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Play with Food – La scena del cibo, il festival teatrale interamente dedicato al cibo e alla convivialità

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Da sabato 2 a domenica 10 ottobre 2021 A Torino è in programma la decima edizione di Play with Food – La scena del cibo – il primo e unico festival teatrale interamente dedicato al cibo e alla convivialità, con la direzione artistica di Davide Barbato.Il festival inizia sabato 2 ottobre alle 19 (replica alle 21) al Circolo dei lettori con R.L. – Radicali Liberi di Cuocolo/Bosetti – IRAA THEATRE, tratto da un racconto della celebre scrittrice canadese e premio Nobel Alice Munro. Uno spettacolo in cuffia, intimo e sconvolgente, vissuto durante un banale momento conviviale che avrà risvolti inaspettati. Cuocolo/Bosetti tornano al festival dopo Secret Room presentato in occasione dell’edizione 2018. Lo spettacolo è co-programmato con il Teatro della Caduta e sarà anche l’evento inaugurale della nona edizione di Concentrica/Spettacoli in Orbita, un fitto cartellone diffuso tra Torino, Piemonte e Liguria da ottobre 2021 a settembre 2022.

Domenica 3 si inizia presto con Incontrarsi in natura – Forest Bathing di Fabio Castello e Fabio Berardi (TO). Appuntamento alle ore 9 all’Azienda Agricola RAM – Radici a Moncalieri per scoprire lo Shinrin-Yoku, pratica nata in Giappone nel 1982. Un’immersione nella natura per apprezzarne a pieno i profumi, i colori e i suoni, e portare beneficio a corpo e mente. Un percorso di quattro ore per sperimentare la camminata sensibile, l’abbraccio dell’albero, la meditazione dello sguardo. Alla fine, pranzo in fattoria con i frutti della terra raccolti dai partecipanti. L’evento è co-programmato insieme a Earthink festival.

A completare la prima domenica del festival (in quattro repliche alle ore 16, 17, 18 e 19), la prima regionale de La grande guerra degli orsetti gommosi della compagnia sarda Batisfera (CA), in un evento co-programmato insieme a Incanti. La nazione degli Orsetti Gommosi si lancia in una guerra senza speranza: attaccherà la confinante nazione dei Dinosauri. Un piccolo kolossal “da tavolo”, con protagonisti i celeberrimi orsetti commestibili, per parlare di un mondo lacerato tra perpetuo infantilismo e desiderio di tragicità. Lo spettacolo è stato selezionato per rappresentare la scena italiana al festival “In Scena!” di New York nel 2022. Dopo lo spettacolo, merenda offerta dai food partner del festival.

Lunedì 4 alle 20 alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani va in scena, in prima regionale, uno degli appuntamenti più attesi di questa edizione: La grande abbuffata con la regia di Michele Sinisi (MI), prima versione teatrale italiana dell’iconica pellicola di Marco Ferreri. La storia dei quattro amici che decidono di suicidarsi mangiando fino alla morte è ancora oggi efficace e perturbante metafora di una civiltà occidentale in progressivo disfacimento. In scena Ninni Bruschetta, volto noto al grande pubblico per le sue interpretazioni cinematografiche e televisive, tra cui quella dell’indimenticabile direttore della fotografia Duccio Patanè nella serie cult Boris. Prima dello spettacolo sarà possibile partecipare a How I met my theatre buddy, originale format di dating teatrale ideato da Incanti in collaborazione con l’Università di Torino. Aperitivo “Fuorisede” offerto dai food partner del festival.

Martedì 5 e mercoledì 6 il festival abiterà il neonato Spazio Kairòs di Onda Larsen con diversi appuntamenti. Entrambi i giorni, alle ore 19 (replica alle 21), un evento co-programmato con il Torino Fringe Festival: la prima assoluta de Il talismano della felicità di Collettivo LunAzione (NA), compagine tra le più interessanti del nuovo panorama nazionale. Un atto unico che intreccia due inediti monologhi al femminile, dove il cibo è protagonista di vicende spiazzanti e grottesche: ne L’arrosto di Alberto Milazzo (autore recentemente insignito del premio “Carlo Annoni” 2021) una donna legata alla sedia instaura un irresistibile dialogo dal sapore beckettiano con il suo aguzzino; mentre in Arcano I di Iwan Paolini a parlare è la celeberrima assassina Leonarda Cianciulli, che ci conduce negli inquietanti meandri della sua macabra vicenda.

