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Massa Critica

Gi effetti a livello sociale e ambientale ed economico dell’attacco congiunto di USA e Israele contro l’Iran con la destabilizzazione di tutto il Medio Oriente

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L’ attacco congiunto di USA e Israele contro l’Iran non produce solo conseguenze militari immediate, ma può avere effetti drammatici a livello sociale e ambientale ed economico.

Conseguenze sociali

1. Perdita di vite umane e traumi diffusi

Le operazioni militari hanno già causato decine di vittime civili, inclusi bambini, e centinaia di feriti, con forti ricadute su famiglie, comunità e servizi sanitari, creando un clima di paura, panico e lutto su larga scala. 

2. Sfollamenti e crisi umanitaria

Il timore di ulteriori attacchi sta inducendo milioni di persone a fuggire dalle città, generando spostamenti di popolazione interni o verso aree meno esposte alla violenza, con impatto enorme su alloggi, accesso a cure e istruzione. 

3. Sospensione di servizi essenziali

In contesti colpiti o a rischio, scuole e università vengono chiuse, il lavoro è interrotto e la vita pubblica è stravolta mentre crescono le misure di emergenza e protezione civile. 

4. Polarizzazione politica e sfiducia

Un conflitto di questa portata accentua le divisioni sociali e politiche, alimentando discorsi nazionalisti, sospetti reciproci e un’accelerazione dei sentimenti di opposizione o radicalizzazione nelle diverse società coinvolte.

Conseguenze ambientali

1. Danni agli ecosistemi e all’ambiente umano

Le operazioni militari producono distruzione di infrastrutture, contaminazione dell’aria e del suolo, e detriti tossici che possono avere effetti a lungo termine sulla salute umana e sulla natura, specialmente in aree urbane dense e regioni naturali fragili come coste o deserti circostanti.

2. Rischio su vie di trasporto marittimo

Un’escalation bellica può aumentare la militarizzazione delle rotte marittime, con un maggiore rischio di incidenti, sversamenti di carburante o sostanze inquinanti nel Golfo Persico e lungo le coste se le infrastrutture petrolifere e portuali diventassero bersagli o aree di battaglia.

3. Pressione sui combustibili fossili

La guerra e le tensioni sulle rotte energetiche come lo Stretto di Hormuz possono causare aumento dei prezzi del petrolio, incentivando l’uso continuato di fonti fossili e ritardando la transizione verso energie pulite, con impatto negativo sul clima globale.

Conseguenze Economiche

1. Aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione
• I prezzi del petrolio sono già saliti in reazione alle tensioni e ai timori di interruzione delle forniture. Brent potrebbe arrivare a 80–100 $ al barile o oltre, specialmente se la sicurezza del Passaggio di Hormuz, attraverso cui passa circa il 20 % del petrolio mondiale, venisse compromessa.
• Un forte rialzo dei prezzi dell’energia si traduce in costi più elevati per carburanti, trasporti e materie prime, con impatti sui livelli di inflazione globale.

2. Volatilità e caduta dei mercati finanziari
• I mercati azionari possono reagire negativamente all’incertezza geopolitica, mentre gli asset rifugio (oro, titoli governativi) tendono a salire. Le azioni di settori sensibili all’energia e alla logistica possono registrare perdite significative.

3. Impatto sui bilanci di Stati e imprese
• Se la guerra si allarga o dura a lungo, l’aumento dei costi energetici può rallentare la crescita economica dei paesi importatori di petrolio, aumentando la pressione su bilanci pubblici e consumi delle famiglie.
• Società nei settori trasporti, chimica e manifatturiero, che dipendono fortemente dai costi dell’energia, potrebbero vedere utili ridotti e investimenti rallentati.

4. Rischi di recessione e contrazione del PIL
• In scenari più gravi, con prolungata incertezza e shock energetico persistente, l’economia globale potrebbe affrontare una fase di crescita significativamente più lenta o perfino recessione in alcune regioni. 

5. Effetti sul commercio e sull’assicurazione
• Tensioni estese in rotte marittime strategiche aumentano costi di nolo e assicurazione, rallentando il commercio internazionale e facendo salire i prezzi di beni importati e materie prime.

Effetti più ampi e di lungo periodo

1. Disgregazione sociale

Conflitti prolungati tendono a aggravare le diseguaglianze sociali, interrompere lo sviluppo educativo ed economico, e provocare crisi dei servizi pubblici essenziali, creando cicatrici sociali durature.

2. Crisi economica e aumento della povertà

Oltre alle distruzioni materiali, emergerebbe un impatto enorme sulle economie locali, con cali di produttività, perdita di reddito e aumento della povertà, che aggraverebbero le condizioni di vita della popolazione civile. 

3. Tentazione della proliferazione nucleare

In ambito regionale, il deteriorarsi della percezione di sicurezza può rafforzare la spinta ad acquisire capacità nucleari come deterrente, con rischi straordinari per la stabilità internazionale e per la non proliferazione, secondo osservatori geopolitici. 


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Parte il nuovo servizio della Polizia di Stato per le pre denunce online

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A partire dal 15 giugno, è operativo, in via sperimentale, il nuovo servizio Denunce online della Polizia di Stato.

Il portale, raggiungibile all’indirizzo https://denunceonline.poliziadistato.it/, offre ai cittadini un servizio di trasmissione telematica di pre-denuncia, da formalizzare, entro le successive 48 ore, presso un Ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da fissare tramite il servizio di prenotazione, sempre sulla stessa piattaforma.

