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Innovazione

View Conference, il futuro del mondo digitale dal 16 al 21 ottobre a OGR Torino

Ispiratrice. Visionaria. Educativa. Con un mix unico nel suo genere tra professionisti del settore, Think Leader, studenti e appassionati, VIEW celebra le nuove frontiere di animazione, effetti visivi (VFX) e videogiochi, per confrontare le rispettive visioni sul futuro del settore digitale.

In presenza e online, le conferenze, presentazioni, masterclass e i workshop compongono un esauriente panorama delle più recenti avanguardie nel campo dello storytelling, produzioni virtuali, computer grafica, media interattivi e immersivi, realtà virtuale, aumentata e mista, Metaverso, Intelligenza Artificiale, Rendering in Real- Time e altro ancora.

VIEW Conference, il principale evento italiano relativo a Computer Grafica, storytelling interattivo e immersivo, Animazione, Effetti Visivi, Videogames, Realtà Virtuale, Mista e Aumentata, porta ogni anno in Italia i migliori professionisti di questi settori, riunendoli nella meravigliosa e suggestiva città di Torino nel corso di una settimana ricca di incontri, presentazioni, tavole rotonde e laboratori. L’edizione 2022 di VIEW Conference si terrà dal 16 al 21 ottobre, parte online e parte “in presenza” presso gli innovativi spazi delle OGR-Officine Grandi Riparazioni di Torino. L’evento è tenuto in lingua inglese.

VIEW conta quest’anno 137 ospiti, tra cui 10 Premi Oscar, più di 100 incontri e 5 anteprime: dal “first look” di 20 minuti in esclusiva sul prossimo film d’animazione Disney “Strange World – Un mondo misterioso”, al nuovo lungometraggio in stop motion, “Wendell & Wild”; da “My Father’s Dragon”, alla prima mondiale della miniserie giapponese in quattro episodi “ONI: Thunder God’s Tale”, a “Il Gatto con gli Stivali 2-L’ultimo desiderio”.

Tra i protagonisti, sotto la Mole: Rob Minkoff, regista de “Il Re Leone”; Roy Conli, produttore dell’ultimo film Disney in anteprima “Strange World – Un mondo misterioso”; Peter Ramsey, co-direttore del film vincitore dell’Oscar “Spider-Man: un nuovo universo”; Kristine Belson, presidente di Sony Picture Animation; Ramsey Nato presidente di Nickelodeon Animation e Paramount Animation; Julien Fournié, lo stilista del metaverso; Scott Eaton, l’artista dell’IA; Guido Quaroni, artista degli effetti speciali; Mark Ulano, l’ingegnere del suono, Premio Oscar per “Titanic”; Rob Bredow, artista degli effetti visivi per “Solo: A Star Wars Story”; Danielle Feinberg, direttrice della fotografia per “Brave” e “Coco”; Pierre Perifel, il regista di “The Bad Guys”; Robert Zemeckis e Henry Selick in live streaming.

“Potrebbe ormai sembrare un cliché, ma è la pura verità che ogni anno il programma di VIEW Conference si ripresenta più ricco e perfezionato – spiega la CEO di View Conference Maria Elena Gutierrez – Il livello dei relatori di quest’anno è eguagliato solo dal loro entusiasmo nell’essere qui, e dalla consapevolezza dell’importanza di questo poter esserci. Dopo l’incubo del COVID, è meraviglioso sapere che la maggior parte dei nostri relatori sarà con noi di persona”.

ISPIRANTI NARRATORI

Da “Encanto” a “Pinocchio”, da “Red” a “Lightyear-La vera storia di Buzz”, da “Wendell & Wild” a “Il mostro dei mari”, “Troppo cattivi” e “Il gatto con gli stivali- L’ultimo desiderio”, VIEW Conference propone numerosi approfondimenti ed eventi speciali dedicati ai più recenti blockbuster realizzati delle principali realtà produttive, tra cui Walt Disney Studios, Pixar Animation Studios, Netflix e molte altre.

A condurre i talk saranno gli stessi cineasti: a partire dal premio Oscar Robert Zemeckis, in una conversazione virtuale con il supervisore degli effetti visivi Kevin Baillie sul viaggio creativo intrapreso per portare sullo schermo “Pinocchio” (mercoledì 19, ore 12.30). E continuando con altri acclamati autori quali Domee Shi, direttore di Turing Red di Pixar Animation Studios, Angus MacLane, direttore luci ai Pixar Animation Studios, e Chris Williams, regista de “The Sea Beast” (Netflix), già Premio Oscar per “Big Hero6” (lunedì 17, ore 18.30).

