Cibo
McDonalds sta sviluppando McPlant la sua linea di prodotti con hamburger di carne vegana
Secondo USA Today, McDonalds sta sviluppando la sua linea di prodotti con hamburger di carne vegana, a base vegetale. Si chiamerà McPlant e debutterà sui mercati di tutto il mondo all’inizio del prossimo anno.
In un meeting con gli investitori, McDonald’s ha annunciato di aver lavorato per sviluppare in esclusiva la sua formulazione di McPlant. “McPlant è realizzato esclusivamente per McDonald’s, da McDonald’s”, ha detto Ian Borden, presidente internazionale di McDonald’s. Secondo Borden, la speciale formulazione dell’azienda potrebbe estendersi a prodotti a base vegetale, inclusi hamburger, sostituti del pollo e panini per la colazione.
L’anno scorso McDonald’s ha lanciato un progetto pilota con Beyond Meat mentre Burger King ha collaborato con Impossible Foods per lanciare Impossible Whopper e Beyond Meat ha collaborato con KFC su una pepita a base vegetale.
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Cibo
E’ nato il Comitato promotore per la Dop del Burro Piemonte
Si è costituito il Comitato promotore per la Dop del Burro Piemonte. Il Consorzio Burro del Piemonte si è già costituto il 16 settembre del 2025 ed ora, quindi, è partito l’iter depositando in Regione la documentazione necessaria per il riconoscimento della Dop.
Sin dall’antichità si ha traccia dell’utilizzo del burro, tanto che negli scritti di Plinio si legge che gli abitanti della Gallia erano forti consumatori di burro. I romani addirittura lo utilizzavano per scopi medicinali.
E’ un burro ottenuto dalla crema di latte di vacca, prodotto nel territorio della regione Piemonte, e può essere esclusivamente prodotto da panna ottenuta per scrematura meccanica, la centrifuga.
Il clima del territorio di produzione contribuisce a conferire al Burro Piemonte una consistenza omogenea ed un inimitabile gusto delicato e vellutato. Un’eccellenza che viene riconosciuta dai maestri pasticceri, non
soltanto piemontesi, per la preparazione dei loro prodotti di pasticceria quali panettoni e colombe ma anche dai cugini d’oltralpe che lo valorizzano in numerose varianti ed in particolare nei celebri croissant sfogliati con quel sapere che hanno esportato in tutto il mondo.
Il Burro Piemonte viene ottenuto per centrifuga da panna dolce, lavorata a freddo, senza fermentazioni aggiunte. Il risultato è un burro tecnico, pulito, con una texture ideale per la sfogliatura e una resa che ha convinto della sua bontà numerosi addetti del settore.
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Cibo
Venti Mediterranei, la gastronomia sociale e interculturale di Torino
Venti Mediterranei in Corso San Maurizio 71A a Torino è una gastronomia sociale e interculturale. Venti Mediterranei nasce come progetto che mette al centro il Mediterraneo come spazio di incontro, contaminazione e scambio tra culture diverse, con il cibo come linguaggio comune e strumento di inclusione.
Venti Mediterranei è uno spazio vivo, aperto e plurale, in cui le competenze, le storie e le origini diverse si incontrano per dare forma a un progetto che unisce qualità gastronomica, partecipazione e comunità.
L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: trasformare ogni tavola in un luogo di dialogo, ogni piatto in unoccasione di conoscenza reciproca e ogni attività in un passo verso una città più inclusiva e connessa.
Venti Mediterranei non è quindi solo un nome, ma una direzione: quella di un Mediterraneo che continua a parlare attraverso le persone che lo abitano, lo attraversano e lo reinventano insieme. Grazie a chi ha accompagnato Venti Mediterranei fino ad oggi e a chi vorrà continuare a farlo.
Più che un luogo di ristorazione, è un progetto di inclusione nato per favorire l’integrazione di minori stranieri non accompagnati e donne in situazioni di fragilità, offrendo loro opportunità professionali tramite il cibo.
Il menu unisce storia, culture e sapori differenti attraverso una identità Meticcia che propone specialità marocchine e mediterranee, unendo tradizioni culinarie che storicamente si incontrano e si contaminano.
Il locale prepara piatti vegetariani, vegani, rotoli di carne, oltre a gestire buffet, catering ed eventi. All’interno del locale ha sede l’associazione LAKI P.E.F., attiva nell’emancipazione femminile e nell’inclusione lavorativa
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Cibo
Carlo Petrini: il cibo come scelta etica, culturale e ambientale
Nato nel 1949 a Bra, Carlo Petrini — conosciuto da tutti come “Carlin” — è stato uno dei più importanti interpreti contemporanei del rapporto tra uomo, cibo e ambiente. Gastronomo, giornalista, scrittore e fondatore di Slow Food, Petrini ha rivoluzionato il modo di parlare di alimentazione, trasformando il cibo da semplice bene di consumo a tema centrale della sostenibilità ambientale, della giustizia sociale e della tutela culturale.
Per tutta la sua vita ha sostenuto un’idea semplice ma rivoluzionaria: il cibo non riguarda soltanto ciò che mangiamo, ma racconta il nostro rapporto con la terra, con il lavoro umano, con gli ecosistemi e con il futuro del pianeta. Secondo Petrini, ogni scelta alimentare ha conseguenze ambientali, economiche e sociali. Per questo motivo ha sempre denunciato i limiti dell’agricoltura industriale intensiva, responsabile della perdita di biodiversità, dello sfruttamento delle risorse naturali e dell’omologazione delle culture alimentari.
