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Futuri possibili

TORINO Living Lab AxTO: lo strumento della Città di Torino per le imprese interessate all’economia circolare e collaborativa: prorogato il termine per le domande al 23 luglio 2018

C’è tempo fino al 23 luglio 2018 per candidarsi a concorrere alla nuova misura della Città di Torino a sostegno dell’innovazione sociale nell’ambito del Progetto AxTO – Azioni per le periferie torinesi (Azione 3.02). L’iniziativa denominata TORINO LIVING LAB AXTO – AZIONE 3.02 prevede di identificare attraverso un avviso pubblico soggetti interessati a co-sviluppare e testare in condizioni reali nuovi servizi, processi, strumenti, prodotti/ tecnologie in ambito di economia collaborativa e circolare.

TORINO LIVING LAB AXTO – AZIONE 3.02 offrirà supporto finanziario alle imprese eventualmente in collaborazione con organizzazioni pubbliche o private selezionate, per sostenere la sperimentazione di soluzioni nuove (o significativamente migliorate) che siano in grado di favorire la valorizzazione degli scambi sociali, il riuso di beni e risorse strumentali e forme sostenibili di consumo e organizzazione dei servizi su scala di quartiere.

Le soluzioni dovranno rispondere alle sfide sociali e di qualità della vita nelle aree target nonché favorire la valorizzazione degli scambi sociali, il riuso di beni e risorse strumentali e forme sostenibili di consumo e organizzazione dei servizi su scala di quartiere.


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Beni Comuni

A Torino il 21 marzo la 31ª Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento di ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie e, al tempo stesso, un rinnovato impegno collettivo contro criminalità organizzata e corruzione.

Istituita con la legge n. 20 dell’8 marzo 2017, la Giornata nasce nel 1996 in Campidoglio, quando venne letto per la prima volta l’elenco delle vittime innocenti, curato da Saveria Antiochia, madre di Roberto Antiochia. Da allora è divenuta un appuntamento annuale di partecipazione civile, memoria viva e responsabilità condivisa, che coinvolge scuole, associazioni e comunità di tutta Italia.

Il 21 marzo sarà ancora una volta, un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, senza dimenticare chi ha perso la vita nelle stragi, nel terrorismo e nel dovere. L’intero territorio piemontese si prepara ad accompagnare il cammino verso questo appuntamento, che coinciderà con la chiusura del trentennale di Libera.

Programma della 31ª Giornata della Memoria e dell’Impegno

Venerdì 20 marzo 2026:

ore 15:00 Assemblea dei familiari – Cavallerizza Reale, via Giuseppe Verdi 9 ( la partecipazione all’assemblea è strettamente riservata ai familiari)

ore 18:00 Veglia ecumenica – Basilica Cattedrale di San Giovanni Battista

Sabato 21 marzo 2026: corteo

ore 08.00 Ritrovo in Piazza Solferino
ore 09.00 Partenza corteo con arrivo a Piazza Vittorio
ore 11:00 Lettura dei nomi delle vittime innocenti delle mafie
ore 12:00 Intervento conclusivo di Luigi Ciotti
ore 14.30/17.00 Seminari di approfondimento
Ore 20.30 – Intrecci di memoria, Concerto per la XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie con gli artisti dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino Musiche di Richard Wagner e Felix Mendelssohn-Bartholdy – Teatro Regio Torino – Foyer del Toro

Mostre:
“Il graffio poetico”
Con le vignette realizzate dal 2018 da Mauro Biani per le inchieste del premio Roberto Morrione
a cura di Amici di Roberto Morrione
Fabbrica delle “e” Corso Trapani 91/b
Visitabile dal 19 marzo ore 18.00

“La bomba e il silenzio”
Dedicata a Giovanni Selis, primo magistrato italiano vittima di un’autobomba, nel dicembre 1982 ad Aosta.
A cura di Libera Valle d’Aosta.
Aula Magna della Facoltà di Matematica – Via Carlo Alberto 10
Visitabile il 21 marzo pomeriggio

“Una storia ancora da scrivere”
Dedicata a Bruno Caccia, primo e unico magistrato ucciso dalle mafie nel Nord Italia, nel giugno 1983 a Torino.
A cura di Libera Piemonte.
Aula Magna del Rettorato – Via Po 17
Visitabile il 21 marzo pomeriggio

“Non c’è giustizia senza bellezza: 24 scatti di Letizia Battaglia”
A cura di Via Artisti Teatro e Libera Piemonte.
Polo del ’900 – Via del Carmine 14
Inaugurazione: 20 marzo ore 10.00- Visitabile il 20 e 21 marzo

“I 30 anni di Libera”
Con le fotografie di Marco Donatiello.
Sala Conferenze della Biblioteca Civica – Via della Cittadella 5
Visitabile il 21 marzo pomeriggio


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Futuri possibili

In Germania, la Protezione civile pubblica una nuova guida per prepararsi a uno stato di crisi che include anche gli scenari di guerra

L’Ufficio federale tedesco per la protezione civile e l’assistenza ai disastri (BBK) ha pubblicato una nuova guida alla preparazione dei cittadini in caso di crisi , includendo, per la prima volta dal 1990, anche lo scenario di guerra.