Spazio anche a un tuffo di nostalgia nell’amatissimo classico Disney del 1994 “Il re leone” in compagnia del regista Rob Minkoff che presenterà un approfondimento sulla realizzazione del film “Deep Dive into the Lion King”, il film che ha aperto nuove frontiere alla tecnologia (giovedì 20, ore 9).

All’insegna dell’ispirazione a 360°, è in programma una variegata offerta di presentazioni, come quella della toccante serie “Lost Ollie” creata da Shannon Tindle e diretta da Peter Ramsey (venerdì 21, ore 17.45) o dell’antologia di corti animati sovversivamente divertenti “Love, Death + Robots” con il produttore Tim Miller (venerdì 21, ore 18), entrambe targate Netflix, o ancora dell’innovativa esperienza-concerto “ABBA Voyage” nell’incontro “Creating the ABBA Voyage Concert Experience” con i supervisori degli effetti visivi Ben Morris e Ian Comley che hanno contribuito a costruire uno show unico al mondo presentando sul palco a Londra gli artisti svedesi in versione avatar (venerdì 21, ore 12.45).

Dall’universo videoludico, arriva l’opportunità di incontrare i creatori di “Horizon Forbidden West”, Jan-Bart Van Beek, il sequel di Horizon Zero Dawn sviluppato da Guerrilla Games e pubblicato da Sony per Playstation 4 e 5 (lunedì 17, ore 11.30) e “Returnal” (BAFTA Games Award) per scoprire con Risto Jankkila e Sharman Jagadeesan gli effetti visivi in Real-time utilizzati per il gioco per PS5 (martedì 18, ore 12.45).

Gli effetti visivi saranno altrettanto ben rappresentati da un ampio parterre dei più illustri supervisori VFX, presenti a VIEW per offrire strabilianti immersioni nei “dietro le quinte” degli ultimi successi cinematografici tra cui “Thor: Love & Thunder”, “Stranger Things 4”, “The Sandman”, “Jurassic World-Il dominio”, “Doctor Strange e il multiverso della follia”, “Moon Knight” e altri.

 

ANTEPRIME ESCLUSIVE

I momenti salienti di questa edizione includono anche una serie di anteprime italiane e internazionali con immagini e video inediti delle pellicole più recenti e significative. Da non perdere il “first look” di 20 minuti in esclusiva sul prossimo film d’animazione Disney “Strange World-Un mondo misterioso” in compagnia del produttore Roy Conli, (martedì 18, ore 10.15) e il talk online del premio Oscar Henry Selick che con l’illustratore argentino Pablo Lobato e Suzanne Twining, presenterà il suo nuovo lungometraggio in stop motion, “Wendell & Wild”, realizzato per Netflix (giovedì 20, ore 17.45). Nora Twomey, a VIEW parlerà del suo nuovo lungometraggio animato “My Father’s Dragon” firmato Netflix (martedì 18, ore 9); il produttore esecutivo Kane Lee accompagnerà la prima mondiale della miniserie giapponese in quattro episodi “ONI: Thunder God’s Tale”, mentre il regista Joel Crawford presenterà la pellicola targata DreamWorks Animation “Il Gatto con gli Stivali-L’ultimo desiderio”, spin-off di Shrek e sequel de “Il Gatto con gli Stivali” del 2011.

 

PENSATORI VISIONARI

VIEW è il palcoscenico su cui i più influenti Think Leader, creativi, specialisti tecnologici e leader del settore digitale, possono condividere le proprie idee più innovative attraverso una serie di panel specialistici appositamente progettati per far espandere la mente.

Marc Petit, vicepresidente di Unreal Engine Ecosystem per Epic Games terrà un’approfondita conferenza sul Metaverso in “Metaverse Keynote” (martedì 18, ore 14), coordinando anche un manipolo di influenti teorici e pionieri VR che saliranno sul palco per discutere le infinite possibilità offerte dagli straordinari mondi immersivi che si stanno profilando all’orizzonte.

Il metaverso rappresenta infatti il campo ideale per diverse arti (cinema, animazione, design, gioco) per fondersi e distruggere le barriere e permettere agli artisti di esprimersi pienamente grazie alle nuove tecnologie. Julien Fournié, ad esempio, è uno degli stilisti più all’avanguardia della sua generazione: ha crea outfit haute couture per il videogioco PUBG Mobile e collaborato con Dassalt Systèmes, Apple, Tencent Giochi, Disney. Nell’incontro “Giving the Metaverse New Horizons” (martedì 18, ore 14.45) offrirà la sua visione sul futuro del metaverso dopo 12 anni di ricerca e sviluppo.

