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Tecnologia

Scarpe Lidl: sul web impazzano i meme

L’ironia social accompagna il successo straordinario delle scarpe Lidl, diventate in meno di 24 ore oggetto del desiderio (e di scherno) dell’intero Paese. A presentare una carrellata dei meme più divertenti realizzati per l’occasione è l’agenzia di stampa Dire che in un articolo sul sito www.dire.it: dalla mappa delle regioni ‘colorate’ mentre lo stivale indossa le sneakers Lidl, al premier Conte seduto alla scrivania con ai piedi le scarpette gialle, rosse e blu, fino ai classici “Le più belle frasi di Osho“, Cenerentola con la scarpetta di plastica e Michael Jordan a canestro con le stringate del discount tedesco.


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Digitale

La Commissione Europea impone a Meta misure per il libero accesso a WhatsApp degli assistenti IA concorrenti 

La Commissione europea ha ordinato a Meta di ripristinare il libero accesso a WhatsApp per gli assistenti IA generalisti concorrenti e di mantenerlo fino al termine dell’indagine antitrust della Commissione. La decisione evita che il comportamento di Meta, che a prima vista sembra violare le norme dell’UE in materia di concorrenza, pregiudichi la concorrenza in questo mercato in crescita.

Nel dicembre 2025 la Commissione ha avviato un’indagine antitrust sulla nuova politica di Meta volta a bloccare l’accesso dei fornitori di IA diversi da Meta AI a WhatsApp. Nel febbraio 2026 ha pubblicato una comunicazione degli addebiti in cui ha concluso in via preliminare che era necessario adottare misure provvisorie per evitare che le modifiche contrattuali di Meta provocassero un danno grave e irreparabile sul mercato. Nell’aprile 2026 ha pubblicato una comunicazione degli addebiti supplementare, in cui ha dichiarato l’intenzione di ordinare a Meta di ripristinare l’accesso di assistenti IA terze parti a WhatsApp.

La decisione ordina a Meta di ripristinare l’accesso per gli assistenti IA generalisti di terze parti all’API di WhatsApp for Business secondo gli stessi termini e le stesse condizioni in vigore prima del 15 ottobre 2025, ossia quando tale accesso era gratuito per tutti gli assistenti IA. Meta deve mantenere l’accesso a tali termini e condizioni fino all’adozione da parte della Commissione di una decisione definitiva sul caso in questione. Ciò è necessario per garantire l’efficacia dei poteri della Commissione nell’applicazione del diritto della concorrenza e di qualsiasi decisione definitiva della Commissione stessa riguardo alla legittimità del comportamento di Meta. Meta deve conformarsi a tali misure entro cinque giorni lavorativi.


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Spazio

Luca Parmitano: chi è l’astronauta italiano che piloterà Artemis 3

Luca Parmitano è uno dei volti più autorevoli dell’astronautica italiana ed europea. Nato a Paternò, in provincia di Catania, il 27 settembre 1976, ha costruito la propria carriera tra Aeronautica Militare, voli di prova e addestramento spaziale fino a diventare astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea nel 2009.

La sua storia è quella di un professionista capace di unire disciplina militare, competenza tecnica e sangue freddo. Prima ancora di entrare nel corpo astronauti dell’ESA, Parmitano aveva maturato esperienza come pilota collaudatore sperimentatore, un ruolo che richiede precisione estrema e grande capacità di gestione del rischio.

Il suo nome è entrato nella storia nel 2013, quando ha partecipato alla missione Volare verso la Stazione Spaziale Internazionale. In quell’occasione è stato il primo italiano a compiere attività extraveicolari, cioè passeggiate spaziali fuori dalla ISS, segnando un traguardo simbolico per il Paese.

La missione del 2013 ha reso Parmitano una figura di riferimento anche fuori dall’ambiente tecnico. Durante quella prima permanenza nello spazio ha trascorso 166 giorni, 6 ore e 17 minuti in orbita, lavorando su esperimenti legati a fisiologia umana, fluidi, combustibili biologici e radiazioni. Quella missione è ricordata anche per un episodio drammatico: durante una passeggiata spaziale si verificò una perdita d’acqua nel casco, situazione che costrinse a interrompere l’attività. L’evento mostrò quanto il lavoro nello spazio resti complesso e potenzialmente pericoloso anche per astronauti altamente addestrati.

Nonostante ciò, Parmitano consolidò la propria reputazione di astronauta solido e affidabile. Il coraggio dimostrato in quella circostanza contribuì a trasformarlo in una delle personalità più riconoscibili dell’ESA e in un simbolo della capacità italiana di competere ai massimi livelli della ricerca spaziale Nel 2019 Parmitano è tornato sulla ISS con la missione Beyond, parte dell’Expedition 60/61. Durante questa seconda esperienza ha assunto anche il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale, diventando il primo italiano e il terzo europeo a guidare la ISS in orbita. La missione si è conclusa nel febbraio 2020 dopo 201 giorni nello spazio e quattro attività extraveicolari. Si è trattato di un risultato di grande valore non solo tecnico, ma anche istituzionale: la sua leadership ha rafforzato l’immagine dell’Italia come partner di primo piano nella cooperazione spaziale internazionale.

