punto di vista industriale e logistico. L’area produttiva complessiva si estenderà su circa 6.000 mq, dei quali circa 3.000 mq saranno di Camera Bianca modulare, rendendola così una delle più grandi d’Europa.
Grazie all’ottimizzazione di spazi e processi, Space Industries sarà in grado, entro il 2030, di realizzare fino a 40 satelliti in parallelo, impiegando 100 giorni per la realizzazione di un satellite, con l’obiettivo di produrre un satellite per ogni giorno lavorativo, per una stima di oltre 200 satelliti l’anno.
Le ottimizzazioni di processo e di prodotto nascono anche dalla valorizzazione dell’expertise del settore automotive. Mettendo a sistema competenze trasversali, Space Industries mira non solo a creare valore in termini di produzione industriale, ma anche a portare un impatto positivo sul territorio valorizzando una filiera produttiva che costituisce un patrimonio di know-how ed esperienza unico al mondo. Grazie a questo modello si stima un incremento dell’efficienza produttiva pari ogni satellite fino al 30%.
Dal punto di vista economico, gli investimenti previsti complessivi sono di 15 milioni di euro, con la creazione di circa 300 posti di lavoro, nei prossimi 5 anni. Tra le figure ricercate, ingegneri e tecnici AIT, meccanici, informatici, elettronici, responsabili commerciali, ma anche figure amministrative e gestionali. Si stima inoltre la nascita di un indotto dedicato di circa 500 professionisti. L’inaugurazione degli spazi produttivi di Space Industries avverrà entro l’autunno 2025.
Il modello di business di Space Industries passa anche dalla creazione e dal consolidamento di partnership strategiche con aziende del settore. Grazie a una rete commerciale in 5 Paesi (Italia, U.S.A., Norvegia, U.A.E., Turchia e India), che si amplierà ulteriormente già dal 2026, Space Industries mira a diventare un attrattore di opportunità commerciali sul territorio, e a metterle a terra sulla base di un principio di forte collaborazione e orizzontalità con gli altri player industriali.
“Sono orgoglioso di poter guidare questa nuova impresa”, ha detto Giuseppe Santangelo, CEO e co-founder di Space Industries. “Space Industries si colloca in uno spazio di mercato ancora poco presidiato, dando la possibilità alle tante aziende e startup che non hanno spazi produttivi, di diventare nostri clienti e di integrare i loro prodotti in maniera veloce, economica, efficiente e scalabile. Puntiamo a diventare una scelta no-brainer quando si parla di assemblaggio, integrazione e testing di satelliti.
Space Industries – prosegue il CEO – è un modello aperto, ha bisogno di altri partner per poter moltiplicare valore, per questo motivo i valori di collaborazione, affidabilità, responsabilità ed innovazione sono alla base della nostra azione.
Siamo pronti ad accogliere chiunque voglia avere un ruolo attivo in questo progetto e cogliere le tante opportunità nel settore privato che stanno prendendo vita nella Space Economy globale”, ha concluso Santangelo.
“La notizia dell’investimenti di Space Industries, una nuova realtà legata all’aerospazio che sceglie il Piemonte, conferma il trend positivo di crescita di questo settore che ha visto incrementare in questi anni imprese, addetti e fatturato caratterizzando il nostro territorio come la culla dell’aerospazio a livello europeo. Si inserisce in un contesto che gode di ottima salute e ne integra il potenziale perché non esisteva finora un’ “officina dei satelliti” con assemblaggio, integrazione e test. Si capisce bene quindi quanto Torino e il Piemonte stiano diventando un vero cuore pulsante nel settore spaziale: le pmi si affiancano alle grandi generando valore e professionalità. La Regione in questo contesto è parte attiva, non solo nel sostenere i nuovi investimenti, ma anche con progetti strategici come la Città dell’Aerospazio che sta prendendo forma e si candida a diventare a tutti gli effetti la Capitale dell’aerospazio per la produzione, l’innovazione e la ricerca” dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano.
“Siamo davvero molto contenti di accogliere una nuova realtà all’avanguardia nel settore dell’aerospazio– dichiara il sindaco di Torino Stefano Lo Russo -.
L’arrivo di Space Industries S.p.A. ribadisce il grande potenziale del nostro territorio e il ruolo che Torino può avere come polo di innovazione e sviluppo. Proprio di recente, per la prima volta, siamo stati inseriti per la prima volta nella classifica delle dieci città più attrattive per investimenti esteri e l’Unione Europea ci ha insigniti del titolo di capitale europea dell’Innovazione. Riconoscimenti che dimostrano come la nostra città guardi al futuro, cercando di allargare i confini e le opportunità. Una nuova realtà industriale significa nuovi posti di lavoro e nuovi investimenti e come istituzioni continueremo a impegnarci per favorire l’insediamento di nuove e importanti realtà come quella che accogliamo oggi”.