Esperti nel campo delle produzioni virtuali esamineranno poi la convergenza tra il mondo reale e quello digitale nel cinema, mentre l’intelligenza artificiale verrà analizzata a fondo in una serie di dibattiti sul complesso rapporto tra artisti e IA. Con Scott Eaton si parlerà dell’attuale stato dell’arte dell’IA in “Artist + AI I Artist vs AI” (giovedì 20, ore 12.15), il suo lavoro esplora i confini della rappresentazione figurativa combinando i mezzi tradizionali (disegno, scultura, fotografia e animazione) con l’apprendimento automatico, i dati e la computer grafica.

Registi, dirigenti di studios e creativi visionari saranno impegnati inoltre ad esplorare il futuro dello storytelling, dell’animazione e degli effetti visivi. Uno speciale panel di Women in Animation consacrerà l’impegno di VIEW nella causa per l’inclusione e l’uguaglianza di genere all’interno dell’industria.

 

GIGANTI DELL’INDUSTRIA

Tra i leader riconosciuti del settore digital, la presidentessa di Nickelodeon Animation e Paramount Animation, Ramsey Naito, produttrice di “Baby Boss” e di altri grandi successi come “SpongeBob” e “Paw Patrol”, discuterà di “Bleeding Orange: The Life and Times of Nickelodeon Animation” (giovedì 20, ore 16.30) e Kristine Belson, presidente di Sony Picture Animation, celebrerà i 20 anni di progressi e innovazione della sua azienda (venerdì 21, ore 16.30).

James Knight, direttore globale Media, Intrattenimento/ VFX di AMD, terrà un talk illuminante e istruttivo, mentre Richard Kerris condividerà con il pubblico la propria peculiare prospettiva come vicepresidente della piattaforma Omniverse e direttore generale Media e Intrattenimento a NVIDIA; inoltre, Cathal Loughnane di Aston Martin parlerà di “Ispirazione e l’arte di alzare la testa e guardarsi intorno”.

E poi ancora, Faik Karaoglu, vicepresidente esecutivo Branded Business di Wacom, e il pioniere tecnologico Tom Wujec, creatore di pluripremiati utensili digitali quali Maya e Sktechbook Pro. Inoltre, il simposio di quest’anno offrirà numerose presentazioni e workshop illuminanti condotti dalle principali realtà specializzate in sviluppo software, tra cui The Foundry e SideFX, un contingente di produttori specializzati in effetti visivi unirà le forze per dar vita a un intenso panel sulle sfide attuali e future del settore VFX.

 

NUTRIRE IL TALENTO

Uno dei punti di forza di VIEW Conference è senz’altro l’opportunità reciproca di incontro e di scambio offerta sia agli studenti che ai loro modelli e fonte d’ispirazione. Al centro di questo scambio c’è senza dubbio il sempre ricchissimo programma di workshop e masterclass, valutazioni dei portfolio e sessioni “Ask-Me-Anything”, in cui i più illustri professionisti condividono competenze, know-how, saggezza ed esperienza professionale con la nuova generazione di talenti che aiuteranno ad evolvere e a migliorare.

 

Il programma 2022 dedicato ai workshop presenterà una stimolante miscela di argomenti formativi: dalle sessioni guidate dagli specialisti in stop-motion di Aardman Animation, passando per gli approfondimenti su temi quali le tecniche di modellazione 3D col software Blender, il rendering digitale stilizzato, fino alle lezioni di anatomia tradizionale e il disegno dal vero.

I creatori della serie animata Netflix “Lost Ollie”, Shannon Tindle e Peter Ramsey, si confronteranno sulle “Storie che vale la pena raccontare” mentre altri seminari offriranno consigli pratici su come affinare le abilità professionali imprescindibili: da “Come presentare un lungometraggio” a “Come evitare il burnout creativo”. Lo sviluppo di una carriera potrà trovare spinta e stimolo ancora maggiore grazie alle sessioni di revisione portfolio in calendario, mentre un hub di recruiting gratuito offrirà incontri personalizzati con le principali realtà creative, tra cui Industrial Light & Magic, Framestore, Trixter, Rotomaker, Axis Studios, El Ranchito, Technicolor, Alps Studios ed Escape Studios.

“Ho già menzionato quanto sia ricco il programma di eventi per il 2022 – aggiunge Maria Elena Gutierrez – Ma c’è qualcosa che reputo ancora più importante. Quando VIEW Conference sarà in pieno svolgimento, invito tutti i partecipanti a concedersi un momento solo per fare un passo indietro, e porsi in ascolto.

