Sostenibilità
I am Greta, il documentario su Greta Thunberg presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia
Greta Thunberg è stata ospite del Festival del Cinema di Venezia in videoconferenza dalla sua scuola in Svezia per la presentazione di I Am Greta il documentario a lei dedicato realizzato da Nathan Grossman.
Il regista svedese Nathan Grossman ha seguito l’attivista per mesi dall’agosto del 2018, quando Greta, studentessa svedese di quindici anni, davanti il Parlamento svedese comincia uno sciopero per manifestare contro il cambiamento climatico, che nel giro di qualche mese si trasforma in un movimento globale, rendendola un’attivista di fama mondiale. Il documentario segue Greta dal suo primissimo giorno di protesta fino all’incredibile viaggio in barca a vela verso New York per presenziare al Summit sul clima dell’ONU.
Nathan Grossman, 29 anni, racconta la sua esperienza: “Quando l’ho incontrata ho pensato fosse molto timida ma anche molto articolata nel suo modo di esprimersi e parla di tematiche precise come quella del cambiamento climatico. Solitamente quando hai un microfono davanti tendi a imbarazzarti mentre con lei mi sono sorpreso e ricreduto. Quello del climate change è uno degli argomenti d’attualità ma non non avevo mai sentito nessuno parlarne come fa lei. È scientificamente molto corretta e certe volte vorrei non fosse cosi! Un aspetto di lei poco conosciuto? È molto simpatica e ha una risata contagiosa che non conoscono in molti. Greta è una figura che polarizza, ma non riesco a capire perché l’attacchino a livello personale. Crea tensione con quello che dice ma lei va oltre gli stupidi commenti d’odio. Reagisce diversamente da come farei io. La sua sensibilità è il suo tallone d’Achille e la sua risorsa più grande. Greta aveva paura di non riconoscersi. Poi quando ha visto il documentario mi ha detto che era scioccata ma che riconosceva la persona sullo schermo e questo mi ha reso molto felice.
Greta ha raccontato in videoconferenza: “Trovo simbolico presentare il film in una città come Venezia. Ed è anche per questo che continueremo a raccontare la crisi e a chiedere un cambiamento. Il prossimo passo per il movimento è continuare a comunicare e chiedere misure contro questa crisi, ora vorrei soprattutto agire. La crisi del Covid ha colpito tutti, sconfiggerlo è una priorità,non si possono gestire due crisi insieme. Per questo la lotta al cambiamento climatico è stata messa in pausa. Ma dobbiamo capire che è urgente e non si può mollare. È quello di cui abbiamo più bisogno, azioni politiche. Vorrei essere una sorta di ponte in modo che le persone possano capire di più sul cambiamento climatico. Non si tratta di me: il film racconta, attraverso un individuo, una storia che non è individuale”.
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Sostenibilità
Una petizione di Greepeace per salvare le api
Greepeace ha lanciato una petizione per salvare le api, Le api e gli altri insetti impollinatori svolgono un ruolo fondamentale per la biodiversità e per il nostro sistema alimentare. Gran parte della frutta, della verdura e delle colture che consumiamo ogni giorno dipende dal loro lavoro. Pensa che un terzo del nostro cibo dipende dalla loro opera di impollinazione: solo in Europa, parliamo di oltre 4.000 tipi di verdure!
Eppure questi preziosi alleati della natura sono sempre più minacciati da pesticidi, perdita di habitat, agricoltura intensiva e cambiamenti climatici. In particolare, alcuni pesticidi costituiscono un rischio diretto per gli impollinatori: eliminare le sostanze chimiche più pericolose per le api è quindi il primo e più efficace passo da compiere per difenderle.
Le api e molti insetti impollinatori sono in declino, minacciati da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici. Se le api muoiono, a farne le spese sono l’ambiente, l’agricoltura e il nostro cibo. Le api, infatti, non producono solo miele: dalla loro opera di impollinazione – insieme a quella di molti altri insetti pronubi – dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole. In Europa, infatti, abbiamo circa 2000 specie di api selvatiche e circa un terzo delle popolazioni di api e farfalle sono in declino.
L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile!
Il 27 aprile 2018 l’Unione Europea ha approvato il bando permanente di tre insetticidi neonicotinoidi dannosi per le api e gli impollinatori: l’imidacloprid e il clothianidin della Bayer e il tiamethoxam della Syngenta.
Il loro utilizzo resta però consentito all’interno di serre permanenti. Inoltre, è ancora consentito l’uso di altri neonicotinoidi: acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone e altre sostanze quali cipermetrina, deltametrina e clorpirifos, tutti insetticidi potenzialmente pericolosi per le api e gli altri insetti impollinatori.
Chiediamo al Governo italiano e alla Commissione europea di:
bandire l’uso di tutti i pesticidi dannosi per le api e gli altri insetti impollinatori
applicare rigidi standard per la valutazione dei rischi da pesticidi
aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche
Sempre più studi confermano che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api,ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare.
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Acqua
Legambiente lancia un appello per la gestione strutturale del bacino del Fiume Po.
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Clima
Reuters Climate Monitor per confrontare le temperature odierne con i record storici di tutto il pianeta
Reuters ha lanciato il Reuters Climate Monitor, un nuovo strumento online interattivo che utilizza i dati del Copernicus Climate Change Service (C3S) e del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF) per confrontare le temperature odierne con i record storici di tutto il pianeta.
Il nuovo strumento consente agli utenti di confrontare le temperature attuali di qualsiasi località nel mondo con quelle che tipicamente rappresenterebbero la media in quel periodo dell’anno, sulla base dei dati storici del periodo 1961-1990. In questo modo, lo strumento aiuta a identificare le aree che stanno registrando condizioni insolitamente calde o fredde, inserendo tali eventi in un contesto climatico a lungo termine. In uno degli esempi più eclatanti, al momento della stesura di questo testo, la temperatura a Parigi è superiore di 14°C rispetto alla sua media storica.
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