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Ambiente

Il programma di mercoledì 6 ottobre a Cinemabiente 2021

Ultima giornata di proiezioni per il 24° Festival CinemAmbiente, in conclusione in serata con la cerimonia di premiazione dei film vincitori (ore 21, Cinema Massimo – Sala Cabiria), seguita da un omaggio a Yann Arthus-Bertrand, cui viene assegnato il premio alla carriera Movies Save The Planet 2021, a riconoscimento di un eccezionale e incessante impegno, ormai cinquantennale, nella fotografia e nel cinema ambientali. Il film di chiusura della 24^ edizione sarà quindi la nuova opera realizzata dal regista francese, Legacy (proiettato in contemporanea in Sala Cabiria e in Sala Soldati), considerata la più personale e toccante di tutta la sua produzione. Testamento per immagini realizzato attingendo agli archivi personali implementati da nuove riprese con i droni, il lungometraggio racconta la sofferenza del Pianeta per i danni inferti dall’uomo, la perdita di biodiversità, il dramma della sesta estinzione. Con lo sguardo rivolto al domani, Arthus-Bertrand si domanda quale sarà l’eredità lasciata alle nuove generazioni nell’imminenza di una catastrofe ecologica che non si può più ignorare o negare, ma che deve essere affrontata subito perché la posta in gioco è il futuro della nostra specie. La proiezione sarà introdotta online dal regista.
Molti gli altri appuntamenti della giornata finale. In mattinata il Festival ospita la fase conclusiva del progetto italo-palestinese NUR – New Urban Resources, che si basa sull’Accordo di cooperazione siglato nel 2015 tra le Città di Torino e di Betlemme. Coordinato dall’ufficio Cooperazione internazionale e Pace della Città di Torino, diretto a incrementare la diffusione di energia rinnovabile nel territorio di Betlemme, NUR ha sviluppato anche un’iniziativa cinematografica. Uno dei suoi partner, il Coordinamento Comuni per la Pace, ha collaborato infatti con studenti degli ITIS Avogadro di Torino, Majorana di Grugliasco, Pininfarina di Moncalieri e con il Centro Enaip di Rivoli, per realizzare un cortometraggio animato dal titolo NUR, la luce che viaggia e tre brevi filmati sul risparmio energetico, con suggerimenti per i cittadini, le scuole e gli enti locali. I lavori sono presentati per la prima volta a Torino, nel corso dell’incontro dedicato al progetto (ore 10, Cinema Massimo – Sala Cabiria), cui parteciperà in collegamento online anche una classe di Betlemme.
Nel pomeriggio, la sezione Panorama internazionale propone il lungometraggio The Leadership (ore 16, Cinema Massimo – Sala Cabiria), diretto dell’australiana Ili Baré. Quali sono i nuovi modelli di leadership? Come potrebbe cambiare il mondo se a guidarlo fossero le donne? Questi gli interrogativi al centro del film, che segue 76 scienziate in un viaggio in Antartide progettato per addestrarle a diventare leader nei rispettivi campi di specializzazione. Nel corso della traversata, dalle loro testimonianze emergono, però, anche i tanti ostacoli che ancora oggi frenano l’affermazione delle donne nella scienza come in molti altri ambiti. La proiezione sarà introdotta dagli studenti del Laboratorio di Comunicazione Ambientale del Corso di Economia dell’Ambiente, della Cultura e del Territorio, Università di Torino.
Nel pomeriggio viene presentata anche l’ultima carrellata di titoli della sezione Made in Italy. Montagne di plastica (ore 16, Cinema Massimo – Sala Soldati), di Manuel Camia, esplora l’intricata connessione tra i nostri comportamenti e l’equilibrio di quegli ecosistemi che finora abbiamo considerato incontaminati. Il film racconta il lavoro del team di ricerca dell’Università degli Studi di Milano che, tra Lombardia, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, ha condotto il primo studio mondiale sulla contaminazione da microplastiche nei ghiacciai. Il cortometraggio a seguire, Today for Tomorrow, è il primo di una serie di film di Alessandro Genitori e Elis Karakaci che racconta l’esperienza di chi in Italia ha adottato uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile. Protagonista di questa prima puntata, realizzata con il sostegno dell’Associazione Nazionale Museo del Cinema e da Filmika, è la ONG Cifa di Torino. Le proiezioni saranno seguite da un incontro con i registi.
Nel secondo pomeriggio, ancora due titoli della sezione. Lungo il futuro del Po (ore 17.30, Cinema Massimo – Sala Soldati), realizzato a quattro mani dal giornalista Gianluca Gasca e dal regista Giacomo Piumatti, è la cronaca di un viaggio in bicicletta che i due hanno intrapreso, mossi dal desiderio di capire come i cambiamenti climatici e la trascuratezza dell’uomo influenzino le sorti di un fiume e di un territorio dimenticati. La proiezione sarà seguita da un incontro con gli autori. Il cortometraggio a seguire, Le Troiane, di Stefano Santamato, prende il titolo dalla tragedia di Euripide con riferimento alla particolare messa in scena dell’opera del 2019 al Teatro greco di Siracusa, per il cui allestimento scenografico, ideato dall’architetto Stefano Boeri, sono stati utilizzati 400 tronchi recuperati nel Triveneto sconvolto dalla Tempesta Vaia. Nel film – storia del loro viaggio dalla Carnia alla Sicilia – diventano testimoni muti di una tragedia contemporanea in cui in una sola notte sono stati abbattuti 14 milioni di alberi e decine di migliaia di ettari di boschi si sono trasformati in uno scenario apocalittico.

