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L’educazione ambientale e la cittadinanza digitale diventano materie ufficiali della scuola italiana

Gli studenti italiani che ritorneranno a scuola  il 14 settembre troveranno anche delle novità tra cui l’educazione civica che sarà composta da 3 blocchi che saranno la Costituzione,  l’educazione ambientale e la cittadinanza digitale che di fatto diventano materia ufficiale con tanto di  voti, esami e valutazioni nel corso dell’anno scolastico.

L’educazione ambientale si chiamerà  concretamente sviluppo sostenibile come è descritto nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica

 

Ecco le descrizioni delle tre aree.

Costituzione, diritto (nazionale e internazionale), legalità e solidarietà La conoscenza, la riflessione sui significati, la pratica quotidiana del dettato costituzionale rappresentano il primo e fondamentale aspetto da trattare. Esso contiene e pervade tutte le altre tematiche, poiché le leggi ordinarie, i regolamenti, le disposizioni organizzative, i comportamenti quotidiani delle organizzazioni e delle persone devono sempre trovare coerenza con la Costituzione, che rappresenta il fondamento della convivenza e del patto sociale del nostro Paese. Collegati alla Costituzione sono i temi relativi alla conoscenza dell’ordinamento dello Stato, delle Regioni, degli Enti territoriali, delle Autonomie Locali e delle Organizzazioni internazionali e sovranazionali, prime tra tutte l’idea e lo sviluppo storico dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite. Anche i concetti di legalità, di rispetto delle leggi e delle regole comuni in tutti gli ambienti di convivenza (ad esempio il codice della strada, i regolamenti scolastici, dei circoli ricreativi, delle Associazioni…) rientrano in questo primo nucleo concettuale, così come la conoscenza dell’Inno e della Bandiera nazionale.

Sviluppo sosteniibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio L’Agenda 2030 dell’ONU ha fissato i 17 obiettivi da perseguire entro il 2030 a salvaguardia della convivenza e dello sviluppo sostenibile. Gli obiettivi non riguardano solo la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali, ma anche la costruzione di ambienti di vita, di città, la scelta di modi di vivere inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali delle persone, primi fra tutti la salute, il benessere psicofisico, la sicurezza alimentare, l’uguaglianza tra soggetti, il lavoro dignitoso, un’istruzione di qualità, la tutela dei patrimoni materiali e immateriali delle comunità. In questo nucleo, che trova comunque previsione e tutela in molti articoli della Costituzione, possono rientrare i temi riguardanti l’educazione alla salute, la tutela dell’ambiente, il rispetto per gli animali e i beni comuni, la protezione civile.

Cittadianza digitale  Alla cittadinanza digitale è dedicato l’intero articolo 5 della Legge, che esplicita le abilità essenziali da sviluppare nei curricoli di Istituto, con gradualità e tenendo conto dell’età degli studenti. Per “Cittadinanza digitale” deve intendersi la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali. Sviluppare questa capacità a scuola, con studenti che sono già immersi nel web e che quotidianamente si imbattono nelle tematiche proposte, significa da una parte consentire l’acquisizione di informazioni e competenze utili a migliorare questo nuovo e così radicato modo di stare nel mondo, dall’altra mettere i giovani al corrente dei rischi e delle insidie che l’ambiente digitale comporta, considerando anche le conseguenze sul piano concreto. L’approccio e l’approfondimento di questi temi dovrà iniziare fin dal primo ciclo di istruzione: con opportune e diversificate strategie, infatti, tutte le età hanno il diritto e la necessità di esserne 3 correttamente informate. Non è più solo una questione di conoscenza e di utilizzo degli strumenti tecnologici, ma del tipo di approccio agli stessi; per questa ragione, affrontare l’educazione alla cittadinanza digitale non può che essere un impegno professionale che coinvolge tutti i docenti contitolari della classe e del Consiglio di classe.

Scrive il ministro dell’ambiente Sergio Costa su Facebook

Sono felice di questo risultato. Siamo uno dei pochi Paesi nel mondo ad inserire come materia nelle scuole l’educazione ambientale. Non posso che ringraziare la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina che ha dato seguito a questa promessa. Come ha detto bene lei, sul tavolo non ci sono solo le misure di prevenzione, ma un sistema scolastico da rivoluzionare, e questo è uno dei tasselli a mio avviso importantissimo

L’educazione civica reintrodotta da settembre, si sostanzierà di 3 blocchi, uno di questi è proprio l’educazione ambientale. Questo nuovo strumento, a suo modo rivoluzionario, come tutte le materie sarà sottoposto a voti, esami e valutazioni durante l’anno scolastico.
Stiamo puntando molto sui giovani, sulle loro coscienze e la loro sensibilità, a tutti i livelli.
Infatti abbiamo immaginato e stiamo organizzando la Youth for climate, “giovani per il clima” per la Cop26 in partnership con il Regno Unito, dove ragazze e ragazzi di tutto il mondo s’incontreranno a Milano per portare vere proposte sul contrasto ai cambiamenti climatici e discuterne con i decisori politici della preCop, sempre a Milano. Proposte che arriveranno fino al summit sul clima della Cop26 di Glasgow.
Proprio in queste ore si sta svolgendo l’evento collegato “Youth for Climate”, un percorso verso la Cop, una serie di webinar che coinvolgono rappresentanti dei giovani da tutto il mondo: un’altra occasione che serve non solo per dare loro spazio, ma soprattutto a creare quel confronto tra le nuove generazioni e quelle che, come me, hanno qualche capello bianco, un confronto necessario e fondamentale. Generazioni diverse ma che devono interfacciarsi e confrontarsi. Con l’inserimento dell’educazione ambientale vogliamo far si che le generazioni future abbiano una coscienza ambientale maggiore di quella che la mia generazione ha dimostrato di avere.

 


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