Naturalmente, cucinando in diretta per gli spettatori. Lo spettacolo, coprodotto da Play with Food e Torino Fringe Festival, è l’esito finale di Abbiamo fame di storie, un progetto biennale intrapreso dai due festival in collaborazione con la rivista letteraria indipendente Crack a sostegno della scrittura per il teatro e delle giovani compagnie. La compagnia debutterà dopo una settimana di residenza a Spazio Kairòs.

Durante l’aperitivo, tra le 20 e le 21, il giovane collettivo L’Amalgama (MI) proporrà, in prima assoluta, la performance interattiva L’indispensabile: partendo dalla domanda su cosa sia rimasto di indispensabile oggi nel cibo, i partecipanti a quest’incontro/intervista one to one si troveranno a riflettere e a discutere su cosa sia indispensabile nella loro vita.

La due giorni in via Mottalciata si chiude mercoledì 6 alle 21.15 con Manifesto of a bread maker di Vita Malahova (Riga, LV / Lugano, CH), prima artista straniera ospite del festival: l’attrice racconta la vita della nonna in campagna, il suo rapporto con il lavoro, la natura e la guerra. Un viaggio dalla Lettonia alla Svizzera, da un forno per il pane in una cucina di campagna al Teatro Bolshoi di Mosca, gustando la zuppa tradizionale di Baba Nina preparata dall’attrice.

Giovedì 7 alle 20 il festival si sposta al Qubì, luogo di arte e cucina caro a Play with Food, per una serata all’insegna della leggerezza e della convivialità: in scena una giovanissima e talentuosa attrice, Giulia Cerruti (TO) di Crack24, con la prima regionale di Monologo di donna con lievito madre. Una stand-up tragicomica, figlia del lockdown, in cui ogni giorno si ride per non piangere: la solitudine, la convivenza forzata, la noia, il bisogno di riempire il tempo, il complottismo, la paura del contagio, l’ottimismo dell’andrà tutto bene. Uno spettacolo per non dimenticare, ma col sorriso sulle labbra. Prima dello spettacolo, aperitivo a cura di Qubì e dei food partner del festival.

Venerdì 8 alle 21 il CineTeatro Baretti, storico partner del festival, ospiterà la La Ribalta (PI), con Il pelo nell’uovo – Primo studio, in un altro evento co-programmato con Earthink festival. Uno spettacolo comicissimo per affrontare temi serissimi: la produzione del cibo è un tema urgente dello sviluppo sostenibile. Cosa c’è nel piatto? Com’è possibile modificare rapidamente le nostre abitudini alimentari? Uno spettacolo per ricordarci che la frittata è fatta, e che prima di essere frittata è stata uovo. Aperitivo “Fuorisede” offerto dai food partner del festival.

Sabato 9 ottobre al Teatro Colosseo un evento davvero speciale, con la seconda realtà straniera nel programma del festival: il collettivo londinese state of the [art] (Regno Unito) con la prima assoluta di Piece of cake. Un gioco di ruolo dal vivo che ricrea una festa di matrimonio usando tutti gli spazi del teatro, dal foyer ai camerini. Gli spettatori, veri e unici protagonisti, potranno essere chef, camerieri, fotografi, ospiti, fino addirittura ad assumere il ruolo della coppia che dirà il fatidico sì. Un’esperienza immersiva per giocare con i confini tra realtà e finzione, e per riabituarsi a dinamiche sociali compromesse dalla pandemia. Ingressi ad orari scaglionati (ore 11, 13 e 16) permetteranno ai partecipanti di scegliere il proprio livello di ingaggio: organizzatori della cerimonia o semplici invitati? Un ricco pranzo completa il gioco. L’evento dialogherà con le opere della mostra Street Art in Blue 3 allestita all’interno del teatro.

