Mobilità sostenibile
11-13 ottobre, sperimentazione zona 30 in Borgo San Paolo a Torino, laboratori ed eventi per i cittadini
Bike Pride Fiab Torino presenta il progetto “Circoscrizione 3(0)”: una sperimentazione di una Zona 30 in Borgo San Paolo”, con la collaborazione di associazioni e cittadini.
In Borgo San Paolo, per tre giorni – dall’11 al 13 ottobre 2019 – verrà sperimentata una “Zona 30” (velocità max. 30 km/h), tramite un ridisegno della viabilità e dello spazio pubblico.
Le associazioni, insieme ai cittadini, vivranno gli spazi liberati grazie alle modifiche alle strade.
Le vie Lancia e Isonzo vedranno un sostanziale ridisegno delle carreggiate, delle intersezioni e degli attraversamenti con l’obiettivo di aumentare la sicurezza e migliorare la qualità della vita dei residenti.
Fra le modifiche sperimentali: riduzione della sezione stradale disincentivando la velocità di chi transita e svolta, il restringimento dei raggi di curvatura agli incroci e la realizzazione di attraversamenti pedonali più visibili.
Gli spazi derivanti da queste modifiche sono recuperati con nuova pavimentazione, arredo urbano e fioriere.
Il ridisegno della sosta per le auto lungo via Lancia non eliminerà alcun parcheggio regolare.
I risultati attesi di questa sperimentazione sono una maggiore vivibilità delle strade di quartiere a velocità moderata, la riduzione dello smog e del rumore, la maggiore sicurezza e la migliore qualità dello spazio pubblico, che è di tutti.
Bike Pride ricorda che “la velocità elevata delle automobili è uno dei fattori di maggior rischio sulle strade della città oltre ad essere il principale disincetivo all’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per i propri spostamento urbani. Molti vorrebbero usare la bici a Torino, ma non lo fanno perché ritengono la sicurezza delle strade ancora carente per gli utenti più deboli. Ridurre il numero delle auto e la velocità e dotare la città di infrastrutture adeguate è quindi l’unica via percorribile per una città realmente a misura di persona”.
La sperimentazione nasce da una richiesta presentata nel Piano di Sviluppo 2019-2020 della Commissione di Quartiere San Paolo ed è stata preceduta da un incontro informativo con la cittadinanza realizzato durante la Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, ospiti del Consiglio della Circoscrizione 3.
In tale occasione si sono descritti i vantaggi delle zone 30 dal punto di vista della sicurezza, della qualità della vita e dello spazio pubblico, illustrati dall’architetto Diego Vezza.
Inequivocabili le parole di Francesca Troise, presidente della Circoscrizione 3: “Questa sperimentazione mi convince molto, perché è una sperimentazione fatta dal basso. Per i ciclisti, per i pedoni. La zona 30 ti costringe a rallentare e ad avere rispetto dei tuoi vicini”.
Il progetto sarà realizzato con il contributo di Bentley SOA, l’azienda che ha riportato al suo originario splendore il primo piano del grattacielo Lancia, tramite la creazione dello Spazio Lancia dedicato ad eventi e mostre d’arte.
Di seguito il programma degli eventi previsti durante la sperimentazione:
VEN 11-Ott: realizzazione dell’intervento con delimitazione delle nuove aree pedonali
SAB 12-Ott:
10:30-11:00: presentazione del progetto
11:00-12:00: “La via dei colori”, laboratorio papà-bimbo 0-6 anni, a cura di Binaria centro commensale, all’interno del progetto “E se diventi farfalla”, selezionato dalla Fondazione Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa.
16:00-18:00: Urban Street skating, a cura di Strike Surf Shop
16:00-18:00: Giochi di strada
DOM 13-Ott:
10:00-12:00: “Il bosco delle meraviglie”, laboratorio a cura di Binaria centro commensale, all’interno del progetto “E se diventi farfalla”, selezionato dalla Fondazione Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa.
16:00-17:00: Incontro sui benefici delle Zone 30, a cura della “Consulta della mobilità ciclistica e moderazione del traffico di Torino”
16:00-18:00: Giochi di strada
Per ulteriori informazioni: Arch. Diego Vezza, responsabile progetto – 333 2336289 – [email protected]
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Mobilità sostenibile
Giornata mondiale della bicicletta : un mezzo di trasporto semplice, economico, pulito e adatto a tutti.
