Eventi
L’ultima giornata del 23° Festival CinemAmbiente: tutto il programma delle proiezioni e degli eventi
Il Festival inizia la sua ultima giornata al Cinema Massimo con un appuntamento pomeridiano
dedicato al pubblico delle famiglie e con la proiezione del film di fiction Sulle ali dell’avventura
(ore 15.30, Sala Rondolino), moderna favola ecologica ed etologica diretta dal francese Nicolas Vanier. Trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo, scritto dal regista e ispirato alla
storia vera dell’ornitologo Christian Moullec, il lungometraggio racconta la storia di un visionario scienziato studioso di oche selvatiche, deciso a trovare un modo per salvarle dall’estinzione.
Il piano è quello di guidarle, a bordo del suo ultraleggero, verso una rotta migratoria alternativa e sicura che le porti dalla Norvegia fino a casa, nel Sud della Francia, preservandole dall’incontro mortale con cavi elettrici, traffico aereo, inquinamento luminoso e bracconieri. Per suo figlio Thomas, adolescente ossessionato da videogiochi e cellulare, la prospettiva di trascorrere le vacanze con il padre in mezzo alla campagna francese, per aiutarlo nell’impresa, è da incubo: ma avrà modo di ricredersi.
Come negli anni passati, il Festival non ha trascurato di presentare anche in quest’edizione, accanto ai film di denuncia, i documentari che indagano possibili risposte e soluzioni positive alle emergenze ambientali. È il caso di Kiss the Ground (ore 16, Sala Cabiria), il nuovo film dei due acclamati documentaristi statunitensi Josh e Rebecca Tickell, da anni presenti al Festival con i loro lavori. Nella prospettiva di una soluzione accessibile e realizzabile al problema del riscaldamento globale, il lungometraggio esplora le potenzialità dell’agricoltura rigenerativa come pratica in grado di aumentare la capacità dei terreni di catturare e stoccare il carbonio, rimuovendolo dall’atmosfera e così determinando la stabilizzazione del clima, il ripristino di ecosistemi alterati e, non ultimo, l’aumento della produzione agro-alimentare. Girato in cinque continenti, supervisionato da più di cento esperti e scienziati, il film è narrato da Woody Harrelson e vede la partecipazione di “eco-celebrities” come Gisele Bündchen, Tom Brady, Jason Mraz, Ian Somerhalder, Patricia Arquette e Rosario Dawson. La proiezione sarà seguita da un incontro con i registi Josh e Rebecca Tickell, in collegamento online, e con Marco Ramotti, docente di Agricoltura biologica e sostenibile all’Istituto Agrario Prever di Osasco.
Nel pomeriggio il Festival festeggia con una proiezione speciale il decennale di un film torinese,
40% – Le mani libere del destino (ore 16.30, Sala Soldati), diretto da Riccardo Jacopino e prodotto
dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno. Frutto di una vivace mobilitazione e riuscita collaborazione
di forze tutte cittadine, distribuito da Slow Cinema e Microcinema, interpretato da attori non
professionisti, con la partecipazione di Luciana Littizzetto, il lungometraggio salda temi ambientali
e sociali in una commedia neorealista con qualche sfumatura noir. La storia è quella di Lucio, un
ragazzo che, uscito da una comunità di recupero, inizia a lavorare in una cooperativa sociale
specializzata in raccolta carta e riesce a stare lontano da droga e guai grazie all’aiuto dei compagni.
Proiettato non solo nelle sale cinematografiche, ma anche in carceri e scuole, il film ha avuto vita lunga
a Torino, riuscendo a diffondere una maggior conoscenza dell’attività delle cooperative sociali e della
loro importanza nel recupero delle risorse umane. La proiezione sarà introdotta da un incontro con i lavoratori-attori di Arcobaleno Cooperativa Sociale, interpreti del film.
Nel secondo pomeriggio, il cartellone propone La via del bosco (ore 17.30, Sala Rondolino), diretto da Francesca Frigo, regista romana attiva a Torino, e dedicato alle foreste, a cui le sfide imposte dalla crisi climatica e il ritorno alle zone rurali restituiscono oggi il ruolo di fattore di sviluppo economico e sociale andato perduto nel tempo. Il mediometraggio, prodotto dalla Regione Piemonte, si sofferma specificamente sul lavoro dei tecnici professionisti che, attraverso il monitoraggio e la progettazione, gestiscono i rapporti sempre mutevoli tra uomo e foreste, in modo che queste tornino ad essere ecosistemi equilibrati e in grado di aiutarci a fronteggiare le conseguenze del riscaldamento globale. La proiezione sarà seguita da un incontro con la regista Francesca Frigo, Livio Bozzolo, presidente CONAIBO – Coordinamento Nazionale delle Imprese Boschive, Antonio Brunori, rappresentante Italia per la certificazione PEFC, Marco Corgnati, funzionario del Settore Foreste della Regione Piemonte.
Sempre nel secondo pomeriggio, il Festival esplora, come già nei giorni scorsi, le stanze del potere per capire come i grandi attori che muovono le fila della finanza e dell’economia internazionale si pongono di fronte alle prospettive di cambiamento. Con The Forum (ore 18, Sala Cabiria) il regista tedesco Marcus Vetter entra nel luogo di raduno per eccellenza dei potenti della Terra, il World Economic Forum di Davos, al seguito dell’ottantunenne fondatore del grande meeting internazionale, Klaus Schwab, convinto sostenitore del dialogo come metodo di risoluzione dei problemi mondiali. Il lungometraggio lo segue, dal 2018, per un periodo di due anni difficili, segnati da un populismo montante e da una sfiducia crescente nelle classi dirigenti. Mentre le crisi del mondo si sommano senza sosta (l’emergenza climatica, la Brexit, gli incendi nella Foresta amazzonica, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina…), non c’è solo il presidente Bolsonaro a sfidare, da una parte, l’establishment, ma anche, dall’altra, una nuova generazione ribelle, guidata da Greta Thunberg, presente a Davos. È l’inizio di un dialogo, sui cui frutti il film si interroga, domandosi se il WEF può effettivamente contribuire a cambiare il mondo o è invece, come espressione delle grandi élite globali, parte del problema. La proiezione sarà seguita da un incontro con Beppe Gamba, giornalista, e, in collegamento online, con il regista Marcus Vetter e con Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International e tra i protagonisti del film.
