Julian Assange verso la sentenza di estradizione in USA rischia 175 anni di reclusione per le rivelazioni di Wikileaks

La Westminster Magistrates Court di Londra ha emesso l’ordine di estradizione negli Usa per Julian Assange. Spetta ora al ministro dell’Interno Uk Priti Padecidere il destino di Julian Assange sulla sentenza di estradizione negli Usa. Si parla di una sentenza politica del Governo inglese, specie dopo che la giustizia inglese aveva negato il ricorso alla Corte Suprema lo scorso 14 marzo.

Assange rischia 175 anni di reclusione dopo essere stato ricercato da 10 anni dalla giustizia Usa per la diffusione dei file pubblicati su WikiLeaks sottratti agli archivi segreti del Pentagono che rivelano le prove sui crimini di guerra commessi in Iraq e Afghanistan.
Dopo essersi rifugiato per 7 anni in asilo politico presso il consolato dell’Ecuador a Londra, nel 2019 Assange è stato arrestato della polizia inglese ed è iniziato un lungo processo di estradizione richiesto dalla Casa Bianca.
Il fondatore di WikiLeaks, da tre anni ormai rinchiuso nel carcere di massima sicurezza del Belmarsh, si è di recente sposato con la storica compagna e avvocato Stella Morris.

Secondo Amnesty International : “Se fosse estradato o sottoposto a qualsiasi altro trasferimento negli Stati Uniti, la Gran Bretagna violerebbe gli obblighi previsti dal diritto internazionale dei diritti umani dato che la Corte Suprema del Regno Unito, a cui i suoi avvocati erano stati autorizzati a rivolgersi con un’istanza da ultima chance a gennaio 2022, si è rifiutata di riesaminare il caso, definendo come insussistenti i punti di diritto invocati dalla difesa»per una revisione del verdetto di secondo grado.

In quel verdetto i magistrati d’Appello avevano invece ribaltato a dicembre il no”. all’estradizione opposto in prima istanza dalla giudice Vanessa Baraister sulla base delle condizioni di salute e psichiche di Assange.

Anche reporters san frontieres chiede la liberazione di Assange attraverso Rebecca Vincent, reappresentante dell’ONG à Londra: “Nous demandons au ministre de l’Intérieur d’agir en accord avec l’obligation qu’a la Grande-Bretagne de défendre la liberté de la presse et d’ainsi refuser l’extradition”.


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