Sempre nel secondo pomeriggio, la sezione Panorama internazionale presenta il secondo titolo della giornata, From the Wild Sea (ore 18, Cinema Massimo – Sala Cabiria), della danese Robin Petré, film sulla collisione tra uomo e natura vista dall’una e dall’altra parte. Protagonisti sono i volontari per il soccorso della fauna marina impegnati in diversi Paesi europei a salvare gli animali dai tanti pericoli che li minacciano nell’era dell’Antropocene – dal petrolio alla plastica – e a cui oggi, per effetto dei cambiamenti climatici, si aggiungono anche tempeste di violenza mai vista.
In orario preserale, gli ultimi due titoli della sezione Made in Italy. Ne Il fiore in bocca (ore 19, Cinema Massimo – Sala Soldati), di Valeria Civardi e Andrea Settembrini, la bellezza di una delle località turistiche italiane più amate e rinomate, il Salento, si scontra con una realtà invisibile e con drammatici primati: 270 siti dove dagli anni Ottanta sono stati sepolti, nella totale indifferenza, rifiuti di ogni genere, e un tasso d’incidenza tumorale tra i più alti d’Italia e d’Europa. Con il cortometraggio a seguire, Viva a temp!, di Beatrice Surano, ci si sposta in Basilicata, dove la bellezza dei luoghi si fonde con impressionanti reperti di archeologia industriale: pozzi petroliferi in disuso, vuoti industriali carichi di amianto e strutture turistiche dismesse. Le proiezioni saranno seguite da un incontro con i registi.
➢ LUOGHI. Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema (via Giuseppe Verdi 18, Torino, tel. 011 8138574), Sale Cabiria e Soldati a capienza limitata secondo le attuali norme in materia di prevenzione sanitaria; piattaforma OpenDDB (500 accessi per ciascun titolo).
Mole Antonelliana – Museo Nazionale del Cinema (via Montebello 20, Torino; tel. 011 8138563).
➢ INGRESSI E ACCESSI: L’ingresso e l’accesso a tutti gli eventi del Festival sono gratuiti. Le proiezioni al Cinema Massimo e online su OpenDDB sono a prenotazione obbligatoria, che si può effettuare sul sito www.cinemambiente.it. La prenotazione in sala è consentita per max 2 persone. L’ingresso a tutti gli eventi e le proiezioni del Festival è consentito solo dietro presentazione del Green pass.
➢ INFO: Festival CinemAmbiente, via Cagliari 34/c, Torino; tel. 011 8138860; [email protected]; www.cinemambiente.it

