A Bruno Tabacci la delega alle politiche aerospaziali del Governo Draghi

Bruno Tabacci,  sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo di Mario Draghi con delega al Coordinamento della politica economica ha ricevuto anche la delega per le politiche aero spaziali.

La delega è stata assegnata con un decreto del presidente del Consiglio datato 19 marzo 2021. Nel corso del Consiglio dei ministri del 12 marzo si era consolidata , era emersa la scelta di affidarla a Roberto Garofoli sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nel governo Draghi con funzioni di segretario del Consiglio dei ministri. Successivamente è uscito il nome di Bruno Tabacci, presidente del Centro democratico, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla programmazione e coordinamento economico, già DC, poi Udc, Rosa Bianca  e Alleanza per l’Italia . Presidente della Regione Lombardia dal 1987 al 1989, tra gli incarichi parlamentari è stato presidente della Commissione Attività produttive della Camera.

L’assegnazione deriva dalla legge di riforma della governance spaziale approvata alla fine della scorsa legislatura che riconosce  la centralità del settore spaziale e aerospaziale per industria e ricerca e ne assegna infatti la direzione e il coordinamento al presidente del Consiglio, creando il Comitato Interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale.

Come scrive Formiche ci sono molte cose in agenda

L’agenda spaziale si prospetta piena. Tra i dossier da gestire c’è prima di tutto il ruolo del settore nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), del quale lo Spazio è capitolo importante. Spazio poi ai grandi programmi internazionali, a partire dalla prosecuzione degli impegni sottoscritti alla ministeriale dell’Esa nel 2019 per cui, poche settimane fa, è arrivata l’ufficialità di un secondo volo sulla stazione spaziale per Samantha Cristoforetti. Sulla stessa scia è arrivato venerdì scorso un contratto rilevante per i lanciatori Vega C di Avio, durante la visita del ministro francese Bruno Le Maire al Mise di Giancarlo Giorgetti, dicastero fortemente coinvolto nello spazio.

A inizio marzo al vertice dell’Esa si è insediato il nuovo direttore generale, l’austriaco Josef Aschbacher. Ha promesso il rapido lancio di un’Agenda 2025, in cui saranno ridefiniti i rapporti con l’Ue, desiderosa di accrescere il proprio ruolo, di dotarsi di una sua agenzia (l’Euspa) e di lasciare all’Esa la parte esecutiva. A Bruxelles il dossier è gestito dal commissario francese Thierry Breton, nelle cui competenze rientrano i fondi per Difesa (7,9 miliardi) e Spazio (14,8 miliardi).

Lato americano, l’attenzione è tutta per Artemis, il programma lunare che l’amministrazione di Joe Biden ha già detto di voler sostenere. La recente nomina al vertice della Nasa di Bill Nelson (forte sostenitore dell’agenzia e di programmi rilevanti per il progetto lunare) conferma la linea. Per l’Italia bisognerà far fruttare il posizionamento maturato in ambito Esa e nei rapporti bilaterali con gli Usa, considerando che le ambizioni italiane coprono tutte le fasi del progetto, dalla stazione in orbita, ai moduli in superficie, fino alle telecomunicazioni Terra-Luna.


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