Eventi
Folle di Scienza – Strambinaria a Strambino dal primo al 3 settembre
Torna con la sesta edizione Follie di Scienza a Strambino dal primo al 3 settembre con tre giorni, due eventi, un appuntamento unico per riflettere sulla scienza e svelare i retroscena della comunicazione.
I temi di Follie di Scienza saranno riscaldamento globale, vaccini, energia, nuove tecnologie, mobilità, ricadute della ricerca nella vita quotidiana
Folle di scienza – Strambinaria è un’occasione di incontro e confronto per il variegato mondo dei divulgatori scientifici, e per il pubblico che fruisce del loro lavoro senza probabilmente immaginare che cosa succede dietro le quinte.
Folle di scienza è arrivata al sesto anno. In questi sei anni è cambiato il mondo ed è cambiata la percezione del ruolo che la scienza ha nelle nostre vite. Abbiamo capito che la ricerca ha ricadute decisive, ma al tempo stesso abbiamo assistito, prima con la pandemia e ora con il cambiamento climatico, a un dibattito troppo spesso scomposto e basato su meccanismi che premiano lo spettacolo e l’intrattenimento a discapito di una buona informazione. In questi anni è cambiata anche la comunità delle divulgatrici e dei divulgatori. Sono nati nuovi media, si è allargata la platea di chi racconta la scienza e di chi è interessato a seguirla. Accanto agli strumenti e tradizionali si sono aggiunte nuove opportunità e al tempo stesso nuovi dilemmi.
La sfida per i divulgatori scientifici è sempre più ardua. Occorre confrontarsi, scambiare idee e immaginare il futuro prossimo della divulgazione, perché scienza e tecnologia sono troppo importanti per non essere alla portata di tutti. Strambino si propone come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto in cui i divulgatori avranno modo di confrontarsi su temi da loro stessi proposti, discutendo in gruppi orizzontali strutturati come barcamp e partecipando a incontri plenari in cui sul palco di Piazza Municipio giornalisti, ricercatori, comunicatori e altri protagonisti dell’impresa culturale.
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Ambiente
CinemAmbiente 2026, a Torino il cinema diventa uno strumento per raccontare la crisi climatica
Dal 3 al 7 giugno 2026 Torino ospita la 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, il più importante appuntamento italiano dedicato ai film a tema ambientale. La rassegna, organizzata dal Museo Nazionale del Cinema e diretta da Lia Furxhi, propone anche una selezione online sulla piattaforma OpenDDB, accessibile tramite il sito del Festival fino al 14 giugno.
L’edizione di quest’anno conferma il ruolo di CinemAmbiente come spazio di riflessione sui grandi temi della transizione ecologica: crisi climatica, risorse naturali, inquinamento, perdita di biodiversità, giustizia ambientale e nuovi modelli di sviluppo. In programma ci sono 69 film provenienti da 30 Paesi, tra documentari, cortometraggi, proiezioni speciali, incontri e attività collaterali.
Un’apertura simbolica
Il festival si aprirà mercoledì 3 giugno con una serata dedicata alla Groenlandia, territorio diventato simbolo del cambiamento climatico. Verrà proiettata la versione restaurata di *Den store Grønlandsfilm* (1922), accompagnata dal vivo dalla band inuit Inuk, in un omaggio alla storia e alla fragilità di un’area oggi al centro di forti tensioni geopolitiche e ambientali.
La chiusura, prevista per domenica 7 giugno, sarà affidata all’anteprima italiana di *Groundswell*, ultimo capitolo della trilogia di Josh e Rebecca Tickell sull’agricoltura rigenerativa, tema sempre più centrale nel dibattito sulla sostenibilità alimentare e sulla tutela del suolo.
I film in concorso
Il Concorso documentari presenta otto lungometraggi che affrontano la crisi ambientale da prospettive diverse: dalle alluvioni in Brasile alle storie dei ghiacciai che scompaiono, dalla siccità del fiume Colorado al problema globale dei rifiuti, fino alla convivenza forzata tra esseri umani e fauna artica.