In prima serata, il cartellone propone un altro film che indaga una possibile soluzione ai problemi ambientali. Diretto da Troy Hale, regista e giornalista statunitense vincitore di 26 Emmy Awards, Sh*t Saves the World (ore 19, Sala Rondolino) è un viaggio a tappe in diversi Paesi e città – Sydney, Londra, Chicago, San Diego, Messico, Tanzania, India, Irlanda e Scozia – che esplora con una narrazione divertente e ironica possibilità di salvaguardia del Pianeta efficaci, anche se spesso elegantemente tralasciate nei dibattiti sul futuro del mondo. Il lungometraggio illustra, infatti, la produzione e l’impiego, sempre più diffuso, di quelle fonti di energia altamente rinnovabili ricavate dalle deiezioni degli organismi viventi (biomasse), cui soprattutto gli umani contribuiscono in misura crescente grazie al loro enorme consumo di cibo. La proiezione sarà seguita da un incontro online con il regista Troy Hale.
Si ritorna al tema centrale di quest’edizione, il riscaldamento globale, con il film Cinquanta passi (ore 19, Sala Soldati), diretto dal ferrarese Niccolò Aiazzi e dedicato ai ghiacciai in via di scioglimento, un archivio che il cambiamento climatico rende oggi un libro aperto, restituendo le storie di quanti ci sono passati e i corpi di quanti, purtroppo, lì hanno perso la vita. Seguito dalla macchina da presa, il protagonista del film, Michele Cucchi, guida alpina del Monte Rosa e soccorritore, si mette nel solco dei loro cammini durante le spedizioni ambientali in diversi angoli del mondo – da Zermatt, al Karakorum, al Nepal –, intraprese negli ultimi anni nella convinzione che oggi la vera sfida non sia più scalare una vetta, ma tentare di conservare un ecosistema sempre più fragile. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista Niccolò Aiazzi, con il protagonista del film Michele Cucchi e con Enrico Camanni, alpinista e scrittore.
L’ultima serata si aprirà con la cerimonia di premiazione delle classi vincitrici del Concorso nazionale CinemAmbiente Junior (ore 21, Sala Cabiria), rivolto alle Scuole Primarie, Secondarie di I e II grado, che rappresenta l’unica sezione competitiva dell’edizione di quest’anno.
Il Festival tornerà poi per l’ultima volta sul tema dei cambiamenti climatici con il film di chiusura The Great Green Wall (a seguire la premiazione in Sala Cabiria, alle 21 nelle Sale Rondolino e Soldati e online su MYmovies), il nuovo lungometraggio dello statunitense Jared P. Scott, già autore di The Age of Consequences, presentato al Festival nel 2017. Il lungometraggio è un viaggio, guidato dalla musicista-attivista maliana Inna Modja, nel Sahel, uno degli avamposti dei cambiamenti climatici. Nella regione africana in cui gli effetti del riscaldamento globale si traducono in crescenti carestie, conflitti, migrazioni di massa, le speranze oggi sono riposte nella “Grande muraglia verde”: un ambizioso progetto di riforestazione, diventato anche un movimento e una campagna internazionale, che prevede la creazione di una barriera di 8.000 chilometri di alberi attraverso l’intera larghezza del Continente allo scopo di contrastare la siccità e la desertificazione e ridare un futuro a milioni di persone. La proiezione sarà seguita da un incontro online con il regista Jared P. Scott e la musicista Inna Modja.
MODALITÀ DI INGRESSO E ACCESSO. L’ingresso e l’accesso al Festival al Cinema Massimo e alla sala virtuale su MYmovies sono gratuiti e a prenotazione obbligatoria. Per i film al Cinema Massimo la prenotazione (per max 2 persone) si può effettuare sul sito www.cinemambiente.it. Per i film online la prenotazione si può effettuare sulla piattaforma www.mymovies.it, nell’apposita sezione dedicata ai Festival online e raggiungibile dal sito di CinemAmbiente. I film online, diffusi in contemporanea alla proiezione in sala al Cinema Massimo, sono visibili per 24 ore dal momento del rilascio.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Cinema Massimo – Sala Rondolino – ore 15.30
Sulle ali dell’avventura
di Nicolas Vanier (Francia 2019, 113’)
Christian, uno scienziato visionario studioso di oche selvatiche, elabora un piano per salvarle dall’estinzione: a bordo del suo ultraleggero vorrebbe indicare loro una rotta migratoria alternativa che le porti sane e salve dalla Norvegia fino a casa, nel sud della Francia, preservandole dallo scontro mortale con cavi elettrici, aeroporti, inquinamento luminoso e bracconaggio. Per suo figlio Thomas, un adolescente ossessionato da videogiochi e cellulare, l’idea di trascorrere le vacanze con lui nel bel mezzo della campagna francese, lontano da tutti i comfort della vita contemporanea, rappresenta un incubo. Tuttavia pian piano il ragazzo si appassionerà al progetto del padre, diventando così protagonista di incredibili avventure.
Nicolas Vanier, scrittore e regista, realizza documentari e lungometraggi dedicati alla scoperta del mondo e della natura. Tra i suoi film più noti, Il grande Nord (2004), Belle & Sebastien (2014), L’Odyssée sauvage (2014). Da sempre attento al rispetto per l’ambiente, gli animali e le popolazioni indigene, patrocina “L’école agit!”, un progetto che si occupa di sensibilizzare i ragazzi nelle scuole verso i temi della conservazione ambientale.
Proiezione speciale per CinemAmbiente Junior
Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 16.00
Kiss the Ground
di Josh e Rebecca Tickell (USA 2020, 85’)
L’agricoltura rigenerativa consiste in una serie di tecniche di coltivazione che, nel combinare esperienze antiche con le moderne conoscenze scientifiche, permette di beneficiare delle proprietà e delle risorse offerte dalla terra stessa. Una pratica che è si rivelata in grado di evitare gli effetti devastanti legati all’eccessivo sfruttamento del suolo. Attraverso un lavoro di circa dieci anni dedicato alla raccolta di dati tecnici, consulenze scientifiche, testimonianze di esperti, di attivisti e di aziende che hanno adottato questa strategia alternativa, il documentario costituisce un prezioso contributo a ciò che si presenta ormai come prospettiva di cambiamento concreta ed efficace. Rigenerare il terreno per rigenerare gli ecosistemi, la biodiversità e affrontare in modo rapido la crisi climatica.