La Giornata mondiale della bicicletta si celebra ogni anno il 3 giugno ed è stata istituita dalle Nazioni Unite per valorizzare la bici come mezzo di trasporto semplice, economico, pulito e adatto a tutti.
La bicicletta non è solo un mezzo pratico: aiuta a ridurre traffico, inquinamento e consumo di carburanti, migliorando allo stesso tempo la salute di chi la usa. Per l’ONU, la bici contribuisce anche alla sostenibilità sociale, perché rende più accessibili scuola, lavoro e servizi essenziali, soprattutto nelle comunità più vulnerabili.
La ricorrenza è nata nel 2018 e richiama il valore unico della bicicletta, usata da oltre due secoli e ancora oggi attuale nelle città come nei piccoli centri. L’idea di fondo è chiara: pedalare significa scegliere una mobilità a basse emissioni, più silenziosa e più rispettosa dell’ambiente.
Usare la bici aiuta a muoversi di più, a migliorare la forma fisica e a ridurre i rischi legati alla sedentarietà. Allo stesso tempo, ogni spostamento in bicicletta al posto dell’auto contribuisce a diminuire smog e rumore, con effetti positivi sulla qualità della vita urbana.
La Giornata mondiale della bicicletta è anche un invito a ripensare i nostri spostamenti quotidiani. Le istituzioni internazionali sottolineano infatti la necessità di integrare meglio la bici nei sistemi di trasporto pubblico e nelle politiche di sviluppo sostenibile. In questa direzione, pedalare diventa non solo una scelta individuale, ma un gesto collettivo per città più vivibili e meno dipendenti dai combustibili fossili.
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Il Giro-E 2026 dal 12 al 31 maggio
Il Giro-E Enel 2026, giunto all’ottava edizione si snoderà in 18 tappe dal 12 maggio da Amantea, in Calabria, sulle strade della quarta tappa del Giro d’Italia, la prima sul suolo nazionale dopo la Grande Partenza dalla Bulgaria fino al traguardo a Roma il 31 maggio.
Un’esperienza sempre più memorabile è l’obiettivo del Giro-E Enel 2026, che presenta alcune modifiche al regolamento per aumentare ancora di più il livello esperienziale dei partecipanti.
Al termine delle tappe non ci sarà più la volata dei capitani, ma i team arriveranno in parata a uno a uno sotto l’arco di arrivo, per un’esperienza condivisa fino in fondo e con l’opportunità di una foto realmente indimenticabile.
Inoltre, dopo l’arrivo, ogni giorno un capitano e un ospite saranno intervistati dagli speaker del Giro d’Italia sotto il traguardo, per raccontare la loro esperienza appena vissuta e condividerla con il pubblico che attende l’arrivo dei professionisti della Corsa Rosa.
Per la prima volta gli official team, che possono schierare un massimo di cinque partecipanti oltre il Capitano, per valorizzare la presenza di ospiti di rilievo disporranno di due Jolly da utilizzare nel corso dell’evento. Il partecipante aggiuntivo deve essere una figura nuova, che non abbia già preso parte ad altre tappe o a edizioni precedenti del Giro-E, né come concorrente né come capitano. Rimangono invariate, le tradizionali prove speciali che rendono ancora più avvincenti le tappe: il Chilometro sostenibile, la Prova cronometrata e la Blind crono.
I numeri del Giro-E Enel 2026, in linea con quelli dell’anno scorso, raccontano infatti di un’edizione particolarmente sfidante: 1.091 chilometri totali, per una media di 60 chilometri a tappa, con oltre 20 mila metri di dislivello positivo (20.450 metri, per la precisione).
Prima e terza settimana decisamente toste dal punto di vista altimetrico, con oltre 7mila metri di dislivello ciascuna e tappe a cinque stelle di alta montagna quali la 4 Roccaraso-Blockhaus, la 6 Sasso Marconi-Corno alle Scale, la 16 Agordo-Alleghe e la 17 San Daniele del Friuli-Piancavallo. Proprio la tappa 16 sarà la più dura dell’intero evento, con ben 2.700 metri di dislivello in soli 66 chilometri.
