Energia
Che cosa sono le comunità energetiche rinnovabili
I cittadini consumatori consumatori di energia elettrica, possono associarsi per produrre localmente, tramite fonti rinnovabili, l’energia elettrica necessaria al proprio fabbisogno, condividendola fra di loro nelle comunità energetiche rinnovabili.
Una comunità energetica è quindi un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole/medie imprese che decidono di unire le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale.
Per creare una comunità energetica occorre creare di un’entità legale tra i futuri soci della comunità, sia persone fisiche o piccole e medie imprese, enti territoriali o amministrazioni pubbliche locali. Le forme più comunemente utilizzate sono quelle dell’associazione riconosciuta o della cooperativa. Poi occorre individuare l’area dove installare gli impianti di produzione, che devono essere in prossimità dei consumatori. L’impianto non deve necessariamente essere di proprietà della comunità: può essere messo a disposizione da uno solo o più dei membri partecipanti o addirittura da un soggetto terzo.
Una volta messo in esercizio l’impianto, la comunità può fare istanza al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per ottenere gli incentivi previsti dalla legge per l’energia condivisa all’interno della comunità, cioè a quella consumata dai membri nella stessa fascia oraria di produzione.
Le comunità energetiche rinnovabili sono uno strumento efficace e una soluzione utile e concreta per contrastare il caro bollette, l’emergenza climatica e la povertà energetica.
Nel 2021 è nata la Rete delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (C.E.R.S.), con l’obiettivo di realizzare un’alleanza dal basso per la lotta alla povertà energetica grazie alle rinnovabili, rendendo le comunità protagoniste della giusta transizione ecologica e del rilancio del sistema energetico italiano, e promuovendo la nascita di processi di economia civile in grado di aiutare le comunità a ridurre le disuguaglianze e aprire virtuosi processi economici, civili e sostenibili.
Leggendo la XVI edizione di Comunità Rinnovabili, il rapporto di Legambiente che analizza lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei Comuni italiani e le nuove esperienze di autoproduzione in Italia sono presenti 1,35 milioni di impianti da fonti rinnovabili. In termini di produzione, il contributo complessivo portato dalle fonti rinnovabili al sistema elettrico italiano è arrivato, nel 2021 a 115,7 TWh, facendo registrare un incremento di appena 1,58% rispetto al 2020.
Legambiente, la Rete delle Comunità Energetiche Solidali, Kyoto Club, Free, Next, comuni, associazioni, imprese e enti aderenti sono recentemente scesi in piazza a Roma per chiedere al nuovo Governo e Parlamento di accelerare la conclusione dell’iter necessario per permettere in Italia lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili e per superare tutte le difficoltà tecniche e burocratiche che impediscono lo sviluppo del vero potenziale ambientale, economico e sociale, oltre a quello strutturale per la rete elettrica in termini di alleggerimento.
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Energia
Aruba accelera sull’energia pulita e compra le centrali idroelettriche di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese
Dietro ogni email, servizio cloud o elaborazione di intelligenza artificiale si cela un’infrastruttura fisica complessa ed energivora: i Data Center. Consapevole di questo impatto e della crescente domanda di potenza di calcolo, Aruba prosegue con decisione il proprio piano di investimenti nell’energia pulita, rafforzando il modello di “prosumer” — un soggetto al tempo stesso produttore e consumatore della propria energia.
Un percorso che punta a garantire sostenibilità e continuità operativa a monte della filiera digitale, abbinando la produzione diretta da fonti rinnovabili all’efficienza ingegneristica dei campus tecnologici.
Il network idroelettrico sfiora i 12 MW: focus sulla diversificazione geografica
L’ultimo tassello di questa strategia vede l’ingresso nel portafoglio aziendale di nuove centrali idroelettriche. Con gli ultimi investimenti effettuati in Piemonte — l’aquisto degli impianti sul fiume Stura di Lanzo nei comuni di Cafasse, Balangero e Lanzo Torinese — il network idroelettrico del Gruppo sale a 11 centrali operative, portando la potenza complessiva installata a circa 11,6 MW.
