Massa Critica
Il Premio Lagrange Fondazione CRT 2025 va a Iyad Rahwan per gli studi sull’interazione sociale uomo macchina
Il premio Lagrange Fondazione CRT 2025 è stato assegnato a Iyad Rahwan scienziato di origine siriano-australiano che a Berlino dirige l’istituto Max Planck for Human Development.
La consegna del premio si svolge martedì 28 ottobre alle OGR Torino Binario 3, seguita da un dialogo tra il vincitore e la professoressa Teresa Numerico, dell’Università Roma Tre, moderato dal giornalista Andrea Capocci, durante il quale saranno esplorati i temi del premio e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società.
“Se dovessi raccontare ad un bambino che immagine associare all’Intelligenza Artificiale, disegnerei un robot meccanico metallico. Progettato e costruito come un’automobile che risponde a dei comandi ben precisi e che, grazie alle sue enormi potenzialità, è in grado di modellare la società ed esserne allo stesso tempo influenzato”. Attraverso questa affermazione, lo scienziato di origine siriane, Iyad Rahwan, studioso dell’interazione uomo-macchina nella società contemporanea, con una formazione scientifica maturata tra l’Australia, gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti e la Germania, sottolinea come le macchine intelligenti assolvano ad un ruolo non solo tecnologico ma anche di interazione e relazione sociale, riflettendo i bias, le norme e le scelte morali della collettività.
Lo studio dell’IA , non solo come un insieme di algoritmi e dati ma come sistema complesso che produce effetti sociali ed influenza le interazioni e i comportamenti tra le persone e le macchine, ha portato il professor Iyad Rahwan ad essere insignito del Premio Lagrange – Fondazione CRT 2025, il massimo riconoscimento internazionale per la Scienza dei Sistemi complessi e dei Dati, istituito e finanziato dalla Fondazione CRT e coordinato da ISI Foundation – Istituto per l’Interscambio Scientifico, con sede a Torino.
Il lavoro del Prof. Rahwan e dei suoi collaboratori presso il Max Planck Institute for Human Development di Berlino, parte dall’assunto che l’intelligenza artificiale ha la capacità di influenzare ogni aspetto della vita delle persone ma allo stesso tempo l’ecosistema umano, costituito da linguaggi, valori, storia e pregiudizi, rappresenta il “nutrimento” con cui l’IA viene addestrata.
Come si osserva una macchina nel suo habitat naturale? Per il professore occorre studiare in modo sistematico gli output e il comportamento di sistemi già in funzione. Ma questo non è sempre sufficiente in quanto le attuali tecnologie hanno un elevato grado di complessità e imprevedibilità. Spesso, infatti, un algoritmo progettato per uno scopo può avere effetti collaterali non intenzionali nel momento in cui viene implementato su larga scala. Serve quindi adottare un nuovo quadro scientifico dal carattere trasversale apprendendo anche dalla biologia, dall’economia e dalle scienze sociali, al fine di comprendere tutti quei fenomeni che emergono quando milioni di esseri umani e intelligenze artificiali interagiscono tra loro.
Quindi l’IA rappresenta davvero una nuova forma di intelligenza oppure è solo uno specchio dell’intelligenza umana? Le ricerche condotte dallo studioso giungono alla conclusione che entrambi gli assunti siano veri, ossia che l’IA appare come uno specchio deformante che riflette l’uomo, la società, i saperi e gli errori umani. Al tempo stesso rappresenta una nuova forma di intelligenza, che non manifesta il pensiero umano ma esplora territori completamente alieni che vanno studiati in modo profondo.
In questo quadro si inserisce anche il tema etico: i dati raccolti dagli scienziati e testimoniati in diverse ricerche tra cui Moral Machine Experiment e Machine Behaviour, evidenziano come non sia possibile immaginare un’etica universale per l’intelligenza artificiale. L’obiettivo non deve essere infatti quello di trovare un codice etico unico da programmare nelle macchine, bensì di creare processi che permettano alle diverse comunità e culture di deliberare e decidere autonomamente quali valori le loro macchine dovrebbero riflettere.
I dilemmi sociali dell’IA non sono dunque soltanto enigmi astratti o intellettuali. Sono profondamente umani. Per questa ragione, Iyad Rahwan ha trovato anche nell’arte la modalità per tradurre l’impatto sociale di un algoritmo complesso in un’esperienza viscerale. Con i suoi progetti di arte mediale, esposti in importanti istituzioni culturali, lo scienziato documenta, attraverso la pittura, come le macchine intelligenti plasmino la percezione del mondo da parte dell’uomo.
“Many of the past winners are personal academic heroes of mine, who inspired me to join the field of Computational Social Science over 15 years ago. It is, therefore, a great honor and a privilege for me to be awarded the Lagrange Prize alongside these amazing scientists. I also feel strongly that I am receiving this prize not only on my own, but also on behalf of all my amazing former and current students and other lab members. Doing interdisciplinary work requires a leap of faith by people from different disciplines to work together on hard questions, and I feel fortunate to help catalyze such teamwork” ha dichiarato il vincitore del Premio Lagrange – Fondazione CRT 2025, Iyad Rahwan.