Tra i titoli più significativi figurano *Rua do pescador, n° 6* di Bárbara Paz, *Time and Water* di Sara Dosa, *Desert Passages* di Kevin Brennan e Laurence Durkin, *In Excess* di Melissa Langer, *Nuisance Bear* di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden e *Underland*, tratto dal libro di Robert Macfarlane.
Anche il Concorso cortometraggi, con 17 titoli provenienti da 15 Paesi, conferma la volontà del festival di superare una narrazione ambientale fatta solo di allarme e denuncia. I film brevi raccontano la crisi climatica come parte della vita quotidiana, intrecciandola con storie personali, memorie, relazioni e trasformazioni sociali.
Il cinema italiano
La sezione *Made in Italy* mette in vetrina 23 opere tra lungometraggi e cortometraggi dedicati alla produzione documentaria nazionale più recente. I film attraversano territori fragili, ecosistemi minacciati e comunità che stanno cambiando, mostrando come la crisi ambientale influenzi non solo i paesaggi, ma anche l’immaginario collettivo e il modo in cui pensiamo il futuro.
Tra le anteprime nazionali figurano *I nemici del popolo* di Andrea Marinelli, *Anguane, le voci dell’acqua* di Giovanni Pellegrini, *Ma Prière à la mer – La mia preghiera al mare* di Davide Marino e *Ci sarà l’acqua* di Elena Valsania.
Dialogo tra scienza e futuro
Uno degli spazi più interessanti del festival è la sezione *Panorama*, articolata quest’anno in due focus tematici. Il primo, *Senza limiti? Come ripensare il Pianeta*, affronta il tema dell’iper-sfruttamento delle risorse e del modello di crescita infinita, anche attraverso il pensiero del filosofo Kohei Saito, ospite del Festival.
Il secondo focus, *Scienza e (in)coscienza*, mette al centro il divario tra la consapevolezza scientifica della crisi ambientale e la lentezza con cui istituzioni e decisori politici reagiscono ai dati. I film in programma offriranno un’occasione di confronto tra registi, studiosi ed esperti di discipline diverse.
Realtà virtuale e nuovi linguaggi
Quest’anno CinemAmbiente dedica uno spazio speciale anche alla realtà virtuale con la sezione *CinemAmbiente VR*. Protagonista è Lena Herzog, artista, fotografa e regista, presente con due lavori immersivi: *Last Whispers*, dedicato alle lingue estinte o in pericolo, e *Any War Any Enemy*, un poema contro la guerra.
La scelta conferma la volontà del festival di sperimentare linguaggi diversi per parlare di ambiente, diritti e fragilità del presente, usando il cinema non solo come mezzo di informazione, ma anche come esperienza sensoriale e civile.
Eventi ed ecoventi
Accanto alle proiezioni, il programma propone numerosi eventi speciali. Torna l’appuntamento con il meteorologo Luca Mercalli, che farà il punto sullo stato del clima e introdurrà il film *Lessons in Fire* di John Webster.
Tra gli appuntamenti più rilevanti c’è anche la celebrazione dei 60 anni del WWF Italia, con la proiezione di *Fulco Pratesi. Nel nome della Natura* e un panel dedicato alla storia dell’ambientalismo italiano.
Non mancano gli ecoeventi, pensati per coinvolgere il pubblico in modo diretto. Il 5 giugno, Giornata mondiale dell’Ambiente, Politecnico di Torino e Università di Torino presenteranno progetti, giochi divulgativi, talk e attività dedicate alla sostenibilità. Un altro appuntamento vedrà protagonisti i Parchi naturali del Piemonte con stand, materiali educativi e iniziative per tutte le età.
Un festival aperto alla città
CinemAmbiente non è solo una rassegna cinematografica, ma un vero laboratorio culturale sulla transizione ecologica. Mostre fotografiche, proiezioni per bambini, incontri con autori e attività di formazione allargano il pubblico e trasformano il festival in uno spazio di partecipazione attiva.
La sede principale è il Cinema Massimo, a Torino, ma l’iniziativa si estende anche online e in diversi luoghi della città, rafforzando l’idea di una sostenibilità che non riguarda solo i contenuti, ma anche i modi in cui la cultura si apre alla comunità.