Il programma di mercoledì 6 ottobre a Cinemabiente 2021

Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 10.00
NUR – New Urban Resources. Energia rinnovabile per Betlemme
Il progetto italo-palestinese NUR – New Urban Resources si basa sull’Accordo di cooperazione siglato nel 2015 tra le Città di Torino e di Betlemme a sostegno dello sviluppo locale. Coordinato dall’ufficio Cooperazione internazionale e Pace della Città di Torino, NUR offre una visione complessiva di sostenibilità ambientale, incrementando la diffusione di energia rinnovabile nel territorio di Betlemme (30mila abitanti) attraverso l’installazione di pannelli solari, l’assistenza tecnica relativa all’efficienza energetica, la formazione professionale per studenti e artigiani e la costituzione di cinque nuove start up incubate dall’Università di Betlemme. Il progetto intende anche stimolare il risparmio energetico e migliorare la governance dell’energia rinnovabile attraverso un Piano energetico per Betlemme, città designata quale Capitale araba della Cultura 2021. Per sensibilizzare i cittadini al tema delle energie rinnovabili il Coordinamento Comuni per la Pace, uno dei partner di NUR, ha collaborato con studenti degli ITIS Avogadro di Torino, Majorana di Grugliasco, Pininfarina di Moncalieri e con il Centro Enaip di Rivoli, per ideare un cortometraggio animato dal titolo NUR, la luce che viaggia e tre brevi filmati sul risparmio energetico, con suggerimenti per i cittadini, le scuole e gli enti locali.
Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 16.00
The Leadership di Ili Baré (Australia 2020, 97’)
Il mondo aspetta un nuovo modello di leadership, ma quale potrebbe essere? La risposta pensa di averla trovata la filosofa australiana Fabian Dattner, alla guida di un gruppo internazionale di 76 scienziate in un viaggio in Antartide, progettato per trasformarle «nel tipo di leader a cui esse stesse aspirano». La sua speranza è che una volta pronte a primeggiare nella scienza, queste donne saranno anche in grado di apportare cambiamenti significativi nel mondo. Ma a bordo, quando vengono rivelate le storie intimamente personali delle singole donne e i pregiudizi di genere subiti nel loro lavoro, il modello di leadership proposto da Dattner viene messo duramente alla prova. Ambientato nell’ultimo luogo incontaminato del Pianeta, il documentario porta alla luce in maniera preoccupante gli ostacoli sistemici all’avanzamento delle donne nella scienza e negli altri ambiti.
Ili Baré, regista e produttrice, realizza numerosi documentari e programmi per la televisione americana, inglese e australiana, ottenendo diversi premi. Tra i lavori più noti ricordiamo The Silent Epidemic (2011) e Becoming Superhuman (2017). The Leadership è il suo primo documentario per il cinema, in cui esprime la sua abilità nel collegare dimensione intima con grandiose immagini scientifiche e ambientali.
Introducono la proiezione gli studenti del Laboratorio di Comunicazione Ambientale del Corso di Economia dell’Ambiente, della Cultura e del Territorio, Università di Torino
Cinema Massimo – Sala Soldati – ore 16.00
Montagne di plastica di Manuel Camia (Italia 2021, 40’)
La testimonianza filmata di due anni di ricerca, condotta dall’Università degli Studi di Milano tra Lombardia, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, sulla contaminazione delle microplastiche nei ghiacciai. Un viaggio caratterizzato da molti imprevisti e altrettanti momenti di meraviglia, raccontati dalla bellezza dei luoghi e da una narrazione intima. La divulgazione dei dati concreti