“Le ricerche del prof. Rahwan si collocano al centro tra le scienze informatiche e le scienze sociali. I suoi lavori sono una testimonianza importante per comprendere la coevoluzione tra umani e IA, ovvero come nasce e si sviluppa un’influenza reciproca tra l’uomo e le macchine e come questa incide sulle scelte, sulle norme e sui valori che caratterizzano la nostra società contemporanea. Per Rahwan, le macchine dotate di IA sono organismi sociali. Non basta sapere come vengono costruite: bisogna studiarle attraverso le interazioni e gli effetti che generano nel mondo reale. Il prestigioso Premio Lagrange, assegnato al suo lavoro, è la testimonianza di quanto oggi sia importante considerare la tecnologia non solo un insieme di dati e algoritmi ma un sistema complesso che modella la nostra contemporaneità” ha dichiarato il Presidente di ISI Foundation, Alessandro Vespignani.
PREMIO LAGRANGE – FONDAZIONE CRT: L’ALBO D’ORO
2024 Marta C. González (ingegneria civile e ambientale, USA)
2023 Tina Eliassi-Rad (Informatica, USA)
2019 Iain D. Couzin (biologo, UK) e David Gruber (biologo ed esploratore, USA)
2018 César Hidalgo (fisico, Cile/USA)
2017 Danielle S. Bassett (fisica e neuroscienziata, USA)
2016 John Brownstein (epidemiologo, Canada)
2015 Panos Ipeirotis (informatico, Grecia) e Jure Leskovec (informatico, Slovenia)
2014 Mark Newman (fisico, UK)
2013 Duncan J. Watts (fisico e sociologo, Australia)
2012 Lada Adamic (studiosa di reti sociali, USA) e Xavier Gabaix (economista, Francia)
2011 Albert László Barabási (fisico, Ungheria/USA)
2010 James J. Collins (bioingegnere, USA)
2009 Giorgio Parisi (fisico, Italia)
2008 Yakov Grigorievich Sinai (matematico, Russia) e William Brian Arthur (economista, UK)
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Da lunedì 20 luglio la nuova App Osserva prezzi Carburanti
Da lunedì 20 luglio sarà disponibile la nuova App “Osservaprezzi Carburanti” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per dispositivi iOS e Android, pensata per offrire ai cittadini un’informazione semplice, trasparente e immediata sui prezzi dei carburanti praticati sul territorio.
Attraverso l’App, i consumatori potranno individuare il distributore più vicino o confrontare i prezzi per scegliere quello più conveniente.
La consultazione sarà resa ancora più efficace dalla visualizzazione del prezzo medio regionale e dalla possibilità di confrontarlo con il prezzo praticato, nella stessa giornata, da ciascun impianto.
La nuova applicazione rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento degli strumenti di trasparenza del mercato, a beneficio dei consumatori e della concorrenza.
Nella fase iniziale di utilizzo, il Ministero invita gli utenti a segnalare eventuali osservazioni sulla precisione dei dati e sulle funzionalità dell’App, così da raccogliere indicazioni utili a migliorarne progressivamente l’efficacia e la qualità del servizio offerto.
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Google, confermata la maxi multa da 4,125 miliardi dell’Ue: abuso di posizione dominante con Android
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato in via definitiva la sanzione da 4,125 miliardi di euro inflitta a Google per abuso di posizione dominante nel mercato dei dispositivi mobili Android. Con la decisione pronunciata dai giudici di Lussemburgo si chiude uno dei più importanti contenziosi antitrust degli ultimi anni, sancendo la legittimità dell’intervento della Commissione europea contro il colosso tecnologico americano.
La Corte ha respinto il ricorso presentato da Google e dalla società controllante Alphabet contro la sentenza del Tribunale dell’Unione europea che, nel 2022, aveva già confermato la responsabilità dell’azienda, riducendo però l’importo della sanzione dagli iniziali 4,34 miliardi a 4,125 miliardi di euro. Con la pronuncia definitiva non saranno possibili ulteriori impugnazioni nell’ambito della giustizia europea.
Le accuse della Commissione europea
L’indagine era stata avviata dalla Commissione europea per verificare il comportamento di Google nei confronti dei produttori di smartphone e tablet basati sul sistema operativo Android. Secondo Bruxelles, l’azienda avrebbe sfruttato la propria posizione dominante imponendo una serie di condizioni contrattuali che limitavano la concorrenza e rafforzavano ulteriormente il proprio ecosistema digitale.
In particolare, Google avrebbe obbligato i produttori che desideravano ottenere la licenza per il Play Store a preinstallare anche il motore di ricerca Google Search e il browser Chrome sui dispositivi Android. Inoltre, avrebbe previsto incentivi economici affinché i produttori installassero esclusivamente il proprio motore di ricerca e avrebbe ostacolato lo sviluppo e la commercializzazione di versioni alternative del sistema operativo Android, note come “fork”.
