Sostenibilità
30 anni dalla morte di Alexander Langer il costruttore di ponti per difendere l’ambiente
Il 3 luglio 1995 moriva Alexander Langer uno dei padri della difesa dell’ambiente i Italia. Nato a Vipiteno, in Alto Adige, in un contesto profondamente segnato dalla tensione tra le comunità di lingua tedesca e italiana, Langer si distinse fin da giovane per la sua capacità di “costruire ponti”. Educato in un ambiente trilingue (tedesco, italiano e ladino), comprese quanto fosse fondamentale promuovere la convivenza e superare le barriere etniche e linguistiche.
Nel contesto altoatesino, Langer fu un critico delle logiche separatiste e identitarie, promuovendo la cooperazione interculturale. La sua visione si riflette nella sua famosa frase: “Non si nasce in un solo mondo, si impara a viverci insieme.”
Negli anni ’70, Langer si avvicinò al movimento nonviolento italiano e ai movimenti ecologisti europei. Fu tra i fondatori dei Verdi italiani e successivamente divenne eurodeputato nel Parlamento europeo, dove si distinse per il suo approccio etico e transnazionale alla politica.
Per Langer, la questione ambientale non era solo ecologia naturale, ma anche ecologia sociale: il rispetto per l’ambiente andava di pari passo con il rispetto per i diritti umani, la pace e la giustizia.
Sostenne battaglie cruciali contro l’inquinamento, per la difesa delle minoranze e per l’affermazione di un’Europa più umana, solidale e attenta al futuro del pianeta.
Negli anni ’90, di fronte ai conflitti nei Balcani, Langer fu tra le poche voci a denunciare con forza l’indifferenza europea e la mancata prevenzione del genocidio. Fece numerosi viaggi in Bosnia, Croazia e Serbia, cercando di sostenere le forze pacifiste e dialoganti. Chiedeva una “ingerenza umanitaria” non militare, fondata sulla solidarietà e la prevenzione.
Il 3 luglio 1995, a Firenze, Alexander Langer si tolse la vita. Aveva 49 anni. Le sue ultime parole scritte: “I pesi diventano troppo pesanti. Il suo nome è oggi legato alla Fondazione Alexander Langer, che promuove iniziative di pace, diritti e giustizia ambientale. Ogni anno, il Premio Alexander Langer viene assegnato a persone e movimenti impegnati per la convivenza e la dignità umana.
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Sostenibilità
Una petizione di Greepeace per salvare le api
Greepeace ha lanciato una petizione per salvare le api, Le api e gli altri insetti impollinatori svolgono un ruolo fondamentale per la biodiversità e per il nostro sistema alimentare. Gran parte della frutta, della verdura e delle colture che consumiamo ogni giorno dipende dal loro lavoro. Pensa che un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione: solo in Europa, parliamo di oltre 4.000 tipi di verdure!
Eppure questi preziosi alleati della natura sono sempre più minacciati da pesticidi, perdita di habitat, agricoltura intensiva e cambiamenti climatici. In particolare, alcuni pesticidi costituiscono un rischio diretto per gli impollinatori: eliminare le sostanze chimiche più pericolose per le api è quindi il primo e più efficace passo da compiere per difenderle.
Le api e molti insetti impollinatori sono in declino, minacciati da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. Se le api muoiono, a farne le spese sono l’ambiente, l’agricoltura e il nostro cibo. Le api, infatti, non producono solo miele: dalla loro opera di impollinazione – insieme a quella di molti altri insetti pronubi – dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole. In Europa, infatti, abbiamo circa 2000 specie di api selvatiche e circa un terzo delle popolazioni di api e farfalle sono in declino.
L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile!
Il 27 aprile 2018 l’Unione Europea ha approvato il bando permanente di tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api e gli impollinatori: l’imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta.
Il loro utilizzo resta però consentito all’interno di serre permanenti. Inoltre, è ancora consentito l’uso di altri neonicotinoidi: acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone e altre sostanze quali cipermetrina, deltametrina e clorpirifos, tutti insetticidi potenzialmente pericolosi per le api e gli altri insetti impollinatori.
Chiediamo al Governo italiano e alla Commissione europea di:
bandire l’uso di tutti i pesticidi dannosi per le api e gli altri insetti impollinatori
applicare rigidi standard per la valutazione dei rischi da pesticidi
aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche
Sempre più studi confermano che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api,ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare.
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Acqua
Legambiente lancia un appello per la gestione strutturale del bacino del Fiume Po.
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Clima
Reuters Climate Monitor per confrontare le temperature odierne con i record storici di tutto il pianeta
Reuters ha lanciato il Reuters Climate Monitor, un nuovo strumento online interattivo che utilizza i dati del Copernicus Climate Change Service (C3S) e del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) per confrontare le temperature odierne con i record storici di tutto il pianeta.
Il nuovo strumento consente agli utenti di confrontare le temperature attuali di qualsiasi località nel mondo con quelle che tipicamente rappresenterebbero la media in quel periodo dell’anno, sulla base dei dati storici del periodo 1961-1990. In questo modo, lo strumento aiuta a identificare le aree che stanno registrando condizioni insolitamente calde o fredde, inserendo tali eventi in un contesto climatico a lungo termine. In uno degli esempi più eclatanti, al momento della stesura di questo testo, la temperatura a Parigi è superiore di 14°C rispetto alla sua media storica.
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