Questi impianti storici, attivi da oltre un secolo e oggetto di ammodernamenti tecnologici, si affiancano a quelli già operativi in Lombardia (tra cui la centrale interna al campus di Ponte San Pietro sul fiume Brembo e l’impianto riattivato a Melegnano sul Lambro), Veneto (sull’Astico) e Friuli-Venezia Giulia (sul Fella).
La presenza distribuita su più bacini idrografici risponde a una precisa scelta logistica: la diversificazione geografica consente di mitigare i rischi legati alla stagionalità o a eventuali periodi di magra dei fiumi, stabilizzando l’apporto energetico complessivo generato dalle risorse idriche.
Modello Prosumer: energia autoprodotta e certificata
Oggi Aruba copre circa la metà del proprio fabbisogno energetico aziendale attraverso la produzione diretta dei propri impianti idroelettrici e fotovoltaici. Per la quota restante, l’azienda si approvvigiona sul mercato acquistando unicamente energia da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie di Origine (GO) gestite dal GSE.
Il mix energetico comprende anche l’apporto dei sistemi fotovoltaici di nuova generazione installati sulle superfici e sulle coperture dei Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (Bergamo) e di Roma, oltre all’impiego del free cooling (raffreddamento mediante acqua di falda), riducendo drasticamente il ricorso ai tradizionali impianti di refrigerazione ad alto assorbimento.
La sfida dell’Intelligenza Artificiale e gli impegni europei
La spinta verso l’autonomia energetica pulita diventa ancora più cruciale di fronte al boom delle applicazioni di Intelligenza Artificiale. L’AI richiede infrastrutture a elevatissima densità di calcolo e rack capaci di assorbire una potenza nettamente superiore rispetto ai servizi IT tradizionali.
In questo contesto, la progettazione green-by-design (dall’adozione di sistemi di liquid cooling al monitoraggio in tempo reale tramite piattaforme EMS e BMS) e la produzione d’energia green consentono di rendere misurabile e governabile l’impatto ambientale delle nuove tecnologie.
L’espansione della rete di produzione si inserisce nel quadro degli impegni internazionali sottoscritti dal Gruppo, a partire dal Climate Neutral Data Centre Pact — l’iniziativa nata con il supporto della Commissione Europea che punta alla neutralità climatica dei Data Center entro il 2030 — e dall’adesione alla European Green Digital Coalition.
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Energia
‘Italia Rinnovabile’: il nuovo report di Legambiente. I numeri delle fonti pulite in Piemonte
In Italia negli ultimi dieci anni la capacità di copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili è cresciuta del 7% passando dal 33,9% nel 2015 – con 107.498 GWh/a – al 41,1% nel 2025 con 127.978 GWh/a, e arrivando a pochi punti di percentuale dalle fonti fossili (43,8%). In particolare, nel 2025 il contributo maggiore è arrivato dal fotovoltaico 44.294 GWh/a, seguito da idroelettrico 41.625 GWh/a, eolico 21.360 GWh/a, e geotermia 5.260 GWh/a. Una crescita nel complesso lenta ma importante che, però, deve essere sostenuta e incoraggiata da politiche energetiche più efficaci sbloccando gli iter burocratici per centrare l’obiettivo 2030 e cominciare a guardare a quello di decarbonizzazione al 2040. A chiederlo è Legambiente che oggi presenta a Roma il nuovo studio “Italia Rinnovabile”, realizzato con il contributo di Statkraft Italia e FERA, La Nuova Ecologia media partner, annunciando anche l’avvio della sua nuova campagna nazionale “OK, la bolletta giusta. Prezzo zonale è giustizia sociale”, con partner AzzeroCO2 e Coordinamento Free. Lo studio fa il punto su numeri, potenzialità, ritardi, 11 buone pratiche e 15 interventi sulle rinnovabili da mettere in campo proposti al Governo. Pilastro centrale del report il fatto che le fonti pulite sono alleate decisive per contrastare la crisi climatica e la povertà energetica, per portare benefici ai territori e per ridurre il costo della bolletta su cui ad oggi il gas fossile incide per l’89% delle ore sulla formazione del prezzo finale dell’energia. L’attuale bolletta elettrica è arrivata a quota 130,5 euro/MWh, contro i 42,5 della Spagna dove il gas incide solo per 15% grazie agli importanti investimenti fatti nelle tecnologie pulite. (altro…)
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Energia
Alle 7 del 18 novembre 2025 scatta il click day per il bonus elettrodomestici
A partire dalle 7 di martedì 18 novembre o attraverso l’app IO sarà possibile richiedere il bonus elettrodomestici, l’incentivo pensato per favorire la sostituzione dei vecchi apparecchi con modelli a maggiore efficienza energetica. Il contributo prevede uno sconto diretto in fattura fino a 100 euro, che può salire a 200 euro per le famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro.