dello studio si trasforma, così, anche in un’occasione per esplorare le criticità e l’intricato rapporto di connessioni che il tema ambientale implica nel tempo e nello spazio. I ghiacciai, infatti, non sono solo termometri del cambiamento climatico, ma anche documentazione storica dei nostri comportamenti.
Manuel Camia termina gli studi di Regia e Produzione cinematografica presso la Fondazione Milano Scuola di Cinema e Televisione. È presidente dell’Associazione culturale Chora per la tutela e la valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali. Nel 2019 dirige Plastic River, presentato alla 22^ edizione di CinemAmbiente.
Today for Tomorrow di Alessandro Genitori, Elis Karakaci (Italia 2021, 22′) Nato in collaborazione con l’ASviS, Today for Tomorrow è un progetto filmico costituito da una serie di video e interviste che raccontano le storie di chi concretamente in Italia ha adottato uno o più obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile. Viene così ribadita l’importanza di un’idea di “futuro possibile” che scaturisce dal presente e dall’impegno quotidiano, motore di un cambiamento tanto necessario quanto tangibile, qui e ora. Protagonista di questa prima puntata, realizzata con il sostegno dell’Associazione Nazionale Museo del Cinema e da Filmika, è la ONG Cifa di Torino.
Alessandro Genitori, giornalista e addetto stampa laureato in Giurisprudenza, collabora con diverse fondazioni e testate quali la “Gazzetta del Sud” e “La Stampa”. Appassionato di fotografia e cinema, realizza, insieme a Elis Karakaci, Il fotografo (2015), Il nemico è là fuori (2016) e Storia di 1 tram (2017), Premio Città di Torino al concorso Filmare la Storia. Elis Karakaci, dopo diverse esperienze teatrali, si laurea in Cinema al Dams di Torino. Lavora in veste di operatore video con il Salone del Libro di Torino e l’Expo di Milano. Collabora con la redazione DigiTV e realizza diversi cortometraggi tra cui CinCin Pupa, Tutti dormono.
Al termine della proiezione incontro con i registi
Cinema Massimo – Sala Soldati – ore 17.30
Lungo il futuro del Po di Gianluca Gasca, Giacomo Piumatti (Italia 2021, 52’) Un giornalista e un filmmaker intraprendono un viaggio in bicicletta lungo il fiume Po, mossi dal desiderio di capire come i cambiamenti climatici e l’intervento dell’uomo ne influenzino il destino. Ne emerge il racconto di un corso d’acqua caratterizzato da piene e secche sempre più frequenti, da sbagliati interventi di manutenzione, dalla poca cooperatività degli enti preposti e dall’abbandono dello Stato che non ne percepisce il giusto valore. Attraverso la voce di chi abita quelle sponde, facendone una ragione di vita e un mezzo di sostentamento, scopriamo la desolazione di un territorio dimenticato, consapevole, tuttavia, di poter offrire innumerevoli risorse per la sua salvaguardia.
Gianluca Gasca, giornalista per la rivista Meridiani Montagne e per Montagna.tv. Con il sostegno del CAI attraversa, muovendosi a piedi o con mezzi pubblici, le Alpi, gli Appennini e nel 2017 raggiunge da Torino il campo base del K2, viaggio a cui dedica l’ultimo libro Destinazione K2 (2018). Curatore della collana I grandi alpinisti per “Corriere della Sera” e “Gazzetta dello Sport”.
Giacomo Piumatti, regista e sceneggiatore in ambito pubblicitario e documentaristico, si specializza nelle riprese in quota, in parete e in ambiente outdoor. Dirige Tajarin (2011), L’Alpinista (2015) menzione speciale miglior film d’alpinismo italiano 2015 al Cervino Cinemountain Film Festival, In vino veritas (2019) e Ysangarda (2020).
Le Troiane di Stefano Santamato (Italia 2020, 16’)
Ottobre 2018. La tempesta Vaia abbatte in una sola notte 14 milioni di alberi, trasformando distese di boschi in uno scenario apocalittico, con conseguenze ambientali ed economiche incalcolabili. In Carnia, una delle zone più colpite, 400 di quei tronchi vengono recuperati e portati al teatro greco di Siracusa, dove diventano protagonisti della scenografia ideata dall’architetto Stefano Boeri per Le Troiane di Euripide. Questa è la storia del loro viaggio attraverso tutta la penisola, tra paesaggi, suoni e colori.
Stefano Santamato, dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, si forma come documentarista al Cfp Bauer di Milano. Dal 2018 lavora per la casa di produzione The Blink Fish, dedicandosi al rapporto tra architettura e audiovisivi. Realizza video e cortometraggi su opere di architetti e designer quali Luigi Caccia Dominioni, Peter Aldington e Stefano Boeri.
Al termine della proiezione incontro con i registi di Lungo il futuro del Po
Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 18.00
From the Wild Sea di Robin Petré (Danimarca 2021, 78’)
Con l’avvicinarsi dell’inverno, una vasta rete europea di volontari per il soccorso della fauna marina e costiera, particolarmente attiva in Irlanda e nei Paesi Bassi, si sta preparando ad affrontare le difficoltà della stagione. Impegnati notte e giorno, i soccorritori lavorano instancabilmente per salvare questi animali da elementi letali come il petrolio o la plastica, a cui si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico che si manifestano attraverso lo scatenarsi di tempeste senza precedenti. Attraverso un’esperienza visiva intima e ravvicinata che segue gli animali nella loro riabilitazione e l’agire di chi se ne prende cura, viene messa a nudo la relazione ambivalente tra società ed ecosistemi minacciati, la complessa e irrisolta collisione tra essere umano e Natura.
Robin Petré, laureata in Giornalismo presso la Danish School of Media and Journalism, consegue un Master in Regia di documentari presso Doc Nomads, la scuola di cinema itinerante tra Portogallo, Ungheria e Belgio. Tra i suoi cortometraggi, Pulse (2016) riceve numerosi premi, tra cui la Colomba d’argento al DOK Leipzig, ed è presentato alla 20^ edizione di CinemAmbiente. From the Wild Sea è il suo primo lungometraggio.
Introducono la proiezione gli studenti del Laboratorio di Comunicazione Ambientale del Corso di Economia dell’Ambiente, della Cultura e del Territorio, Università di Torino
Cinema Massimo – Sala Soldati – ore 19.00
Il fiore in bocca di Andrea Settembrini, Valeria Civardi (Italia 2021, 52’)
Il Salento, per la sua bellezza da cartolina, è una delle regioni del Sud Italia più frequentate dai turisti di tutto il mondo, ma tra le radici dei suoi ulivi, nel sottosuolo, nasconde un invisibile segreto. Sono 270 i siti dove dagli anni Ottanta sono stati sepolti rifiuti di ogni genere, nella totale indifferenza. Col passare del tempo, il tasso d’incidenza tumorale è diventato tra i più alti d’Italia e d’Europa. Un racconto corale, costellato di personaggi a tratti grotteschi, che osserva un paesaggio umano complesso, annodato in indistricabili contraddizioni. Tra la volontà di denunciare la grave situazione e la paura di perdere la più cospicua fonte di ricchezza, cioè il turismo, si incunea un interrogativo: qual è la via per sopravvivere?
Valeria Civardi si laurea all’Accademia di Belle Arti in Nuove Tecnologie dell’arte. Dopo il diploma nel 2018 in Regia, Sceneggiatura e Produzione presso la Scuola Holden di Torino, dirige i cortometraggi The other Side, One Meter closer e The Triumph of Grace. Finalista con Sindrome acetica del Premio Cesare Zavattini 2019/20. Andrea Settembrini filmmaker e compositore, nel 2018 co-fonda Broga Doite Film, con la quale produce e dirige documentari e cortometraggi di finzione. È tra gli autori di Anche gli uomini hanno fame, vincitore del Premio Zavattini 2018/19.