Sempre sabato 9 alle 20, all’Unione Culturale Franco Antonicelli va in scena la prima assoluta di Nato cinghiale, spettacolo di teatro di narrazione e musica del giovane artista umbro Alessandro Sesti (PG). Tra le parole dell’attore e la musica dal vivo di Debora Contini, un figlio racconta la storia del padre e del loro rapporto, tra fragilità, paure, contrasti e amore, il tutto preparando per il pubblico ciò che da sempre li ha legati: le tagliatelle al ragù di cinghiale.
Per l’ultima giornata, domenica 10 alle ore 10 (replica ore 16), il festival si sposta a Casa Fools, dove Roberta Calia dei Fools (TO) presenterà uno spettacolo dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie: La taverna del disgusto. Un ristorante rinomato tra i mostri, dove ricette ripugnanti fanno la felicità di tutti i clienti. Ma da qualche tempo c’è un problema: I piatti non hanno più il sapore di una volta. Come mai? Colazione e merenda prima dello spettacolo. L’evento fa parte anche delle Domeniche spettacolari di Casa Fools.

A chiudere il festival, ancora una volta al Qubì, domenica 10 alle 20 andrà in scena una realtà tra le più significative della scena nazionale emergente, per la prima volta a Torino: Bartolini/Baronio (Roma), con la prima regionale di RedReading #Piatti forti . Un incontro tra teatro, libri, musica, cibo, che si sviluppa tra una portata e l’altra durante una cena cucinata dai Cuochivolanti. Ogni volta si crea un’esperienza differente a seconda dei luoghi attraversati e dei loro sapori. La performance per Play with Food è costruita dagli artisti attraverso un lavoro di ricerca e di incontro con i food partner del festival, sviluppato in 3 giorni di residenza a Torino.
Non mancano nemmeno quest’anno, per il festival, novità e appuntamenti speciali.