Il sito dedicato www.bonuselettrodomestici.it, permette l’accesso con le credenziali SPID o CIE.
Il bonus si applica all’acquisto di elettrodomestici di nuova generazione — frigoriferi, forni, lavatrici, asciugatrici e lavastoviglie — a patto che venga rottamato un vecchio apparecchio appartenente alla stessa categoria e con una classe energetica inferiore.
È un contributo economico pensato per incentivare la sostituzione di un elettrodomestico con un modello ad alta efficienza energetica e promuovere la sostenibilità e la transizione energetica. Il bonus copre fino al 30% del costo di acquisto, con un massimale di 100 euro per nucleo familiare e 200 euro per nucleo familiare con ISEE inferiore a 25.000 euro annui. Il contributo, sotto forma di voucher, è concesso all’utente finale maggiorenne ed è spendibile presso il venditore per l’acquisto di un solo elettrodomestico per famiglia anagrafica.
Sono ammessi esclusivamente gli elettrodomestici ad elevata efficienza energetica di cui all’art. 3 del decreto interministeriale del 3 settembre 2025 (come ad esempio lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, forni, piani cottura), distinti per categoria di prodotto.
Il contributo copre fino al 30% del prezzo d’acquisto e sarà valido solo per prodotti realizzati in Europa. Per ottenere lo sconto, i cittadini dovranno presentare la domanda online tramite la piattaforma gestita da Invitalia e PagoPa. Una volta verificati i requisiti, il sistema genererà un codice alfanumerico che indicherà l’importo massimo del bonus. Questo verrà poi applicato direttamente in fattura dal rivenditore al momento dell’acquisto. Oltre al vantaggio economico, il bonus contribuisce a ridurre l’impatto ambientale e a promuovere un consumo energetico più sostenibile.
Sostituire i vecchi elettrodomestici con modelli a basso consumo permette di ridurre in modo significativo la bolletta elettrica. Ecco alcuni esempi di risparmio medio annuo calcolato su una famiglia tipo (2.700 kWh/anno, costo energia 0,31 €/kWh):
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Frigorifero con congelatore: passando da una classe F a una classe A, il risparmio è di circa 64 euro l’anno (-67%).
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Forno elettrico: un modello in classe A+++ riduce i costi del 66%, pari a circa 50 euro risparmiati all’anno.
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Lavatrice: con un modello di classe A si risparmia fino al 49% rispetto a uno di classe F, pari a circa 27 euro l’anno.
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Asciugatrice: il passaggio da una classe B a una A+++ consente un risparmio del 68%, ovvero circa 130 euro all’anno.
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Lavastoviglie: da classe E a classe A la spesa in bolletta si riduce del 43%, con un risparmio di circa 23 euro l’anno.
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