Nel frattempo, Parmitano ha continuato a ricoprire ruoli di rappresentanza e responsabilità all’interno dell’ESA. Secondo il suo profilo pubblico, dal 2023 risulta impegnato come JSC/EAC Liaison Officer e Lead Astronaut, confermando una presenza attiva nella struttura astronautica europea.

Il valore di Parmitano non sta solo nei record, ma nella combinazione di competenze che porta con sé. È un pilota esperto, un astronauta con addestramento internazionale e un comunicatore capace di raccontare lo spazio con chiarezza, avvicinando il grande pubblico a temi spesso percepiti come lontani.

La sua figura è particolarmente interessante anche dal punto di vista narrativo: non rappresenta soltanto l’eroe spaziale, ma un professionista che ha costruito passo dopo passo una carriera fondata su preparazione, resilienza e spirito di squadra. Questo lo rende un soggetto ideale per articoli divulgativi, approfondimenti storici e contenuti SEO legati allo spazio e alla tecnologia.

Per l’Italia, Parmitano è diventato un riferimento generazionale. Il suo percorso dimostra che la presenza italiana nello spazio non è episodica, ma parte di una tradizione solida che unisce ricerca, difesa, industria aerospaziale e cooperazione europea.

Nel giugno 2026 è arrivata una nuova conferma del suo ruolo centrale nello spazio europeo: fonti recenti indicano Luca Parmitano come pilota della missione Artemis III, selezione che lo proietta verso la nuova fase dell’esplorazione lunare.

Si tratta di un passaggio di enorme valore simbolico. Artemis III è pensata come missione di test preparatoria per il ritorno umano sulla Luna, e il coinvolgimento di un astronauta italiano in un incarico così rilevante rafforza ulteriormente il prestigio internazionale di Parmitano e dell’ESA.
Per il pubblico italiano, la sua traiettoria è la prova che lo spazio non è più soltanto materia da specialisti, ma un campo strategico dove competenze, politica industriale e visione scientifica si incontrano. Parmitano incarna proprio questa evoluzione.


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Spazio

Luca Parmitano sarà il pilota dell’equipaggio  di Artemis III prevista nella seconda metà del 2027

L’italiano Luca Parmitano sarà il pilota dell’equipaggio  di Artemis III la missione  Nasa, prevista nella seconda metà del 2027 che non sarà diretta alla Luna: ma che è stata progettata dopo la revisione del programma Artemis da parte della Nasa per sperimentare nell’orbita terrestre le tecnologie di rendezvous e di attracco fra la capsula Orion, sulla quale voleranno gli astronauti, e uno o due veicoli costruiti da aziende private per posarsi sul suolo lunare.

Luca Parmitano sarà l’unico astronauta non americano a far parte dell’equipaggio. Al comando ci sarà Randy Bresnik,  specialisti di missione sono Frank Rubio e Andre Douglas, che era riserva nella missione ArtemisII.

Durante Artemis III, il razzo SLS (Space Launch System) dell’agenzia spaziale lancerà la navicella Orion e il suo equipaggio dal Kennedy Space Center della NASA, in Florida, verso l’orbita terrestre bassa. Dopo le verifiche dei sistemi di Orion, il veicolo spaziale dimostrerà per la prima volta le proprie capacità di rendezvous e attracco con versioni di prova di uno o entrambi i sistemi commerciali americani di atterraggio umano in fase di sviluppo da parte di Blue Origin e SpaceX. Questa missione altamente coordinata comprenderà una spettacolare campagna con lanci multipli dei razzi più potenti al mondo, testando l’integrazione tra Orion e i lander, inclusi interfacce di sistema, software, propulsione e comunicazioni.

“Oggi compiamo un altro passo coraggioso nel ritorno dell’umanità sulla Luna, costruendo sulle straordinarie fondamenta poste dagli astronauti di Artemis II”, ha dichiarato l’amministratore della NASA Jared Isaacman. “Le loro imprese hanno riacceso l’entusiasmo globale per l’esplorazione e ora passano il testimone al team di Artemis III: Randy, Luca, Frank e Andre. Artemis III dimostrerà la forza dell’innovazione americana e della cooperazione internazionale mentre testeremo complesse operazioni di rendezvous e attracco e svilupperemo tecnologie che un giorno ci porteranno più in profondità nel Sistema Solare.”

Isaacman ha aggiunto che la missione richiederà il più impressionante coordinamento di lanci di razzi pesanti mai realizzato nella storia e coinvolgerà migliaia di professionisti provenienti dalla NASA, dai partner internazionali e dall’industria spaziale.