“Siamo felici che un’azienda innovativa come Space Industries abbia scelto la città di Settimo per insediare il proprio stabilimento produttivo. Negli ultimi anni abbiamo sviluppato diverse politiche di incentivi per attrarre nuove aziende manifatturiere che rappresentano un elemento fondamentale per il nostro territorio”, dichiara la Sindaca di Settimo Torinese, Elena Piastra.
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Eventi
A Giaveno giovedì 18 giugno Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte
Giovedì 18 giugno alle ore 21, Piazza Mautino a Giaveno si svolge l’evento “Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte” che offrirà un viaggio straordinario attraverso oltre mezzo secolo di esplorazione spaziale.
A guidare il pubblico in questo percorso ci saranno l’astronauta Maurizio Cheli e Walter Cugno, moderati dal giornalista Antonio Lo Campo.
Il dibattito si focalizzerà sulle nuove frontiere aerospaziali, dal programma Apollo fino alle attuali missioni Artemis. Maurizio Cheli, primo Mission Specialist italiano sullo Space Shuttle Columbia, condividerà la sua esperienza operativa nello spazio. Con a lui, Walter Cugno, di Giaveno personaggio importante di Thales Alenia Space e recentemente insignito della laurea Honoris Causa dal Politecnico di Torino, racconterà il contributo industriale della regione Piemonte nello sviluppo dei moduli per la Stazione Spaziale Internazionale e per il futuro avamposto lunare.
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Spazio
Luca Parmitano: chi è l’astronauta italiano che piloterà Artemis 3
Luca Parmitano è uno dei volti più autorevoli dell’astronautica italiana ed europea. Nato a Paternò, in provincia di Catania, il 27 settembre 1976, ha costruito la propria carriera tra Aeronautica Militare, voli di prova e addestramento spaziale fino a diventare astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea nel 2009.
La sua storia è quella di un professionista capace di unire disciplina militare, competenza tecnica e sangue freddo. Prima ancora di entrare nel corpo astronauti dell’ESA, Parmitano aveva maturato esperienza come pilota collaudatore sperimentatore, un ruolo che richiede precisione estrema e grande capacità di gestione del rischio.
Il suo nome è entrato nella storia nel 2013, quando ha partecipato alla missione Volare verso la Stazione Spaziale Internazionale. In quell’occasione è stato il primo italiano a compiere attività extraveicolari, cioè passeggiate spaziali fuori dalla ISS, segnando un traguardo simbolico per il Paese.
La missione del 2013 ha reso Parmitano una figura di riferimento anche fuori dall’ambiente tecnico. Durante quella prima permanenza nello spazio ha trascorso 166 giorni, 6 ore e 17 minuti in orbita, lavorando su esperimenti legati a fisiologia umana, fluidi, combustibili biologici e radiazioni. Quella missione è ricordata anche per un episodio drammatico: durante una passeggiata spaziale si verificò una perdita d’acqua nel casco, situazione che costrinse a interrompere l’attività. L’evento mostrò quanto il lavoro nello spazio resti complesso e potenzialmente pericoloso anche per astronauti altamente addestrati.
Nonostante ciò, Parmitano consolidò la propria reputazione di astronauta solido e affidabile. Il coraggio dimostrato in quella circostanza contribuì a trasformarlo in una delle personalità più riconoscibili dell’ESA e in un simbolo della capacità italiana di competere ai massimi livelli della ricerca spaziale Nel 2019 Parmitano è tornato sulla ISS con la missione Beyond, parte dell’Expedition 60/61. Durante questa seconda esperienza ha assunto anche il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale, diventando il primo italiano e il terzo europeo a guidare la ISS in orbita. La missione si è conclusa nel febbraio 2020 dopo 201 giorni nello spazio e quattro attività extraveicolari. Si è trattato di un risultato di grande valore non solo tecnico, ma anche istituzionale: la sua leadership ha rafforzato l’immagine dell’Italia come partner di primo piano nella cooperazione spaziale internazionale.
Nel frattempo, Parmitano ha continuato a ricoprire ruoli di rappresentanza e responsabilità all’interno dell’ESA. Secondo il suo profilo pubblico, dal 2023 risulta impegnato come JSC/EAC Liaison Officer e Lead Astronaut, confermando una presenza attiva nella struttura astronautica europea.
