Economia circolare
‘Verso il Futuro’: il futuro dell’economia circolare passa dal riuso
Quando si parla di economia circolare l’attenzione si concentra spesso su quelle filiere che recuperano materia dai rifiuti. Il riuso che invece non genera scarti e allunga la vita dei prodotti rimane in secondo piano. Senza riuso non c’è economia circolare. Occorre quindi mettere al centro della circular economy le pratiche del riuso (preparazione al riutilizzo, riparazione, rigenerazione). Un modo per rendere l’economia circolare in senso integrale: non solo nel suo aspetto ambientale, ma in anche in quello sociale. E proprio le pratiche del riuso, con i suoi risvolti sociali e occupazionali, si prestano a raggiungere questo scopo.
Per traghettare l’economia circolare “Verso il Futuro”, il Tavolo del Riuso propone quest’anno un cartellone di eventi a Torino per sensibilizzare la più ampia platea di pubblico. Si parte il 13 novembre con gli Spritz For Future. In orario serale per parlare di riuso davanti ad uno spritz o ad un bicchiere di vino: anche l’aperitivo sarà sostenibile, realizzato con cibo recuperato nei vari progetti oppure con cibo di recupero a cura delle location. Cinque appuntamenti collocati nella rete delle Case del Quartiere: ad ogni aperitivo partecipano uno o più persone in veste di testimonial, esperti oppure case history, a condividere la loro esperienza sul tema di cui si parla e, sotto forma di RESTART PARTY, per regalare nuova vita ai beni durevoli.
Verso il Futuro continua con un convegno dal titolo “Economia circolare e Benessere Sociale” (21 novembre @Rinascimenti Sociali), che presenta una ricerca realizzata dal Tavolo del Riuso in collaborazione con il Politecnico di Torino e ragiona, apre tavoli, approfondisce temi sulla importante e proficua relazione tra riuso, cooperazione sociale, territorio, istituzioni.
A chiudere Verso il Futuro ci sarà il Party For Future e i Labs For Future presso Tricircolo: il 22 novembre una festa per celebrare il riuso nelle sue forme più divertenti: abiti, food, birra, il primo Meeting di musica del riuso, tutto sostenibile, tutto riutilizzato, tutto senza sprechi. Il giorno dopo, 23 novembre, un giornata di laboratori aperti, esperienze di partecipazione e autocostruzione.
“Vogliamo mettere al centro l’aspetto più trascurato del processo chiamato economia circolare, quello che connette modello economico, ambiente naturale e valore sociale. Vogliamo farlo a partire da un’analisi del ruolo delle cooperative sociali che hanno questa specifica missione e che da anni lavorano e sperimentano nel campo della gestione di servizi per l’ambiente e del riuso” sottolinea Pier Andrea Moiso, Coordinatore del Tavolo del Riuso.
“Il riuso è ormai riconosciuto come un insieme di pratiche capaci di prolungare la vita dei beni e dunque di contribuire ad un modello che abbia capacità di costruire futuro. Non è sufficiente continuare a ripetere che il riuso è parte integrante dell’economia circolare. In gioco ci sono anche altri aspetti e quello dell’inclusione sociale non ci appare affatto secondario. È tempo di riaprire un dialogo ampio che consideri il benessere del corpo sociale e naturale” evidenzia Antonio Castagna, responsabile scientifico del Tavolo del Riuso.
“La sinergia e l’alleanza di soggetti diversi per un obiettivo comune non ci sembra un vuoto adagio retorico ma un punto cardine di un possibile nuovo modello di sviluppo. Questa dimensione aggregativa abbiamo pensato di accentuarla con una condivisione leggera e festosa del Riuso. Lo facciamo con gli spritz, con un Party, con Labs ed anche contribuendo all’inaugurazione di Tricircolo, un’esperienza plurale, una specie di co-working del fare per imprese, enti di ricerca e sperimentazione, singoli, partite IVA che vogliono operare nel campo del riuso e della sostenibilità” annuncia Lucia Mason, vicepresidente della cooperativa Triciclo.
“Vogliamo interrogarci sulle possibilità di costruire appartenenza e comunità riconoscendoci in un insieme di soggetti portatori di cura e competenze. L’esperienza del Tavolo del Riuso ci insegna come la pratica del Riuso sia trasversale ed interpretato da fasce sociali in maniera diversa, con obiettivi a volte diversi eppure con una matrice comune” conclude Pier Andrea Moiso, coordinatore del Tavolo del Riuso.
‘Verso il Futuro’ è inserito tra gli eventi della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2019.
TAVOLO DEL RIUSO: Il “Tavolo del Riuso” nasce nel 2016, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, per aggregare alcune tra le esperienze più significative dell’area metropolitana torinese. Ne fanno parte associazioni culturali, cooperative sociali, testate giornalistiche. L’obiettivo del Tavolo è creare conoscenza, coordinamento e maggiori sinergie tra gli operatori dei diversi ambiti del riuso.
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Economia circolare
Green Book 2026 sui rifiuti urbani in Italia: cresce il riciclo ma mancano gli impianti
L’Italia avanza nel percorso verso l’economia circolare ma la transizione non è ancora del tutto compiuta. La raccolta differenziata cresce, il riciclo migliora, eppure il gap tra i quantitativi raccolti e quelli effettivamente riciclati rimane ampio; al contempo il deficit impiantistico – in particolare al Sud – continua a gravare sui costi del servizio e a rendere più complesso il raggiungimento degli obiettivi europei.