La svolta arrivò il 26 luglio 1986 con la nascita di Arcigola, associazione culturale che sarebbe poi diventata Slow Food Italia. In un’epoca segnata dall’avanzata del fast food e della globalizzazione alimentare, Petrini comprese con grande anticipo il rischio di una progressiva perdita del legame tra uomo, territorio e cibo. Da questa intuizione nacque Slow Food, movimento internazionale fondato sull’idea di un’alimentazione “buona, pulita e giusta”: buona perché legata alla qualità e al piacere; pulita perché rispettosa dell’ambiente; giusta perché capace di garantire dignità e diritti ai produttori.
Nel dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food venne firmato da delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente del movimento, incarico mantenuto fino al 2022. Sotto la sua guida, Slow Food si è diffusa in oltre 160 Paesi, diventando una delle reti internazionali più influenti nel campo dell’ambientalismo e della sostenibilità alimentare.
Il pensiero di Petrini ha avuto il merito di collegare il tema ecologico alla quotidianità delle persone. Per lui, difendere il cibo significava difendere la terra, il paesaggio agricolo, le comunità rurali e la biodiversità. Da qui nascono alcuni dei progetti più significativi promossi da Slow Food, come l’Arca del Gusto, dedicata alla salvaguardia delle produzioni alimentari tradizionali a rischio di estinzione, e i Presìdi Slow Food, creati per sostenere piccoli produttori impegnati in pratiche agricole sostenibili.
Particolarmente importante è stato anche il progetto degli Orti in Africa, attraverso cui Slow Food ha promosso migliaia di orti comunitari e scolastici nel continente africano, con l’obiettivo di favorire autonomia alimentare, educazione ambientale e tutela delle sementi locali. Per Petrini, la lotta contro la fame e contro il degrado ambientale doveva partire dal recupero del sapere agricolo tradizionale e dal rispetto degli equilibri naturali.
Nel 2004 Petrini ha fondato Terra Madre, una rete internazionale che riunisce contadini, pescatori, allevatori, artigiani del cibo, cuochi, giovani e studiosi provenienti da ogni parte del mondo. Terra Madre rappresenta la concretizzazione della sua idea di “ecologia del cibo”: un sistema capace di mettere in relazione ambiente, economia, cultura e diritti umani. Attraverso questa esperienza, Petrini ha dato voce alle comunità rurali spesso escluse dai processi economici globali, promuovendo una forma di globalizzazione alternativa fondata sulla cooperazione e sulla tutela della biodiversità.
Il rapporto tra cibo e ambiente è stato anche al centro della sua attività culturale e accademica. Con la fondazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Petrini ha dato vita alla prima università al mondo dedicata allo studio interdisciplinare del cibo. Qui il cibo viene analizzato non solo dal punto di vista gastronomico, ma anche storico, ambientale, economico e sociale. L’università ha formato migliaia di studenti provenienti da oltre cento Paesi, contribuendo alla nascita di una nuova figura professionale: il gastronomo consapevole, capace di comprendere le implicazioni ambientali e culturali della produzione alimentare.
Nella visione di Petrini, la crisi ecologica e quella alimentare sono strettamente connesse. Il degrado ambientale, il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità influiscono direttamente sulla qualità del cibo e sulla salute delle persone. Allo stesso tempo, un sistema agricolo più sostenibile può diventare uno strumento fondamentale per proteggere gli ecosistemi e ridurre le disuguaglianze sociali. È per questo che il suo impegno ha sempre unito ambientalismo e giustizia sociale, mostrando come il benessere umano dipenda profondamente dalla salute del pianeta.
Questi temi emergono chiaramente anche nella sua produzione editoriale. In libri come Buono, pulito e giusto, Terra Madre, Cibo e libertà e Terrafutura, Petrini ha sviluppato una riflessione ampia sul rapporto tra alimentazione, ecologia e democrazia. Nei suoi scritti il cibo diventa strumento di libertà, conoscenza e cambiamento culturale, capace di contrastare l’omologazione dei consumi e di promuovere modelli economici più sostenibili.
Il dialogo con Papa Francesco ha rappresentato un ulteriore sviluppo del suo pensiero ecologico. I due erano legati da una profonda stima reciproca e condividevano la convinzione che la crisi ambientale fosse anche una crisi culturale e morale. Nel 2017 Petrini ha contribuito alla nascita delle Comunità Laudato Si’, ispirate all’enciclica Laudato si’, con l’obiettivo di promuovere percorsi concreti di conversione ecologica e responsabilità collettiva.
Il suo lavoro ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Le Nazioni Unite e la FAO lo hanno coinvolto in numerosi incontri e programmi dedicati alla sicurezza alimentare e allo sviluppo sostenibile. Nel 2013 il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente gli ha assegnato il premio Champion of the Earth, considerandolo una delle personalità più influenti al mondo nella difesa dell’ambiente.
L’eredità di Carlo Petrini va ben oltre la gastronomia. Il suo contributo più importante è forse quello di aver insegnato che il cibo è un atto politico, ambientale e culturale. Attraverso Slow Food e le sue iniziative, ha dimostrato che proteggere la biodiversità, sostenere i piccoli produttori e scegliere un’alimentazione sostenibile significa anche prendersi cura del pianeta e delle generazioni future.
In un’epoca segnata dalla crisi climatica e dall’omologazione dei consumi, il pensiero di Petrini continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per chi immagina un futuro più equo, sostenibile e profondamente legato alla terra.
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