Il valore di Parmitano non sta solo nei record, ma nella combinazione di competenze che porta con sé. È un pilota esperto, un astronauta con addestramento internazionale e un comunicatore capace di raccontare lo spazio con chiarezza, avvicinando il grande pubblico a temi spesso percepiti come lontani.
La sua figura è particolarmente interessante anche dal punto di vista narrativo: non rappresenta soltanto l’eroe spaziale, ma un professionista che ha costruito passo dopo passo una carriera fondata su preparazione, resilienza e spirito di squadra. Questo lo rende un soggetto ideale per articoli divulgativi, approfondimenti storici e contenuti SEO legati allo spazio e alla tecnologia.
Per l’Italia, Parmitano è diventato un riferimento generazionale. Il suo percorso dimostra che la presenza italiana nello spazio non è episodica, ma parte di una tradizione solida che unisce ricerca, difesa, industria aerospaziale e cooperazione europea.
Nel giugno 2026 è arrivata una nuova conferma del suo ruolo centrale nello spazio europeo: fonti recenti indicano Luca Parmitano come pilota della missione Artemis III, selezione che lo proietta verso la nuova fase dell’esplorazione lunare.
Si tratta di un passaggio di enorme valore simbolico. Artemis III è pensata come missione di test preparatoria per il ritorno umano sulla Luna, e il coinvolgimento di un astronauta italiano in un incarico così rilevante rafforza ulteriormente il prestigio internazionale di Parmitano e dell’ESA.
Per il pubblico italiano, la sua traiettoria è la prova che lo spazio non è più soltanto materia da specialisti, ma un campo strategico dove competenze, politica industriale e visione scientifica si incontrano. Parmitano incarna proprio questa evoluzione.
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Spazio
Luca Parmitano sarà il pilota dell’equipaggio di Artemis III prevista nella seconda metà del 2027
L’italiano Luca Parmitano sarà il pilota dell’equipaggio di Artemis III la missione Nasa, prevista nella seconda metà del 2027 che non sarà diretta alla Luna: ma che è stata progettata dopo la revisione del programma Artemis da parte della Nasa per sperimentare nell’orbita terrestre le tecnologie di rendezvous e di attracco fra la capsula Orion, sulla quale voleranno gli astronauti, e uno o due veicoli costruiti da aziende private per posarsi sul suolo lunare.
Luca Parmitano sarà l’unico astronauta non americano a far parte dell’equipaggio. Al comando ci sarà Randy Bresnik, specialisti di missione sono Frank Rubio e Andre Douglas, che era riserva nella missione ArtemisII.
Durante Artemis III, il razzo SLS (Space Launch System) dell’agenzia spaziale lancerà la navicella Orion e il suo equipaggio dal Kennedy Space Center della NASA, in Florida, verso l’orbita terrestre bassa. Dopo le verifiche dei sistemi di Orion, il veicolo spaziale dimostrerà per la prima volta le proprie capacità di rendezvous e attracco con versioni di prova di uno o entrambi i sistemi commerciali americani di atterraggio umano in fase di sviluppo da parte di Blue Origin e SpaceX. Questa missione altamente coordinata comprenderà una spettacolare campagna con lanci multipli dei razzi più potenti al mondo, testando l’integrazione tra Orion e i lander, inclusi interfacce di sistema, software, propulsione e comunicazioni.
“Oggi compiamo un altro passo coraggioso nel ritorno dell’umanità sulla Luna, costruendo sulle straordinarie fondamenta poste dagli astronauti di Artemis II”, ha dichiarato l’amministratore della NASA Jared Isaacman. “Le loro imprese hanno riacceso l’entusiasmo globale per l’esplorazione e ora passano il testimone al team di Artemis III: Randy, Luca, Frank e Andre. Artemis III dimostrerà la forza dell’innovazione americana e della cooperazione internazionale mentre testeremo complesse operazioni di rendezvous e attracco e svilupperemo tecnologie che un giorno ci porteranno più in profondità nel Sistema Solare.”
Isaacman ha aggiunto che la missione richiederà il più impressionante coordinamento di lanci di razzi pesanti mai realizzato nella storia e coinvolgerà migliaia di professionisti provenienti dalla NASA, dai partner internazionali e dall’industria spaziale.
Questa è anche la prima volta che un astronauta dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) viene assegnato a una missione Artemis.