Informazioni utili
Le proiezioni e gli eventi si tengono al Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema, in via Giuseppe Verdi 18, a Torino. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.
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Eventi
Il personaggio di Faber Meeeting 2026 è Valentina D’Efilippo
Il Key note speech dell’edizione 2026 di Faber Meeeting in programma da Toolbox Venerdì 22 e sabato 23 maggio
sarà a cura di Valentina D’Efilippo
Valentina D’Efilippo è una delle figure più interessanti e innovative nel panorama internazionale del data design e dell’information visualization, un settore che unisce grafica, analisi dei dati, narrazione visiva e ricerca artistica. Designer, autrice, illustratrice e creative director, D’Efilippo ha costruito negli anni una carriera fondata sulla capacità di trasformare dati complessi in esperienze visive coinvolgenti, emotive e comprensibili, contribuendo a ridefinire il modo in cui il pubblico percepisce numeri, statistiche e informazioni.
Nata in Italia e trasferitasi successivamente a Londra, Valentina D’Efilippo ha sviluppato una formazione che combina design industriale, comunicazione visiva e sperimentazione creativa. Dopo gli studi in Italia, ha approfondito il graphic design nel Regno Unito, entrando progressivamente nel mondo della data visualization in un periodo in cui questa disciplina stava iniziando a evolversi oltre il semplice ambito giornalistico o aziendale. Fin dall’inizio del suo percorso professionale, il suo approccio si è distinto per la volontà di superare l’idea tradizionale dell’infografica come semplice strumento tecnico, trasformandola invece in una forma narrativa e artistica capace di suscitare emozioni e riflessioni.
Il lavoro di D’Efilippo si colloca infatti al confine tra arte, comunicazione e analisi dei dati. Le sue visualizzazioni non si limitano a rappresentare informazioni numeriche, ma cercano di raccontare storie attraverso forme, colori, geometrie e connessioni visive. In questo senso il concetto di “data humanism”, cioè l’umanizzazione del dato, è centrale nella sua ricerca. L’obiettivo non è soltanto rendere i dati leggibili, ma anche renderli umani, accessibili e culturalmente significativi.
Uno dei progetti che l’ha resa maggiormente conosciuta a livello internazionale è “OddityViz”, realizzato insieme alla giornalista Miriam Quick. L’opera prende ispirazione da “Space Oddity” di David Bowie e traduce in visualizzazione grafica la struttura musicale, i testi e le atmosfere del celebre brano. In questo lavoro i dati diventano materia artistica: ritmo, parole e suoni vengono convertiti in forme astratte e diagrammi che permettono di “vedere” la musica in modo completamente nuovo. Il progetto è stato esposto in mostre internazionali ed è spesso citato come esempio di come il data design possa entrare nel territorio dell’arte contemporanea.
Un altro lavoro particolarmente significativo è “Poppy Field”, una visualizzazione dedicata ai conflitti del Novecento. Attraverso una composizione visiva ispirata ai papaveri simbolo della memoria delle guerre mondiali, D’Efilippo rappresenta dati relativi alle vittime e ai conflitti armati del secolo scorso. L’opera è entrata nella collezione permanente del Weltmuseum di Vienna, confermando il riconoscimento internazionale del suo lavoro anche in ambito museale e artistico.
Accanto alla produzione artistica e progettuale, Valentina D’Efilippo ha avuto un ruolo importante anche nel campo editoriale. È coautrice del libro The Infographic History of the World, realizzato insieme al giornalista James Ball. Il volume racconta la storia dell’umanità attraverso centinaia di infografiche e visualizzazioni, affrontando temi che spaziano dalla politica alla tecnologia, dalla demografia alle guerre, dall’economia alla cultura popolare. Pubblicato in numerosi Paesi e tradotto in undici lingue, il libro è diventato uno dei riferimenti più noti nel mondo dell’information design contemporaneo.