Viva a temp! di Beatrice Surano (Italia 2020, 8’)
In una Basilicata madre e matrigna, alla bellezza pura dei luoghi e della cultura fa da contraltare un continuo senso di precarietà, di distruzione e di abbandono, evidente soprattutto nel rapporto tra uomo e territorio, uomo e natura. Quest’ultima si fonde con pozzi petroliferi in disuso, impianti industriali vuoti carichi di amianto e strutture turistiche dismesse. Guidati dalla regista, ispirata dai cerimoniali magici lucani e dai rituali del Sud Italia, tre giovani lucani cercano di intessere un nuovo dialogo con la propria terra, un processo di esorcizzazione dei luoghi dell’abbandono, per restituire un futuro e riprendere in mano il destino di quei luoghi che si fanno metafora del destino del mondo intero.
Beatrice Surano, di formazione sociologa, lavora come regista e videomaker per la comunicazione sociale e per la cultura, collaborando con importanti agenzie, ONG, associazioni italiane e internazionali. La sua passione nel campo del sonoro e della musica la porta a cimentarsi in diversi progetti sperimentali, dove il rapporto uomo/natura assume sempre un ruolo centrale.
Al termine della proiezione incontro con i registi
Cinema Massimo – Sala Cabiria – ore 21.00 – (Sala Soldati – solo Legacy – ore 21.00) Cerimonia di premiazione
a seguire
Legacy di Yann-Arthus Bertrand (Francia 2021, 100’)
Dodici anni dopo il suo film rivelazione Home, il fotografo Yann Arthus-Bertrand mostra un pianeta sempre più sofferente: l’umanità disorientata ha mentito a se stessa per decenni, incapace o non disposta a prendere sul serio la minaccia che sta affrontando. Oggi nessuno può ignorare la catastrofe ecologica in corso. Nella sua ricerca di trasformare, dominare e deviare l’energia, l’essere umano ha alterato l’ordine naturale delle cose. È in gioco la nostra stessa sopravvivenza sulla Terra e ne siamo tutti responsabili. Yann Arthus-Bertrand ci offre la sua eredità, che è anche la nostra. Dietro la bellezza delle sue immagini si nasconde un potente grido di dolore. Legacy ci fornisce le ragioni e il coraggio per affrontare questa verità: tutti dobbiamo riavvicinarci alla natura e agire per il Pianeta e per il futuro dei nostri figli.
Yann Arthus-Bertrand, ambientalista, giornalista, fotografo e regista, è fondatore e presidente della Fondazione GoodPlanet. Nominato Goodwill Ambassador per il Programma dell’ONU sull’ambiente in occasione della Giornata della Terra, in oltre quarant’anni di carriera pubblica centinaia di libri fotografici, realizza numerosi documentari per la televisione e firma film come Home (2009), Human (2015), Woman (2019).
Introduce online la proiezione Yann Arthus-Bertrand