Sebbene la Germania resti “uno dei Paesi più sicuri al mondo”, come sottolinea l’ente federale, la decisione arriva in un contesto di crescente instabilità geopolitica, aggravata dalla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. “È sempre vantaggioso essere preparati in anticipo”, ha dichiarato il direttore del BBK, Ralph Tiesler, presentando il documento.

La pubblicazione, intitolata “Precauzioni per crisi e disastri”, contiene istruzioni pratiche su come reagire in caso di esplosioni, come gestire la paura in situazioni estreme e come distinguere le informazioni affidabili dalla disinformazione. È la prima volta da oltre tre decenni che il BBK include nella sua comunicazione pubblica lo scenario di un conflitto armato, finora sostituito da raccomandazioni legate a calamità naturali, inondazioni o blackout elettrici.

Oltre ai rischi bellici, la guida affronta anche le minacce ibride, come i cyberattacchi alle infrastrutture critiche, il sabotaggio e la propaganda digitale. “Viviamo una fase di grande incertezza globale”, ha spiegato Tiesler. “Vogliamo offrire orientamento e rassicurazione a chi si sente preoccupato o impreparato”.

Il tema della guerra e della sicurezza nazionale è sempre più presente nel dibattito politico tedesco, alimentato anche dalle discussioni sul ritorno della leva obbligatoria e sull’uso dei droni militari. Il manuale del BBK propone di accumulare scorte alimentari e di acqua sufficienti per tre o fino a dieci giorni, a seconda del numero di persone nel nucleo familiare.

Secondo i calcoli dell’ente, una famiglia tipo (due adulti e due figli) dovrebbe tenere in casa almeno otto casse d’acqua, venti barattoli di verdure, una dozzina di frutta in conserva, sette-nove confezioni di latte, oltre a olio, uova e cibi proteici a lunga conservazione.
Il costo stimato di una simile scorta varia tra i 200 e i 300 euro.

La guida raccomanda anche di scaricare un’app di allerta per ricevere aggiornamenti in tempo reale. Tuttavia, il BBK avverte che in caso di blackout le comunicazioni digitali potrebbero interrompersi: meglio avere a disposizione una torcia a manovella, una radio a batterie e un fornello portatile.

Un recente sondaggio dell’Ufficio ha rivelato che oltre la metà dei tedeschi non ha predisposto alcuna misura di emergenza.


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I dati del Rapporto Montagne italia 2025 relativi al torinese: Val Chiusella, Valsangone e Pinerolese e Valli di Lanzo in crescita

Val Chiusella e Valsangone sono le due aree montane del Torinese con miglior tasso migratorio. Oltre il 50 per mille, il doppio della montagna del Piemonte, che si attesa sul 26,4 per mille di tasso migratorio positivo, tra il 2019 e il 2023. Vanno bene Pinerolese e Valli di Lanzo-Alpi Graie con numeri ben maggiori a quelli della media della montagna regionale.

Uncem ha presentato questi dati e tanti altri dati del “Rapporto Montagne Italia 2025”  al Museo nazionale della Montagna di Torino in una serata partecipata aperta dalla Direttrice del Museo Daniela Berta e dal Vicedirettore generale CAI Giacomo Benedetti. Presenti gli Assessori regionali Gian Luca Vignale e Marco Gallo, l’Assessore di Torino Francesco Tresso e il Vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo.

Non crescono solo gli stranieri, dal 2019 al 2023, nelle zone montane. Aumentano gli italiani. 100mila in più nelle zone montane Italia. Non distribuiti in modo uguale. E i numeri del Piemonte, ma anche del Torinese, sono migliori delle Alpi e degli Appennini nel loro complesso. Il Rapporto Montagne Italia è realizzato da Uncem nell’ambito del Progetto ITALIAE (per far crescere managerialità e capacità amministrativa tra Comuni delle valli) voluto dal Dipartimento Affari regionali e delle Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È edito da Rubbettino ed esce dopo otto anni dall’ultimo Rapporto Uncem del 2017, oggi nel pieno delle analisi sullo “spopolamento” delle aree interne (Uncem chiede di tornare efficacemente a parlare e a scrivere ‘aree, zone, di montagna’, come scrive l’articolo 44 della Costituzione) e a pochi giorni dall’approvazione a Montecitorio del disegno di legge montagna del Governo, promosso dal Ministro Calderoli.