“Artemis III spingerà oltre i limiti delle operazioni spaziali in orbita”, ha dichiarato Josef Aschbacher, direttore generale dell’ESA. “L’assegnazione di Luca come pilota riflette la profondità dell’esperienza europea nei voli spaziali umani e si basa sulla sua vasta esperienza operativa in situazioni ad alta pressione.”
Aschbacher ha inoltre sottolineato che il Modulo di Servizio Europeo (European Service Module) continuerà a fornire le capacità essenziali che alimentano Orion, confermando il ruolo centrale dell’Europa nel programma Artemis.
Gli ingegneri collegheranno il modulo equipaggio e il modulo di servizio di Orion durante l’estate e integreranno il sistema di attracco della navicella, che volerà per la prima volta. Continuano inoltre i test sullo scudo termico, con i singoli blocchi sottoposti a ispezioni a ultrasuoni e installati sulla struttura dello scudo.
Anche la preparazione del razzo procede rapidamente. I tecnici stanno integrando la sezione motori del razzo SLS con il resto dello stadio centrale in vista dell’installazione dei quattro motori RS-25 prevista per l’estate. Tutti i segmenti dei booster a propellente solido sono già arrivati al Kennedy Space Center e l’assemblaggio del razzo dovrebbe iniziare nei prossimi mesi.
Nel frattempo, Blue Origin sta sviluppando una versione lunare con equipaggio del lander Blue Moon, mentre SpaceX sta realizzando una versione lunare con equipaggio della navicella Starship. Entrambe le aziende stanno costruendo veicoli dimostrativi per Artemis III con il supporto tecnico diretto della NASA.
La missione prevede una sequenza di lanci senza precedenti:
1. Verrà lanciato per primo il dimostratore del lander di Blue Origin, capace di rimanere in orbita per diverse settimane.
2. Successivamente la NASA lancerà gli astronauti a bordo di Orion tramite il razzo SLS.
3. Orion effettuerà il rendezvous con il lander di Blue Origin e rimarrà agganciato per circa due giorni per test e dimostrazioni tecnologiche, inclusa l’entrata degli astronauti nel lander.
4. Terminata questa fase, Orion si sgancerà e attenderà l’arrivo di Starship.
5. Il dimostratore Starship di SpaceX verrà lanciato e si unirà a Orion per circa un giorno di verifiche e test.
6. Completate le attività, Orion e il suo equipaggio si sganceranno e faranno ritorno sulla Terra.
7. La capsula ammarerà nell’Oceano Pacifico, dove squadre della Marina degli Stati Uniti e della NASA recupereranno gli astronauti.
In totale, l’equipaggio dovrebbe trascorrere circa due settimane nello spazio, anche se la durata esatta dipenderà dall’andamento delle operazioni di lancio, rendezvous e attracco.
Randy Bresnik (comandante)
Sarà la sua terza missione spaziale. Ha volato sullo Space Shuttle Atlantis nel 2009 e successivamente sulla Soyuz MS-05, servendo come ingegnere di volo della Spedizione 52 e comandante della Spedizione 53 sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ex colonnello dei Marines statunitensi, ha accumulato oltre 7.000 ore di volo su 95 tipi di aeromobili.
Luca Parmitano (pilota)
Anche per lui sarà il terzo volo spaziale. Selezionato dall’ESA nel 2009, ha volato verso la Stazione Spaziale Internazionale nel 2013 e nel 2019. Durante la seconda missione è diventato il primo italiano e il terzo europeo a comandare la stazione spaziale. Ex pilota collaudatore dell’Aeronautica Militare Italiana, ha oltre 2.000 ore di volo su circa 40 diversi velivoli.
Frank Rubio (specialista di missione)
Affronterà il suo secondo viaggio nello spazio. Tra il 2022 e il 2023 ha trascorso 371 giorni consecutivi in orbita, stabilendo il record per la più lunga permanenza singola nello spazio di un astronauta americano. È medico e ufficiale dell’Esercito degli Stati Uniti.
Andre Douglas (specialista di missione)
Questa sarà la sua prima missione spaziale. In precedenza aveva fatto parte dell’equipaggio di supporto di Artemis II. Ex ufficiale della Guardia Costiera statunitense, ha lavorato anche presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, occupandosi di veicoli autonomi, sistemi per l’esplorazione spaziale e tecnologie subacquee avanzate.
Bob Hines (equipaggio di riserva)
Si addestrerà insieme all’equipaggio principale e subentrerà qualora uno dei membri non fosse in grado di partecipare alla missione. Ha già volato come pilota della missione SpaceX Crew-4 diretta alla Stazione Spaziale Internazionale.
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