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Ambiente

E’ morto a 86 anni Gianni Mattioli uno dei protagonisti dell’ecologismo scientifico italiano

E’ morto a 86 anni Gianni Mattioli una delle figure più autorevoli dell’ambientalismo italiano del secondo Novecento, Giovanni Francesco Mattioli – conosciuto pubblicamente come Gianni Francesco Mattioli – ha rappresentato un raro esempio di integrazione tra rigore scientifico, impegno civile e azione politica. Fisico, docente universitario, parlamentare e ministro della Repubblica, Mattioli ha dedicato gran parte della propria vita alla diffusione di una cultura ecologica fondata sulla conoscenza scientifica e sulla responsabilità verso le generazioni future.

Gli anni della formazione scientifica

Nato a Genova il 29 gennaio 1940, Mattioli si laureò in Fisica presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1964 con una tesi dedicata alla diffusione delle particelle ad alta energia. Negli anni successivi intraprese la carriera accademica, diventando nel 1973 docente universitario nello stesso ateneo. La sua attività di ricerca si concentrò in particolare sulla meccanica quantistica e sulla meccanica razionale, ambiti nei quali contribuì alla formazione di numerose generazioni di studenti e ricercatori.

La sua preparazione scientifica influenzò profondamente anche il successivo impegno pubblico. Per Mattioli, infatti, le questioni ambientali non potevano essere affrontate esclusivamente sul piano ideologico o politico, ma richiedevano una solida base di conoscenze tecniche e una valutazione rigorosa delle conseguenze sociali, economiche ed energetiche delle decisioni pubbliche.

La nascita dell’impegno ambientalista

La svolta avvenne alla fine degli anni Settanta, quando entrò in contatto con le mobilitazioni contro il progetto della centrale nucleare di Montalto di Castro. Quell’esperienza contribuì a orientare definitivamente la sua attività verso la difesa dell’ambiente e della salute pubblica.

Nel 1978 fu tra i fondatori del Comitato per il Controllo delle Scelte Energetiche, insieme a Massimo Scalia e ad altri protagonisti dell’ambientalismo italiano. Il comitato divenne uno dei principali centri di elaborazione critica sulle politiche energetiche nazionali, promuovendo un modello di sviluppo fondato sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili.

Nel 1981 contribuì inoltre alla fondazione della rivista Quale Energia?, che per anni rappresentò un punto di riferimento per il dibattito scientifico e culturale sui temi energetici e ambientali. La pubblicazione svolse un ruolo importante nella diffusione di informazioni e analisi che avrebbero alimentato il movimento ecologista italiano.

L’ingresso nelle istituzioni

L’esperienza maturata nel mondo dell’associazionismo e della ricerca portò Mattioli all’impegno politico diretto. Nel 1987 venne eletto alla Camera dei Deputati nelle liste dei Verdi, contribuendo alla crescita e al consolidamento del movimento ecologista italiano all’interno delle istituzioni. Negli anni successivi fu più volte rieletto e ricoprì incarichi di rilievo sia nel partito sia nelle commissioni parlamentari dedicate al bilancio, all’ambiente e alle politiche economiche.

Tra il 1988 e il 1992 fu presidente dei Verdi, contribuendo alla definizione di una linea politica che collegava la tutela dell’ambiente ai temi della democrazia, della pace e della sostenibilità economica. In un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni politiche, Mattioli cercò di rafforzare la credibilità dell’ecologismo come proposta di governo e non soltanto come movimento di protesta.

L’esperienza di governo

Con la vittoria del centrosinistra nel 1996, Mattioli venne nominato sottosegretario al Ministero dei Lavori Pubblici nel primo governo guidato da Romano Prodi. Mantenne l’incarico anche nei successivi governi D’Alema, occupandosi di temi legati alle infrastrutture, alla pianificazione territoriale e alla sostenibilità ambientale. (Wikipedia)

Nel 2000 fu chiamato a ricoprire il ruolo di Ministro per le Politiche Comunitarie nel secondo governo Amato. Sebbene il mandato sia stato relativamente breve, la nomina rappresentò il riconoscimento istituzionale di una lunga carriera dedicata alla promozione di politiche pubbliche attente alle questioni ambientali e alla dimensione europea della sostenibilità.