“Attenzione a non confondere saldo naturale, negativo a Torino, in Italia tutta, come in montagna, con il saldo migratorio – evidenzia Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte – Noi abbiamo guardato nel Rapporto ai flussi. E con il lavoro fatto da Giampiero Lupatelli, da Luca Lo Bianco, da Fabio Renzi, facciamo una analisi che porta a mostrare 100mila nuovi ingressi nei territori montani italiani, con il Piemonte che ha un 26per mille molto interessante di saldo migratorio. Ribadisco che le politiche e la governance dei territori, oltre che l’assetto istituzionale, fanno la differenza. E così abbiamo percorsi vincenti fatti dalla Regione Piemonte che, oltre alle 15 Green Community candidate da territori piemontesi sul bando nazionale del 2022, per quasi 180 Comuni, quattro finanziate con 25 milioni di PNRR, ha altre dieci Green Community di territorio finanziate con 23 milioni di euro proprio dalla Regione Piemonte. Questo è importantissimo per uscire da logiche campaniliste ed entrare nel NOI. È un modello nazionale. Il Rapporto lo mostra insieme a tanti dati economici e sociali”. Roberto Colombero sottolinea anche il valore della formazione, del capitale umano. Obiettivo dell’Uncem Piemonte è arrivare a fare un ITS Montagna, esempio nazionale, che parta anche dall’importantissimo lavoro delle Università italiane e piemontesi, descritto nel Rapporto, per e dalla montagna. Ad esempio con il Master Montagna, presentato ieri a Torino dal prof. Filippo Monge, che vede insieme Università degli Studi, Corep, SAA. Un percorso vincente, già frequentato da 120 studenti in quattro anni.

Secondo i dati del Rapporto, è l’Alta Val di Susa con la via Lattea ad avere il miglior dato sull’occupazione, con il 43,7%, superiore dunque alla media della montagna italiana che si ferma al 38%. Tutte le aree omogenee territoriali che il Rapporto Uncem considera (non c’è volutamente una analisi di dati per singolo Comune, proprio per uscire da logiche campaniliste anche culturali), sono sopra la media nazionale. “Ultima” in classifica l’area dell’Unione montana Mombarone, con il 39,5% di occupazione. Proprio la Mombarone è la seconda area per concentrazione di imprese, dopo appunto all’Alta Val di Susa. Imprese giovani percentualmente in numero maggiore nelle Valli Orco e Soana. Dove sono maggiori ad altri contesti territoriali montani torinesi anche le imprese femminili.

Sull’agricoltura dati importanti di superficie agricola coltivabile (SAU) nelle Valli Orco e Soana e nelle Valli di Lanzo. Diminuisce invece la SAU del 50per cento dal 2010 al 2020 nell’area del Mombarone. Altissime, più del dato nazionale, le superfici forestali, in continuo aumento. Dal 63% di territorio forestale della zona della Dora Baltea (eporediese ai confini con la Val d’Aosta), fino al 44,6% di superficie, fatto il totale, nella zona dell’Alta Val di Susa-Via Lattea. Siamo sopra ovunque al 38% dell’Italia, che è appunto un terzo bosco.

Sul turismo, non sorprende, stacca tutti per posti letto l’Alta Val di Susa-Via Lattea. Molto più indietro ma buoni i numeri in Valle Chisone e Germanasca, dove le strutture stanno aumentando. Indietro la Valsangone che ha comunque il primato per le notti dormite in media, 3,8, contro le 1,8 della Valchiusella.

Sul PIL e sulla “ricchezza”, tanti i dati del Rapporto Uncem. Alta Val di Susa-Via Lattea, con 38mila euro di pil procapite medio, stacca tutti. Doppia la Bassa Val di Susa, seconda area tracciata, con 18mila euro di PIL procapite. Sul reddito imponibile, 23 mila euro in Valsangone: miglior risultato.

“La montagna piemontese, torinese, è viva. Non è territorio dal quale fuggire. Si esce dalle aree urbane – evidenzia Marco Bussone – come il Rapporto sottolinea, per molti motivi. Ma uno è centrale. La Città non è più motore di attrazione, non ha più l’ascensore sociale che ha avuto per molti decenni nel Novecento. Ora si cercano altri modelli di vita, nuovi servizi e opportunità. Ci si sposta anche lungo le aste delle valli. Il Rapporto Uncem 2025, al quale seguirà una nuova edizione un secondo volume a breve, ci dice che molti dati nelle Alpi sono positivi, ma soprattutto apre interrogativi. Che colmeremo anche grazie a un premio per tesi di laurea. Le domande sono molte. Chi sono le persone che arrivano, quanti anni hanno, cosa cercano? Quali servizi dare? Se sono famiglie hanno bisogno di cose molto diverse rispetto a over65. Di certo, la montagna non è morta, non è territorio da quale scappare. Alcuni residenti più anziani possono anche essere rancorosi. Oppure possiamo avere percezioni distorte rispetto ai dati sociali ed economici. Di certo il Rapporto fa fotografie, interpreta dati, fa analisi. Il 58% degli intervistati da Nando Pagnoncelli sul Rapporto vorrebbe andare a vivere in montagna. Dobbiamo esserne consapevoli. E lavorare con Stato e Regioni per rafforzare politiche e servizi. Uncem farà e fa oggi la sua parte. Non polemiche, non rivendicazioni, bensì Sindacato di territorio speriamo intelligente, smart, che fa proposte, che orienta le politiche. Non possono essere di Campanile e manco di Paese. Sono in chiave europea, con altri Paesi insieme a noi, e dobbiamo lavorarci intensamente con un asse di buona lobby tra


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