Martedì 21 settembre alle 21, al Cinema Massimo, un’anteprima in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema: la versione restaurata in lingua originale de La grande abbuffata di Marco Ferreri. Introdurranno la proiezione Giulia Carluccio e Stefano Francia di Celle, in dialogo con Michele Sinisi, Stefano Braschi e Gianluca Balestra, rispettivamente regista, interprete e produttore dello spettacolo che andrà in scena il 4 ottobre.
La mattinata di sabato 2 ottobre sarà dedicata a un momento di confronto e studio sui temi più urgenti dello spettacolo dal vivo: al Cubo Teatro un tavolo di lavoro di C.Ar.Pe – Coordinamento delle arti performative, per stilare un documento rivolto alla nuova amministrazione cittadina, con istanze e visioni sul ruolo delle arti sceniche a Torino. Gli esiti dell’incontro, condotto a porte chiuse, saranno condivisi attraverso i canali di comunicazione del coordinamento.
Una novità è la collaborazione con Utopian Hours, il festival di city making organizzato da Torino Stratosferica: per questo incontro, i due festival ospiteranno insieme un Visiting Urban Explorer: esperti e autori stranieri, apprezzati per il loro lavoro sulle città, alla scoperta di Torino per la prima volta. Dopo i giorni passati in esplorazione, ognuno racconta le proprie idee per rendere stratosferica la città. Per l’occasione, l’ospite è l’architetta e urbanista cipriota Marina Kyriakou che visiterà la città da sola, liberamente, senza contatti o consigli da parte degli organizzatori, ma solo con l’indicazione di avventurarsi alla scoperta del modo in cui la città vive il cibo, in tutti i suoi aspetti. Prima di partire condividerà le sue impressioni e proposte, in un talk a Nuvola Lavazza venerdì 10 alle 17.15.
Non mancherà il classico appuntamento con la Cinecolazione, ma con una novità: la colazione si impigrisce sempre di più e diventa una merenda sinoira, occasione per un po’ di relax e un arrivederci dopo le fatiche del festival. Appuntamento quindi sabato 16 ottobre alle 18.30 alla Bocciofila La Tesoriera con la nuova Cinesinoira organizzata in collaborazione con Les Petites Madeleines: dopo la merenda cucinata dalla mitica Egle, bevande calde e la proiezione integrale del cult Le vacanze intelligenti di Alberto Sordi.
Come sempre gli spettacoli saranno accompagnati da momenti conviviali realizzati con la collaborazione dei food partner del festival, “cuore culinario” di Play with Food: i Maestri del Gusto Torino e Provincia 2021-2022 (Agribiscotto, Birrificio San Michele, Camellia, Green Italy, La Masera, Macelleria Gadaleta, Enoteca Rabezzana, Pastificio Bolognese), Agrisalumeria Luiset, Cuochivolanti, Ristorante San Giors. Torna anche l’Aperitivo “Fuorisede”, nato nel 2020 come soluzione creativa alle restrizioni imposte dalla pandemia: negli spazi dove non è ancora possibile organizzare i momenti conviviali “dal vivo”, verrà distribuito un voucher che permetterà agli spettatori di gustare l’aperitivo offerto dai partner direttamente presso le loro sedi (ma anche on line) fino al 31 ottobre, per ritrovare un po’ di Play with Food anche fuori dal teatro.
Per il quarto anno consecutivo, si conferma main sponsor del festival Pastiglie Leone. Hospitality partner Tomato Backpackers Hotel e Welcome Home. Partner tecnici Marco Gennaro architetto e Icogei. Mediapartner Radio Energy.
Una partnership speciale legherà Play with Food a INCANTI – rassegna internazionale di teatro di figura (Torino, 1-7 ottobre 2021): eventi co-programmati, condivisione di spazi e di azioni promozionali per ottimizzare risorse e scambiare idee e competenze. Tra queste, il progetto How I met my theatre buddy, originale format di dating teatrale per trovare il partner ideale con cui condividere la passione per il teatro. L’evento, che si terrà alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani sabato 2 alle 19.30 e lunedì 4 alle 19, è stato ideato da un team di studenti e studentesse del Corso di Management dei Beni Culturali e del Corso in Gestione del Patrimonio Culturale dell’Università di Torino.
L’edizione 2021 è realizzata inoltre con il contributo di Ministero della Cultura, Città di Torino, Torino Arti Performative e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, con il supporto di Camera di commercio di Torino e la collaborazione di numerosi partner, tra cui Casa Fools, CineTeatro Baretti, Crack Rivista, Cubo Teatro, Earthink Festival, Fondazione Circolo dei lettori, Les Petites Madeleines, Museo nazionale del Cinema, Onda Larsen, Progetto Zoran, Qubì Associazione Culturale, Superottimisti, Teatro Colosseo, Teatro della Caduta/Concentrica, Torino Fringe Festival, Utopian Hours, Unione Culturale Franco Antonicelli.


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Acquisti alimentari: come pianificare la spesa per ridurre gli sprechi

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La quantità di cibo che finisce nei bidoni della spazzatura ogni anno è uno dei dati più scomodi della società moderna: secondo le stime di Last Minute Market, ogni famiglia italiana butta via in media circa 400 euro di alimenti all’anno. Una cifra che fa riflettere, soprattutto quando si considera che spesso le cause non sono la distrazione o la cattiva volontà, ma semplicemente la mancanza di un metodo. Fare la spesa in modo più consapevole non richiede sforzi straordinari: bastano alcune accortezze pratiche per cambiare il risultato finale in modo significativo.

Il problema comincia prima del supermercato

Molti sprechi alimentari nascono prima ancora di mettere piede in un negozio. Andare a fare la spesa senza un’idea chiara di cosa si ha già in frigo, senza aver verificato le scadenze e senza aver pensato ai pasti della settimana è la premessa più comune per acquistare prodotti inutili o doppi.

Il passaggio fondamentale è dedicare qualche minuto, una o due volte a settimana, a fare un inventario rapido di ciò che è già disponibile in casa. Non serve un sistema complicato: basta guardare gli scaffali, prendere nota delle scadenze più prossime e costruire i menu attorno a ciò che c’è già, prima di pensare a cosa comprare.