Un pensiero ecologista fondato sulla scienza

Uno degli aspetti più originali della figura di Mattioli fu la capacità di collegare il sapere scientifico all’azione politica. In anni in cui l’ambientalismo veniva talvolta considerato marginale o ideologico, egli sostenne con forza la necessità di basare le scelte energetiche e ambientali su dati verificabili, ricerca scientifica e valutazioni di lungo periodo.

La sua opposizione al nucleare non nacque da posizioni pregiudiziali, ma da un’analisi critica dei rischi, dei costi e delle implicazioni sociali connessi a quel modello energetico. Allo stesso tempo promosse il dibattito sulle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica e sulla riduzione dell’impatto ambientale delle attività produttive, anticipando temi che sarebbero diventati centrali decenni più tardi.

L’eredità culturale e politica

Anche dopo la conclusione dell’esperienza parlamentare, Mattioli continuò a partecipare attivamente al dibattito pubblico, collaborando con associazioni ambientaliste e con le nuove formazioni della sinistra ecologista italiana. Nel 2009 aderì al progetto di Sinistra Ecologia Libertà, mantenendo un ruolo di riferimento sulle politiche ambientali.

La sua eredità va oltre i risultati politici immediati. Mattioli contribuì infatti a introdurre nel dibattito nazionale una visione dell’ecologia come elemento strutturale dello sviluppo economico e della democrazia. Molte delle questioni che oggi dominano l’agenda internazionale – cambiamento climatico, transizione energetica, sostenibilità delle risorse – erano già presenti nelle sue riflessioni e nelle sue battaglie pubbliche.

Conclusione

Giovanni Francesco Mattioli appartiene a quella generazione di intellettuali che hanno scelto di trasformare il sapere in responsabilità civile. La sua vicenda personale dimostra come la scienza possa diventare strumento di partecipazione democratica e come la politica possa trarre forza dalla competenza e dalla ricerca. Ricordarlo significa riconoscere il contributo di uno dei principali artefici dell’ambientalismo scientifico italiano e di una cultura ecologica che continua ancora oggi a influenzare il dibattito pubblico e le scelte delle istituzioni.


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Ambiente

CinemAmbiente 2026, a Torino il cinema diventa uno strumento per raccontare la crisi climatica

Dal 3 al 7 giugno 2026 Torino ospita la 29ª edizione del Festival CinemAmbiente, il più importante appuntamento italiano dedicato ai film a tema ambientale. La rassegna, organizzata dal Museo Nazionale del Cinema e diretta da Lia Furxhi, propone anche una selezione online sulla piattaforma OpenDDB, accessibile tramite il sito del Festival fino al 14 giugno.

L’edizione di quest’anno conferma il ruolo di CinemAmbiente come spazio di riflessione sui grandi temi della transizione ecologica: crisi climatica, risorse naturali, inquinamento, perdita di biodiversità, giustizia ambientale e nuovi modelli di sviluppo. In programma ci sono 69 film provenienti da 30 Paesi, tra documentari, cortometraggi, proiezioni speciali, incontri e attività collaterali.

Un’apertura simbolica

Il festival si aprirà mercoledì 3 giugno con una serata dedicata alla Groenlandia, territorio diventato simbolo del cambiamento climatico. Verrà proiettata la versione restaurata di *Den store Grønlandsfilm* (1922), accompagnata dal vivo dalla band inuit Inuk, in un omaggio alla storia e alla fragilità di un’area oggi al centro di forti tensioni geopolitiche e ambientali.

La chiusura, prevista per domenica 7 giugno, sarà affidata all’anteprima italiana di *Groundswell*, ultimo capitolo della trilogia di Josh e Rebecca Tickell sull’agricoltura rigenerativa, tema sempre più centrale nel dibattito sulla sostenibilità alimentare e sulla tutela del suolo.

I film in concorso

Il Concorso documentari presenta otto lungometraggi che affrontano la crisi ambientale da prospettive diverse: dalle alluvioni in Brasile alle storie dei ghiacciai che scompaiono, dalla siccità del fiume Colorado al problema globale dei rifiuti, fino alla convivenza forzata tra esseri umani e fauna artica.

