I grandi incendi distruggono Amazzonia e Canarie demolendo paradisi del Pianeta Terra

E’ stata un’estate caratterizzata dagli incendi in importanti zone del mondo in Amazzonia, in Siberia, in Indonesia e a Gran Canaria. Rispetto all’anno scorso il numero degli incendi nella Foresta amazzonica è aumentato dell’83%. Il rapporto del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) dimostra come gli incendi siano dovuti alla conversione dei paesaggi naturali in territori agricoli. L’80% della deforestazione globale è dovuta alla produzione agricola industriale. Liberando il terreno dagli alber si distrugge quel polmone verde che fa in modo che il riscaldamento globale non peggiori a velocità massima dato che le foreste catturano un terzo dell’anidride carbonica rilasciata ogni anno dai gas, dal petrolio e dal carbone.

In Amazzonia, la foresta pluviale più grande del mondo subisce in questo periodo dell’anno come tutto il Brasile la stagione secca, che va da giugno a settembre, ma quest’anno la situazione si è fatta drammatic soprattutto nello stato di Amazonas, il più grande del Brasile.

A scatenare i focolai solitamente sono gli agricoltori che cercano di deforestare per ricavare spazi agricoli e di allevamento. Le immagini satellitari di Sentinel 2 confermano un trend superiore a quello degli anni scorsi e da inizio anno se ne contano circa 70 mila.
L’allerta è stata massima nei giorni scorsi quando il cielo sopra San Paolo è diventato buio per circa un’ora per gli incendi dell’Amazzonia e nel vicino Paraguay.

All’isola di Gran Canaria le autorità spagnole che hanno dovuto procedere a importanti evacuazioni nell’isola, ambita meta turistica. Le Canarie, arcipelago di sette isole di cui Gran Canaria è la seconda più visitata, hanno ospitato lo scorso anno 13,7 milioni di turisti.

L’incendio ha divorato il Parco naturale di Tamadaba, uno dei più selvaggi angoli incontaminati del pianeta consumando oltre 3.400 ettari di terreno a Gran Canaria. A Tamadaba si trovano esemplari di flora e fauna unici al mondo: il cedro delle Canerie e le euforbie, il picchio rosso maggiore e il fringuello blu. La ricchezza di biodiversità della zona ha fatto sì che Tamadaba venisse inserite nelle aree considerate ‘Riserva della Biosfera’ dall’Unesco, ed è inoltre zona di protezione speciale per la fauna avicola.


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