Successivamente D’Efilippo ha lavorato anche a Britannica’s Encyclopedia Infographica, un’enciclopedia illustrata per ragazzi che utilizza il linguaggio dell’infografica per spiegare temi complessi legati allo spazio, alla natura, al corpo umano e alla scienza. L’opera rappresenta un esempio della sua capacità di unire rigore informativo, creatività visiva e divulgazione educativa.
Nel corso della sua carriera ha collaborato con istituzioni culturali, aziende tecnologiche, media internazionali e organizzazioni pubbliche. Tra i suoi clienti e partner figurano realtà come Spotify, Google, Pfizer, il Parlamento Europeo e numerose startup innovative. Oltre al lavoro di consulenza e direzione creativa, D’Efilippo svolge anche un’intensa attività didattica e formativa. Ha insegnato presso la Columbia Business School e altre istituzioni internazionali, conducendo workshop e masterclass dedicati alla visualizzazione dei dati, allo storytelling e al design dell’informazione.
La sua attività di divulgazione comprende conferenze e keynote in eventi internazionali dedicati al design, alla tecnologia e alla comunicazione visiva. Negli anni è intervenuta in contesti come TEDx, Adobe MAX, Design Thinkers e numerose conferenze specializzate, contribuendo alla diffusione di una cultura del dato più creativa e interdisciplinare.
Uno degli aspetti più interessanti della ricerca di Valentina D’Efilippo è la capacità di fondere precisione analitica ed estetica. In molte sue opere il dato non viene trattato come qualcosa di freddo o impersonale, ma come una traccia dell’esperienza umana. Le sue visualizzazioni cercano spesso di rendere visibili emozioni, memorie collettive, comportamenti sociali o fenomeni culturali complessi. Questo approccio ha contribuito a rendere il data design non solo uno strumento tecnico, ma anche una forma di espressione culturale contemporanea.
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Eventi
Sabato 25 aprile a Torino la quarta edizione di Giornata della Terra
Sabato 25 aprile, Fondazione Club Silencio, in collaborazione con i Musei Reali di Torino, presenta la quarta edizione della Giornata della Terra presso i Giardini Reali, dalle 11:00 alle 20:30. Realizzata con il contributo della Fondazione CRT e della Camera di Commercio di Torino, l’iniziativa si propone come il più grande evento in città dedicato alla sostenibilità per ripensare collettivamente alle scelte da compiere verso un futuro di responsabilità condivisa.
La manifestazione ad ingresso gratuito si svolge ai Giardini dei Musei Reali di Torino in un hub urbano di confronto e sperimentazione, dove sostenibilità ambientale, sociale, culturale ed economica si incontrano, con un programma di oltre 60 eventi, saranno sei le aree tematiche accompagnate da musica e lounge bar: Experience, Wellness, Kids, Talk & performance, Earth market, Food.
Il talk “Liberare il futuro: memoria civica e pratiche di resistenza nel presente”, con lo storico e divulgatore Carlo Greppi, gli attivisti Giorgio Brizio e Fatima El Maliani e la moderazione di Alessandro Bollo, direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, pone al centro il significato della resistenza oggi: nei diritti, nella giustizia sociale, nell’informazione e nella crisi climatica, intesa come sfida democratica.
L’Area Talk & performance ospiterà tra gli altri “Scroll or think? Media, sostenibilità e nuove geografie dell’attenzione”, una conversazione tra Duccio Travaglini, CEO di Greencome, Mattia Iannantuoni, autore di LifeGate, Francesca Capoccia, giornalista di Facta, e la moderazione di Andrea Frolla, giornalista La Repubblica e Green&Blue, per riflettere su come è cambiato il modo in cui ci informiamo, attraverso un focus specifico sulla sostenibilità.
Tra i protagonisti del programma ci saranno divulgatori e attivisti impegnati sui temi della sostenibilità, tra cui Andrea Grieco (advocacy e comunicazione ASviS), Anna Carlin (biologa nutrizionista e divulgatrice), Giorgia Pagliuca (divulgatrice) e Debora Dellago (attivista di Kontiki), coinvolti in interventi, laboratori e momenti di dialogo con il pubblico. Il palinsesto della giornata si articolerà in un ricco calendario di workshop, talk, laboratori esperienziali, attività per bambini, momenti di scambio e riuso (swap), installazioni e performance artistiche e musicali, insieme a spazi dedicati all’incontro e al confronto. Gli happening saranno affiancati dalla possibilità di visitare gratuitamente i Musei Reali di Torino.