Secondo le autorità europee, queste pratiche hanno limitato la possibilità per i concorrenti di competere sul mercato della ricerca online e dei browser mobili, consolidando ulteriormente la posizione dominante di Google.
La sentenza definitiva
Con la decisione odierna, la Corte di giustizia ha ritenuto infondati i motivi di ricorso presentati da Google e Alphabet, confermando l’impianto giuridico della sentenza del Tribunale. I giudici hanno quindi stabilito che le pratiche contestate erano idonee a restringere la concorrenza e a danneggiare il corretto funzionamento del mercato interno europeo.
La conferma della sanzione rappresenta un’importante vittoria per la Commissione europea nella sua politica di controllo delle grandi piattaforme digitali e rafforza il principio secondo cui anche i colossi tecnologici devono rispettare le regole della concorrenza previste dall’Unione.
Una delle più grandi multe antitrust della storia europea
La sanzione da 4,125 miliardi di euro resta una delle più elevate mai inflitte dalla Commissione europea nell’ambito delle norme sulla concorrenza. Il procedimento su Android rappresenta uno dei tre grandi casi antitrust che hanno coinvolto Google negli ultimi anni, insieme a quelli relativi al servizio di comparazione degli acquisti Google Shopping e alla piattaforma pubblicitaria AdSense.
Negli ultimi anni Bruxelles ha inoltre rafforzato il quadro normativo nei confronti delle grandi piattaforme digitali attraverso nuovi strumenti legislativi, come il Digital Markets Act (DMA) e il Digital Services Act (DSA), con l’obiettivo di garantire mercati più aperti, trasparenti e competitivi.
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Non è mai troppo presto: la campagna dedicata all’educazione digitale per neogenitori.
E’ partita la campagna di comunicazione istituzionale “Non è mai troppo presto”, dedicata all’educazione digitale per neogenitori. La campagna intende sensibilizzare e accompagnare i neogenitori nell’uso consapevole delle tecnologie digitali durante i primi anni di vita dei figli, una fase cruciale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale del bambino.
“L’uso appropriato delle tecnologie è un intervento di salute pubblica e prevenzione – ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci – Da parte del ministero c’è grande attenzione alle attività di sensibilizzazione, educazione e tutela delle nuove generazioni e dei genitori. Stiamo puntando con forza sulla prevenzione e sui corretti stili di vita così come sul contrasto alle dipendenze e continueremo a farlo”.
Alla presentazione, oltre al ministro Schillaci, sono intervenuti: il Sottosegretario Alfredo Mantovano, il Sottosegretario per l’informazione e l’editoria Alberto Barachini, il Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella, il fondatore della Fondazione Pensiero Solido Antonio Palmieri e il presidente dell’Associazione Dipendenze Tecnologiche, Cyberbullismo e Hikikomori Giuseppe Lavenia.
Lo spirito della campagna “Non è mai troppo presto”, con i 9 consigli digitali, è accompagnare verso una maggiore e più completa consapevolezza le famiglie su questo tema e ricordare che la connessione più importante, soprattutto nei primi anni di vita, resta quella tra genitori e figli: la tecnologia non può mai sostituire la presenza.
Sono i piccoli gesti quotidiani – un sorriso, un abbraccio, una parola detta guardandosi negli occhi – a costruire fiducia, sicurezza e amore nei primi anni di vita.
Ecco i 9 consigli:
1) ALLATTARE È UNO SGUARDO. Quando allatti guarda il tuo bimbo. È un momento fondamentale per creare connessione e sicurezza. Il telefono e lo scroll possono aspettare.
2) TU PRIMA DELLO SCHERMO. Quando sei con il tuo bambino, metti via il telefono: lo sguardo e la voce della mamma o del papà sono più importanti di qualsiasi notifica.
3) OCCHI NEGLI OCCHI. Ogni momento di attenzione condivisa – per esempio mentre cambi il pannolino – vale più di mille video.
4) A TAVOLA INSIEME. Non usare il video o la tv come distrazione per far mangiare il bimbo o la bimba.
5) IL LEGAME SI COSTRUISCE CON LA PRESENZA FISICA. Abbracci, carezze, parole, sguardi sono la vera “tecnologia affettiva” che nutre lo sviluppo.
6) NIENTE SCHERMO PER CALMARE. Non usare video o smartphone per distrarre o tranquillizzare: insegna a gestire le emozioni con la tua presenza.
7)STAI ATTENTO AL TUO USO DEL DIGITALE. I bambini imparano guardandoti. Se stai sempre con lo smartphone in mano, penseranno che la vita sia solo quella.
8) SI GIOCA CON GIOCATTOLI TOCCABILI E MANIPOLABILI. Offri al bimbo giochi e oggetti semplici da esplorare con le mani: stimolano molto più di una app.
9) POCHISSIMI SCHERMI NEI PRIMI TRE ANNI. Nei primi anni il cervello ha bisogno di toccare, maneggiare, guardare, imparare.
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