Oltre il brusio degli incontri potranno sentire il battito inconfondibile del cuore nascosto del simposio. Un cuore alimentato dall’ispirazione, dall’amore e dal rispetto reciproco. È il motivo principale per cui ci riuniamo qui ogni anno, celebrando i traguardi raggiunti e condividendo le nostre idee. Questo cuore, e il caloroso spirito umano che rappresenta, è l’elemento di VIEW che per me ha più valore: di persona, a Torino, o virtualmente, sono impaziente di potervi accogliere tutti!”


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Corporate Social Responsibility

Innovazione, cooperazione e rigenerazione: così evolve la Responsabilità Sociale d’Impresa

Energia pulita e condivisa che nasce dai tetti delle case popolari, ortofrutteti solidali che coltivano l’inclusione, ecosistemi rigenerati che rendono i territori più resilienti. Azioni concrete che si rivelano tasselli di un modello di Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) che si sta facendo strada in Italia, basato su collaborazioni strategiche capaci di generare valore condiviso. Una fotografia che si basa sui risultati delle tre campagne nazionali di CSR promosse da Legambiente e AzzeroCO2 – EnergyPOP, Ortofrutteto Solidale Diffuso e Mosaico Verde – che in sette anni, grazie al sostegno di oltre 60 aziende e 200 partner tra enti locali e associazioni, hanno realizzato complessivamente 293 progetti, dimostrando come la Responsabilità Sociale d’Impresa possa contribuire al miglioramento del benessere collettivo e alla tutela del patrimonio naturale.

È quanto emerso dal convegno “Connessioni sostenibili. Affrontare le sfide ambientali e sociali: dal contesto all’azione”, che si è tenuto mercoledì 13 maggio, a Milano presso il Talent Garden, dal quale si delinea una chiara evoluzione: la sfida si è ormai spostata dal “se investire” al “come farlo” in modo efficace e con effetti duraturi.

È nella convergenza di tre pilastri, fondamentali per le strategie ESG, che prende forma questo paradigma di Responsabilità Sociale d’Impresa: innovazione, rigenerazione e cooperazione. Elementi che qualificano e rafforzano l’azione di CSR, traducendola in interventi coerenti con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e capaci di promuovere progresso e crescita inclusiva.

Innovazione: la tecnologia al servizio della transizione energetica

Il primo pilastro è l’innovazione, intesa soprattutto come capacità di ripensare strumenti consolidati per rispondere alle emergenze socio-ambientali del nostro tempo. Un’innovazione che promuove una sostenibilità sistemica con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno.

È proprio nell’affrontare sfide complesse come la povertà energetica che questa strategia rivela tutta la sua efficacia. A delineare con precisione i contorni di questa emergenza è stata, nel corso dell’incontro, Paola Valbonesi, Presidente dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE). Durante il suo intervento, ha illustrato come nel 2024 la povertà energetica abbia raggiunto il picco storico del 9,1%, coinvolgendo 2,4 milioni di famiglie. Di queste, 1,3 milioni si trovano in una condizione di spesa energetica eccessiva rispetto al reddito, mentre ben 1,1 milioni vivono in una condizione di “povertà energetica nascosta” ovvero sono costrette a rinunciare al riscaldamento per contenere i costi. Un dato particolarmente allarmante riguarda l’impatto sui più giovani: sono oltre 1 milione i minori esposti a questa forma di vulnerabilità.

In risposta a questo scenario, i cui dati sono fondamentali per orientare le politiche di welfare e sviluppare interventi mirati, la campagna EnergyPOP impiega il fotovoltaico come un mezzo per ridurre le disuguaglianze. Ad oggi sono stati installati oltre 70 kW di potenza fotovoltaica su quattro edifici di edilizia residenziale pubblica a Firenze, Empoli, Catania e Santarcangelo di Romagna (RN), oltre che sul tetto di uno degli edifici della Cooperativa Sociale Agricoltura Capodarco a Grottaferrata (RM), portando energia pulita e accessibile a 154 nuclei familiari e 17 lavoratrici e lavoratori della cooperativa sociale. L’impatto è duplice: da un lato si agisce per rispondere a un bisogno primario di accesso all’energia; dall’altro, si contribuisce alla transizione energetica, evitando l’emissione di oltre 28.450 kg di CO2 all’anno, grazie alla produzione di energia pulita.

L’essenza dell’innovazione si sposta quindi dall’oggetto alla sua funzione, facendo del pannello fotovoltaico uno strumento di equità sociale.