In particolare, nell’Area Experience i workshop e i laboratori sviluppati in sinergia con le realtà del territorio parleranno di città e adattamento climatico (con attività sui rifugi climatici e sulle strategie contro le ondate di calore), di impatto ambientale del digitale e delle nostre abitudini online, di biodiversità e rapporto con il territorio, ma anche di riuso e circolarità attraverso momenti di scambio e pratiche creative.
Non mancheranno inoltre workshop dedicati a immaginare e progettare scenari futuri, come strumenti per orientarsi nella complessità e trasformare la sostenibilità in scelte concrete. Accanto a questi contenuti, la giornata ospiterà anche attività e spazi di confronto dedicati ad accessibilità, diversità e parità di genere, per leggere la sostenibilità nelle sue dimensioni sociali e culturali.
Tra le realtà del territorio coinvolte nell’Area Experience figurano anche istituzioni museali: il Museo Piemontese dell’Informatica, con un laboratorio interattivo sull’impatto delle piattaforme digitali; il Museo A come Ambiente, con un’azione di guerrilla gardening urbano; e il Museo Regionale di Scienze Naturali, con due attività di gioco educativo sul valore della biodiversità animale. La Giornata della Terra vede anche il coinvolgimento del mondo accademico e della ricerca, attraverso collaborazioni con l’Università di Torino, il Politecnico di Torino e Urban Lab, che contribuiranno alla programmazione con attività di divulgazione, workshop e momenti di confronto. Un dialogo che arricchisce l’evento di contenuti scientifici e approcci interdisciplinari, rendendo accessibili al pubblico temi complessi legati alla transizione ecologica, all’innovazione e alle trasformazioni sociali.
Nell’Earth Market, ampio spazio sarà dedicato alle realtà del second hand, vintage e upcycling, grazie a It’s Madonna Vintage e al progetto Barone Ostu, atelier fondato da Federico Ostuni che da nove anni promuove una visione di streetwear sostenibile a livello internazionale, e al coinvolgimento tra gli espositori di giovani torinesi: saranno infatti oltre 15 le realtà under 30 del territorio presenti.
Sarà inoltre presente un’area dedicata ai più piccoli, con attività che avvicinano alla sostenibilità attraverso gioco e sperimentazione: laboratori creativi, manipolazione con materiali naturali, percorsi di scoperta della biodiversità e momenti di lettura e narrazione pensati per le famiglie. Tra questi, i laboratori esperienziali de L’Ottavo Sapore, che trasporteranno i bambini nel cuore del Roero, le letture di Associazione Piccoli Passi ODV, che sostiene la Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Universitaria del Sant’Anna di Torino, e la Play Area a cura di Quercetti, uno spazio dedicato al gioco libero e alla creatività.
L’Area Food della Giornata della Terra 2026 celebrerà la gastronomia circolare e le eccellenze artigianali del territorio, riunendo realtà innovative e sostenibili: Radici a Moncalieri, con prodotti del proprio orto; Midai Food Lab, laboratorio gastronomico sperimentale; Panacea, storico panificio torinese legato alla tradizione e alla filiera corta; Van Ver Burger, street food 100% vegetale; Risotto Guru, con proposte adatte a tutti i palati, anche gluten free.
Verrà dato spazio anche al benessere fisico con l’Area Wellness, con sessioni di yoga, pilates, allenamento a corpo libero e la novità di quest’edizione: il Flow Running Club che, attraverso un’esperienza di running urbano, celebrerà Torino e l’ambiente su un percorso di 5 km, accessibile a tutti. Da Piazza Castello i partecipanti verranno condotti fino ai Giardini Reali, valorizzando il rapporto tra città e ambiente. Un invito a vivere la sostenibilità non come tema, ma come pratica quotidiana.
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