Tre le tappe più lunghe, tutte oltre gli 80 chilometri: la 3 da Pompei a Napoli (81,4 chilometri), la 8 La Spezia-Chiavari (87,4), la 9 da Savona a Novi Ligure (91,6). La più corta sarà la tappa 7 da Forte dei Marmi a Massa: 29,6 chilometri.
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Dal 16 maggio 2026, in Italia scatta l’obbligo di targa assicurazione RC e casco per tutti i monopattini elettrici
Negli ultimi anni i monopattini elettrici sono diventati una presenza sempre più diffusa nelle città italiane, rivoluzionando il modo di muoversi nei centri urbani. Tuttavia, insieme alla loro crescita, sono aumentate anche le preoccupazioni legate alla sicurezza e alla regolamentazione. Tra le novità più discusse c’è l’introduzione dell’obbligo di targa per questi mezzi.
Dal 16 maggio 2026, in Italia scatta l’obbligo di targa (contrassegno adesivo), assicurazione RC e casco per tutti i monopattini elettrici, dopo la riforma del Codice della Strada 2024-2025. I mezzi possono circolare solo in ambito urbano su strade con limite
km/h, con obbligo di indicatori di svolta (frecce) e luci.
Ecco i dettagli principali della nuova normativa sui monopattini:
- Targa e Assicurazione: Dal 16 maggio 2026, è obbligatorio il contrassegno identificativo adesivo (richiedibile online, costo ca. 8-9€) e la polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi.
- Casco: L’uso del casco protettivo è obbligatorio per tutti i conducenti, non più solo per i minorenni.
- Equipaggiamento: I monopattini devono essere dotati di indicatori di svolta (frecce) e freni su entrambe le ruote.
- Dove Circolare: È consentita la circolazione solo all’interno dei centri abitati e su strade con limite di velocità non superiore a 50 km/h. È vietato circolare su marciapiedi, zone pedonali (salvo diversa indicazione), piste ciclabili (o almeno, la normativa recente limita la circolazione), e fuori dai centri abitati.
- Sanzioni: La circolazione senza targa o assicurazione comporta sanzioni amministrative
L’idea alla base della targa è semplice: rendere identificabile ogni monopattino, proprio come avviene per auto e moto. Questo permetterebbe di risalire con facilità al proprietario in caso di incidenti, infrazioni o comportamenti scorretti, come la circolazione sui marciapiedi o il mancato rispetto dei semafori. Una misura che punta quindi a responsabilizzare gli utenti e a garantire maggiore tutela per pedoni e altri veicoli.
Secondo i sostenitori del provvedimento, l’obbligo di targa rappresenta un passo necessario per mettere ordine in un settore cresciuto molto rapidamente, spesso più veloce delle norme che lo regolano. Le amministrazioni locali, soprattutto nelle grandi città, chiedono strumenti concreti per contrastare l’uso improprio dei monopattini e migliorare la convivenza nello spazio pubblico.
Non mancano però le critiche. Alcuni ritengono che la targa possa scoraggiare l’utilizzo dei monopattini, considerati una soluzione ecologica e pratica per gli spostamenti brevi. L’introduzione di costi aggiuntivi e di nuove procedure burocratiche potrebbe infatti allontanare gli utenti, andando in parte contro gli obiettivi di mobilità sostenibile. Inoltre, resta da chiarire come verrà gestita la registrazione dei mezzi e quali saranno i controlli effettivi.
Un nodo importante riguarda anche i servizi di sharing: in questo caso, la responsabilità ricadrebbe sulle aziende che gestiscono le flotte, chiamate ad adeguarsi alle nuove regole e a garantire che ogni mezzo sia correttamente identificabile.
L’obbligo di targa per i monopattini si inserisce dunque in un quadro più ampio di riforma della micromobilità urbana, che include anche assicurazione, casco e limiti più stringenti. La sfida sarà trovare un equilibrio tra sicurezza, innovazione e sostenibilità, evitando che regole troppo rigide frenino una delle alternative più promettenti al traffico cittadino
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