Rigenerazione: andare oltre la conservazione per ricostruire gli ecosistemi dalla terra al mare

Il secondo pilastro, la rigenerazione, si fonda sulla necessità di rispondere ai rischi climatici, la cui gravità è stata illustrata durante il convegno da Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana. Nel suo intervento, ha spiegato come il mancato rispetto dell’Accordo di Parigi possa condurre a un aumento termico globale fino a 5 gradi entro la fine del secolo, con una conseguente intensificazione di siccità, eventi estremi e innalzamento del livello del mare. L’analisi descrive un’umanità che, nell’era dell’Antropocene, sta superando i limiti planetari, mettendo a rischio la sopravvivenza delle generazioni future. La possibilità di ridurre i danni però esiste, ma richiede un impegno collettivo.

La rigenerazione attiva, ovvero interventi mirati a ricostruire la funzionalità, la ricchezza e la capacità di adattamento del capitale naturale, assume quindi un ruolo centrale per fronteggiare queste sfide. A tradurre in pratica questo principio è la campagna Mosaico Verde che con oltre 341.000 piante messe a dimora, 336 ettari di territorio rigenerato e 243 progetti realizzati in 19 regioni, si afferma come la più grande iniziativa nazionale per la rigenerazione ambientale e il ripristino degli ecosistemi. Un’azione capillare il cui beneficio economico e sociale è stimato in oltre 1,7 milioni di euro per ogni anno di vita degli impianti arborei e arbustivi messi a dimora.

Mosaico Verde è un progetto di rigenerazione ambientale che si applica a sistemi ecologici diversificati. Si spazia dalla messa a dimora di alberi in aree verdi urbane e boschive, a interventi a tutela di specie vegetali e animali a rischio, come nel progetto di salvaguardia dell’orso bruno marsicano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. L’impegno si estende anche alla protezione degli habitat marini, con interventi che hanno permesso di recuperare oltre 5 quintali di reti fantasma a Santo Stefano al Mare (IM) e Polignano a Mare (BA), e con l’iniziativa per il ripristino della posidonia oceanica all’Isola del Giglio.

Ogni azione è un tassello per riattivare la funzionalità dei differenti ecosistemi dalla terra al mare, traducendo l’impegno locale in un concreto vantaggio per la resilienza nazionale.

Cooperazione: alleanze che generano opportunità condivise

Il terzo pilastro, la cooperazione, nasce dalla consapevolezza che la creazione di valore condiviso richieda la capacità di mettere in comune competenze, risorse e responsabilità. La CSR si configura così come uno spazio di raccordo tra aziende, enti locali e terzo settore, capace di superare la frammentazione e favorire percorsi partecipati che rafforzano progettualità già attive nei territori, creando le condizioni perché possano crescere, consolidarsi e accedere a nuove opportunità.

È da questa idea di cooperazione strutturata che si sviluppa la campagna Ortofrutteto Solidale Diffuso che, grazie al sostegno delle aziende partner e alla collaborazione con oltre 35 cooperative sociali, ha portato alla realizzazione di 59 ortofrutteti e alla messa a dimora di 4.960 piante. In tutti i progetti la tutela della biodiversità e la creazione di fonti di reddito alternative diventano il mezzo per sostenere l’inclusione sociale e lavorativa di donne e uomini in condizioni di svantaggio che vengono coinvolti in percorsi di formazione e reinserimento, pensati per restituire loro autonomia e fiducia. Tra questi, i detenuti del carcere di Sollicciano (FI), le detenute della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo e le persone accolte dalla Coop. Sociale La Nuova Arca e dalla Cooperativa Terra Felix di Caserta, impegnata quest’ultima in progetti di agricoltura sociale su terreni confiscati alla criminalità organizzata.

È il concetto di ecologia integrale (concetto cardine dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco) che si fa azione, segnando la fine della separazione tra interventi sociali e ambientali. I progetti più efficaci sono infatti quelli che danno luogo a un “doppio impatto”, tutelando la natura e favorendo al contempo l’inclusione di persone fragili. La cooperazione assume così una duplice dimensione: da un lato, mette in relazione imprese, enti locali e terzo settore; dall’altro, integra finalità ambientali e sociali all’interno di una visione comune. In questo modo, la Responsabilità Sociale d’Impresa supera la logica della somma di singoli progetti e si afferma come modello integrato di intervento, capace di amplificare l’efficacia delle iniziative e generare benefici concreti e diffusi per le comunità.