Josh Tickell, scrittore e documentarista, è specializzato in film con forte messaggio sociale. Esordisce con Fuel (2008), vincitore del Sundance Audience Award e nominato agli Oscar. Con la moglie Rebecca, produttrice, regista e attivista ambientale, realizza The Big Fix (2011), sulla drammatica fuoriuscita di petrolio della BP nel Golfo del Messico, che vince la 15^ edizione di CinemAmbiente. Seguono Freedom (2011), Pump (2014), Good Fortune (2015) e Revolution Generation presentato a CinemAmbiente 2019.
Al termine della proiezione incontro online con i registi, in collegamento online, e con Marco Ramotti, docente di Agricoltura biologica e sostenibile all’Istituto Agrario Prever di Osasco
Cinema Massimo – Sala Soldati – ore 16.30
40% – Le mani libere del destino
di Riccardo Jacopino (Italia 2010, 90’)
Lucio ha passato la prima parte della sua vita a mettersi nei guai. Un’adolescenza vissuta nell’anonimato della periferia, la droga, i traffici, i problemi con la legge, sono stati l’abisso da cui si è ritratto appena in tempo. Quando esce dalla comunità di recupero, comincia a lavorare in una cooperativa sociale dove incontra una pittoresca tribù di personaggi con alle spalle storie altrettanto complicate. Dopo i conflitti iniziali con Alfred, il suo collega albanese, oltre che rivale nella squadra di calcio, Lucio entra a far parte del gruppo. Quando il passato sembra riaffacciarsi con i pericoli e le tentazioni di sempre, saranno proprio i suoi compagni a salvarlo da un finale già scritto.
Prima della proiezione incontro con i lavoratori/attori di Arcobaleno Cooperativa Sociale Proiezione speciale in occasione del decennale del film
Cinema Massimo – Sala Rondolino – ore 17.30
La via del bosco
di Francesca Frigo (Italia 2020, 45’)
Francesca Frigo, laureata a La Sapienza in Arti e Scienze dello Spettacolo, si forma in ambito cinematografico con il direttore della fotografia Francesco Ciccone, lavorando sul set di numerosi film, cortometraggi e videoclip. In seguito realizza documentari e reportage per Rai3, La7 ed MTV. Dal 2012 è socia di BabyDoc Film, con cui dirige Sanperé – Venisse il fulmine! (2013) e realizza numerosi film in qualità di producer, filmmaker e operatore.
Al termine della proiezione incontro con la regista, Livio Bozzolo, presidente CONAIBO – Coordinamento Nazionale delle Imprese Boschive, Antonio Brunori, rappresentante Italia per la certificazione PEFC, Marco Corgnati, funzionario Regione Piemonte – Settore Foreste
Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 18.00
The Forum
di Marcus Vetter (Germania/Svizzera 2019, 118’)
Il World Economic Forum di Davos, nato nel 1971, è diventato nel corso del tempo luogo di discussione privilegiato per i grandi potenti del mondo. Nel 2018, per la prima volta nella sua storia, il WEF concede a un regista indipendente di documentare l’evento, consentendogli di accedere anche a meeting a porte chiuse. Così, al seguito del fondatore e direttore Klaus Schwab, convinto assertore del dialogo come strumento di risoluzione dei problemi che assillano il mondo, Marcus Vetter ci conduce nel vivo del dibattito tra dirigenti dell’economia, della politica e della società civile internazionale. Tra loro anche la giovane attivista Greta Thunberg, per un confronto generazionale fermamente auspicato da Schwab. Ma il Forum costituisce davvero una speranza o sarà invece esso stesso parte del problema globale, succube degli interessi di potenti élite?
Marcus Vetter, laureatosi in Economia e poi in Teoria e pratica dei Media, lavora come montatore, produttore e regista presso l’emittente televisiva tedesca SWR – ARD. Nel 2004 viene selezionato per la Discovery Campus Master School
Riccardo Jacopino realizza documentari di indagine sociale in Italia, Africa, Sud America, Stati Uniti. Nel 2002 dirige Il postino di Quarrata, storia di uno strano e simpatico volontario della solidarietà internazionale. Per la Rai realizza numerosi filmati sul fenomeno migratorio in Italia. Cura, per il Gruppo Abele di Torino e la Provincia di Pistoia, progetti
sui temi della cittadinanza e della legalità. Tra i suoi film ricordiamo Scusi, dov’è il documentario? (2013) e Al massimo
ribasso (2017).
Le sfide imposte dalla crisi climatica e il ritorno alle zone rurali abbandonate riconsegnano alle
foreste il ruolo di fattore di sviluppo economico e sociale che queste hanno rivestito in passato. I boschi garantiscono servizi ecosistemici necessari tanto all’ambiente quanto a una società impegnata nel fronteggiare le conseguenze del riscaldamento globale. Perché ciò avvenga è necessario il lavoro di tecnici professionisti che, attraverso il monitoraggio e la progettazione, gestiscono i rapporti sempre mutevoli tra uomo e foreste. Questo percorso racconta in quattro
capitoli come la salute del bosco e quella delle comunità siano strettamente legate.
sulla co-produzione internazionale in ambito nonfiction. Tra i suoi documentari più noti, si ricordano: The Tunnel (1999), The Heart of Jenin (2008), The Forecaster (2015).
Al termine della proiezione incontro con Beppe Gamba, giornalista, e, in collegamento online, con il regista e Jennifer Morgan, executive director di Greenpeace International e protagonista del film
Cinema Massimo – Sala Rondolino – ore 19.00
Sh*t Saves the World
di Troy Hale (USA 2019, 66’)
Il film, attraverso un viaggio planetario con tappe a Sydney, Londra, Chicago, San Diego, Messico, Tanzania, India, Irlanda e Scozia e con una narrazione divertente e ironica, fornisce informazioni insolite sulle possibilità di salvaguardia del Pianeta, legate direttamente all’impatto che gli esseri viventi, anzitutto la specie umana, provoca sull’ambiente in una delle sue manifestazioni più naturali. L’enorme consumo di cibo produce altrettanto volume di “Sh*t”, quantità calcolabile anche in termini di energia che potrebbe essere prodotta da una virtuosa gestione.
