Cittadini
Torino: riconoscere e tutelare l’esperienza abitativa, sociale e politica dello Spazio Neruda
di Bruno Casula
“Mentre in città ci sono interi immobili pubblici che versano da anni in condizione di totale abbandono e degrado, il Neruda ha creato la rigenerazione dal basso di uno spazio pubblico, messo a disposizione di chi cercava una casa e di chi cerca un luogo dove fare cultura, sport, socialità senza bisogno di un euro di investimento pubblico. Chiediamo di riconoscere e tutelare questa esperienza abitativa, sociale e politica, di supportare gli sforzi per rendere la struttura sempre più fruibile in sicurezza e che sia garantita la residenza a tutte le persone che abitano”.
Questo l’appello lanciato dalle associazioni Safe House, Arteria, Comunet Officine Corsare e Volere la luna – a cui hanno già aderito più di cinquanta delle più rappresentative organizzazioni del terzo settore, associazioni, sindacati e movimenti – per chiedere una tutela dello spazio e delle persone che vivono da 10 anni nello stabile in via Ciriè 7 a Torino.
L’appello ha raccolto anche l’adesione di decine di personalità del mondo dell’università, della cultura e dell’attivismo sociale, nonché abitanti del quartiere Aurora – Valdocco. Eccolo:
Da 10 anni lo Spazio Neruda è una casa per più di 100 persone e uno spazio sociale aperto al quartiere Aurora e a tutta Torino. Torino: una città afflitta dallo scandalo di 65000 case vuote, dove la crisi abitativa è perenne, gli sfratti sono più di 1000 all’anno, gli affitti crescono, le case disponibili per l’affitto residenziale sono sempre meno, aumentano il razzismo abitativo, la speculazione e lo sfruttamento abitativo, di case popolari non se ne costruiscono e quelle che ci sono non sono manutenute e restano vuote.
In questa città, il Neruda è casa di famiglie e singoli, soprattutto di origine straniera, escluse dal mercato dell’affitto e dall’edilizia pubblica e che senza questo spazio di vita finirebbero nelle mani dei caporali abitativi o a carico del bilancio pubblico dell’emergenza abitativa. O, nei peggiori dei casi, per strada. Questa è la realtà che va riconosciuta, con onestà intellettuale e politica.
Mentre il clima politico generale si fa sempre più irrespirabile e in città gli spazi sociali sono sotto attacco (è questo il filo che lega vicende anche diverse tra loro, come quelle di Askatasuna e del Comala), il Neruda rappresenta una boccata d’ossigeno, una casa e una casamatta. È uno spazio che offre al quartiere e alla città tutta eventi culturali, momenti di incontro, socialità e controinformazione, una palestra, un doposcuola, un corso di lingua italiana, uno sportello legale gratuiti, accessibili e senza obblighi di consumare. Questa è la realtà che va riconosciuta, con onestà intellettuale e politica.
Mentre in città ci sono interi immobili pubblici che versano da anni in condizione di totale abbandono e degrado, il Neruda ha creato la rigenerazione dal basso di uno spazio pubblico, messo a disposizione di chi cercava una casa e di chi cerca un luogo dove fare cultura, sport, socialità senza bisogno di un euro di investimento pubblico. Questa è la realtà che va riconosciuta, con onestà intellettuale e politica.
Ora, in un momento di attacco generalizzato alle occupazioni abitative e al Neruda in particolare, serve che il territorio e la città restituiscano al Neruda quanto il Neruda ha finora fatto per la comunità. Non accettiamo le narrazioni diffamatorie che da anni, e spesso in modo particolarmente becero (come quando si strumentalizzano questioni legate alla salute delle persone), cercano di delegittimare il percorso del Neruda e di creare le condizioni politiche per uno sgombero.
Al contrario, come organizzazioni politiche e sociali e singolɜ oggi ci attiviamo a difesa di uno spazio che è una preziosa risorsa collettiva del quartiere Aurora e della città. Chiediamo alle Istituzioni che l’esperienza abitativa, sociale e politica del Neruda sia riconosciuta e tutelata come risorsa fondamentale delle persone che ci vivono, di coloro che lo frequentano, del quartiere Aurora e della città di Torino. Chiediamo alle Istituzioni di supportare gli sforzi che gli abitanti del Neruda stanno facendo per rendere la struttura sempre più fruibile in sicurezza. È tempo di immaginare un percorso di trasparenza e interlocuzione, che stabilizzi un’esperienza decennale di rigenerazione e solidarietà.
Chiediamo al Sindaco che sia garantita la residenza a tutte le persone che abitano il Neruda. Avere la residenza nel luogo in cui si vive non è una questione anagrafica, ma è la porta di accesso all’esercizio di fondamentali diritti sociali e di cittadinanza.