«Analizzando l’evoluzione dei progetti che in questi anni abbiamo realizzato, emerge come la CSR sia cambiata nel tempo: da iniziative una tantum a un sistema di ‘welfare generativo’, in cui l’obiettivo non è più semplicemente ‘restituire’ qualcosa alla comunità, ma ‘co-investire’ nel suo futuro per rafforzare il tessuto sociale e rigenerare il capitale naturale» spiega Sandro Scollato, Amministratore delegato di AzzeroCO2 . «Parallelamente, l’investimento in CSR è diventato uno strumento chiave di coinvolgimento. Il volontariato aziendale, in particolare, rafforza l’engagement perché crea un legame diretto tra dipendenti, impresa e territorio, generando un impatto più profondo e strutturato. Quando le persone si sentono parte attiva del processo, infatti, sostengono con più forza le soluzioni adottate e contribuiscono a creare una cultura diffusa di solidarietà e tutela ambientale».

E il futuro della CSR? Per provare a rispondere a questa domanda, in occasione del convegno si sono tenuti i “Greendates”: tavoli di lavoro pensati per favorire il confronto e creare sinergie operative tra le 25 aziende partecipanti. Un’opportunità concreta per condividere best practice replicabili, immaginare progetti comuni e dare avvio a nuove partnership. Dal confronto è emerso che il 68% delle imprese presenti ha investito in progetti di CSR da almeno 5 anni. Tra gli strumenti e le pratiche già adottate figurano bilanci di sostenibilità, certificazioni e politiche di diversity & inclusion. Si evidenzia anche un quadro chiaro delle priorità future: per l’87% delle aziende gli ambiti di investimento prioritario saranno l’ambiente, l’inclusione sociale e il welfare aziendale.

«Il volto della Responsabilità Sociale d’Impresa sta cambiando, e le campagne che portiamo avanti con AzzeroCO2 ne sono la prova concreta. Le direttrici di innovazione, rigenerazione e cooperazione che le guidano rappresentano la strada maestra per accelerare la transizione ecologica del nostro Paese. Abbiamo infatti compreso sul campo che le due giustizie, ambientale e sociale, sono inscindibili. Per questo, il nostro agire punta a investire sulla resilienza complessiva, riconoscendo nella salute degli ecosistemi e nella coesione delle comunità le fondamenta del nostro futuro» ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente.

«Il nostro ruolo non è portare soluzioni calate dall’alto – ha concluso Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia – ma essere alleati dei territori. Questo significa affiancarli e costruire insieme risposte concrete che nascono dall’ascolto e sono modellate sulle esigenze specifiche di ogni contesto. È proprio questa vicinanza la chiave dell’efficacia di ogni progetto, perché garantisce che l’impatto generato metta radici profonde, agendo sulle cause e non solo sui sintomi, diventando così un vero atto di cura e di sviluppo».


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Innovazione

Nasce a Torino Blox Space, il primo hub italiano dedicato a Bitcoin: ricerca, imprese e lavoro per la nuova economia digitale

A Torino nasce il primo centro italiano interamente dedicato alla comunità Bitcoin. Si chiama Blox Space e ambisce a diventare il principale punto di riferimento nazionale per founder, sviluppatori, ricercatori, studenti e imprese che lavorano sull’ecosistema costruito attorno a Bitcoin e al Lightning Network.

Il nuovo centro punta a trasformare Torino in uno dei poli europei dell’ecosistema Bitcoin. Dal Politecnico alle startup, passando per formazione, ricerca e investimenti: perché l’Italia vuole entrare nella nuova infrastruttura globale.

L’iniziativa è stata presentata ufficialmente oggi nel capoluogo piemontese davanti a una platea composta da esponenti del mondo accademico, istituzionale e imprenditoriale italiano e internazionale. All’evento hanno partecipato Michele Foletti, sindaco di Lugano, Denis Roio della Fondazione Plan B, Danilo Bazzanella, presidente dell’Osservatorio Bitcoin del Politecnico di Torino, Michele Uberti, project lead dell’Osservatorio Bitcoin del Politecnico di Torino, Emile Jellinek dell’Associazione Bitcoin Torino e Filippo Farenga, lead di Blox Space.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: costruire in Italia un’infrastruttura stabile capace di collegare talento, università, startup e aziende globali attive nel settore Bitcoin, in un momento in cui la tecnologia sta entrando sempre più rapidamente nell’economia reale.

Bitcoin da asset finanziario a infrastruttura globale

Negli ultimi anni Bitcoin ha progressivamente smesso di essere percepito soltanto come un asset speculativo o una riserva di valore digitale. Secondo il rapporto annuale di River “What’s Driving Bitcoin Adoption in 2026”, il settore sta attraversando una fase di maturazione che coinvolge pagamenti, finanza tradizionale, imprese e venture capital.