Troy Hale, regista, reporter, giornalista televisivo e produttore. Con i suoi documentari vince numerosissimi Emmy Award e riceve una sessantina di nomination. Realizza, tra gli altri, Mohammed (2010), Imported from China (2013), Fart: A Documentary (2016). Attualmente insegna cinema e giornalismo presso la Michigan State University.
Al termine della proiezione incontro online con il regista
Cinema Massimo – Sala Soldati – ore 19.00
Cinquanta passi
di Niccolò Aiazzi (Pakistan/Nepal/Svizzera 2020, 54’)
Il cambiamento climatico solleva continue domande soprattutto in chi, come Michele Cucchi, appassionata guida alpina e soccorritore, vive da sempre la montagna come luogo sacro. Lo scioglimento dei ghiacciai, in particolare, come un archivio antico, sta portando alla luce le tracce del nostro passaggio. In un mondo in rapida trasformazione la vera sfida oggi non è dunque la conquista di nuove vette, bensì quella di elaborare progetti ambientali e umanitari che favoriscano la conservazione di un ecosistema sempre più fragile. Dal Karakorum a Zermatt, fino ai confini del mondo nel villaggio nepalese di Chepwa, Cucchi ci guida, insieme a esperti e popolazioni locali, in un viaggio tanto straordinario quanto necessario, mosso dal desiderio profondo di memoria e di tutela di questi ambienti a rischio.
Al termine della proiezione incontro con il regista, Michele Cucchi, guida alpina e soccorritore, e Enrico Camanni, alpinista e scrittore
Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 21.00
Premiazione del Concorso CinemAmbiente Junior 2020
a seguire
Niccolò Aiazzi, dopo gli studi in economia a Milano e un master in Marketing e Communications a Boston, intraprende la carriera pubblicitaria. Spinto dalla passione per la montagna, l’alpinismo e il viaggio, dal 2012 lavora come fotografo
freelance realizzando importanti reportage in tutto il mondo al seguito di spedizioni esplorative.
The Great Green Wall
di Jared P. Scott (Regno Unito 2019, 92’)
Nella vasta fascia dell’Africa sub-sahariana, dove gli effetti della crisi climatica aggravano ulteriormente una situazione di per sé già critica, si sta realizzando uno degli sforzi più ambiziosi dell’umanità: la creazione della Grande Muraglia. Si tratta della più estesa struttura organica del Pianeta, destinata, al suo completamento, previsto per il 2030, a superare per dimensioni la Grande Barriera Corallina australiana. Attraverso lo sguardo della cantante e attivista maliana Inna Modja, siamo condotti in un viaggio visivamente e musicalmente sbalorditivo. In uno scenario di gravi conflitti e carestie, i benefici del progetto si fanno sempre più concreti, testimoniando la storia di un fiorente movimento panafricano che porta speranza a milioni di persone.
Jared P. Scott, socio fondatore della PF Pictures, scrive e dirige numerosi documentari tra cui Distruption (2014) sulla marcia globale per il clima tenutasi a New York nel settembre 2014, Requiem for the American Dream (2015), ultima lunga intervista a Noam Chomsky, e The Age of Consequences (2016) presentato alla 20^ edizione di CinemAmbiente.
Al termine della proiezione incontro online con il regista e Inna Modja, cantante
Cinema Massimo – Sala Rondolino e Sala Soldati – ore 21.00
The Great Green Wall
di Jared P. Scott (Regno Unito 2019, 92’)
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Eventi
A Pontechianale il 25 e 26 luglio la 3ª edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes
Il 25 e 26 luglio 2026, Pontechianale nel cuore della Valle Varaita ospiterà la 3ª edizione della Festa delle Alpi – Fête des Alpes, l’evento transfrontaliero che mette in luce il patrimonio culturale, territoriale e umano delle Alpi, aprendo il dialogo su tematiche ambientali, sociali ed economiche dell’identità alpina, esplorando il futuro delle montagne per le nuove generazioni.
Due giornate di festa, incontri, degustazioni, spettacoli, sport e tanto divertimento per celebrare le comunità alpine e rafforzare il dialogo tra territori uniti da una storia e da sfide comuni. Non mancare!
Dopo il Piccolo San Bernardo nel 2024 e il Moncenisio nel 2025, l’importante evento transfrontaliero approda quest’anno ai piedi e sulla vetta del Colle dell’Agnello, il valico stradale più alto d’Europa, un’area storicamente unita dalla lingua occitana e da radici comuni.
Guidata dagli slogan “Stay young, live the mountains” e “Abitare le Alpi, costruire il futuro”, la manifestazione celebra lo storico legame di amicizia tra Piemonte, Valle d’Aosta e i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes. Il programma delle due giornate unisce momenti di riflessione politica e culturale a grandi appuntamenti popolari, sportivi e gastronomici.
Questo evento rappresenta una celebrazione e, al tempo stesso, una vetrina fondamentale per fare il punto sulle politiche transfrontaliere tra Piemonte e regioni francesi confinanti. Al centro del dibattito si trovano i fondi strutturali europei e i programmi di cooperazione, con particolare attenzione agli strumenti che da anni intervengono sui territori alpini di confine. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire il ripopolamento di queste aree attraverso risposte concrete alle sfide comuni, quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la gestione della sicurezza nei territori montani e la creazione di nuove opportunità occupazionali per i giovani.
Tutte le iniziative, i laboratori, le prove in SUP, le visite guidate e le degustazioni sono gratuiti. Per lo show cooking e l’escursione al Bosco dell’Alevé la prenotazione è obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili.
Un punto informativo turistico dedicato è attivo a Pontechianale a cura dell’Unione Montana Valle Varaita e dell’ATL Cuneese.
La Festa delle Alpi – Fêtes des Alpes è organizzata da Regione Piemonte – Assessorato allo Sviluppo e promozione della montagna, con il supporto di Visit Piemonte. Collaborano all’evento: Provincia di Cuneo, Camera di commercio di Cuneo, Unione Montana Valle Varaita, Comune di Pontechianale, Comune di Molines-en-Queyras, Dipartimenti Savoia e Hautes-Alpes, Région Sud-Provence-Alpes-Côte-d’Azur, ATL Cuneese, UNCEM, Fondazione Emile Chanoux, Fondazione CRC, Cassa di Risparmio di Saluzzo, Mirabilia e Lauretana.