Al momento, il nuovo sistema di denunce online è attivo, per la fase di sperimentazione, presso la questura di Rieti, la questura di Frosinone ed i commissariati di Cassino, Fiuggi e Sora, il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica Lazio e le sezioni dipendenti di Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina, il Compartimento Polizia ferroviaria Lazio e i dipendenti posti di Frosinone, Orte, Roma Ciampino, Roma Termini e la sottosezione di Roma Tiburtina e, infine, presso il Compartimento Polizia stradale Lazio e Umbria e le sezioni di Frosinone e Rieti.

Le tipologie di reati per le quali è possibile presentare una pre-denuncia sono: furto, frode informatica, truffa, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento, diffamazione online.

È operativo, in tutta Italia, sempre a partire da oggi, il sistema di denunce online per la segnalazione di smarrimento di beni personali come: cellulare, tablet, computer portatile, chiavi, denaro, passi di accesso al veicolo, carta d’identità cartacea o elettronica, contrassegno parcheggio invalidi, libretto o tessera postale, targa, bancomat e carta di credito.

In questi casi, è sufficiente effettuare la segnalazione di smarrimento online , sul portale, senza doversi presentare presso l’ufficio di Polizia per la formalizzazione della stessa. Il verbale protocollato sarà poi disponibile, entro 96 ore dall’invio, all’interno dell’area personale del portale “Denunce Online”. Il documento, scaricato dalla piattaforma, sarà valido per la successiva richiesta di rilascio di una copia, per l’emissione di un nuovo documento o per altre eventuali richieste.

Il link al portale Denunce Online è disponibile anche nell’app IO nella sezione Servizi del Ministero dell’Interno – Dipartimento della pubblica sicurezza.


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Nasce in Piemonte un un Tavolo interistituzionale per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto degli illeciti ambientali

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E’ stato firmato il protocollo che istituisce un tavolo interistituzionale permanente per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto degli illeciti ambientali per rafforzare il presidio del territorio e rendere più efficace e coordinata l’azione pubblica contro i reati ambientali.

Alla firma erano presenti anche l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, il presidente vicario della Corte d’Appello, Gianni Reynaud, l’avvocato generale della Procura Giancarlo Avenati Bassi, il questore di Torino Massimo Gambino, il comandante provinciale dei Carabinieri Roberto De Cinti, il generale Alessandro Langella comandante del Nucleo polizia economica-finanziaria della Guardia di Finanza di Torino, il generale Matteo Spreaficolo in rappresentanza del Comando per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito, Alessandro Paola, direttore regionale dei Vigili del Fuoco. Sono intervenuti anche l’assessore alla Cura della Città, Protezione civile e Servizi civici del Comune di Torino, Francesco Tresso, e la presidente di Legambiente Piemonte, Alice De Marco.

L’accordo istituisce in Piemonte, prima Regione in Italia, l’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali, che opera con un Tavolo di lavoro interistituzionale permanente, presieduto e coordinato dalla Prefettura di Torino.

Negli ultimi anni si è registrato un incremento significativo dei reati ambientali sia a livello nazionale sia sul territorio piemontese, con particolare riferimento al ciclo dei rifiuti, alle bonifiche e al settore edilizio. Un fenomeno che richiede risposte sempre più integrate e tempestive, anche alla luce del recente rafforzamento del quadro normativo che ha inasprito le sanzioni in materia. In questo contesto, l’Osservatorio rappresenta un modello di governance innovativo, unico in Italia, basato sulla collaborazione tra istituzioni per superare la frammentazione degli interventi e potenziare la capacità di prevenzione e contrasto.

L’Osservatorio istituisce il Tavolo di lavoro interistituzionale permanente, presieduto e coordinato dalla Prefettura di Torino e cui partecipano la Regione Piemonte – attraverso la Direzione Ambiente, Energia e Territorio – le Forze dell’ordine e, progressivamente, le Prefetture del territorio regionale. La Regione garantisce il supporto tecnico-scientifico avvalendosi di ARPA Piemonte e IRES Piemonte.

Tra le principali attività previste:

mappatura e analisi degli illeciti ambientali accertati, attraverso la raccolta e la sistematizzazione dei dati ambientali e amministrativi;

elaborazione di analisi di contesto e di rischio, per individuare le aree e i fenomeni più critici;

definizione di azioni coordinate di monitoraggio, prevenzione e controllo nei comparti più esposti;

promozione di percorsi formativi interforze e di momenti di confronto operativo;

coinvolgimento della società civile e delle associazioni attive sui temi della tutela ambientale e della legalità;

predisposizione di report periodici e di un rapporto annuale di valutazione delle attività svolte.

Particolare attenzione sarà rivolta ai settori più a rischio: gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo. L’accordo ha una durata di cinque anni e non comporta nuovi o maggiori oneri a carico delle amministrazioni coinvolte, prevedendo l’utilizzo delle risorse umane e strumentali già disponibili.


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Eventi

Aspettando A Bit of [hi]story: Martedì 16 Giugno il dialogo con Renato Manfreddi fondatore di DMD Computers

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Lungo l’avvicinamento ad A Bit of [hi]story che quest’anno si terrà dal 30 settembre al 4 ottobre e avrà come titolo: I conti veri dell’informatica , il Museo Piemontese dell’Informatica propone un incontro speciale dedicato alla storia dell’informatica piemontese e italiana.

Mercoledì 16 Giugno alle 18:30 presso Cumiana 15, in Via Cumiana, 15 a Torino, il Presidente del MuPIn Elia Bellussi intervisterà Renato Manfreddi, fondatore di DMD Computers, realtà torinese che ha contribuito allo sviluppo del settore informatico prima della diffusione del personal computer.

Sarà un’occasione per ripercorrere esperienze, intuizioni e trasformazioni tecnologiche che hanno segnato un’epoca, anticipando alcuni dei temi al centro della prossima edizione di A Bit of [hi]story, l’evento biennale del MuPIn dedicato alla storia dell’informatica e al suo impatto sociale, culturale, economico e ambientale.


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