Uno dei dati più significativi riguarda il Lightning Network, la rete costruita sopra Bitcoin che consente transazioni istantanee e a basso costo: nel 2025 ha superato il miliardo di dollari di volume mensile, registrando una crescita del 300%. Un risultato che segna il passaggio di Bitcoin da tecnologia di accumulo a strumento utilizzabile quotidianamente per pagamenti e trasferimenti di valore.

Anche il sistema finanziario tradizionale sta accelerando. Negli Stati Uniti il 60% delle prime 25 banche sta sviluppando prodotti collegati a Bitcoin, mentre il 90% delle principali società di consulenza patrimoniale detiene esposizioni dirette o indirette sull’asset. Parallelamente, 194 aziende quotate possiedono oggi Bitcoin nei propri bilanci, con un incremento record registrato nel solo 2025.

Gli ETF Bitcoin spot approvati dalla SEC nel gennaio 2024 hanno ormai superato i 128 miliardi di dollari di patrimonio gestito complessivo. Sul fronte startup, gli investimenti venture capital in società Bitcoin e crypto hanno raggiunto i 20 miliardi di dollari nel 2025, distribuiti su oltre 1.600 round di finanziamento: il dato annuale più elevato dal 2022.

È proprio dentro questo scenario globale che nasce Blox Space.

Farenga: “L’Italia forma talenti che poi lascia partire”

Ad aprire la presentazione è stato Filippo Farenga, lead del progetto, che ha definito Blox Space una risposta concreta alla fuga di competenze tecnologiche dall’Italia.

«Blox Space nasce per rispondere a una contraddizione che l’Italia conosce da troppo tempo. Formiamo alcuni dei migliori talenti tecnici d’Europa e poi li guardiamo partire perché qui non ci sono le aziende che li cercano. Blox Space porta a Torino l’industria globale Bitcoin: aziende, founder, capitali, connessioni. Lo facciamo qui perché Torino ha già tutto quello che serve: talento, ricerca, una comunità che lavora da anni. Mancava solo un punto di accesso strutturato. Da oggi c’è», ha dichiarato.

L’hub si propone infatti come uno spazio fisico e operativo capace di connettere il territorio italiano con il mercato internazionale Bitcoin, offrendo opportunità professionali, networking, formazione e supporto allo sviluppo di nuove imprese.

Il Politecnico di Torino rafforza la ricerca su Bitcoin

Durante l’evento è stata annunciata anche la seconda edizione del Master in Bitcoin e Lightning Network del Politecnico di Torino, il primo programma universitario pubblico italiano interamente dedicato a Bitcoin.

La prima edizione, conclusa nel 2025, ha registrato un numero di candidature doppio rispetto ai posti disponibili: circa 60 domande per 30 posti. Un dato che, secondo gli organizzatori, conferma la crescita dell’interesse verso competenze specialistiche legate alle tecnologie decentralizzate.

Contestualmente è stato presentato anche l’Osservatorio Bitcoin del Politecnico di Torino, nuova struttura di ricerca che coinvolgerà docenti, ricercatori e dottorandi attraverso cinque borse dedicate allo studio di Bitcoin e delle sue applicazioni tecnologiche ed economiche.

«Il Politecnico di Torino si è affermato negli ultimi anni come protagonista con numerose iniziative che hanno contribuito a rendere Torino il centro nazionale della formazione in ambito Bitcoin», ha spiegato Danilo Bazzanella, presidente dell’Osservatorio. «Dal primo insegnamento universitario dedicato a Bitcoin al primo Executive Master sul tema, fino alla creazione del team studentesco BitPolito e al recente avvio dell’Osservatorio».

Sulla stessa linea Michele Uberti, project lead dell’Osservatorio Bitcoin, che ha sottolineato come intorno al Politecnico si sia già sviluppata «una delle comunità Bitcoin più attive d’Italia», destinata ora a dialogare con il mondo della ricerca internazionale e con l’industria globale.

Il modello Lugano e il ponte tra Italia e Svizzera

Tra i modelli di riferimento citati durante la presentazione c’è quello di Lugano, dove il programma Plan ₿ — sviluppato dalla città insieme a Tether — ha trasformato il territorio in uno dei principali laboratori europei dedicati all’adozione di Bitcoin.

Secondo i dati ufficiali del progetto, oltre 360 attività commerciali luganesi accettano oggi pagamenti in Bitcoin, Tether e LVGA. In città risultano inoltre registrate più di cento realtà legate alla blockchain, mentre il polo PoW Space ospita circa trenta aziende e cinquanta professionisti che lavorano quotidianamente sul territorio.