Tra i titoli più significativi figurano *Rua do pescador, n° 6* di Bárbara Paz, *Time and Water* di Sara Dosa, *Desert Passages* di Kevin Brennan e Laurence Durkin, *In Excess* di Melissa Langer, *Nuisance Bear* di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden e *Underland*, tratto dal libro di Robert Macfarlane.

Anche il Concorso cortometraggi, con 17 titoli provenienti da 15 Paesi, conferma la volontà del festival di superare una narrazione ambientale fatta solo di allarme e denuncia. I film brevi raccontano la crisi climatica come parte della vita quotidiana, intrecciandola con storie personali, memorie, relazioni e trasformazioni sociali.

Il cinema italiano

La sezione *Made in Italy* mette in vetrina 23 opere tra lungometraggi e cortometraggi dedicati alla produzione documentaria nazionale più recente. I film attraversano territori fragili, ecosistemi minacciati e comunità che stanno cambiando, mostrando come la crisi ambientale influenzi non solo i paesaggi, ma anche l’immaginario collettivo e il modo in cui pensiamo il futuro.

Tra le anteprime nazionali figurano *I nemici del popolo* di Andrea Marinelli, *Anguane, le voci dell’acqua* di Giovanni Pellegrini, *Ma Prière à la mer – La mia preghiera al mare* di Davide Marino e *Ci sarà l’acqua* di Elena Valsania.

Dialogo tra scienza e futuro

Uno degli spazi più interessanti del festival è la sezione *Panorama*, articolata quest’anno in due focus tematici. Il primo, *Senza limiti? Come ripensare il Pianeta*, affronta il tema dell’iper-sfruttamento delle risorse e del modello di crescita infinita, anche attraverso il pensiero del filosofo Kohei Saito, ospite del Festival.

Il secondo focus, *Scienza e (in)coscienza*, mette al centro il divario tra la consapevolezza scientifica della crisi ambientale e la lentezza con cui istituzioni e decisori politici reagiscono ai dati. I film in programma offriranno un’occasione di confronto tra registi, studiosi ed esperti di discipline diverse.

Realtà virtuale e nuovi linguaggi

Quest’anno CinemAmbiente dedica uno spazio speciale anche alla realtà virtuale con la sezione *CinemAmbiente VR*. Protagonista è Lena Herzog, artista, fotografa e regista, presente con due lavori immersivi: *Last Whispers*, dedicato alle lingue estinte o in pericolo, e *Any War Any Enemy*, un poema contro la guerra.

La scelta conferma la volontà del festival di sperimentare linguaggi diversi per parlare di ambiente, diritti e fragilità del presente, usando il cinema non solo come mezzo di informazione, ma anche come esperienza sensoriale e civile.

Eventi ed ecoventi

Accanto alle proiezioni, il programma propone numerosi eventi speciali. Torna l’appuntamento con il meteorologo Luca Mercalli, che farà il punto sullo stato del clima e introdurrà il film *Lessons in Fire* di John Webster.

Tra gli appuntamenti più rilevanti c’è anche la celebrazione dei 60 anni del WWF Italia, con la proiezione di *Fulco Pratesi. Nel nome della Natura* e un panel dedicato alla storia dell’ambientalismo italiano.

Non mancano gli ecoeventi, pensati per coinvolgere il pubblico in modo diretto. Il 5 giugno, Giornata mondiale dell’Ambiente, Politecnico di Torino e Università di Torino presenteranno progetti, giochi divulgativi, talk e attività dedicate alla sostenibilità. Un altro appuntamento vedrà protagonisti i Parchi naturali del Piemonte con stand, materiali educativi e iniziative per tutte le età.

Un festival aperto alla città

CinemAmbiente non è solo una rassegna cinematografica, ma un vero laboratorio culturale sulla transizione ecologica. Mostre fotografiche, proiezioni per bambini, incontri con autori e attività di formazione allargano il pubblico e trasformano il festival in uno spazio di partecipazione attiva.

La sede principale è il Cinema Massimo, a Torino, ma l’iniziativa si estende anche online e in diversi luoghi della città, rafforzando l’idea di una sostenibilità che non riguarda solo i contenuti, ma anche i modi in cui la cultura si apre alla comunità.

Informazioni utili

Le proiezioni e gli eventi si tengono al Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema, in via Giuseppe Verdi 18, a Torino. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti.


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