Questa è anche la prima volta che un astronauta dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) viene assegnato a una missione Artemis.

“Artemis III spingerà oltre i limiti delle operazioni spaziali in orbita”, ha dichiarato Josef Aschbacher, direttore generale dell’ESA. “L’assegnazione di Luca come pilota riflette la profondità dell’esperienza europea nei voli spaziali umani e si basa sulla sua vasta esperienza operativa in situazioni ad alta pressione.”

Aschbacher ha inoltre sottolineato che il Modulo di Servizio Europeo (European Service Module) continuerà a fornire le capacità essenziali che alimentano Orion, confermando il ruolo centrale dell’Europa nel programma Artemis.

Gli ingegneri collegheranno il modulo equipaggio e il modulo di servizio di Orion durante l’estate e integreranno il sistema di attracco della navicella, che volerà per la prima volta. Continuano inoltre i test sullo scudo termico, con i singoli blocchi sottoposti a ispezioni a ultrasuoni e installati sulla struttura dello scudo.

Anche la preparazione del razzo procede rapidamente. I tecnici stanno integrando la sezione motori del razzo SLS con il resto dello stadio centrale in vista dell’installazione dei quattro motori RS-25 prevista per l’estate. Tutti i segmenti dei booster a propellente solido sono già arrivati al Kennedy Space Center e l’assemblaggio del razzo dovrebbe iniziare nei prossimi mesi.

Nel frattempo, Blue Origin sta sviluppando una versione lunare con equipaggio del lander Blue Moon, mentre SpaceX sta realizzando una versione lunare con equipaggio della navicella Starship. Entrambe le aziende stanno costruendo veicoli dimostrativi per Artemis III con il supporto tecnico diretto della NASA.

La missione prevede una sequenza di lanci senza precedenti:

1. Verrà lanciato per primo il dimostratore del lander di Blue Origin, capace di rimanere in orbita per diverse settimane.
2. Successivamente la NASA lancerà gli astronauti a bordo di Orion tramite il razzo SLS.
3. Orion effettuerà il rendezvous con il lander di Blue Origin e rimarrà agganciato per circa due giorni per test e dimostrazioni tecnologiche, inclusa l’entrata degli astronauti nel lander.
4. Terminata questa fase, Orion si sgancerà e attenderà l’arrivo di Starship.
5. Il dimostratore Starship di SpaceX verrà lanciato e si unirà a Orion per circa un giorno di verifiche e test.
6. Completate le attività, Orion e il suo equipaggio si sganceranno e faranno ritorno sulla Terra.
7. La capsula ammarerà nell’Oceano Pacifico, dove squadre della Marina degli Stati Uniti e della NASA recupereranno gli astronauti.

In totale, l’equipaggio dovrebbe trascorrere circa due settimane nello spazio, anche se la durata esatta dipenderà dall’andamento delle operazioni di lancio, rendezvous e attracco.

Randy Bresnik (comandante)

Sarà la sua terza missione spaziale. Ha volato sullo Space Shuttle Atlantis nel 2009 e successivamente sulla Soyuz MS-05, servendo come ingegnere di volo della Spedizione 52 e comandante della Spedizione 53 sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ex colonnello dei Marines statunitensi, ha accumulato oltre 7.000 ore di volo su 95 tipi di aeromobili.

Luca Parmitano (pilota)

Anche per lui sarà il terzo volo spaziale. Selezionato dall’ESA nel 2009, ha volato verso la Stazione Spaziale Internazionale nel 2013 e nel 2019. Durante la seconda missione è diventato il primo italiano e il terzo europeo a comandare la stazione spaziale. Ex pilota collaudatore dell’Aeronautica Militare Italiana, ha oltre 2.000 ore di volo su circa 40 diversi velivoli.

Frank Rubio (specialista di missione)

Affronterà il suo secondo viaggio nello spazio. Tra il 2022 e il 2023 ha trascorso 371 giorni consecutivi in orbita, stabilendo il record per la più lunga permanenza singola nello spazio di un astronauta americano. È medico e ufficiale dell’Esercito degli Stati Uniti.

Andre Douglas (specialista di missione)

Questa sarà la sua prima missione spaziale. In precedenza aveva fatto parte dell’equipaggio di supporto di Artemis II. Ex ufficiale della Guardia Costiera statunitense, ha lavorato anche presso il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, occupandosi di veicoli autonomi, sistemi per l’esplorazione spaziale e tecnologie subacquee avanzate.

Bob Hines (equipaggio di riserva)

Si addestrerà insieme all’equipaggio principale e subentrerà qualora uno dei membri non fosse in grado di partecipare alla missione. Ha già volato come pilota della missione SpaceX Crew-4 diretta alla Stazione Spaziale Internazionale.


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