Le giornate della Festa delle Alpi – Fête des Alpes
Sabato 25 luglio: dall’accordo transfrontaliero ai talk sul clima e allo show cooking
Il sipario si alza la mattina di sabato 25 luglio all’interno dello spazio polifunzionale del Comune di Pontechianale (l’Agorà delle Alpi): alle 10:30 “La nuova politica alpina: un’alleanza per il futuro delle montagne”, presentazione della Strategia di cooperazione transfrontaliera integrata elaborata nell’ambito del Progetto Interreg Italia-Francia ALCOTRA A MONT e alle 11:15 la firma dell’accordo transfrontaliero.
Da qui le attività si spostano in quota: alle ore 12:30 il Colle dell’Agnello fa da cornice alla conferenza stampa italo-francese di inaugurazione, un momento fortemente simbolico per sancire la cooperazione tra i due versanti.
Nel pomeriggio i contenuti diventano centrali grazie a quattro importanti tavoli di discussione a partire dalle ore 15:00. L’apertura è affidata al confronto dedicato alle sfide transfrontaliere e alla nuova programmazione 2028-2034 con “Oltre il confine: quando le Alpi costruiscono il futuro insieme” che vede la partecipazione dell’assessore regionale Marco Gallo, del presidente della Savoia Hervé Gaymard, dell’assessore della Regione Autonomia Valle d’Aosta, Leonardo Lotto e dei rappresentanti della Camera di commercio di Cuneo e della Comunità dei Comuni Guillestrois-Queyras, con l’intervento dell’Autorità di Gestione ALCOTRA.
A seguire, i talk mettono al centro il cambio generazionale e la sostenibilità. Si comincia con l’incontro “Tutta un’altra vita”, incentrato sui giovani nuovi abitanti delle Alpi con le testimonianze dei partecipanti al progetto della Città Metropolitana di Torino “Vivere e lavorare in montagna”.
Si prosegue con “Custodi delle Alpi”, uomini e donne al servizio della montagna”, un focus sulle nuove competenze richieste ai professionisti della montagna, alle guide alpine e agli accompagnatori del progetto PRO-ALP di fronte ai mutamenti del clima. Inserito nel programma transfrontaliero Interreg ALCOTRA 2021-2027, il progetto punta ad accompagnare l’adattamento e la transizione delle tipiche attività alpine. Le azioni concrete prevedono la formazione sui rischi naturali ed economici, la costruzione di scenari climatici futuri e il supporto a oltre 200 imprese del settore per diversificare le fonti di reddito, garantendo la sicurezza e la vitalità economica del territorio montano.
Infine, lo spazio di approfondimento “La montagna che verrà, le Alpi nell’era del cambiamento climatico” mette in luce come l’arco alpino si trovi tra i territori europei maggiormente esposti a questi fenomeni, rappresentando un osservatorio privilegiato delle trasformazioni ambientali in corso. Dalla gestione del rischio alla tutela delle risorse naturali, dalla capacità di adattamento della popolazione locale alla pianificazione territoriale, le politiche per la montagna sono chiamate a coniugare conoscenza scientifica, flessibilità e sviluppo sostenibile. Il confronto tra ricerca, istituzioni e operatori offrirà una riflessione concreta sulle strategie necessarie per accompagnare il futuro dei territori alpini e rafforzarne la capacità di affrontare le sfide del nostro tempo.
Parallelamente ai dibattiti, Pontechianale si anima con l’avvio del Villaggio delle Alpi e delle sue aree Street Food e artigianato. Tra i momenti salienti del pomeriggio spicca lo show cooking “SpaccaRavioles” con la chef Katia Giordanino all’interno della Casa delle Alpi, uno spazio dedicato alla storia e alla preparazione delle tipiche raviole della Valle Varaita. Per gli amanti dello sport, sul Lago Castello debutta l’area Active con le prove guidate di Stand Up Paddle (SUP) insieme agli istruttori della FISSW, affiancata dallo spazio “Gioco in bici” di Federciclismo Piemonte dedicato ai più piccoli.
La serata di sabato si accende alle 20:00 con lo spettacolo di circo contemporaneo curato dall’Associazione Ideagorà nell’ambito del celebre Festival Mirabilia.
Domenica 26 luglio esperienze d’impresa innovative, il premio “Nuove Alpi” e la guida Lonely Planet
La giornata di domenica 26 luglio si apre all’insegna delle nuove imprenditorialità e scelte di vita e lavoro nelle terre alte. Alle 10:15 l’Agorà delle Alpi ospita l’incontro “Una montagna di opportunità”- laboratorio di imprenditorialità, innovazione e creatività “Dal Piemonte alla Carnia”, moderato dal giornalista Gian Luca Gasca, scrittore, viaggiatore e direttore editoriale di Montagna.tv.
Il pomeriggio domenicale riserva altri due appuntamenti di rilievo: alle 14:00 la cerimonia “Premio Nuove Alpi”, dedicata a chi ha scelto di costruire un progetto di vita in quota, seguita alle 15:00 dalla presentazione ufficiale della nuova “Il Piemonte delle montagne” realizzata in collaborazione con Lonely Planet Italia: interviene l’autore Denis Falconieri.
Per l’intera giornata, la Casa delle Alpi delizia il pubblico con due live show cooking e quattro degustazioni guidate di prodotti agroalimentari, curate dall’Unione Montana della Valle Varaita. Chi preferisce immergersi nella natura può partecipare alla splendida escursione guidata nel Bosco dell’Alevé, la più grande cembreta d’Europa, con la possibilità di pranzare in rifugio. I laboratori musicali per bambini “Pluff”, le visite al suggestivo borgo di Chianale e l’ingresso al Museo del Costume completano il ricco calendario di iniziative fino alla chiusura dell’evento, prevista per le ore 18:00.
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Eventi
Dal 27 agosto al 12 settembre 2026 ritorna Earthink Festival – Goccia a Goccia
Dal 27 agosto al 12 settembre 2026 ritorna Earthink Festival. Goccia a Goccia è il titolo della XVma edizione che anche quest’anno si svolgerà tra l’Astigiano, la Valchiusella e Torino.