È questa la fotografia scattata dal Green Book 2026, il rapporto annuale sul settore dei rifiuti urbani in Italia, promosso da Utilitalia e curato dalla Fondazione Utilitatis, presentato oggi a Napoli nella cornice del Green Med Expo & Symposium. A questa edizione dello studio hanno collaborato ISPRA, ENEA, CdC RAEE e alcune aziende associate alla Federazione.
Produzione, raccolta differenziata e riciclo
Nel 2024 la produzione nazionale dei rifiuti urbani si è attestata a poco più di 29,9 milioni di tonnellate, in aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente. La raccolta differenziata ha raggiunto il 68% della produzione nazionale (+1%), con un incremento in termini assoluti di 755mila tonnellate, per un totale di quasi 20,3 milioni di tonnellate. Anche il tasso di riciclaggio è migliorato, raggiungendo il 52%, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto al 2023.
Nel 2024 la produzione nazionale dei rifiuti urbani supera i 29,9 milioni di tonnellate, in aumento
del 2,3% rispetto al 2023. La raccolta differenziata raggiunge il 68%, mentre la preparazione per il riutilizzo e riciclaggio si attesta al 52%, in crescita dell’1,3% rispetto al 2023. La forbice tra raccolta e riciclo conferma che la transizione del settore non può essere misurata solo sulla quantità di rifiuti intercettati, ma sulla capacità di trasformarli in recupero effettivo di materia e maggiore efficienza di filiera.
La composizione dei rifiuti avviati a riciclaggio evidenzia il ruolo centrale delle diverse filiere merceologiche nella costruzione dell’economia circolare. Nel 2024 la frazione organica rappresenta il 41% dei rifiuti avviati a riciclaggio, seguita da carta e cartone con il 25%, vetro con il 13%, legno con il 7%, plastica con il 6% e altre frazioni minori. Si tratta di filiere caratterizzate da condizioni industriali, costi di trattamento, qualità dei materiali raccolti e sbocchi di mercato differenti, che richiedono strumenti di gestione e modelli di cooperazione specifici per trasformare la raccolta differenziata in riciclo effettivo. Il caso della plastica è particolarmente significativo: pur rappresentando la quota relativa più contenuta in peso, assume, invece, rilevanza per i volumi movimentati, la variabilità qualitativa dei flussi, l’incidenza delle frazioni estranee e la competizione con le materie prime vergini.
In questa prospettiva, il rafforzamento del mercato delle materie prime seconde e l’utilizzo coerente degli strumenti economici dell’EPR e del Contributo Ambientale CONAI come leva economica a
supporto del riciclo rappresentano condizioni essenziali per dare stabilità alle filiere del recupero e rendere strutturale il contributo del settore agli obiettivi dell’economia circolare.
Il raggiungimento degli obiettivi europei, e in particolare la riduzione del conferimento in discarica al 10% entro il 2035, richiede una dotazione impiantistica adeguata, coerente con i fabbisogni territoriali e con la necessità di minimizzare la movimentazione dei rifiuti e le relative emissioni che erodono i benefici ambientali del riciclo. Le stime al 2035 evidenziano deficit rilevanti soprattutto nel Sud peninsulare e in Sicilia, sia per il trattamento della frazione organica sia per la gestione dell’indifferenziato residuo. La realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione di Roma Capitale potrebbe ridurre in modo significativo il fabbisogno del Centro per l’indifferenziato, mentre gli impianti finanziati dal PNRR, ma anche dal “Decreto Aiuti” e, in quota parte, da capitali propri delle aziende, contribuiranno a ridurre il gap relativo alla frazione organica. Resta tuttavia centrale il rafforzamento della capacità di trattamento nelle aree meridionali, dove la dotazione impiantistica rimane insufficiente rispetto ai rifiuti prodotti.
Green Book 2026 di Utilitalis
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Economia circolare
Circonomia 2026, ad Alba il festival che racconta il cambiamento tra clima, economia e geopolitica
Alba torna a essere capitale del dibattito sulla transizione ecologica con l’undicesima edizione di Circonomia, in programma dal 21 al 23 maggio nel centro storico, con un evento conclusivo il 5 giugno. Il Festival dedicato all’economia circolare e alla sostenibilità, promosso da AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) in collaborazione con la Cooperativa ERICA e GMI (Greening Marketing Italia) si conferma come uno dei principali appuntamenti italiani su questi temi, capace di mettere in dialogo istituzioni, imprese, mondo scientifico e società civile in un momento storico in cui ambiente, economia e geopolitica sono sempre più intrecciati. (altro…)
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Economia circolare
Stop alla plastica ‘pseudo-riutilizzabile’: approvati nel decreto PNRR i criteri tecnici per le stoviglie monouso
Approvato in via definitiva il decreto PNRR. Diventano così legge le disposizioni su piatti e altri prodotti in plastica riutilizzabili destinati a entrare in contatto con alimenti. L’articolo 14-bis del decreto PNRR dispone infatti che piatti, posate, cannucce e agitatori per bevande in plastica siano considerati riutilizzabili a condizione che rispondano a determinate caratteristiche tecniche. (altro…)
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