Caratteristiche, conseguenze e rischi della Peste Suina Africana per economia e cittadini

La Peste Suina Africana, riscontrata in alcune zone dell’alessandrino e della Liguria, non è rischiosa per la salute dell’uomo ma potrebbe portare seri rischi per l’economia di settore.

Dopo il ritrovamento a inizio gennaio di alcune carcasse di cinghiale infette da Peste Suina Africana tra Piemonte e Liguria, Regione Piemonte, Regione Liguria e Ministero della Salute sono intervenuti per far fronte al problema nell’area interessata.
Gli interventi consistono in: divieto di caccia; divieto di attività di mountain bike, trekking, pesca, raccolta funghi e tartufi e di tutte le attività che potrebbero portare a contatti – diretti o indiretti – con cinghiali potenzialmente infetti e quindi ad una possibile ulteriore diffusione della malattia.

Mappa dei cinghiali monitorati per la PSA a cura dell’Istituto Zooporofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta

Come spiega il Ministero della Salute in una pagina dedicata, la Peste Suina Africana è una malattia virale che colpisce i suini e porta, nella maggior parte dei casi, ad una rapida morte dell’animale. Il virus, all’interno di questa specie animale, è altamente trasmissibile: per via diretta attraverso il contatto e attraverso le punture di zecche; per via indiretta tramite attrezzature e indumenti contaminati o tramite scarti di cucina contaminati – anche se la somministrazione di quest’ultimi è teoricamente vietata. Il virus non si tramette all’uomo, ma i divieti delle attività ricreative sopra citate nell’area coinvolta cercano di limitare la diffusione per via indiretta, che potrebbe portare dei rischi soprattutto per le attività produttive, come gli allevamenti di maiali.

Una continua diffusione porterebbe  infatti sia ad un impatto sui singoli allevamenti e sulla loro produzione, sia ad un calo di fiducia sul mercato delle esportazioni, che Confagricoltura valuta intorno agli 1,5 miliardi di euro all’anno. Alcuni Paesi hanno già stabilito delle restrizioni – è il caso della Svizzera – e altri, come Cina, Giappone, Taiwan e Kuwait, hanno sospeso l’importazione di salumi e carne di maiale dall’Italia.

Ministero della Salute ed enti locali sono al lavoro per contenere l’emergenza, ma è altrettanto necessaria la collaborazione dei singoli cittadini, attraverso una maggior attenzione nei comportamenti e tramite segnalazioni alle autorità competenti, in caso di avvistamento di possibili casi.


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