Goccia a Goccia richiama in una sola parola la temporalità propria del festival, un lavoro lento, costruito, fatto di piccoli gesti, di scelte individuali in cui ogni voce ascoltata è pensata per costruire qualcosa di più grande, un percorso che prosegue nel tempo, che lavora per tenere insieme l’arte e il territorio, le persone e i luoghi.
Earthink Festival, nato nel 2012 anni fa da un’idea dell’attuale direttrice artistica Serena Bavo , come primo festival teatrale in Italia ad utilizzare il linguaggio performativo per promuovere stili di vita sostenibili, è cresciuto costantemente nel tempo, ha allargato i confini, ha cambiato forma, ha incontrato artisti e pubblico nuovi. È diventato itinerante, ha abbracciato più territori, ha sperimentato linguaggi diversi, ma non ha mai perso la sua anima: quella di un festival che cammina con chi lo segue, che ascolta, che pensa a una forma di cultura senza rumore, goccia dopo goccia. La scelta dei luoghi in cui operare, marginali o decentrati non è stata nel tempo solo logistica, ma ha avuto una precisa valenza, quella di portare le arti performative dove l’offerta culturale è più fragile e dove la relazione con il paesaggio e con le comunità può generare nuovi significati.
In linea con la propria missione, Earthink Festival continua a porre al centro i temi della sostenibilità nelle sue dimensioni ambientali, economiche e sociali, attraverso il linguaggio artistico. La programmazione si sviluppa, in linea con le edizioni precedenti, in spazi outdoor e naturali a basso impatto, valorizzando la luce naturale e coinvolgendo piccoli comuni del Piemonte e quartieri periferici della città di Torino.
L’edizione 2026 consolida la rete di collaborazioni costruita negli anni con la Valchiusella, Torino e l’Astigiano, rafforzando la partecipazione delle comunità locali e il coinvolgimento delle giovani generazioni. Al centro del progetto vi sono le persone, la loro capacità di generare cambiamento, di prendersi cura dei territori e di promuovere un senso condiviso di appartenenza e responsabilità.
Queste le parole di Serena Bavo direttrice artistica del Festival sul tema e sui contenuti scelti per questa edizione; “Da quindici anni Earthink prova a costruire un dialogo tra arte, ambiente e comunità. Con Goccia a Goccia continuiamo a interrogarci su come abitare il presente senza rinunciare alla complessità. Lo facciamo attraversando territori diversi, dalle aree interne ai contesti urbani, mettendo in relazione artisti, cittadini, paesaggi e saperi. Crediamo che la cultura non debba limitarsi a raccontare il cambiamento, ma possa contribuire a generarlo, creando occasioni di incontro, immaginazione e partecipazione. Perché ogni trasformazione, anche la più grande, inizia sempre da una goccia.”
La programmazione artistica 2026 riflette pienamente il tema #GocciaAGoccia, attraverso un dialogo tra ricerca contemporanea, partecipazione e impegno civile. Il festival ospita debutti assoluti e prime regionali, sostenendo la scena emergente e i giovani artisti under 35. Le residenze artistiche diventano spazi di creazione e confronto con le comunità locali, trasformando il territorio in parte attiva del processo artistico. Accanto alle nuove generazioni trovano spazio protagonisti della scena nazionale come il progetto Atlante delle Rive di Marco Paolini e lo spettacolo 400 di Beppe Casales, dedicato ai temi ambientali. Completano il programma due cicli autunnali di approfondimento su sostenibilità, parità di genere ed educazione affettiva, diritti, lavoro e comunità, ampliando nel tempo il dialogo tra arte, territorio e cittadinanza,
Earthink Festival #GocciaAgoccia è un progetto di Tékhné, con il sostegno di Regione Piemonte, Lavazza, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Cooperativa Astra.
La tappa di Torino è finanziata dall’Avviso pubblico ‘Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026
Gli spettacoli
Il Festival inizia il suo viaggio sul territorio Astigiano con un cartellone di spettacoli tutti ospitati dal 27 al 30 agosto nella sede della Cantina La Corte in frazione Casabianca – Asti.
Inaugurazione giovedì 27 agosto alle ore 16 e alle 18 con lo spettacolo (T)ESSERE GIARDINO – UN’ESPERIENZA DI COLLABORAZIONE TRA (U)MANI di Angela Ruozzi, un’installazione performativa che intreccia materiali naturali per creare un sipario sospeso che dialoga con lo spazio e con lo spettatore. Attraverso la pratica dell’intreccio di erbe, piante officinali e steli, guidati dall’artista ambientale Antonella De Nisco e dall’ascolto in cuffia di suoni e parole, i partecipanti prendono parte a un’esperienza poetica e immersiva. In relazione tra loro e con l’ambiente, si immergono in un “giardino d’aria e profumo”, vivendo un contatto diretto e sensoriale con la natura.
Alle ore 21 la proiezione di La mia preghiera al mare nell’ambito della collaborazione con la rassegna Cineambiente.
Venerdì 28, alle ore 19.30, appuntamento con REC2030 Live – Atlante delle Rive, il format ideato da Tékhné APS intreccia teatro, musica e divulgazione per raccontare la sostenibilità in modo coinvolgente e accessibile. Ospite della serata sarà Marco Paolini, protagonista di un dialogo informale con Serena Bavo e Agnese Vigorelli, ideatrici del progetto, tra racconti, musica e riflessioni sui temi dello sviluppo sostenibile per la narrazione del progetto di Marco Paolini “Atlante delle Rive” realizzato da La Fabbrica del Mondo e Joele Film. Atlante delle Rive, il progetto triennale che unisce teatro e territorio per esplorare il rapporto tra comunità e risorse idriche, racconta la complessità del mondo dell’acqua in Italia attraverso le voci di cittadini, esperti, tecnici, artisti e divulgatori. Un’occasione per riflettere sulla cura dei fiumi e sull’importanza di costruire connessioni tra saperi, esperienze e buone pratiche.
A seguire sabato 29 agosto alle ore 21.00 LANDSCAPE/PAESAGGI. Una produzione di CUBO Con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Starter.
Secondo Marc Augé, una rovina umana è un testimone reale del tempo: finché resiste, custodisce una traccia della Storia; quando scomparirà, con essa svanirà anche ciò che resta della memoria che porta impressa. La rovina diventa così simbolo della mano dell’uomo e, insieme, della vicenda tragica del capitalismo e del mondo post-industriale.