Per il sindaco Michele Foletti, il dialogo con Torino rappresenta un passaggio strategico nella costruzione di una rete europea dell’innovazione.

«Con Plan ₿ Lugano ha scelto di non limitarsi a osservare il cambiamento tecnologico, ma di sperimentarlo concretamente sul territorio. Il dialogo con Torino rappresenta un passaggio importante: significa contribuire alla costruzione di una rete europea di città capaci di innovare in modo pragmatico e orientato al futuro».

Anche Denis Roio della Fondazione Plan B ha evidenziato il valore della collaborazione tra le due città: «Lugano è oggi uno dei laboratori più avanzati in Europa per comprendere cosa accade quando Bitcoin entra nella vita quotidiana: formazione, lavoro, servizi, imprese e pubblica amministrazione».

Torino punta a diventare un hub europeo Bitcoin

Secondo i promotori, Torino parte da una base già consolidata. Negli ultimi anni la città ha visto crescere meetup, associazioni e iniziative accademiche dedicate a Bitcoin, grazie anche all’attività di BitPolito e dell’Associazione Bitcoin Torino.

«In più di sei anni Torino si è affermata come uno degli hub Bitcoin più importanti al mondo attraverso una crescita organica dal basso», ha spiegato Emile Jellinek dell’Associazione Bitcoin Torino. «Ora è il momento che istituzioni e imprese contribuiscano a questo rinnovamento economico perfettamente coerente con lo spirito ingegneristico e imprenditoriale della città».

Blox Space nasce dunque con una triplice vocazione: creare opportunità lavorative per giovani professionisti, offrire un’infrastruttura di supporto a founder e startup e aprire alla cittadinanza uno spazio permanente di divulgazione, eventi e formazione.

In questo senso il progetto punta a diventare il punto di contatto tra la nuova industria globale Bitcoin e il tessuto economico italiano, con l’ambizione di trasformare Torino in uno dei principali poli europei dedicati all’innovazione decentralizzata.


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Innovazione

Innosfera il nuovo il portale dell’Università di Torino dedicato all’innovazione

Innosfera, è il nuovo il portale dell’Università di Torino dedicato all’innovazione per chi desidera sviluppare progetti di innovazione, iniziative imprenditoriali e collaborazioni con il mondo produttivo.

L’iniziativa si rivolge alla comunità accademica e agli attori dell’ecosistema – ricercatori e ricercatrici, studenti, startup, imprese e investitori – con l’obiettivo di favorire nuove progettualità e rafforzare il dialogo tra università e sistema economico. Attraverso il sito e i canali dedicati, Innosfera diffonde opportunità per lo sviluppo di progetti innovativi, tra bandi di finanziamento, programmi di formazione, ed eventi provenienti dall’ecosistema dell’innovazione a Torino, in Italia e all’estero, insieme alle iniziative e alle attività promosse dall’Ateneo per supportare l’imprenditorialità accademica, il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di nuovi percorsi di impresa.

Il portale organizza e rende accessibili queste opportunità in un unico ambiente, facilitando l’incontro tra domanda e offerta di innovazione.

Accanto allo spazio digitale del portale, l’Università di Torino ha attivato una presenza presso OGR Tech, uno dei principali hub dell’innovazione a livello nazionale, per favorire l’incontro tra ricerca universitaria, startup e mondo imprenditoriale. Il presidio, in via sperimentale, prevede l’utilizzo di postazioni di lavoro dedicate ai referenti dell’Università impegnati nelle attività di innovazione. Lo spazio è pensato come un punto operativo di facilitazione e relazione: da un lato, offre l’opportunità di immergersi nell’ecosistema OGR Tech, partecipare ad eventi e sviluppare occasioni di networking e collaborazione; dall’altro, consente all’Ateneo di presidiare attivamente le relazioni con stakeholder, imprese e investitori, promuovendo incontri mirati, attività di scouting progettuale e opportunità di partnership e co-progettazione.

Con Innosfera, l’Università di Torino aggiunge dunque un nuovo tassello alle proprie iniziative dedicate alla valorizzazione della ricerca e dell’innovazione: uno spazio digitale pensato per sostenere lo sviluppo di nuovi progetti, affiancato da una presenza fisica nei luoghi in cui l’innovazione prende forma e cresce ogni giorno. Un’infrastruttura che contribuisce a posizionare l’Ateneo come nodo attivo e riconoscibile nell’ecosistema dell’innovazione, a livello locale, nazionale e internazionale.


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