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Lo Sport riparte in sicurezza: il dossier del Politecnico di Torino per far ripartire lo sport in Italia

Il CONI e il Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora hanno ricevuto e stanno utilizzando il report del Politecnico di Torino intitolato: “Lo Sport riparte in sicurezza” che analizza i diversi fattori di rischio delle discipline sportive facenti capo al CONI e al Comitato Italiano Paralimpico, fornendo indicazioni e azioni di mitigazione che possano accompagnare la ripresa dell’attività agonistica, quando sarà finito il lockdown, in virtù delle specificità proprie di ciascuna disciplina. Il titolo dell’iniziativa realizzata dal Politecnico di Torino è “Ognuno protegge tutti”, tenendo conto dei diversi fattori di rischio di ogni disciplina sportiva.

Il modello proposto evidenzia per ciascuna disciplina sportiva gli aspetti valutativi della distanza, dei dispositivi di protezione e della possibilità di utilizzo di tecnologie applicate allo sport (cosiddetta digitalizzazione). È stato chiesto di indicare per ogni singola voce – applicata a ciascuna disciplina sportiva e con riferimento al luogo di pratica, nonché alla natura dell’evento (allenamento/gara) – il relativo fattore di rischio dove: 0= inesistente; 1=scarso; 2=medio; 3=alto; 4=elevato.

Il “Rapporto lo sport riparte in sicurezza” vuole consentire ai vari stakeholder di procedere ad un’autovalutazione, secondo una metodologia basata su rilevanze tecnico-scientifiche, necessario per l’analisi accurata delle attività che si svolgono in un sito sportivo, del personale che opera, dell’organizzazione dell’attività sportiva, del lay-out del sito.

Per assicurare la ripartenza in sicurezza con gli allenamenti, il Report è integrato con il protocollo di screening ad hoc e le raccomandazioni elaborati dalla Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), in qualità di Federazione medica del CONI e unica Società Scientifica accreditata dal Ministero della Salute per la Medicina dello Sport.

È opportuno sottolineare che per sito sportivo – sia per gli allenamenti sia per le competizioni – si intende indifferentemente ogni locale o insieme di locali destinato allo svolgimento di esercizi sportivi (atletici, ginnici, di pratica motoria) fornito degli attrezzi necessari, di spogliatoi, di impianti igienici e docce ovvero ogni impianto che rappresenta un insieme di uno o più spazi di attività sportiva dello stesso tipo o di tipo diverso, che hanno in comune i relativi spazi e servizi accessori, preposto allo svolgimento di manifestazioni sportive.

Sono più di 300 le tipologie di sport prese in considerazione, dal tennis alla corsa, dal ciclismo al sumo. Coni e Politecnico si sono già messi al lavoro per avviare un confronto sulle varie tipologie di luoghi e di attività che dovranno essere analizzati con tempi molto stretti considerando che è in previsione una ripartenza già dall’inizio di maggio.

Le peculiarità sono molte, e bisognerà normare comportamenti eterogenei: campi all’aperto, piscine, palestre, palazzetti sono infatti luoghi molto differenti tra loro, così come le esigenze di chi pratica le rispettive discipline.  Sarà necessario prevedere accorgimenti e comportamenti adeguati a sport di squadra piuttosto che individuali, così come a sport che prevedono il contatto fisico oppure l’utilizzo di attrezzature.

Gli sport candidati a ripartire prima in sicurezza sono il tennis individuale, il golf, il running se non si corre uno dietro l’altro. Situazioni complesse per gli sport di squadra, anche se in alcuni casi, come il rugby, potrebbero essere le stesse divise, con casco e visiera, a fornire una protezione.

D’intesa col Comitato Italiano Paralimpico, è stato quindi richiesto alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate e agli Enti di Promozione Sportiva – che hanno prontamente fornito la più piena collaborazione – di compilare un questionario analitico predisposto sulla base di un modello di analisi di rischio.
Il modello proposto evidenzia per ciascuna disciplina sportiva gli aspetti valutativi della distanza, dei dispositivi di protezione da adottare e della possibilità di utilizzo di tecnologie applicate allo sport (cosiddetta digitalizzazione). Per ogni singola voce – applicata a ciascuna disciplina sportiva e con riferimento al luogo di pratica e alla natura dell’evento (allenamento/gara) – dovrà essere indicato il relativo fattore di rischio dove: 0= inesistente; 1=scarso; 2=medio; 3=alto; 4=elevato.

Inquadrati i fattori di rischio, normativa e atti di indirizzo di riferimento vengono definite misure di prevenzione e protezione, informazione, formazione e addestramento, mediante la definizione di adeguati protocolli e strumenti; le buone prassi individuate vengono quindi applicazione a casi studio (beta testing) per alcune discipline olimpiche e paralimpiche  quali basket, pallavolo, corsa di velocità, mezzofondo e fondo, tennis, vela, tiro con arco, scherma, judo.


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