Quando osserviamo un paesaggio naturale, spesso fatichiamo a oltrepassare la soglia della meraviglia: un tramonto dietro le montagne, il riflesso del sole sulle onde del mare che illumina una costa a strapiombo, una valle colorata dalle coltivazioni. In quell’istante di contemplazione il tempo sembra sospendersi, come in una fotografia. Eppure, quella stessa immagine contiene innumerevoli indizi. Come sta cambiando quel paesaggio? Cosa si nasconde, appena intravisto, oltre la boscaglia? Forse un campeggio abbandonato, un deposito di amianto, una struttura industriale dismessa. Quanto si sta erodendo una spiaggia, e per quali cause?
Paesaggi è un progetto performativo multimediale che intreccia documentazione audiovisiva, narrazione, visual art e musica elettronica. Il lavoro restituisce un’indagine sulla mutazione morfologica dei territori, osservando gli effetti dell’intervento umano e del naturale decorso del tempo. Per Earthink verrà realizzato un primo studio immersivo a partire da una prima indagine in residenza in Casa Bianca.
Ultimo appuntamento sul territorio Astigiano domenica 30 agosto alle ore 11 SO HUMAN-LA MIA VITA DA PIANTA di ARTERIE una performance urbana in site- specific. Lo spettacolo invita a riflettere sul rapporto tra persone e ambiente, interrogandosi su come siano cambiate le città, sul nostro modo di vivere gli spazi che ci circondano e su come sarebbe la vita se fossimo una pianta. Accompagnati da una guida, gli spettatori percorrono circa 2 chilometri nello spazio urbano, tra aree pedonali, parchi e piste ciclabili, vivendo un’esperienza immersiva di osservazione e scoperta del territorio.
Il Festival prosegue il suo viaggio con la tappa sul territorio Canavese in Valchiusella dal 3 al 6 settembre. Primo appuntamento giovedì 3 settembre nel comune di Brosso alle ore 20, Il richiamo della Natura di Teatro Blu, uno spettacolo comico che affronta il tema del rispetto dell’ambiente attraverso la storia di una donna che decide di trasferire la propria famiglia dalla città alla natura. Il contrasto tra i due protagonisti genera situazioni divertenti e gag che coinvolgono il pubblico, mentre emergono temi importanti come la tutela del Pianeta, l’alimentazione sana, il consumo sostenibile e la costruzione di un futuro migliore.
Venerdì 4 settembre alle 18 il Festival si sposta a Vico Canavese con lo spettacolo ANDANTE di Faber Teater, un’esperienza itinerante immersiva di teatro partecipato. Attraverso il cammino, i canti, le parole e l’ascolto abita gli spazi naturali e dialoga con gli infiniti mondi che si creano nella mente dello spettatore. Una comunità provvisoria sostenibile che cammina insieme attraversando il paesaggio, contaminandolo di passi, percezioni, pensieri, suoni e silenzio.
Sabato 5 settembre alle ore 16 e alle ore 18 a Vidracco, per le vie del paese, Tecnologia Filosofica di DEDALO, testimonianze registrate, voci che si interrogano sono raccolte nella play list di un cellulare che diventa supporto e spunto per una riflessione sul perdersi.
Un violoncello mette in musica il movimento fra le stanze della mente, per creare nuove vicinanze e di-stanze, come attraversando i corridoi di un labirinto: uno accede all’altro, e ti ritrovi nel primo senza sapere che è l’ultimo.
Domenica 6 settembre alle ore 11 a Rueglio Cà ‘D Mezanis, Il Paradiso delle Rane di Collettivo Cantarane, uno spettacolo di narrazione e canto ambientato in uno stagno abitato da rane, la cui serenità viene messa alla prova da un evento inatteso. Attraverso una storia coinvolgente, lo spettacolo esplora temi come le emozioni, l’amicizia e il potere trasformativo della musica, accompagnando grandi e piccoli verso un finale lieto e pieno di allegria.
Terza e ultima tappa, il Festival approda a Torino, giovedì 10 settembre al Salone delle Arti del Cecchi Point in doppia replica alle 19 e alle 21 Magister Ludi Il cerchio non s’interrompe, la nuova produzione de Il Mutamento ETS in collaborazione Terra NAD | Coop. Soc. L’Arcobaleno | Accademia dello Spettacolo | REMIDA Centro di Riuso Creativo con Cascina Govean – Centro di educazione ambientale di Legambiente, Itinerari Paralleli e Terra NAD.
Un’opera multimediale, relazionale e interattiva, ideata da Giordano V. Amato, ispirata all’opera di Ervin Laszlo filosofo, musicista e fondatore della teoria dei sistemi; un’opera olistica che intende evocare delle possibilità, porre delle domande, segnalare delle urgenze, ponendo l’accento sulla positività piuttosto che sul catastrofismo. Nello spazio circolare all’interno del quale sono accolti i partecipanti si narra la storia di un serpente ancestrale che canta, rappresentazione dell’archetipo dell’equilibrio naturale, nel quale ogni essere trova opportuna collocazione, contribuendo a mantenere e a rinnovare l’armonia di questo sistema. L’equilibrio viene spezzato, il serpente ucciso e smembrato. Ci si nutrirà dei suoi resti. Ma i pezzi del serpente continuano a cantare, perfino nelle pance di chi lo ha ucciso. Dai suoi resti nascono i Maiaurli, spiriti fanciulli che percorrono il pianeta sottoterra, emergendo per educare piccoli e grandi a una visione che li renda responsabili del loro ruolo nel mantenimento dell’equilibrio, affinché “il cerchio non si interrompa” e il vecchio serpente continui a cantare.
Venerdì 11 settembre alle ore 21 al Teatro Baretti con lo spettacolo FUTURA di Teatro Linguaggi Creativi, ambientato nel 2050, in un mondo devastato dal cambiamento climatico e dalla Sesta Estinzione, lo spettacolo racconta l’incontro forzato tra Anna, una donna incinta, e Leo, un ragazzo solitario, costretti a convivere in condizioni estreme. Tra conflitti, speranze e l’intervento di Nora, un’intelligenza artificiale che guida le loro scelte, la storia riflette sul futuro del pianeta e sulla fiducia nell’umanità.