Costruire il menu settimanale

Pianificare i pasti della settimana non significa seguire un programma rigido. Significa avere una traccia di massima, abbastanza flessibile da adattarsi agli imprevisti, ma sufficientemente strutturata da evitare di comprare ciò che poi non si usa. Un approccio pratico prevede di ragionare per categorie:

  • Proteine: quante volte si prevede di cucinare carne, pesce, legumi o uova?
  • Verdure e frutta: quali sono di stagione e disponibili a prezzi ragionevoli?
  • Carboidrati e dispensa: pasta, riso, cereali sono già presenti in quantità sufficiente?
  • Prodotti freschi a breve scadenza: latticini, affettati, pane vanno acquistati in quantità proporzionali al consumo effettivo.

Tenere conto di questi elementi consente di costruire una lista della spesa molto più precisa, evitando acquisti impulsivi e riducendo il rischio di avere frigo e dispensa pieni di prodotti che poi si deteriorano.

La lista della spesa come strumento reale

Una lista scritta, che sia su carta o sullo smartphone, fa una differenza concreta. Non si tratta di un dettaglio secondario: chi entra in un supermercato senza una lista è statisticamente più esposto agli acquisti non programmati, che spesso riguardano prodotti freschi o deperibili difficili da conservare a lungo.

Promozioni e offerte: come usarle senza sprecare

Le promozioni sono uno strumento utile, ma solo se usate con criterio. Un’offerta su un prodotto che non rientra nei consumi reali non è un risparmio: è una spesa aggiuntiva travestita da convenienza. Vale la pena approfittare delle offerte quando riguardano prodotti a lunga conservazione, come pasta, legumi in scatola, conserve, olio o caffè.

Proprio il caffè è un buon esempio: il caffè in grani o macinato si conserva per mesi se tenuto in un contenitore ermetico lontano dalla luce, e acquistarlo approfittando di un caffè in offerta negli ipermercati come Bennet, ad esempio, può portare a un risparmio reale senza alcun rischio di spreco.

Diverso è il discorso per prodotti freschi come carne o frutta: in quel caso, comprare più del necessario solo perché il prezzo è vantaggioso porta quasi inevitabilmente a buttar via qualcosa.

Conservazione e rotazione dei prodotti

Anche con una lista precisa e acquisti mirati, lo spreco può verificarsi se la gestione domestica degli alimenti è approssimativa. Uno degli errori più diffusi è mettere i nuovi acquisti davanti ai prodotti già presenti in dispensa o in frigo, relegando quelli più vecchi in fondo dove vengono dimenticati. La regola elementare è quella opposta: i prodotti con scadenza più vicina vanno messi davanti, quelli appena acquistati dietro.

Alcune accortezze specifiche per la conservazione:

  • Il pane avanzato non va buttato: si può surgelare a fette e usare all’occorrenza, oppure trasformarlo in pangrattato.
  • Le verdure che iniziano ad appassire non sono necessariamente da scartare: minestre, vellutate o soffritti le recuperano quasi tutte.
  • La frutta troppo matura è perfetta per smoothie, composte o aggiunte a dolci e yogurt.
  • Gli avanzi di carne o pesce cotti trovano facilmente una seconda vita in insalate, pasta fredda o torte salate.

Il freezer come alleato

Il congelatore è probabilmente lo strumento più sottoutilizzato in molte cucine. Si possono surgelare non solo carne e pesce crudi, ma anche pane, pasta già cotta, legumi lessati, ragù, brodo, verdure sbollentate. Prendere l’abitudine di congelare ciò che avanza o che si avvicina alla scadenza riduce sensibilmente la quantità di cibo che va perso.

Quantità e porzioni: il calcolo che pochi fanno

Un altro punto critico è la stima delle quantità al momento dell’acquisto. Comprare mezzo chilo di rucola per due persone, o una confezione intera di petto di pollo quando se ne userà solo metà, porta a sprechi quasi certi. Ragionare in termini di porzioni reali, tenendo conto di quante persone ci sono in casa e di quanti pasti si prevede di preparare con quel prodotto, aiuta a calibrare meglio le quantità.