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Italia in chiave di genere: a Lecce la terza tappa del format nazionale sulla cultura del lavoro femminile
Dopo gli appuntamenti di Milano e Matera, arriva a Lecce la terza tappa di “Italia in chiave di genere”, il format nazionale di informazione, formazione e promozione della cultura del lavoro che valorizza l’occupazione femminile come risorsa strategica per lo sviluppo del Paese. (altro…)
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Cittadini
Dal 7 al 23 maggio torna il Festival dello Sviluppo Sostenibile 2025
Dal 7 al 23 maggio si svolge la nona edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile con un programma in sette tappe principali a Milano, Genova, Venezia, Bologna, Torino, Napoli, Roma e centinaia di eventi organizzati dalla società civile in Italia e nel mondo per tutto il mese di maggio.
Il cambiamento verso un futuro più sostenibile è già in corso, ma occorre fare di più per raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030 poiché la sostenibilità conviene all’economia, alla società e all’ambiente e ci riguarda da vicino, molto da vicino. Èquesto il messaggio chiave della nona edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile ETS (ASviS), dal 7 al 23 maggio 2025, in Italia, nel mondo e online. Un appuntamento ormai riconosciuto a livello nazionale e internazionale, che coinvolge istituzioni, imprese, università, scuole, organizzazioni della società civile, media, cittadine e cittadini in un confronto ampio e costruttivo, e che rappresenta la più grande iniziativa del suo genere dedicata alla promozione della sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale.
L’edizione 2025, realizzata con la media partnership della Rai e dell’ANSA, verrà aperta a Milano, il 7 maggio, al Museo della Scienza e Tecnologia, con una riflessione sul ruolo delle imprese e del sistema produttivo per la transizione verso la sostenibilità. Durante l’evento verrà presentato il “Rapporto di Primavera ASviS 2025” contenente un’analisi, svolta in collaborazione con Oxford Economics, che mostra per l’Italia e i suoi diversi settori produttivi la convenienza di accelerare la transizione.
La seconda tappa del Festival si svolgerà a Genova, il 9 maggio, a Palazzo Ducale, dove il focus sarà su biodiversità e rigenerazione degli ecosistemi. Durante l’evento verrà presentato il Policy Brief dell’ASviS sull’attuazione in Italia della Nature Restoration Law europea.
A Venezia, il 13 maggio, presso la Biennale di Architettura, si parlerà di come tutelare il patrimonio storico e culturale, e specialmente le città, di fronte alle sfide del cambiamento climatico, mentre il 14 maggio alle Procuratie Vecchie si svolgerà l’evento di presentazione del nuovo progetto dell’ASviS “Ecosistema Futuro”, finalizzato a mettere il futuro al centro del dibattito culturale e politico del nostro Paese.
A Bologna, il 14 maggio, presso il MAST, si svolgerà un dialogo su etica, democrazia, libertà e sostenibilità, mentre il 19, presso la Sala Borsa, si rifletterà sul ruolo dei distretti e delle filiere per realizzare modelli di produzione e consumo sostenibili; in questo appuntamento sarà presentato un Quaderno ASviS sul sistema di deposito cauzionale per le plastiche monouso.
A Torino, il 15 e 16 maggio, presso il Salone del Libro, si svolgeranno quattro incontri sui temi della geopolitica e crisi delle democrazie, della cultura e della comunicazione della sostenibilità, degli impatti sociali dell’intelligenza artificiale, con la presentazione del Quaderno ASviS “Mille schegge di intelligenza artificiale”, e dell’attuazione dell’Agenda 2030 nel nuovo quadro geopolitico europeo e internazionale, oggetto del libro ASviS edito da Rubbettino “Obiettivo 2030. Analisi e proposte per un’Italia sostenibile”. Inoltre, al Salone del Libro verrà presentato il “Glossario della Sostenibilità”, edito da Rai Libri, realizzato da Rai per la Sostenibilità ESG in collaborazione con ASviS e Ferpi.
A Napoli, il 21 maggio, presso il Maschio Angioino, al centro dell’attenzione saranno le tematiche della sostenibilità sociale e le politiche per una società più equa e inclusiva.
A Roma, il 23 maggio, presso l’Aula dei Gruppi della Camera dei Deputati, si svolgerà l’evento conclusivo del Festival, con la presentazione alle istituzioni dei risultati e delle proposte emerse nel corso della manifestazione.
Il Programma del Festival Sviluppo Sostenibile 2025
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Una petizione chiede che il Ministero dell’Istruzione sviluppi un Registro Elettronico unico messo a disposizione delle scuole gratuitamente
E’ online una petizione che chiede che il Ministero dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente in modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
Dall’anno scolastico 2012/2013 il Registro Elettronico è obbligatorio per legge anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie. Oggi però non è un servizio pubblico ed è fornito da aziende private a cui le singole scuole pagano un canone annuale e inseriscono pubblicità e presentazione di servizi commerciali.
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