Sabato 12 settembre alle ore 21, ultimo spettacolo in programma – Isabella 400 di Beppe Casales, uno spettacolo che unisce teatro e cammino nel bosco per riflettere sul rapporto tra esseri umani e natura. Attraverso il viaggio condiviso con la figlia Nina, l’autore invita il pubblico a interrogarsi sul cambiamento climatico e sulla necessità di ripensare il nostro posto nel mondo, sottolineando che solo conoscendo davvero la natura possiamo imparare a prendercene cura.
Eventi off e progetti speciali
Earthink non è soltanto una programmazione di spettacoli, ma un ecosistema di relazioni, ricerca e partecipazione che attraversa territori e comunità durante tutto l’anno. Accanto agli eventi artistici, il festival ospita incontri, percorsi formativi, tavoli di confronto e progetti partecipativi che mettono in dialogo artisti, operatori culturali, ricercatori, amministratori e cittadini.
I Progetti Speciali rappresentano uno spazio dedicato alla costruzione di nuove visioni e nuove alleanze, in cui l’arte incontra l’attivazione territoriale, la sostenibilità ambientale, la crescita professionale delle nuove generazioni e il confronto sulle trasformazioni culturali e sociali del presente.
Cantiere risonanze
Earthink Festival 2026 ospita una tappa di Risonanze Network, rete nazionale che riunisce giovani direttrici e direttori artistici under 35 impegnati nella costruzione di nuove visioni per lo spettacolo dal vivo. Durante il festival, i partecipanti prenderanno parte a momenti di osservazione, confronto e co-progettazione, entrando in dialogo con artisti, organizzatori e comunità locali. Il percorso culminerà in un incontro pubblico di restituzione, occasione per condividere riflessioni, pratiche e prospettive emerse durante l’esperienza, contribuendo alla costruzione di un modello culturale aperto, partecipato e attento ai territori.
Voci dal territorio
Un momento di confronto dedicato alle arti performative contemporanee e al loro ruolo nella costruzione di comunità più consapevoli, inclusive e sostenibili. L’incontro, realizzato in collaborazione con C.Ar.Pe. – Coordinamento delle Arti Performative di Torino, riunisce artisti, operatori culturali, istituzioni e cittadini per riflettere sulle sfide che attraversano oggi il settore culturale. Uno spazio aperto di dialogo e scambio che mette al centro esperienze, pratiche e prospettive per immaginare il futuro dello spettacolo dal vivo e il suo rapporto con i territori.
Orizzonti: Rassegna di approfondimento in Valchiusella
Il percorso di Earthink prosegue oltre l’estate con Orizzonti, una rassegna dedicata ai linguaggi contemporanei e alle grandi questioni del presente. Attraverso spettacoli, narrazioni e occasioni di confronto, la rassegna invita il pubblico a esplorare temi sociali, ambientali e culturali che attraversano il nostro tempo. Un’occasione per mantenere vivo il dialogo tra arte, comunità e territorio durante tutto l’anno, consolidando la presenza del festival nelle aree interne e ampliando gli spazi di partecipazione culturale.
Geografie – clima e corpi in relazione
Geografie è il percorso di approfondimento e partecipazione che accompagna Earthink Festival 2026 a Torino, creando occasioni di incontro tra cittadini, artisti, ricercatori e realtà del territorio. Attraverso laboratori, reading e momenti di confronto e pratiche artistiche partecipative, il progetto invita a riflettere sul rapporto tra ambiente, trasformazioni climatiche ed educazione sentimentale ed emotiva. Un dispositivo culturale che mette in relazione saperi diversi e costruisce nuove mappe del presente, trasformando la città in uno spazio di ascolto, ricerca e immaginazione condivisa. Realizzato in collaborazione con Quinta Tinta APS è sostenuto dal bando Circoscrizioni, che spettacolo… dal vivo! 2026 della Città di Torino e del Ministero della Cultura.
Fuori stagione – rete di festival di arti performative
Earthink aderisce e collabora con una rete di festival, organizzazioni e operatori culturali che condividono l’attenzione per la sostenibilità, l’innovazione culturale e il radicamento territoriale. Attraverso incontri, scambi di pratiche e momenti di confronto tra professionisti del settore, la rete favorisce la circolazione di idee, progetti e modelli organizzativi capaci di rafforzare il sistema culturale contemporaneo. Un’occasione per costruire nuove alleanze e immaginare insieme il futuro dei festival come luoghi di partecipazione, ricerca e trasformazione sociale.
Alla rete aderiscono oltre Tékhné APS con Earthink Festival e Rest to Fest, Casa Fools con il Festival delle Arti Popolari , CuochiLab con Play With Food Festival, Le due e un quarto Aps con Pagliacce Festival, Controluce Teatro d’Ombre con Incanti Rassegna Internazionale di Teatro di Figura, Asterlizze APS con Costellazioni, Cubo Teatro con COMÉ.
Earthink Festival sviluppa una strategia di accessibilità e coinvolgimento del pubblico integrata in tutte le fasi progettuali, con l’obiettivo di rendere la partecipazione culturale realmente aperta e inclusiva. L’attenzione alle diverse esigenze delle persone è un principio trasversale che orienta la scelta dei luoghi, le modalità di fruizione e le pratiche di relazione con le comunità.
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A Giaveno giovedì 18 giugno Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte
Giovedì 18 giugno alle ore 21, Piazza Mautino a Giaveno si svolge l’evento “Dalla Terra alla Luna, destinazione Marte” che offrirà un viaggio straordinario attraverso oltre mezzo secolo di esplorazione spaziale.
A guidare il pubblico in questo percorso ci saranno l’astronauta Maurizio Cheli e Walter Cugno, moderati dal giornalista Antonio Lo Campo.
Il dibattito si focalizzerà sulle nuove frontiere aerospaziali, dal programma Apollo fino alle attuali missioni Artemis. Maurizio Cheli, primo Mission Specialist italiano sullo Space Shuttle Columbia, condividerà la sua esperienza operativa nello spazio. Con a lui, Walter Cugno, di Giaveno personaggio importante di Thales Alenia Space e recentemente insignito della laurea Honoris Causa dal Politecnico di Torino, racconterà il contributo industriale della regione Piemonte nello sviluppo dei moduli per la Stazione Spaziale Internazionale e per il futuro avamposto lunare.
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