Alcune referenze, come gli affettati al banco o certi tipi di frutta e verdura sfusa, permettono di acquistare esattamente la quantità necessaria. Laddove possibile, è preferibile scegliere questa opzione rispetto alle confezioni preconfezionate in formati fissi.

Un cambio di prospettiva possibile

Ridurre gli sprechi alimentari non è un obiettivo che richiede sacrifici o rinunce. È piuttosto il risultato di una serie di piccole scelte più consapevoli: verificare cosa c’è già in casa, costruire una lista precisa, usare il freezer, approfittare delle offerte solo su prodotti adatti alla conservazione, calcolare le porzioni reali. Nessuna di queste azioni, presa singolarmente, cambia la vita. Ma insieme producono un effetto cumulativo significativo, sia sul portafoglio che sull’impatto ambientale di ogni nucleo familiare.


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E’ nato il Comitato promotore per la Dop del Burro Piemonte

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Si è costituito il Comitato promotore per la Dop del Burro Piemonte. Il Consorzio Burro del Piemonte si è già costituto il 16 settembre del 2025 ed ora, quindi, è partito l’iter depositando in Regione la documentazione necessaria per il riconoscimento della Dop.

Sin dall’antichità si ha traccia dell’utilizzo del burro, tanto che negli scritti di Plinio si legge che gli abitanti della Gallia erano forti consumatori di burro. I romani addirittura lo utilizzavano per scopi medicinali.
E’ un burro ottenuto dalla crema di latte di vacca, prodotto nel territorio della regione Piemonte, e può essere esclusivamente prodotto da panna ottenuta per scrematura meccanica, la centrifuga.

Il clima del territorio di produzione contribuisce a conferire al Burro Piemonte una consistenza omogenea ed un inimitabile gusto delicato e vellutato. Un’eccellenza che viene riconosciuta dai maestri pasticceri, non
soltanto piemontesi, per la preparazione dei loro prodotti di pasticceria quali panettoni e colombe ma anche dai cugini d’oltralpe che lo valorizzano in numerose varianti ed in particolare nei celebri croissant sfogliati con quel sapere che hanno esportato in tutto il mondo.

Il Burro Piemonte viene ottenuto per centrifuga da panna dolce, lavorata a freddo, senza fermentazioni aggiunte. Il risultato è un burro tecnico, pulito, con una texture ideale per la sfogliatura e una resa che ha convinto della sua bontà numerosi addetti del settore.


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Venti Mediterranei, la gastronomia sociale e interculturale di Torino

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Venti Mediterranei in Corso San Maurizio 71A a Torino è una gastronomia sociale e interculturale. Venti Mediterranei nasce come progetto che mette al centro il Mediterraneo come spazio di incontro, contaminazione e scambio tra culture diverse, con il cibo come linguaggio comune e strumento di inclusione.

Venti Mediterranei è uno spazio vivo, aperto e plurale, in cui le competenze, le storie e le origini diverse si incontrano per dare forma a un progetto che unisce qualità gastronomica, partecipazione e comunità.

L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: trasformare ogni tavola in un luogo di dialogo, ogni piatto in unoccasione di conoscenza reciproca e ogni attività in un passo verso una città più inclusiva e connessa.

Venti Mediterranei non è quindi solo un nome, ma una direzione: quella di un Mediterraneo che continua a parlare attraverso le persone che lo abitano, lo attraversano e lo reinventano insieme. Grazie a chi ha accompagnato Venti Mediterranei fino ad oggi e a chi vorrà continuare a farlo.

Più che un luogo di ristorazione, è un progetto di inclusione nato per favorire l’integrazione di minori stranieri non accompagnati e donne in situazioni di fragilità, offrendo loro opportunità professionali tramite il cibo.

Il menu unisce storia, culture e sapori differenti attraverso una identità Meticcia che propone specialità marocchine e mediterranee, unendo tradizioni culinarie che storicamente si incontrano e si contaminano.

Il locale prepara piatti vegetariani, vegani, rotoli di carne, oltre a gestire buffet, catering ed eventi. All’interno del locale ha sede l’associazione LAKI P.E.F., attiva nell’emancipazione femminile e nell’inclusione lavorativa


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